Discussione: Carta Azzurra
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Vecchio 30-01-2019, 23.09.58
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Predefinito il quarto incomodo

Da quando abito a Padova, cioè da più di otto anni, ho sempre vissuto con Grazia e il suo ragazzo (adesso marito). Non è banale, e non è banale neanche il fatto che loro due abbiano iniziato ad abitare insieme nel momento del mio arrivo, e che quindi non hanno mai vissuto insieme senza che ci fossi io nello stesso appartamento. Non esprimo giudizi su quest'ultima frase, non è questo il senso del post.
Il primo anno abbiamo abitato in un appartamento con due sconosciuti con cui avevamo rapporti "da coinquilini", mentre noi tre avevamo un legame più o meno forte e, ad esempio, facevamo un'unica spesa per tutti e tre. Lo stesso è successo il secondo anno, in cui però i due nuovi coinquilini erano più o meno nostri amici, sebbene siamo rimasti io e loro due il "nucleo". Poi Franz ha comprato casa e siamo andati ad abitarci anche noi due. C'era un quarto posto, che è cambiato nel tempo.

La prima ad occuparlo è stata l'Eli. Amica di Grazia dai tempi dell'università, cantautrice e artistoide, è capitato spesso che ci siamo trovati io, lei e Grazia a parlare di dischi, di musica, di nuove uscite, eccetera, escludendo quindi Franz. Non capitava spesso: l'Eli c'era pochissimo a casa, e quindi immagino che Franz non ne soffrisse troppo.
Il secondo è stato Fren, collega di Franz dai tempi dell'università e attuale membro del "gruppo nerd" con cui passo un paio di sere al mese giocando a giochi da tavolo. Lì il ruolo di quarto incomodo è passato a Grazia; è vero che Fren passava molto tempo nella sua camera a dipingere i soldatini (!), ma è anche vero che ci prendevamo un po' di tempo per giocare, anche ai videogiochi, e da questo Grazia era più o meno esclusa, per propria scelta.
La terza è stata ed è la Vale, amica di Grazia. Il ribaltamento, dalla mia prospettiva, è stato enorme. Lei, impegnatissima nel sociale oltre ogni ragionevole interesse, ha coinvolto la coppia di oramai coniugi nel progetto di riqualificazione di una piazza, di creazione di un orto urbano, eccetera. Una cosa molto di sinistra e molto bella, almeno sulla carta. Mi hanno chiesto di dare una mano ma io ho declinato, perché ho pochissimo tempo libero e voglio usarlo per me. Il punto è che, è vero, la Vale c'è pochissimo a casa, perché ha veramente una tonnellata di impegni, più di qualsiasi altra persona che io conosca. Ma quando è a casa, se c'è qualcun altro oltre a me (quindi uno dei due coniugi), si parla solo dell'orto.
Soltanto di orto.

Vuol dire che se torno a casa e ci sono la Vale e almeno uno tra Grazia e Franz, li trovo che stanno parlando dell'orto e lo fanno finché non vanno a dormire.
Vuol dire che se sono a casa con Grazia e/o con Franz e arriva la Vale, appena arriva si interrompe qualsiasi discussione e si inizia a parlare dell'orto.
Vuol dire che se sono a casa con la Vale e arriva Grazia e/o Franz, si parla subito dell'orto.

E, aggiungo, se ne parla da mille punti di vista diversi. Le riunioni dell'orto, le decisioni dell'orto, persino le vicende personali delle altre persone che lo frequentino. Tutto purché si parli dell'orto.
Il mio non è uno sfogo. Ho ridotto enormemente le mie interazioni, passo molto tempo sul divano per i fatti miei nell'attesa che la nostra casa sia pronta per poterci andare ad abitare. Il punto che è che nei momenti giocoforza comuni, ad esempio la cena, si parla sempre dell'orto, e la chat dell'orto, e i whatsapp dell'orto, eccetera.
Mi sembra una follia.

E a questo giro il quarto incomodo sono diventato io.

(post scritto ascoltando Lunescapes Volume One di Jeff Mercel)
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And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
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