Discussione: Carta Azzurra
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Vecchio 16-02-2019, 02.32.05
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Predefinito l'isola deserta: damon albarn - everyday robots

E anche qui vale la stessa cosa: i Blur no (ma li adoro), i Gorillaz no (e in effetti non mi piacciono troppo) e invece Damon Albarn ha diritto ad un suo disco sull'isola deserta? S, e non il solo: anche quello dei The Good, The Bad & The Queen vede la sua presenza come autore e cantante. Qui, per, la prima volta che si espone col proprio nome e cognome, raccontando storie di vita vissuta e mettendosi a nudo in vari aspetti, tra cui l'infanzia e, soprattutto, l'eroina.
In questo disco c' il Damon Albarn che non ti aspetti, quello che decide volta per volta l'abito da mettere ai propri dischi e a 'sto giro ne sceglie uno inedito: voce, pianoforte, chitarra acustica e loop di batteria sintetica. Fine. Sembra impossibile da credere, ma pezzi come "Lonely press play" (forse la migliore del disco) sono basati esattamente su questa strumentazione. Anche "You & me" e "Hostiles" conservano la stessa formula musicale, e grazie alla scrittura lucidissima di Albarn i pezzi vengono fuori in maniera incredibile. Ci sono un paio di riempitivi ma il resto del disco a livelli altissimi: molto seducente, con un andamento cadenzato, elettronico senza essere rumoroso e acustico senza essere noioso. Rimane in equilibrio, un equilibrio miracoloso e sinceramente inaspettato per Albarn, che ha sempre giocato per addizione. Stavolta sottrae, lascia un'ossatura scarna ma che funziona alla perfezione.
Questo disco meraviglioso, e non se l'aspettava nessuno.
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And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
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