Discussione: Carta Azzurra
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Vecchio 19-01-2019, 15.16.18
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Predefinito l'isola deserta: morgan - da a ad a

Questo disco più di altri merita di stare in questa lista. Mi ha fatto istituire il premio disco dell'anno, di cui nel 2007 è stato il primo vincitore, e se l'ho fatto è perché lo consideravo un capolavoro.
Lo è ancora. Tutti considerano Canzoni Dell'Appartamento come il miglior album di Morgan, e posso capirlo, ma Da A Ad A si è spinto molto oltre. Innanzitutto contiene "Amore assurdo", che per anni ho considerato la canzone d'amore più bella mai scritta e che considero anche una meraviglia, per il suo essere fortemente basata sulle armonie di Bach (l'ho sentito al primo ascolto, ma io sono un grande fan del compositore tedesco), per il suo testo incredibilmente profondo ed articolato e, soprattutto, per l'arrangiamento. Ecco, se il disco mi piace così tanto probabilmente è anche a causa degli arrangiamenti che mescolano strumentazione pop tradizionale (basso, batteria, chitarra) ad orchestrazioni quanto mai intricate. Sembra che ogni pezzo sia stato concepito nelle due versioni che poi sono state sovrapposte per dare il risultato finale che è intricato come non mai.
Ci sono, appunto, i pezzi più "sghembi", anche ritmicamente, come "Da a ad a" e "La verità"; ci sono quelli più "dritti" come "Tra 5 minuti" e "U-blue"; e poi ci sono pezzi che mai nessun altro avrebbe mai potuto comporre. "Animali familiari", ad esempio, che racconta del ribaltamento dei rapporti tra i sessi nelle varie specie animali, e lo fa con un'arrangiamento quasi giocoso. Liebestod, in cui Morgan e la sua ex Asia Argento raccontano di un amore "che non potrà finire mai" (o un amore assurdo, per dirla con un altro titolo).
Dentro questo disco c'è di tutto: c'è l'amore, c'è la follia, c'è un senso per la musica altissimo. Peccato che non abbia ricevuto l'attenzione che avrebbe meritato, almeno secondo me. E, soprattutto, peccato che sia stato l'ultimo album di inediti di Morgan. Del resto il suo autolesionismo, anche artistico, era stato preconizzato nel brano finale, "Contro me stesso", in cui annuncia palesemente il suo auto-boicottaggio, e lo fa iniziare proprio da lì, con una coda strumentale lunghissima e psichedelica che mette a dura prova la pazienza dell'ascoltatore. O almeno, la metterebbe a dura prova se non fosse anch'essa (la coda strumentale, intendo) perfetta come il resto del disco.
Non credo che ci sia molto meglio nel giro del "pop complicato".
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And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
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