Discussione: Carta Azzurra
Visualizza messaggio singolo
  #7745  
Vecchio 16-02-2019, 14.42.50
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non  connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Mele Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito l'isola deserta: robertina & gatto ciliegia contro il grande freddo - cuore

Qui siamo proprio nell'anonimato pi totale: un gruppo di post-rock strumentale dal nome improbabile e dal successo limitatissimo che collabora con una cantante praticamente sconosciuta. Se non fosse stato per la produzione di Max Casacci dei Subsonica non mi sarei mai accorto di questo disco, e sarebbe stato un disastro. Perch questo un disco coraggiosissimo e splendido.
Il concetto di fondo semplicissimo: un disco di cover di vecchie canzoni. Vecchie, vecchissime. Tutte molto famose, soprattutto per chi c'era in quegli anni. "Nessuno", quella di "nessuno, ti giuro nessuno, nemmeno il destino ci pu separare", ad esempio. Ecco, questa canzone, per quanto non la migliore del disco, ne forse l'emblema: il twist, o rock and roll, o boogie woogie, o come cavolo si chiama, insomma, il ritmo sostenuto della canzone originale qui viene affogato in un mare di angoscia. Sembra trip hop ma non , perch qui non c' elettronica (non molta, almeno) ma strumenti suonati. Eppure le atmosfere sono le stesse, rarefatte e angoscianti. La voce di Robertina, splendida e solare, sembra sussurrare delle ninne nanne da incubo, un po' come la splendida "Bugiardo e incosciente", indubbiamente la canzone migliore del disco e una delle pi geniali reinterpretazioni di sempre; appunto, una ninna nanna sussurrata all'orecchio, con amore ma anche con molta angoscia.
Alcuni pezzi sono celebri ("Senza fine", "Io che amo solo te"), altri un po' meno, ma il concetto la reinterpretazione in maniera diversissima rispetto all'originale ma senza essere dissacrante. I suoni, poi, sono una cosa incredibile, sempre sospesi e onirici ma mai tristi o noiosi.
Un disco da avere. Peccato che non ce l'abbia quasi nessuno, immagino.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando