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Dylan 15-04-2008 13.04.28

Che cosa vuol dire oggi essere italiani
 
Io credo che interrogarsi su questo sia il principio di tutto.

Leggo, trascrivo e riporto:


Quali sono, a suo avviso, le componenti essenziali della creatività?

<<L'esperienza, la motivazione e l'abilità. Ma la motivazione è la componente più difficile per una grande azienda. La motivazione, la passione e l'interesse avranno sempre maggior successo della carota (il denaro) e del bastone (la paura). Non voglio dire che il denaro fa smettere la gente di essere creativa, ma in molti casi non aiuta. Mentre la paura spinge la gente a non essere creativa. Di questo sono certa. La creatività non è gerarchica, non è lineare, è una attività costante, non è solo talento. Arriva da una diversità di idee e abilità di persone talentuose che si mettono insieme e portano tutto a un livello superiore. Incoraggiare la collaborazione è il modo perché le idee possano crescere fino al loro pieno potenziale>>.

(parla la figlia del magnate dell'editoria R.Murdoch)

Questa è un'Italia. L'italia dei ragazzi che vanno al cinema, usano internet in modo consapevole e proficuo, si interessano al sociale, alla vita, all'universo, all'arte, al giardino del vicino.


Poi c'è l'Italia del Grande Fratello, Maria de Filippi e le suonerie di Bella Topolona.

Io guardo la gente per strada, non mi piace. Non mi piace la gente. Non li sento vicini. Non è il mio popolo. Sono vuoti, insulsi, inutili, fastidiosi, rumorosi, incivili, beceri, sciatti. Ragazzi e ragazze ebeti con scarpe firmate, incapaci di usare il cervello per le funzioni più elementari. Popolano le università, che oramai rappresentano a tutti gli effetti un prolungamento del liceo, abbassando il tono del discorso fino a ridicolizzarlo. Interessati a niente che vada più in là del proprio naso.


Ci sono due "Italia"?

(questo post avrei voluto scriverlo meglio, ma sono intontito).

dolcefareniente 15-04-2008 13.07.28

Citazione:

Originalmente inviato da Dylan (Messaggio 1571642)

Io guardo la gente per strada, non mi piace. Non mi piace la gente. Non li sento vicini. Non è il mio popolo. Sono vuoti, insulsi, inutili, fastidiosi, rumorosi, incivili, beceri, sciatti. Ragazzi e ragazze ebeti con scarpe firmate, incapaci di usare il cervello per le funzioni più elementari. Popolano le università, che oramai rappresentano a tutti gli effetti un prolungamento del liceo, abbassando il tono del discorso fino a ridicolizzarlo. Interessati a niente che vada più in là del proprio naso.




(questo post avrei voluto scriverlo meglio, ma sono intontito).

Ultimamante, soprattutto dopo aver trascorso sei anni all'estero, anche io mi sento così. E non mi piace.

Dylan 15-04-2008 13.08.27

Il fatto è questo: l'italia sono anche loro. Anzi forse l'italia sono loro. sono di più. dunque?

Denis 15-04-2008 13.08.50

è un discorso che va ben al di là dell'Italia direi..in tutto il mondo ci sono le persone intelligenti e gli idioti. la paura spinge la gente a NON essere creativa? mm..non lo so. dipende..

adajo 15-04-2008 13.09.03

caro Dylan,credo che ormai non si possa più parlare di "italianità",essere italiani ora,non significa niente,siamo come computer con hard disk vuoti,che vedono ciò che gli viene istallato!siamo senza morale,senza ragione,oramai non mi sento più italiano!non mi sento niente,non mi sento parte di qualcosa,non mi sento più niente

dolcefareniente 15-04-2008 13.09.29

non è la paura, è tutto il sistema. é meglio avere delle pecore non pensanti piuttosto che gente con degli ideali. é più facile.

adajo 15-04-2008 13.11.27

Citazione:

Originalmente inviato da dolcefareniente (Messaggio 1571656)
non è la paura, è tutto il sistema. é meglio avere delle pecore non pensanti piuttosto che gente con degli ideali. é più facile.

questo é vero,che paese ARRETRATO

dolcefareniente 15-04-2008 13.11.38

e credimi, fuori da questi confini forse non sapranno il latino, forse non avranno la nostr "cultura", forse non avranno studiato al liceo classico, ma gli ideali ce li hanno ancora, e più di noi. Vedi cos'è successo in francia quando il governo ha proposto i nostri contratti a progetto.....il finimondo, e hanno ottenuto quello che volevano.

adajo 15-04-2008 13.13.22

Citazione:

Originalmente inviato da dolcefareniente (Messaggio 1571659)
e credimi, fuori da questi confini forse non sapranno il latino, forse non avranno la nostr "cultura", forse non avranno studiato al liceo classico, ma gli ideali ce li hanno ancora, e più di noi. Vedi cos'è successo in francia quando il governo ha proposto i nostri contratti a progetto.....il finimondo, e hanno ottenuto quello che volevano.

vabbé,la Francia é vera civililtà,noi non siamo oltre che una stupida "imitazione"

valer 15-04-2008 13.14.06

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

Dylan 15-04-2008 13.20.48

io invece in quelle parole della murdoch mi ci rispecchio e le trovo molto vere. è la paura. la precarietà è il giogo. tutti hanno paura. di non farcela. quando hai paura ti accontenti. non sei libero. se vivi con la paura continua che forse il mese prossimo non potrai pagare l'affitto allora non sei più libero. al tempo stesso poterlo pagare significherebbe avere delle entrate fisse, e forse sarebbe altrettanto improduttivo. il mio punto di vista è questo: quelli che partivano per l'america, sicuramente persone meno "istruite" di noi, non avevano paura. c'è nella storia dell'italiano del mitico, del magico, dell'inconsueto. colombo non ha avuto paura nell'attraversare l'oceano dalla parte "sbagliata", basandosi su calcoli che poi si son dimostrati errati. per dirne un altro. c'è (o c'era) nell'italiano qualcosa che lo spingeva oltre la paura. nell'inesplorato. con la paura, tutto questo si è perso. ma dove si è perso?

adajo 15-04-2008 13.22.14

poi la sicilia...sopratutto Catania dove vivo,in questi anni è arretrata tantissimo!!ho notato un peggioramento pazzesco

Dylan 15-04-2008 13.22.43

forse si è perso nell'agiatezza, nell'opulenza, nello spreco, nel superfluo, nella ridondanza, nell'inutile, nell'abbandono al filo-americanismo più spinto. noi non siamo americani. noi siamo italiani, siamo diversi. siamo il filtro fra due continenti. siamo uno stivale. noi nel processo di occidentalizzazione c'abbiamo perso tutto. non abbiamo quella grandezza, in termini fisici. è un paese piccino. forse sto solo vaneggiando.

dolcefareniente 15-04-2008 13.25.51

secondo me si è persa nel sistema. Come dici tu, è più facile rimbecillirsi di fornte alla de filippi. Sta lì il problema, nell'istruzione, nei media, nel rimbecillimento generale. Ma è voluto da qualcuno questo rimbecillimento, non è certo nato e cresciuto da solo. c'è chi lo coltiva e vuole farlo crescere. Io non credo nemmeno che ci sia più "paura", nessuno si pone nemmeno più il problema.

geppa 15-04-2008 13.28.01

Citazione:

Originalmente inviato da Dylan (Messaggio 1571666)
io invece in quelle parole della murdoch mi ci rispecchio e le trovo molto vere. è la paura. la precarietà è il giogo. tutti hanno paura. di non farcela. quando hai paura ti accontenti. non sei libero. se vivi con la paura continua che forse il mese prossimo non potrai pagare l'affitto allora non sei più libero. al tempo stesso poterlo pagare significherebbe avere delle entrate fisse, e forse sarebbe altrettanto improduttivo. il mio punto di vista è questo: quelli che partivano per l'america, sicuramente persone meno "istruite" di noi, non avevano paura. c'è nella storia dell'italiano del mitico, del magico, dell'inconsueto. colombo non ha avuto paura nell'attraversare l'oceano dalla parte "sbagliata", basandosi su calcoli che poi si son dimostrati errati. per dirne un altro. c'è (o c'era) nell'italiano qualcosa che lo spingeva oltre la paura. nell'inesplorato. con la paura, tutto questo si è perso. ma dove si è perso?

tanto per avvalorare questa tesi
da ottobre mi ritrovo a fare un lavoro che non mi piace
che non mi garantisce niente
in un posto che non mi piace
con gente che in altre circostanze non cagherei di striscio
dal 2 ottobre (secondo giorno di lavoro) mi ripeto: finisco il mese e me ne vado, finisco il mese e me ne vado
siamo ad aprile e sono ancora qua perchè per quanto schifo faccia, per quanto siano pochi quei soldi che ricevo a fine mese...sempre meglio di niente...mi accontento...
che significa essere italiani?
sinceramente non lo so
ci si scopre italiani solo quando la nazionale vince i mondiali
per il resto...non saprei veramente che dire
in questo momento non sono intontita...sono letteralmente in preda al panico...

crisalide folle 15-04-2008 13.55.57

mah...
per me quando leggo in questo forum di politica e di "Italia" riconosco quanto detto da Dylan:

Citazione:

Originalmente inviato da Dylan (Messaggio 1571642)
abbassando il tono del discorso fino a ridicolizzarlo.

E alcuni dei post letti qui non fanno eccezione. Sarò snob, ma per me è così.
Ho l'impressione che molti parlino dell'Italia pretendendo di conoscerne l'animo senza neanche sapere da dove viene, cosa l'ha forgiata.

Non farebbe male.

http://www.filosofico.net/mazz1inidoveriuoomo.htm

E se lo trovasse, consiglio "Ai giovani d'Italia" sempre dello stesso autore.

decly2002 15-04-2008 15.42.22

a me sembra che gli italiani abbiano deciso di delegare i loro sogni a qualcuno, ma non trovandolo smettono di sognare e si incazzano perchè non sanno a chi firmare la delega.

Mary11 15-04-2008 15.57.35

Io Sono, mi Sento Italiana e ne sono -fiera-, ma il "pregiudizio" è duro da sconfiggere!

Puntiamo i piedi...e non ci lasciamo "travolgere" da questa onda di pessimismo!!!:incaz::nono:

-FileNOTfound- 15-04-2008 16.13.02

Bozzetto è stato fenomenale!!!

cherubina 15-04-2008 16.22.49

Mi sento italiana e sopratutto mi piace esserlo quando ricordo le cose che l'hanno resa forte.e quelle tradizioni che ci sono inculcate dentro, strette fino a dentro le radici.
Quando poi guardo l'Italia di oggi,devo essere sincera:rido.
Se la situazione è questa, non voglio che i miei figli crescano qui.


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