Discussione: Carta Azzurra
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Predefinito l'isola deserta: lee ranaldo and the dust - last night on earth

Per questo disco varrebbe la stessa domanda del disco di Noel Gallagher ("ma come, non metti nessun disco degli Oasis e poi ne metti uno solista di uno dei suoi membri?) però amplificata dal fatto che Lee Ranaldo dei Sonic Youth non è mai stato l'autore principale. Gli venivano "concesse" da zero a tre canzoni per disco, che per me spesso erano le migliori. Ecco perché, dopo lo scioglimento della sua band, quando ha iniziato a incidere "a nome proprio" sono rimasto contentissimo; anche perché, per la cronaca, nei suoi dischi solisti la batteria la suona lo stesso Steve Shelley che rendeva le canzoni dei Sonic Youth ancora più incredibili.
E soprattutto, quando uscì Between The Times And The Tides, disco dell'anno 2012, pensai che non potesse uscire un disco "alla Lee Ranaldo" migliore di quello. E sono tuttora combattuto su quale dei due dischi, il primo o il secondo, sia il migliore (il terzo neanche prova ad avvicinarsi). Il primo è certamente più accessibile, più diretto, più breve e più "facile". Ma il secondo, cioè Last Night On Earth, è quello che arriva più in profondità. Lo fa perché le canzoni hanno più tempo per svilupparsi tra introduzioni, sezioni strumentali e strutture atipiche senza strofa né ritornello; e lo fa perché le canzoni, avendo più tempo per svilupparsi, sono anche più complesse. Ne è un esempio l'iniziale "Lecce, leaving", con un riff che resta in testa, una strofa, due ritornelli consecutivi (o un ritornello diviso in due parti) e poi una lunga sezione strumentale; forse una delle migliori canzoni di sempre. L'altra è "Ambulancer", con cambi improvvisi di chiave all'interno di una struttura apparentemente normale. Forse si esagera un po' sulla finale "Blackt out", quasi totalmente strumentale e un po' troppo rumorosa e caotica, ma il punto è questo: rispetto all'album precedente, registrato già con le idee chiare, questo si è sviluppato in studio di registrazione, all'interno di infinite jam session che hanno dato questo risultato. C'è molto spazio per l'interazione tra i musicisti, c'è una batteria che qualsiasi rock band pagherebbe oro per averla, e soprattutto c'è un grandissimo cantautore (ed interprete, perché anche la voce è splendida).
Questo disco non resterà nella storia perché la gente preferisce ricordare i Sonic Youth, ma per me, a costo di risultare blasfemo, lo preferisco di gran lunga ai loro quindici album. Resta, quindi, nella mia storia.
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And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
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