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selly 20-11-2015 09.48.18

..che desolazione mamma mia.. mi annichilisce veramente tutto ragà.. senso di impotenza indescrivibile.

Denis 20-11-2015 10.01.34

non sta a noi decidere le politiche mondiali. noi nel nostro piccolo possiamo continuare a cercare di distinguere il bene dal male senza farci condizionare troppo dai tristi eventi, senza diventare dei barbari a nostra volta. Possiamo evitare di coltivare l'odio, è già qualcosa, quantomeno farà bene alla nostra coscienza

decly2002 20-11-2015 10.58.07

Voi avete paura?
State cambiando o intendete cambiare alcuni atteggiamenti?

Personalmente non nego di essere spaventato. Attualmente, con bimba piccola e bimbo in arrivo, non ho in programma grandi viaggi...ma li avessi, probabilmente, starei meditando di darne disdetta.

kury 20-11-2015 11.08.37

Citazione:

Originalmente inviato da decly2002 (Messaggio 2395544)
Voi avete paura?
State cambiando o intendete cambiare alcuni atteggiamenti?

Personalmente non nego di essere spaventato. Attualmente, con bimba piccola e bimbo in arrivo, non ho in programma grandi viaggi...ma li avessi, probabilmente, starei meditando di darne disdetta.

ne parlavo proprio l'altra sera con sara prendendo spunto da un programma radiofonico

io sono molto pratico e pragmatico in tante cose e la mia risposta è stata sempre che no, cazzi, se deve succedere qualcosa succede, qualsiasi cosa sia.
preferisco e quasi "pretendo" di fare qualche minuto in più di fila o di attesa affinchè chi deve controllare lo faccia per bene, ma non mi lascio e non voglio lasciarmi condizionare da questa cosa... poi volendo in effetti c'è anche il senso più profondo e "idealista" in questa presa di posizione che potrebbe essere: fanno la guerra alla nostra condizione di vita? le mie "armi" sono proprio quelle di valorizzare e avvalorare al meglio questa mia condizione di vita.

poi sentendo, sempre nel programma radiofonico di cui sopra, una persona che ha cancellato il proprio viaggio a disneyland paris avendo dei bimbi piccoli ci siamo anche detti che sì, forse, con dei bimbi piccoli, per loro, magari sarebbe meglio evitare in questo momento certe cose...ma più che altro per lo sbattimento che i controlli che dicevo e l'atmosfera generale, possano essere uno sbattimento per loro.

kury 20-11-2015 11.19.29

questo è un altro articolo di oggi del corriere on line, è interessante e può dare spunti di riflessione

http://www.corriere.it/editoriali/15...aecfe338.shtml

mi piace citare questo passaggio:
Citazione:

In tempi di terrorismo, vivere senza perdere se stessi nelle spire venefiche del terrore è un imperativo: lo deve essere per una collettività che non vuole contribuire a farsi annientare o intossicare oltre misura dai suoi nemici. Riuscire a mantenere la rotta è tutt’altro che automatico. Richiede di frequente sforzi di reset dei propri sentimenti, da integrare con abbondanti dosi di razionalità. Esige impegno nell’analizzare lo stato reale e non immaginario delle difficoltà da affrontare. Nel bagaglio sociale e culturale dell’Italia le risorse per riuscirci ci sono, e non sono poche. Sarà utile evitare di dimenticarle, in questi giorni e in futuro.

Denis 20-11-2015 11.20.39

Citazione:

Originalmente inviato da decly2002 (Messaggio 2395544)
Voi avete paura?
State cambiando o intendete cambiare alcuni atteggiamenti?

Personalmente non nego di essere spaventato. Attualmente, con bimba piccola e bimbo in arrivo, non ho in programma grandi viaggi...ma li avessi, probabilmente, starei meditando di darne disdetta.

no, niente paura. grande disprezzo ma paura no. Parigi rimane malgrado tutto un qualcosa di distante, non è la mia città. e comunque nessun posto sarebbe davvero sicuro, uno potrebbe dire mi trasferisco in una piccola cittadina che nessuno al mondo considera.. beh non siamo ancora tornati proprio al medioevo. qui. in Iraq e Siria e tanti altri posti invece mi sa tanto di sì. l'unica differenza è che non andrei a Sharm-el-Sheikh ad esempio, ma questo è per la situazione locale. per dire, a pasqua mi piacerebbe tanto andare ad Istanbul, vedremo come sarà la situazione..
per tutto il resto le mie abitudini non cambiano di una virgola, non ora perlomeno. tocchiamo ferro va..

gabo86 20-11-2015 12.02.20

Citazione:

Originalmente inviato da decly2002 (Messaggio 2395544)
Voi avete paura?
State cambiando o intendete cambiare alcuni atteggiamenti?

Personalmente non nego di essere spaventato. Attualmente, con bimba piccola e bimbo in arrivo, non ho in programma grandi viaggi...ma li avessi, probabilmente, starei meditando di darne disdetta.

Non voglio passare per cinico, ma la mia posizione è questa: non smuovo niente neanche di un po'. La probabilità di rimanere coinvolto in un attentato terroristico, oggi, in Italia, è infinitamente più bassa di quella - tanto per fare un esempio - di rimanere coinvolto in un incidente automobilistico. Eppure non mi sembra che nessuno veda gli incidenti automobilistici come deterrenti. Certo, un morto per terrorismo fa molto più rumore, e più impressione, e quindi incute molto più terrore, di un morto per incidente stradale. Ma sono entrambe cose che accadono "per caso". Il terrorismo si può combattere e gli incidenti stradali no, ovvio, ma la lotta al terrorismo io la lascio ai piani alti; all'intelligence, allo Stato, agli Stati. Nel mio piccolo non muovo la mia posizione di un millimetro. Certo, se iniziasse ad esserci un attentato al giorno, e se ci fossero ripetuti attentati anche in Italia, allora magari la cosa cambierebbe. Ma ora come ora rimanere vittima di un attentato è una "casualità": immagino una persona a cui è venuta la febbre prima del concerto del Bataclan di Parigi e per questo non c'è andata. Tirerà un sospiro di sollievo, e capirà che si è "salvato", ok, ma si è salvato per puro caso. Non credendo in disegni divini né in predestinazione posso dire che no, non cambio di niente le mie abitudini.
Poche ore prima dell'attentato avevo appena comprato biglietti aerei e biglietto di un concerto che si terrà in Galles e che vedrà protagonista un gruppo che ho visto un anno e mezzo fa allo stesso Bataclan di Parigi. Mi ha fatto impressione la coincidenza, ma niente di più. Viaggerò e non lo faccio per spavalderia, lo faccio perché la probabilità di rimanere coinvolto, attualmente, è troppo bassa per potersi preoccupare davvero. Anche perché è proprio quello che vogliono loro.

Da questo punto di vista sono molto più furbi dei terroristi, di destra e di sinistra, che insanguinarono l'Italia negli anni '70. Il loro scopo, più che seminare morte e distruzione, è fare in modo che la paura spinga i governanti a limitare. A stringere. Ad isolare. Così poi a conquistare il cuore e la mente degli isolati ci pensano loro. Questo non deve succedere, giammai.

geppa 20-11-2015 12.29.05

Paura?
Sì, ho paura.
Ogni volta che prendo la metropolitana non sono tranquilla. Specie ieri 10 minuti dopo che avevano evacuato la fermata Duomo (da dove io devo passare per andare a casa): quella fermata più lunga del solito (cosa che ogni tanto accade) mi ha fatto perdere 10 anni di vita.
Non sto cambiando le mie abitudini, se devo prendere la metro la prendo, idem con l'aereo, ma non sono affatto tranquilla.
A tutto ciò si aggiungono i pensieri per mia sorella che vive a Londra

geppa 20-11-2015 12.33.39

Intanto in Mali..
http://www.ilsole24ore.com/art/mondo...?uuid=ACLqt3dB

grisou 20-11-2015 14.02.28

io per ora paura non ne ho
preoccupazione si, ma non paura
preoccupazione non tanto per me, quanto per coloro che abitano in metropoli e non i provincia o in città minori
anche se a casa mi hanno fatto un po' di problemi per l'imminente viaggio in svizzera, non tanto per la svizzera quanto per il treno e il cambio a Milano. ma se ci si chiude in casa secondo me è finita. hanno vinto loro.
mi dicono che a Roma tra metro bloccate e continui allarmi la tensione è palpabile. e lo credo bene.

un pensiero che ho avuto lo scorso venerdi notte seguendo la notizia di Parigi è stato "se avessi figli sarei terrorizzata" e forse riesco a limitare la mia paura anche per questo motivo.

elisol_02 20-11-2015 14.44.22

In questo momento sto sentendo che hanno preso in ostaggio un albergo del Mali. 170 persone. Speriamo che riescano a sopravvivere.

Al momento io non ho paura per la mia incolumità, però se dovessi fare un viaggio adesso non so se mi sentirei molto tranquilla. Forse però partirei lo stesso, la penso un po' come gabo. In realtà la vita di un uomo è sempre appesa ad un filo, solo che ci comportiamo come se dovessimo vivere tutti 100anni.
Non credo che sarei più preoccupata se avessi un figlio, certo probabilmente non avrei voglia di viaggiare... Eurodisney sarebbe proprio da escludere.
Comunque al momento la mia voglia di un figlio è in forte fase calante, questo si. "il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso" scriveva Hemingway (se ricordo bene), e ci credo ancora ma... A volte penso che sia una lotta contro mulini a vento.
È questo il mondo che voglio lasciare ad un figlio?

Gritti 20-11-2015 14.49.10

normale avere paura, ma credo che se i terroristi avessero voluto far strage in Italia, avrebbero colpito l'expo e le 250 mila persone che ogni mattina se ne stavano in fila fuori dagli ingressi.. se non l'hanno fatto forse è perchè non hanno interesse a colpire l'Italia... questa è la convinzione che mi fa andare in giro più o meno tranquillo :sdeng:

gabo86 20-11-2015 14.49.50

Citazione:

Originalmente inviato da elisol_02 (Messaggio 2395602)
È questo il mondo che voglio lasciare ad un figlio?

Rispondo io: assolutamente no.
La mia ragazza vuole un figlio (anzi, più di uno) e immagino che quando saremo sistemati economicamente la cosa accadrà, ma dipendesse da me e solo da me non lo farei. E' un periodo troppo complicato per avere un figlio, almeno per me. Cioè, fare un figlio oggi mi sembrerebbe una condanna in partenza. (voi direte: ma se non siamo mai stati bene come oggi! Possibile, ma io oggi ho questa sensazione. Di condanna dalla nascita. Di peccato originale per essere nato)

elisol_02 20-11-2015 15.06.30

Citazione:

Originalmente inviato da gabo86 (Messaggio 2395606)
Rispondo io: assolutamente no.
La mia ragazza vuole un figlio (anzi, più di uno) e immagino che quando saremo sistemati economicamente la cosa accadrà, ma dipendesse da me e solo da me non lo farei. E' un periodo troppo complicato per avere un figlio, almeno per me. Cioè, fare un figlio oggi mi sembrerebbe una condanna in partenza. (voi direte: ma se non siamo mai stati bene come oggi! Possibile, ma io oggi ho questa sensazione. Di condanna dalla nascita. Di peccato originale per essere nato)

E la tua ragazza lo sa? :sdeng:
Comunque anch'io ho queste sensazioni, di un mondo esageratamente complesso e confuso e intriso di violenza. A volte penso che se facessi un figlio sarebbe per soddisfare un mio desiderio, che però non è dominante. Ma lui ne sarebbe felice?

Nyawera 20-11-2015 15.07.42

Citazione:

Originalmente inviato da decly2002 (Messaggio 2395544)
Voi avete paura?
State cambiando o intendete cambiare alcuni atteggiamenti?

Personalmente non nego di essere spaventato. Attualmente, con bimba piccola e bimbo in arrivo, non ho in programma grandi viaggi...ma li avessi, probabilmente, starei meditando di darne disdetta.

mi hai quasi letto nel pensiero.
pensavo in questi giorni a quali sono le cose che mi fanno più paura. il terrorismo non è tra le prime cose. forse sarò ingenua, e forse le mie paure dipendono dalle esperienze personali, dal tipo di vita che conduco e dai miei interessi, personali e professionali.
le cose che mi fanno più paura al momento sono una malattia incurabile prima dei 50 anni, una calamità naturale che ci spazzerà tutti via dalla faccia della terra, le risorse del pianeta che inevitabilmente finiranno perché il nostro stile di vita è insostenibile, e la resistenza dei batteri agli antibiotici che ci riporterà a quando si moriva per una banale infezione.

ovviamente a un possibile attentato ci penso, d'altronde vivo in una zona in teoria ad alto rischio. il mio compagno ogni giorno per andare a lavorare attraversa tutta Londra, prendendo sia treno che metropolitana. viaggia durante le ore di punta, quindi dovrebbe essere a rischio ogni giorno. ma cosa deve fare? lasciare il lavoro sperando di trovarne un altro chissà quando?
viaggiare per forza di cose devo farlo, vuoi per tornare in Italia vuoi per lavoro. a inizi febbraio andrò ad Atene per lavoro. dato che io e il mio compagno non abbiamo mai visto Atene, abbiamo deciso di andare qualche giorno prima per farci un weekend lì. ovviamente abbiamo tenuto presente che in pochi mesi la situazione potrebbe degenerare, un po' per la situazione traballante della Grecia, un po' per come potrebbe andare la guerra nei prossimi mesi. se sarà, cancelleremo il viaggio, ma non vogliamo farci condizionare troppo.
certo che i viaggi che tanto vorrei fare in Egitto, Marocco, e forse anche Instanbul, mi sa che dovrò rimandarli a data da destinarsi....

Ally 20-11-2015 15.14.26

È un periodo molto duro e difficile da affrontare. Da un lato la paura portata da persone che con avidità, cattiveria e anche molta follia portano la morte in mezzo a chi non ha colpe; dall'altro lato la grande voglia di libertà e serenità.
Io penso che per quando sia tosta bisogna riuscire a vivere al pieno ogni momento.
È vero, noi pensiamo di vivere 100 anni, e per questo ci stressiamo per poter raggiungere quel'obiettivo, dimenticandoci però che ogni minuto passato a preservare troppo la nostra vita è un minuto di vita persa. Magari ci arriveremo a 100 anni, ma quanti saranno stati vissuti davvero?
È importante riuscire a continuare con la nostra vita normale e essere sempre alla ricerca di felicità ogni giorno, primo per non far vincere e dar ragione ai falsi annunciatori di Allah (falsi perché conosco tantissimi musulmani veri e garantisco che la loro vita e la loro religione non è dettata dall'odio, anzi! Per questo è nato il #notinmyname), e secondo perché gli unici a perdere attimi importanti siamo noi.
Poi con questo non voglio dire che bisogna esporsi a grossi rischi, ci mancherebbe, alla pellaccia ci teniamo tutti, ma non perdiamo la voglia di vivere felici. In fondo "non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò..ora!".

gabo86 20-11-2015 15.24.25

Citazione:

Originalmente inviato da elisol_02 (Messaggio 2395610)
E la tua ragazza lo sa? :sdeng:
Comunque anch'io ho queste sensazioni, di un mondo esageratamente complesso e confuso e intriso di violenza. A volte penso che se facessi un figlio sarebbe per soddisfare un mio desiderio, che però non è dominante. Ma lui ne sarebbe felice?

Lo sa ma la sua "voglia di sì" è più forte della mia "voglia di no". Ma, seriamente, il mondo di oggi è decisamente complesso.
(che poi, lo so che si facevano i figli anche durante la guerra, la guerra vera dico...ma io parlo per me)

decly2002 20-11-2015 15.41.01

non è un cazzo facile :sdeng:
da genitore l'idea che mia figlia forse vivrà un futuro molto difficile mi annichilisce. ma non è detto che sarà sempre così,il futuro è imprevedibile.
ogni generazione ha avuto in consegna un mondo con i suoi pro e i suoi contro. chi il fascismo, chi la minaccia nucleare, chi gli anni di piombo, chi il terrorismo internazionale. di diverso, forse, c'è che oggi c'è più consapevolezza.

vivere è un rischio continuo, ancor più difficile è quando hai responsabilità sulle vite degli altri. è giusto reagire al terrore con la vita, condivido la vostra idea. eppure non so se mi sentirei a posto con la coscienza a portare i miei bimbi in una capitale che oggi è sotto minaccia. è un discorso idiota, perchè se non ci saranno attentati per qualche mese sicuramente calerà l'ansia...ma il rischio sarà sempre latente. è solo una questione di tempo. dunque mi chiedo, visitare una capitale è un rischio, vale la pena farlo correre ai propri figli? quanto è una privazione, per esempio, non vedere Istanbul o Gerusalemme? non ho la risposta giusta.

Denis 20-11-2015 16.09.47

condivido quanto scritto da gabo. È un discorso di probabilità, ora mi spaventa di più l'idea che domenica nevichi visto che devo guidare 370km, piuttosto che di morire in un attentato.

matteo89 20-11-2015 18.47.16

Roma da ieri è invivibile.
Stamattina di nuovo metro chiusa e tensione a livelli impressionanti.
Io sto lavorando dentro al Colosseo e oggi fino alle 10 non c'era un'anima e ovunque aleggiava una tensione impressionante, sia tra noi lavoratori che tra i turisti. Poi sarà stato complice il tempo ma i pochi turisti e il cielo grigio rendevano la cosa ancora più pesante.
Io personalmente oggi ho evitato di prendere la metro, ho la possibilità di raggiungere il lavoro con un solo autobus da sotto casa e ne approfitto. Sono molto più in ansia per mio padre che stanotte deve andare a Casablanca, ad esempio.


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