Discussione: Carta Azzurra
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Predefinito l'isola deserta: planet funk - non zero sumness

Anche in Italia si può fare della grandissima musica elettronica. Fino a metà anni '90 eravamo i primi al mondo nella musica dance, poi siamo praticamente spariti. I Planet Funk, però, già da allora erano diversi: meno tamarri dei nostri connazionali, una sorta di ponte tra la dance ed il rock, ma meno "aggressivi" dei Subsonica.
Una formula magica destinata al successo: chiunque ricorderà i singoloni partoriti da quest'album, cioè "Chase the sun" (forse la più famosa di tutte) e il trittico cantato da Dan Black, cioè "Inside all the people", "The switch" e la celebre "Who said". Famosissime, ballabili e divertenti, destinate a restare.
A fianco di queste canzoni ce ne sono molte altrettanto belle, con altri cantanti: la splendida voce di Sally Doherty si destreggia tra atmosfere elettroniche non danzerecce ("All man's land") ad atmosfere danzerecce ma comunque "intelligenti" ("Under the rain" racconta una bellissima storia sotto la pioggia, e "The waltz" chiude l'album in maniera sopraffina), mentre Raiz degli Almamegretta rende "Tightrope artist" uno dei pezzi migliori di sempre, in bilico tra elettronica e malinconia.
Questo disco è perfetto dall'inizio alla fine. Anche il successivo The Illogical Consequence è splendido, ma ha un paio di riempitivi. Questo no, questo è pura magia traccia dopo traccia, canzone dopo canzone, voce dopo voce. Probabilmente l'album italiano di musica elettronica migliore di sempre.
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And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
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