Discussione: Carta Azzurra
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Vecchio 06-02-2019, 04.33.09
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Predefinito l'isola deserta: the decemberists - the hazards of love

C'è una cosa che non ho mai capito, e la capisco ancora meno per il fatto che sono stato io a deciderla: ho scoperto i Decemberists per caso dopo aver letto su Rockol una recensione di questo The Hazards Of Love, che ho ascoltato e adorato, eppure non mi è mai venuto in mente di cercare altri dischi loro. Forse perché questo è stato presentato come "particolare" all'interno della loro discografia e rischierei di essere deluso dagli altri, o forse semplicemente perché nessun disco eguaglierà mai questo.
Per certi versi è vero: non è l'unica rock opera tra i miei dischi, eppure è la più "completa". Per esempio, è l'unica in cui non c'è una sola voce: il cantante dei Decemberists interpreta i due personaggi maschili, ma i due personaggi femminili sono interpretati da altre due cantanti (Becky Stark e Shara Worden) che mettono in scena rispettivamente Margaret e la regina.
Sì, è una storia di stampo medievale. E fantasy: la ragazza che soccorre un fauno ferito, il fauno che si trasforma in uomo, i due che si innamorano, la regina cattiva che vuole separarli e si affida ai crudeli mezzi di un "libertino" che rapisce la ragazza. Il tutto cantato come se fosse un musical ma senza la pomposità che lo caratterizzerebbe, e soprattutto il tutto è molto rock.
La parola rock, del resto, si può declinare in mille modi, e lo stesso accade alla musica: pur essendoci diversi temi che ritornano di tanto in tanto, le sfaccettature del rock cambiano in base al momento della narrazione. Se è calma o romantica l'atmosera è quasi acustica, innervosendosi e sfociando quasi nel metal nei momenti più concitati. Ci sono echi di progressive (ma sono giusto echi), il resto oscilla tra un rock acustico e un hard rock decisamente più pesante in base al momento.
Difficile scindere gli elementi del disco, comunque: i testi sono ispiratissimi e raccontano una storia con un suo inizio, svolgimento e persino una conclusione (inaspettata e che mi fa scendere davvero una lacrimuccia ogni volta che la ascolto), le musiche sono splendide, gli arrangiamenti perfetti e le diverse voci rendono il disco perfetto. Inutile parlare delle singole canzoni: alcune sono migliori di altre ma probabilmente il tutto funziona proprio perché così coeso. Forse per questo non voglio ascoltare altri dischi dei Decemberists: ho paura di rimanere deluso da vicende più "brevi". Questa è un'unica canzone lunga un'ora, se vogliamo, ed è quanto di meglio si possa fare nel genere.
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And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
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