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Vecchio 06-06-2018, 13.34.30
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Predefinito I miei gatti - Pt.1

Sto leggendo un libro in cui l'autrice, Doris Lessing, parla dei gatti della sua vita. Questo mi ha portato inevitabilmente a pensare ai miei (poi vabe', lei ha vinto il Nobel per la letteratura, io sono io )...

- Penelope: la mia prima gatta, i miei me la fecero trovare a sorpresa al ritorno da scuola, il primo giorno di prima elementare. Mi ricordo proprio "c'è una sorpresa, è nascosta, forse una pallina sotto il divano...", e infatti era lì, nascosta sotto il divano, forse spaventata dalla nostra cagnolona, Chamade, prima che diventassero inseparabili. La Penelope era nerissima, occhi gialli, una silhouette perfetta. Non ricordo tantissimo di lei, stava tanto fuori, in giro per giardini e tetti, però mi ricordo ancora i nomi dei gattini della sua prima cucciolata, nonostante ne tenemmo solo una:
- Morgana (e poi c'erano Belle -ero già fan de La bella e la bestia - Otto, Pitorone, tutti e tre adottati dalla sorella del mio nonno,che viveva e vive tuttora in campagna). Nome dylandoghesco, era nera anche lei, ma di un nero rossastro, col pelo un po' lungo, occhi giallissimi come la mamma. Lei e la Penelope si volevano proprio bene, erano inseparabili. Il momento più bello fu quando partorirono a distanza di un giorno l'una dall'altra, con Chamade che aiutava entrambe leccando la placenta. Ci trovammo con tipo 14 gatti (una dozzina di cuccioli e le due mamme, fortunatamente riuscimmo a sistemarli tutti, tanti regalati a miei compagni di classe).
Non mi ricordo minimamente cosa successe alle due gatte, se morirono, cioè presumo di sì, ma nessuno me lo disse, forse mi inventarono qualcosa per non farmi rimanere male. Del resto in quel periodo abitavamo vicino ad una strada abbastanza trafficata, purtroppo. Comunque sia mi ricordo che ebbero un periodo di convivenza con
- Ambrogio, il primo gatto maschio che ho avuto, nonché primo gatto che ricordo di avere proprio coccolato e trattato da bambolotto, non che non volessi bene alle altre due eh, ma erano decisamente più sfuggenti. Ambrogio era un vero peluche per me, rosso e col pelo lungo, veramente pacioccone e buono, se le faceva fare tutte. Nonostante questo era permaloso, e quando si indispettiva per qualcosa ci faceva uno scherzo per niente simpatico; la nostra casa era mansardata, avevamo le finestre sul tetto, quelle elettriche...ecco, quando Ambrogio era indispettito si piazzava lì sopra e ci faceva in diretta i suoi bisogni, con noi che "ammiravamo" tutto dal basso. Io ovviamente ci ridevo, la mia mamma pure ma si arrabbiava (giustamente), anche perché per pulire doveva scomodare la vicina di casa, che grazie al cielo aveva il terrazzo più alto del nostro tetto, e con la sua sistola poteva lavare la finestra. Mi ricordo perfettamente quelle lavate, sembrava di essere in macchina all'autolavaggio.
Un giorno sparì, eravamo disperate. Poi sentimmo il suo miagolio provenire dal cortile interno di qualche casa più in là, scoprimmo che si era incastrato tra un muro e una rete, e insomma riuscimmo a recuperarlo andando dal vicino...la mia mamma si accorse che aveva i baffi corti, tagliati a zero. Ero stata io, non avevo idea che i baffi servissero ai gatti anche per prendere le misure di dove poter passare, nessuno me l'aveva mai detto, volevo fare una semplice operazione estetica al mio bimbo peloso. Per fortuna che finì tutto bene, ovviamente mai più tagliato i baffi ad un gatto. Anche di lui non ricordo la fine, però ricordo che qualche anno dopo lo chiesi alla mia mamma, e mi sembrava sincera quando mi disse che nemmeno lei sapeva che fine avesse fatto, del resto se un gatto sente che sta per morire si allontana da casa e va a morire in solitudine, probabilmente è stato così.
- Cagliostro : altro nome dylandoghesco, fisicamente era proprio come il Cagliostro del fumetto, nero, imponente. Era un gatto meraviglioso e dolcissimo, agile, scattante, un vero felino. Con lui mi divertivo tantissimo a giocare, rincorrevamo insieme palline, lo facevo impazzire con cordicelle e nastri lanciati in aria e recuperati (da lui) con salti olimpici, ci faceva veri e propri agguati, sempre giocosi. Qua purtroppo mi ricordo di quando tornai a casa dopo aver passato il fine settimana col mio papà, e la mia mamma mi disse che una sera lo aveva trovato investito, lo aveva portato dal veterinario, operazione d'urgenza per il bacino rotto, era stata tutta la notte con lui, ma purtroppo non ce l'aveva fatta. Quante lacrime.


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eccole, Morgana e Penelope

(ho provato a mettere una foto con Ambrogio ma viene troppo grossa, e di Cagliostro non ne ho a portata di mano)

Ultima modifica di valer : 06-06-2018 alle ore 13.40.38
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