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Nyawera 20-11-2015 19.29.23

Citazione:

Originalmente inviato da decly2002 (Messaggio 2395615)
ma non è detto che sarà sempre così,il futuro è imprevedibile.
ogni generazione ha avuto in consegna un mondo con i suoi pro e i suoi contro. chi il fascismo, chi la minaccia nucleare, chi gli anni di piombo, chi il terrorismo internazionale. di diverso, forse, c'è che oggi c'è più consapevolezza.

questo è vero, per questo le mie paure sono di natura diversa, e le ultime due problematiche, le risorse che si esauriscono e la possibile inefficacia degli antibiotici, andrebbero risolte il più presto possibile perché sono un pericolo per noi e soprattutto per le generazioni future. ma per questo ci vuole un thread a parte.

Citazione:

Originalmente inviato da decly2002 (Messaggio 2395615)
dunque mi chiedo, visitare una capitale è un rischio, vale la pena farlo correre ai propri figli? quanto è una privazione, per esempio, non vedere Istanbul o Gerusalemme? non ho la risposta giusta.

questo dipende da te, da quanto per te è importante viaggiare e vedere per esempio Instabul o Gerusalemme. solo tu puoi decidere cosa pesa di più sulla bilancia per te e per la tua famiglia. la risposta non deve essere la stessa per tutti.

Nyawera 21-11-2015 10.04.02

intanto a Mali più di 20 morti...

Denis 21-11-2015 14.48.21

voi vi siete fatti un'idea su sta roba? L'Unione si blinda: verrà schedato ogni cittadino che rientra in Europa

io non so che pensare. così a caldo mi sembra una reazione poco ragionata e che non so a cosa possa portare di buono. non mi piace l'idea di essere sorvegliato, ma penso anche cosa me ne frega se il governo sa che sono andato negli stati uniti piuttosto che in australia o dove sia. però mi sembra anche di cedere un pezzo di libertà...mm..sensazione fastidiosa.

http://www.corriere.it/esteri/15_nov...4cf0fb92.shtml

John Ballerino 21-11-2015 18.15.49

mi lascia allibito.... anche io resto un pò sull'infastidito... certo è vero se non ho nulla da nascondere cosa devo temere? ma il problema credo sia un altro: a cosa serve? per esempio facendo un passo indietro sappiamo che gli attentatori erano francesi, e belgi almeno quei 3/4 di cui ho sentito parlare... mi viene da dire che se non si fossero spostati? se sono già dentro? cosa è che si blinda?
Poi leggo dei cavalcatori dell'onda, su tutti salvini e gasparri, che sparano a zero sulla comunità mussulmana e la loro realtà che va controllata e tenuta sott'occhio... anche qui boh.... cioè se io domani decido di diventare mussulmano devo essere sotto sorveglianza, finisco nel grande pastone dei pericolosi?
E se un domani fosse una comunità vasta che in nome dell'ateismo, di cristo o di buddha o del settimanale topolino, facesse le stesse cose.. passeremmo al setaccio tutti gli atei i cristiani, buddhisti e lettori di topolino?

Non ho una soluzione in mano (magari ci fosse qualcuno che l'avesse) ma forse il punto è ripartire da dove è scaturito tutto questo... da un squilibrio di uguaglianza di condizione sociale e di giustizia che investe gli abitanti dell'intero pianeta.... il resto sono specchietti per allodole... pensare di risolvere tutto reprimendo l'isis, non risolve il problema che una qualsiasi altra fazione terrorristica nel nome di quello che gli pare a loro mettano a repentaglio la Vita. Di tutti. è come le infestanti.. puoi strapparle quanto vuoi ma finche non riesci a levare le radici, cresceranno in continuazione.

decly2002 21-11-2015 18.35.12

Purtroppo risolvere il problema alla radici è utopia. Una volta accettato questo si tratta di capire quali siano le toppe migliori. Cinicamente la penso così.

John Ballerino 21-11-2015 18.54.18

cinicamente è così... e fatico anche io nel trovare una soluzione.
nel trovare la VOLONTà di trovarla (scusa la ripetizione)... ma c'è sempre un porta aperta di speranza per me.. perchè nella vasta storia dell'uomo ci sono stati tanti momenti bui, che se si pensa a viverli in quel momento.. che speranze potevi avere di venirne fuori? chi poteva credere all' "i have a dream" chi poteva credere a personaggi come Gandhi che riuscì a sfidare l'impero britannico o Nelson Mandela nel buio del sudafrica... insomma non dico che oggi sia tutto risolto ma da quella posizione poco o tanto che sia, ci siamo mossi.... quando invece, vivere in quel momento poteva rivelarsi duro credere a un cambiamento.
E la mia unica arma è sforzarmi di capire cosa e dove potrebbe nascondersi questa svolta in questo momento storico, sforzarmi di ragionarci e di dirlo a voce alta... so che sarà dura da vederlo il cambiamento se non impossibile, ma voglio credere che ci sarà prima o poi... voglio credere che non sia l'ultimo capitolo/ostacolo dell'umanità.

ps ti ho "blobbato:D"

selly 22-11-2015 01.39.42

Citazione:

Originalmente inviato da John Ballerino (Messaggio 2395700)
cinicamente è così... e fatico anche io nel trovare una soluzione.
nel trovare la VOLONTà di trovarla (scusa la ripetizione)... ma c'è sempre un porta aperta di speranza per me.. perchè nella vasta storia dell'uomo ci siano stati tanti momenti bui che se si pensa a viverli in quel momento.. che speranze potevi avere di venirne fuori? chi poteva credere all' "i have a drem" chi poteva credere a personaggi come Gandhi che riuscì a sfidare l'impero britannico o Nelson Mandela nel buio del sudafrica... insomma non dico che oggi sia tutto risolto ma da quella posizione poco o tanto che sia ci siamo mossi.... quando vivere in quel momento era dura da credere a un cambiamento.
E la mia unica arma è sforzarmi di capire cosa e dove potrebbe nascondersi questa svolta in questo momento storico, sforzarmi di ragionarci e di dirlo a voce alta... so che sarà dura da vederlo il cambiamento se non impossibile ma voglio credere che ci sarà prima o poi... voglio credere che non sia l'ultimo capitolo/ostacolo dell'umanità.

bel post, soprattutto a quest'ora della notte

decly2002 23-11-2015 12.01.17

da Corriere.it
 
Contro Isis sul terreno: perché
la pace a Parigi passa dalla guerra


Questa guerra contro l’Isis non si vince nelle strade di Parigi, ma nelle pianure irachene e siriane dove il nemico è visibile e vulnerabile

di Bernard-Henri Lévy






«Siamo in guerra», ha dichiarato François Hollande davanti al Congresso riunito a Versailles. «Siamo in guerra», ha ribadito Manuel Valls, il suo primo ministro, in tutti i modi possibili. Ma attenzione! Siamo, l’hanno detto molto chiaramente, in una guerra doppia. Contro un unico nemico, ma una guerra che si divide in due.
C’è il fronte interno, che passa attraverso i tavolini all’aperto, gli stadi di calcio o le sale da concerto parigine, così come attraverso i covi di Saint-Denis o Molenbeek, in Belgio, dove si rintanano i combattenti infiltrati.

Ma c’è anche il fronte esterno, che è quello principale e che passa per Raqqa, Mosul e le altre città irachene e siriane dove questi barbari trovano le loro armi, vanno a cercare le loro mappe e imparano nei campi di addestramento che abbiamo lasciato prosperare, l’arte di questa nuova e atroce guerra contro i civili. Dire che è questo secondo fronte a essere decisivo non significa che basterà spazzare via lo Stato Islamico per vedere sparire per incanto tutte le cellule più o meno dormienti che sono già all’opera, pronte a colpire, nelle grandi città di Francia e d’Europa. Ma questo vuol dire senza dubbio che, essendo laggiù il cuore, le risorse, i centri di comando, priveremmo queste cellule, colpendole alla testa, di una buona parte della loro potenza: come combattere gli effetti senza andare alle cause? Forse le succursali non dipendono dalla casa madre? Si può forse guarire un cancro prendendo a bersaglio solo le metastasi e lasciando proliferare il tumore principale? Come non vedere, in una frase, che la pace a Parigi passa per la guerra a Mosul? O, più esattamente, che questa guerra contro l’Isis non può essere vinta nelle strade di Parigi martirizzate da un nemico invisibile, imprevedibile, pronto a ricominciare, ma nelle pianure irachene e siriane, dove è allo stesso tempo visibile, facile da individuare e vulnerabile?





A questo ragionamento di buon senso si oppongono oggi tre forze di diversa intensità. L’atteggiamento alla Monaco 1938, per cominciare, di quanti invertendo l’ordine dei fattori ripetono ovunque che è perché noi ce la prendiamo con gli islamisti che gli islamisti se la prendono con noi: argomento stupido e infetto che era, fatte le debite proporzioni, quello dei pacifisti degli anni Trenta e che vede la riflessione allineata sulla retorica stessa degli assassini e dei loro comunicati infami.

Il vecchio argomento, poi, che ci veniva propinato già vent’anni fa, a proposito dell’esercito serbo, reputato il terzo del mondo e che, in questo caso, consiste nello spaventare le popolazioni con il ritornello dell’armata super-potente e invincibile che ha smembrato l’Iraq e la Siria e che ci starebbe attirando in un nuovo e inevitabile pantano: se davvero così fosse, come mai i curdi, che sono per adesso gli unici a opporsi allo Stato Islamico, vincono a mani basse tutte le battaglie che intraprendono? Come spiegare che a Kirkuk e, più recentemente, nel Sinjar, i tagliatori di teste abbiano tagliato la corda quasi senza combattere di fronte alla determinazione e al coraggio dei peshmerga pur armati in modo davvero insufficiente? E dove sono, del resto, queste famose «scorte di carri armati e di artiglieria» dei quali i fanatici di Dio si sono impadroniti in occasione della disfatta dell’esercito iracheno e che sono giudicati in grado di rendere altamente a rischio ogni forma di intervento un po’ più impegnativo dei soli raid aerei? Perché queste scorte di armi non le abbiamo viste all’opera né a Kobane né, la settimana scorsa, nella battaglia che ha liberato la capitale degli yazidi? Perché queste armi non hanno mai bombardato a tappeto i fortini dei peshmerga curdi e perché l’Isis, al posto di questa dotazione favolosa, usa sempre gli stessi camion-kamikaze?

La verità è che questi arsenali sono stati distrutti, ridotti al silenzio o paralizzati dall’aviazione degli alleati e che l’Isis oggi non è altro che una tigre di carta.

E poi c’è, in terzo luogo, la reticenza di un Barack Obama sempre più visibilmente tormentato da quello che saremmo tentati di chiamare la sindrome di Oslo: questo famoso premio Nobel per la pace attribuitogli nei primi mesi del suo mandato e che fa sì che il presidente della prima potenza mondiale, l’uomo senza il quale niente sarà possibile e la cui determinazione è importante almeno tanto quanto quella del presidente Hollande, sembra domandarsi ogni mattina, quando si fa la barba, come dovrebbe agire un vero premio Nobel per la pace... Il presidente degli Stati Uniti capirà alla fine che, di fronte a un nemico che ha dichiarato guerra alla civiltà, il tempo del narcisismo moralizzatore è passato? Capirà quanto disastroso sarebbe lasciare come eredità uno Stato nazista al quale si sarebbe permesso di radicarsi nel territorio di sua scelta, quando invece saremmo ancora in tempo, se lo decidessimo, per spazzarlo via?

Ascolterà Obama il grido di soccorso che lancia, al suo alleato di sempre, una Francia nel lutto e sentirà che il suo Paese ha, come nel 1917, come nel 1944, per la terza volta appuntamento con l’Europa? E che fine ha fatto il giovane Barack Obama che ho incontrato, nel 2003, a Boston e che mi ha superbamente spiegato, all’epoca, che cosa distingueva l’assurda guerra d’Iraq da una guerra politicamente giusta, moralmente giustificata e il cui principio sarebbe, non di aggiungere il male al male, ma al contrario di arginarlo? Non esistono, oggi, domande più fondamentali né più angoscianti .

Denis 23-11-2015 19.32.56

mi sembra un articolo un tantino guerrafondaio, ma al di là di questo non condivido alcune cose: sono d'accordo che il nocciolo della questione sta in Siria ed Iraq, invase dallo stato islamico e da altri ribelli, altri gruppi terroristici, sciiti che si vendicano, tribù locali.. va bene abbattere lo stato islamico, ma una volta fatto se nessuno riesce a stabilire ordine là siamo punto e a capo. e poi non è che lo stato islamico starà là a farsi prendere di mira, spariranno.. di armi ne avranno poche probabilmente, o comunque sia non in grado di impensierire gli eserciti veri. ma questi sono guerriglieri, appaiono e scompaiono come vogliono. I Talebani in fondo esistono ancora e hanno ripreso potere in molte province. Contesto anche il fatto che i curdi si siano sbarazzati di loro come niente. non mi pare proprio, la battaglia di Kobane è durata molto ed è stata dura.
eliminare l'IS è facile, mettere d'accordo tutti è estremamente difficile.

kik 24-11-2015 00.04.34

Citazione:

Originalmente inviato da decly2002 (Messaggio 2395615)
non è un cazzo facile :sdeng:
da genitore l'idea che mia figlia forse vivrà un futuro molto difficile mi annichilisce. ma non è detto che sarà sempre così,il futuro è imprevedibile.
ogni generazione ha avuto in consegna un mondo con i suoi pro e i suoi contro. chi il fascismo, chi la minaccia nucleare, chi gli anni di piombo, chi il terrorismo internazionale. di diverso, forse, c'è che oggi c'è più consapevolezza.

vivere è un rischio continuo, ancor più difficile è quando hai responsabilità sulle vite degli altri. è giusto reagire al terrore con la vita, condivido la vostra idea. eppure non so se mi sentirei a posto con la coscienza a portare i miei bimbi in una capitale che oggi è sotto minaccia. è un discorso idiota, perchè se non ci saranno attentati per qualche mese sicuramente calerà l'ansia...ma il rischio sarà sempre latente. è solo una questione di tempo. dunque mi chiedo, visitare una capitale è un rischio, vale la pena farlo correre ai propri figli? quanto è una privazione, per esempio, non vedere Istanbul o Gerusalemme? non ho la risposta giusta.

Uno dei miei primi pensieri é stata la preoccupazione per quello da cui io non potrò"difendere" mia figlia...quando sarà grande abbastanza da andarsene in giro anche con una semplice gita scolastica..non so perché ho pensato a questo..forse inconsciamente pensando a quanti ragazzi in gita ci saranno stati a parigi e l"ansia dei genitori.. Se ora piccola me la tengo stretta credendo di proteggerla da tutto, ho già il magone all'idea che tra anni non sarà migliorato nulla dei problemi che ora spaventano..come dici tu un rischio latente che viene alimentato a periodi ma che dopo 14 anni dalle torri gemelle é più attuale che mai..
Poi sono anche certa che le mie prime preoccupazioni saranno ben altre quando crescerà..certo é che a caldo il pensiero c'è stato e se fosse una adolescente che mi dice che domani parte per Londra o altrove un qualche capello dritto mi sarebbe venuto!

Ally 24-11-2015 00.45.05

Citazione:

Originalmente inviato da kik (Messaggio 2395958)
Uno dei miei primi pensieri é stata la preoccupazione per quello da cui io non potrò"difendere" mia figlia...quando sarà grande abbastanza da andarsene in giro anche con una semplice gita scolastica..non so perché ho pensato a questo..forse inconsciamente pensando a quanti ragazzi in gita ci saranno stati a parigi e l"ansia dei genitori.. Se ora piccola me la tengo stretta credendo di proteggerla da tutto, ho già il magone all'idea che tra anni non sarà migliorato nulla dei problemi che ora spaventano..come dici tu un rischio latente che viene alimentato a periodi ma che dopo 14 anni dalle torri gemelle é più attuale che mai..
Poi sono anche certa che le mie prime preoccupazioni saranno ben altre quando crescerà..certo é che a caldo il pensiero c'è stato e se fosse una adolescente che mi dice che domani parte per Londra o altrove un qualche capello dritto mi sarebbe venuto!

Condivido le tue parole. Io non sono ancora padre ma spero davvero di poterlo diventare un giorno. Ho notato nel tuo pensiero (se ho interpretato male correggimi) che comunque la paura non metterebbe dei pesanti freni alla vita di tua figlia. Quando dici "qualche capello dritto mi sarebbe venuto" immagino che ti sarebbe salito il cuore in gola ma che non ti saresti opposta al suo desiderio. Questo a mio parere è davvero un bel segno d'amore x i figli. Qualcuno per paura tarperebbe loro le ali con grande egoismo, mentre il sostenerli, anche con il terrore dentro, è davvero un gesto d'amore.

Condivido con voi un pensiero che spesso mi prende la mente.
In questo periodo così movimentato penso spesso al Papa, a questo suo viaggio che sta per iniziare verso l'Africa e alla sua decisione, nonostante l'avvertimento del pericolo da parte dei servizi segreti francesi, di percorrere comunque questo viaggio.
Il Suo desiderio di aprire in quel luogo la prima Porta Santa del Giubileo è un segno davvero forte di come si combatte il terrorismo. Sicuramente in cuor suo sarà preoccupato e immagino che avrà anche la paura di non tornare a casa, ma la forza di dire no al chiudere le porte, di dire no allo stare segregati in casa, di dire no alla vittoria dei massacratori è molto più grande.
Io non so se ne avrei il coraggio. Sono dell'idea come già detto che è sbagliato rinunciare alla propria vita per il terrore perché i momenti persi non torneranno indietro, ma la forza di Papà Francesco la trovo incredibile. Penso sia un esempio non solo Cristiano, ma Umano.

Denis 24-11-2015 19.31.32

ci mancava questa! è stato abbattuto un caccia russo dall'esercito turco.ci sono periodi in cui sembra andare storto tutto ciò che può andare storto. direi che questo è uno di quei periodi...

http://www.corriere.it/esteri/15_nov...1f67f00e.shtml

Nyawera 24-11-2015 22.56.03

già, leggevo oggi a ora pranzo...

elisol_02 24-11-2015 23.48.19

Come a dire se volevano un altro motivo per muoversi, eccolo qua... :alto:

Antinea 25-11-2015 00.12.07

Citazione:

Originalmente inviato da Nyawera (Messaggio 2395461)
bah, sinceramente non sono d'accordo. non possiamo pensare che gli altri, come Russia, Cina e Iran, vengano attaccati per le loro scelte politiche mentre noi occidentali, le democrazie liberali, veniamo attaccati per i nostri principi e stile di vita. mi sembra una fantasia semplicistica che continuiamo a raccontarci. ma magari è solo la mia opinione.

Semplicistica o no, ci vedono comunque come infedeli e loro ammazzano figli e mogli solo perché vestite all'occidentale... :(

Citazione:

Originalmente inviato da jovazaki (Messaggio 2395464)
Innanzi tutto mi scuso se l'impressione che ho dato è stata quella del "maestrino" o di quello "bravo" che fa tutto per bene.
Nel tuo primo post parlavi di una "sovvenzione" o comunque di un aiuto statale che ti veniva negato a favore di aiuti agli immigrati. Io ti ho risposto raccontandoti della mia vita che è un misero esempio personale per dirti che le cose in Italia si possono fare. Tu pensi che questa situazione in cui ti trovi sia colpa degli immigrati? Pensi che lo stato non ti sovvenzioni perchè aiuta gli immigrati? Che tipo di sovvenzioni vorresti? Parli di lavoro in nero. Lo sai che è fuori legge sia chi ti da lavoro in nero, ma anche chi offre lavoro in nero? E quanti immigrati lavorano in nero? Quello che credo io è che non ci sia la voglia, in generale, non del tuo caso specifico che non conosco e quindi non mi permetto di giudicare, di "abbassarsi" a certi lavori. Questi sono i sacrifici di cui parlo. Ti faccio un secondo esempio pratico: lavoro in una azienda che lavora h24 7 giorni su 7 e non hai la minima idea di quanti ragazzi giovani rifiutino offerte di lavoro perchè sarebbero costretti a lavorare in turni notturni. Un lavoro che permetterebbe loro di avere un curriculum di tutto rispetto, con macchina di lavoro a tecnologia avanzatissima, non solo avanzata, macchine dal valore di milioni e milioni di euro tanta è la tecnologia e l'innovazione. Rinunciano, perchè vogliono il lavoro in giornaliero. Sai l'azienda chi ha assunto? Due extracomunitari. E ti dirò di più, ha fatto anche bene. Ma questo è solo un piccolo esempio.
Tu sei partita dal fatto che, cito: "Lo stato prende sovvenzioni x ospitarli e ci mangia anche sopra, lo vedo anche qui dove vivo! Non staremo in guerra, lo so bene, ma io sono stufa di non avere un'opportunità o una sovvenzione da questo stato schifoso! Non scappo da una guerra, ma voglio costruirmi un futuro. Ma non ne ho la possibilità! E x questo sono "incazzata", scusate il termine! E continuo a non vedere Salvini razzista, sarà un mio limite. Con questo chiudo l'offerta topic. Scusate! "
Lo Stato prende sovvenzioni per ospitarli e scusa ma visto quello che passano mi pare il minimo, sono soldi previsti che l'Europa da per la gestione. Lo Stato ci mangia sopra? Forse si, mangiano su qualsiasi cosa abbia valore. L'opportunità arriva sempre, sei giovane, a me ci sono voluti 10 anni di lavoro per trovarne uno decente e nonostante lavori in questa azienda da due anni non ho ancora un contratto a tempo indeterminato. Non arriverà nemmeno alla fine di questo anno e molto probabilmente avrò l'ennesimo rinnovo a tempo determinato. Questo non mi impedisce di tentare di costruirmi qualcosa, a fatica, senza un minimo di sicurezza, domani potrei perdere il lavoro e per tirare avanti potrei essere costretto a vendere casa e perdere tutto. Tuttavia questa situazione non mi fa nemmeno venire in mente che vorrei sovvenzioni dallo Stato perchè il punto fondamentale, per me, non è che le sovvienzioni le hanno gli immigrati e io no. Il punto è che io da uno Stato che non mi rappresenta non voglio nemmeno mezzo euro. E probabilmente non lo vorrei nemmeno se mi rappresentasse. E anche che credo sia giusto che chi scappa da una guerra sia accolto nel miglior modo possibile. È una questione di giustizia sociale, è una questione di dignità della persona, permettere a chiunque di vivere una vita dignitosa. A me non è piaciuto il tuo discorso "non ne ho la possibilità per colpa dello Stato" con le motivazioni relative. Anche perchè lo Stato chi è? Chi governa o l'insieme dei cittadini? Hai detto che pur di fare esperienza lavoravi in nero. C'è una legge contro il lavoro in nero. Se il singolo cittadino proprietario di una azienda non rispetta quella legge è anche perchè qualcuno offre lavoro nero. A volte per necessità, altre perchè fa comodo prendere più soldi non pagando i contributi, ma c'è la possibilità di denunciare, o almeno noi italiani abbiamo la possibilità di denunciare, perchè l'extracomunitario che raccoglie mandarini a 2 euro l'ora se ci prova lo stendono, ma noi se accettiamo lavori in nero siamo sullo stesso piano di chi ce li offre e dello stesso Stato che mangia alle nostre spalle. Ti do ragione che spesso la meritocrazia non venga premiata ma ti dico due cose: la prima è chiediti se oggettivamente la meritorazia avesse dovuto premiare te stessa perchè vedi, mi rendo conto ora che molte volte in passato ho perso il lavoro perchè non ho dato il massimo nonostante il quel momento pensassi di si, la seconda è che l'opportunità di dimostrare il proprio valore, prima o poi ce l'hanno tutti e quando arriverà ti renderai conto che in passato non hai dato tutto quello che avevi da dare e che i sacrifici fatti in passato non erano veri e propri sacrifici, e che la fatica fatta in passato non era vera e propria fatica, e che le rinunce fatte in passato non erano vere e proprie rinunce. E a quel punto forse, ti renderai conto che lo Stato non c'entrava niente, che il problema non era lo Stato, ma te stessa. Te lo dico per esperienza personale. Poi forse per te non sarà così. Ognuno è diverso ed in situazioni diverse. Per me è stato così. E non è nemmeno vero che tutti i miei sacrifici sono stati ricompensati. Sto continuando a farli, mi sacrifico, rinuncio, fatico, ogni giorno, per poter avere quello che voglio, ogni giorno. La vità è così. Ed ogni volta che, da solo, arrivo ad avere quello che voglio, c'è una grande soddisfazione ad attendermi e a farmi dire che ne è valsa la pena. Nonostante tutto, nonostante tutti.

Io non penso che lo stato non mi "aiuti" per aiutare gli immigrati! Penso che però, io che sto senza lavoro devo pagarmi le cure mediche di cui necessito e loro invece sono coperti anche in questo. Ecco il senso di una "sovvenzione". Chi li ospita "mangia" i soldi europei e la tua risposta è "Lo Stato ci mangia sopra? Forse si, mangiano su qualsiasi cosa abbia valore." questo neanche è un gran pensiero!
Lo so che il lavoro in nero è fuori legge, ma sai qual è la scusa? Che devi fare esperienza! Lavoro da quando avevo 21 anni, con pochi contratti, magari part-time ma anche a progetto o voucher, spesso in nero... Con le solite scuse! Me ne sono andata per questo, cercando di mettermi in gioco, anche accettando contratti di tirocinio per ben sperare in meglio... mi sono impegnata, subendo l'ignoranza di chi doveva essere una guida e addirittura ricevendo trattamenti assurdi che ti portano ad andare via. Quindi spesso ho lasciato io per avere opportunità migliori, ma che si sono reputate un fiasco. Ho dato spesso il massimo, magari non sempre, ma spesso, a detta anche delle persone per cui ho lavorato è così. Ancora oggi ricevo gli auguri alle feste da queste persone. So di ragazzi che hanno volontà 0 di lavorare e sacrificare una serata, un weekend o le vacanze e ti assicuro che per me non è così. Per ora sto accettando di tutto, è sempre un esperienza e presto spero che io sia ripagata!
Sto attraversando quel periodo nero "da casa e divano" e questo mi rende inquieta e poco ottimista.

Certo è che chi scappa da una guerra deve essere accolto, ci mancherebbe! Ma non tutti vengono dalla guerra e non tutti vengono qui in punta di piedi, rispettando la nostra accoglienza. E non penso comunque che tutti quello che vengano siano una minaccia dell'ISIS solo perché mussulmani.

Magari cerco solo un'opportunità, uno stimolo per fare del mio meglio, mettermi in gioco e ricredermi.

(Ps: Ho letto che hai ricevuto delle proposte, mi auguro per te la scelta migliore e ti faccio un enorme in bocca al lupo con il cuore.)

Antinea 25-11-2015 00.13.34

Citazione:

Originalmente inviato da decly2002 (Messaggio 2395544)
Voi avete paura?
State cambiando o intendete cambiare alcuni atteggiamenti?

Credo che la paura non sia una cosa buona e che effettivamente cambiare la propria vita con il rischio di un attentato è come chiudersi in casa e magari morire cadendo da una scala mentre si cambia una lampadina.

Non bisogna essere fatalisti, ma magari si, preoccupati per quello che sta succedendo ci sta.

Certo è vero che con questi presupposti ti passa la voglia di fare un figlio, proprio per l'incognita del mondo in cui lo lasciamo...


Citazione:

Originalmente inviato da Ally (Messaggio 2395613)
È un periodo molto duro e difficile da affrontare. Da un lato la paura portata da persone che con avidità, cattiveria e anche molta follia portano la morte in mezzo a chi non ha colpe; dall'altro lato la grande voglia di libertà e serenità.
Io penso che per quando sia tosta bisogna riuscire a vivere al pieno ogni momento.
È vero, noi pensiamo di vivere 100 anni, e per questo ci stressiamo per poter raggiungere quel'obiettivo, dimenticandoci però che ogni minuto passato a preservare troppo la nostra vita è un minuto di vita persa. Magari ci arriveremo a 100 anni, ma quanti saranno stati vissuti davvero?
È importante riuscire a continuare con la nostra vita normale e essere sempre alla ricerca di felicità ogni giorno, primo per non far vincere e dar ragione ai falsi annunciatori di Allah (falsi perché conosco tantissimi musulmani veri e garantisco che la loro vita e la loro religione non è dettata dall'odio, anzi! Per questo è nato il #notinmyname), e secondo perché gli unici a perdere attimi importanti siamo noi.
Poi con questo non voglio dire che bisogna esporsi a grossi rischi, ci mancherebbe, alla pellaccia ci teniamo tutti, ma non perdiamo la voglia di vivere felici. In fondo "non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò..ora!".

Ecco esattamente... "Carpe Diem" sempre valido per me!

Citazione:

Originalmente inviato da John Ballerino (Messaggio 2395694)

[...]Non ho una soluzione in mano (magari ci fosse qualcuno che l'avesse) ma forse il punto è ripartire da dove è scaturito tutto questo... da un squilibrio di uguaglianza di condizione sociale e di giustizia che investe gli abitanti dell'intero pianeta.... il resto sono specchietti per allodole... pensare di risolvere tutto reprimendo l'isis, non risolve il problema che una qualsiasi altra fazione terrorristica nel nome di quello che gli pare a loro mettano a repentaglio la Vita. Di tutti. è come le infestanti.. puoi strapparle quanto vuoi ma finche non riesci a levare le radici, cresceranno in continuazione.

Il fatto è proprio questo, non fare di tutta l'erba un fascio! Sono persone esaltate che si nascondono dietro qualsiasi fazione! Questa è la più grande minaccia! Visto che poi si basano sempre su interessi economici (petrolio in primis)

Citazione:

Originalmente inviato da John Ballerino (Messaggio 2395700)
cinicamente è così... e fatico anche io nel trovare una soluzione.
nel trovare la VOLONTà di trovarla (scusa la ripetizione)... ma c'è sempre un porta aperta di speranza per me.. perchè nella vasta storia dell'uomo ci sono stati tanti momenti bui, che se si pensa a viverli in quel momento.. che speranze potevi avere di venirne fuori? chi poteva credere all' "i have a dream" chi poteva credere a personaggi come Gandhi che riuscì a sfidare l'impero britannico o Nelson Mandela nel buio del sudafrica... insomma non dico che oggi sia tutto risolto ma da quella posizione poco o tanto che sia, ci siamo mossi.... quando invece, vivere in quel momento poteva rivelarsi duro credere a un cambiamento.
E la mia unica arma è sforzarmi di capire cosa e dove potrebbe nascondersi questa svolta in questo momento storico, sforzarmi di ragionarci e di dirlo a voce alta... so che sarà dura da vederlo il cambiamento se non impossibile, ma voglio credere che ci sarà prima o poi... voglio credere che non sia l'ultimo capitolo/ostacolo dell'umanità.

Un bel "pensiero positivo"! Mai arrendersi!

Citazione:

Originalmente inviato da Ally (Messaggio 2395961)
Condivido con voi un pensiero che spesso mi prende la mente.
In questo periodo così movimentato penso spesso al Papa, a questo suo viaggio che sta per iniziare verso l'Africa e alla sua decisione, nonostante l'avvertimento del pericolo da parte dei servizi segreti francesi, di percorrere comunque questo viaggio.
Il Suo desiderio di aprire in quel luogo la prima Porta Santa del Giubileo è un segno davvero forte di come si combatte il terrorismo. Sicuramente in cuor suo sarà preoccupato e immagino che avrà anche la paura di non tornare a casa, ma la forza di dire no al chiudere le porte, di dire no allo stare segregati in casa, di dire no alla vittoria dei massacratori è molto più grande.
Io non so se ne avrei il coraggio. Sono dell'idea come già detto che è sbagliato rinunciare alla propria vita per il terrore perché i momenti persi non torneranno indietro, ma la forza di Papà Francesco la trovo incredibile. Penso sia un esempio non solo Cristiano, ma Umano.

Papa Francesco è davvero un grande esempio! Non abbassa la testa, non ha paura (anche se umanamente la avrà in cuor suo), ma non si ferma e va avanti! Un personaggio forte, una guida in questo momento, che sicuramente farà "paura" proprio a chi vuole intimorirci!

Antinea 25-11-2015 00.14.18

Scusate, mi ha duplicato il post...

kik 25-11-2015 22.25.00

Citazione:

Originalmente inviato da Ally (Messaggio 2395961)
Condivido le tue parole. Io non sono ancora padre ma spero davvero di poterlo diventare un giorno. Ho notato nel tuo pensiero (se ho interpretato male correggimi) che comunque la paura non metterebbe dei pesanti freni alla vita di tua figlia. Quando dici "qualche capello dritto mi sarebbe venuto" immagino che ti sarebbe salito il cuore in gola ma che non ti saresti opposta al suo desiderio. Questo a mio parere è davvero un bel segno d'amore x i figli. Qualcuno per paura tarperebbe loro le ali con grande egoismo, mentre il sostenerli, anche con il terrore dentro, è davvero un gesto d'amore. .

Mi auguro di essere un genitore che lascerà libertà di scegliere ai figli..con la presunzione di aver dato gli strumenti e l'educazione per fare scelte intelligenti..:P

Ally 27-11-2015 11.53.24

"Gli U2 torneranno a Parigi i primi di dicembre per tenere i due concerti saltati dopo gli attentati del 13 novembre. Le nuove date – domenica 6 dicembre e lunedì 7 dicembre presso la Accorhotels Arena di Bercy – sono state confermate oggi da Live Nation e pubblicate sul sito della band."
Non credo che tutti l' avrebbero fatto. Un bel gesto degli U2.

Antinea 27-11-2015 17.44.08

Citazione:

Originalmente inviato da Ally (Messaggio 2396460)
"Gli U2 torneranno a Parigi i primi di dicembre per tenere i due concerti saltati dopo gli attentati del 13 novembre. Le nuove date – domenica 6 dicembre e lunedì 7 dicembre presso la Accorhotels Arena di Bercy – sono state confermate oggi da Live Nation e pubblicate sul sito della band."
Non credo che tutti l' avrebbero fatto. Un bel gesto degli U2.

Assolutamente danno un bel messaggio! Mai arrendersi e andare avanti, senza farsi sopraffare dalla paura! Mai! Grandi U2!


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