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Vecchio 10-11-2016, 06.58.24
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Originalmente inviato da hime* Visualizza messaggio
Mmm... È sempre bene ricordare che "i politici" non sono un'orda aliena piombata sulla terra per comandare. Sono umani come noi, li votiamo noi. Quindi se siamo arrivati a questo punto perché abbiamo sempre scelto gente di melma (che ha seminato male e non ha costruito niente di buono per il futuro, di tutti) è giusto farsi un esame di coscienza, e ammettere che è anche un po' colpa nostra.

Posso aggiungere che trovo irritante la parola "popolo" se riferita ai cittadini di uno stato democratico?
Saranno le mie origini di sinistra(con la bellissima canzone di Gaber...che quando ero giovane io era vivo come lo era Berlinguer) e religiose, ma sono sempre stato affascinato dalla parola Popolo (che non considero affatto dispregiativa)

per il resto riporto questa cosa scritta da mio fratello (che solo perchè cita Flaiano mi fa piacere)

Le elezioni americane confermano il ruolo centrale del bifolco nel sistema democratico con suffragio universale.

I professionisti benpensanti imputano la sconfitta all'ignoranza del bifolco.

Altri invece cavalcano il malcontento dei bifolchi e si aggiudicano la contesa, promettendo loro il benessere ormai trascorso.

Visto che i bifolchi e i benpensanti esistono da sempre (e sempre esisteranno), c'è da chiedersi perché ultimamente i bifolchi non danno più credito ai benpensanti, come invece sempre accaduto negli anni passati.

Non credo che il problema sia numerico. È anzi ragionevole pensare che oggi il numero dei bifolchi sia in sensibile riduzione rispetto al passato, considerata la diffusione in occidente della scuola obbligatoria.

Credo invece che il problema sia la distanza tra le promesse dei benpensanti e i risultati raggiunti negli ultimi anni. Anche i bifolchi sono infatti in grado di apprezzare il benessere e confrontare la propria situazione attuale con il proprio passato e con le aspettative future, rispetto all'impegno giornaliero di ciascuno.

In fondo è quello che accade sempre al professionista nel rapporto con il proprio cliente.

Fino a quando le cose vanno bene, nessuno si duole di niente, neppure degli ingiustificati atteggiamenti di superiorità del professionista benpensante verso il proprio cliente. Le cose vanno bene.

Quando le cose vanno invece male, la cosa più odiosa per il cliente è proprio la superiorità del professionista benpensante, che - invece di ammettere le proprie colpe onestamente - cerca di nascondere il proprio insuccesso, facendo passare il cliente per un incompetente oppure un egoista povero di spirito. È questo atteggiamento che - prima ancora dell'insuccesso - allontana inesorabilmente il cliente dal professionista.

La risposta mi sembra allora semplice.

Il bifolco non crede più al professionista benpensante perché negli ultimi anni non ha più raggiunto risultati, né fatto gli interessi dei bifolchi, ma soltanto i propri, degli altri benpensanti e di terzi diversi dai bifolchi, per quanto indubbiamente messi ancora peggio.

Saranno poco sofisticati, ma i bifolchi hanno una logica stringente (e per questo difficilmente contestabile).

L'unica cosa che sorprende è che i benpensanti non siano più in grado di prevedere e rispondere a questa esigenza del bifolco, che pure è da sempre la stessa.

Mi viene un dubbio. Vuoi vedere che a forza di parlare soltanto tra benpensanti abbiano dimenticato addirittura l'esistenza dei bifolchi?
Se è così, la sconfitta è meritata.

Mi sembra che lo dicesse Flaiano: "fosse per me sarei anche comunista, ma non me lo posso ancora permettere".
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