Discussione: Carta Azzurra
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Vecchio 16-05-2008, 22.52.29
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Predefinito storia.1997:l'anno della crisi

Degli anni d'oro ho raccontato tutto. Tutto meno una cosa. Un videogioco. Ne parlo ora perchè è giusto che ne parli ora.

Tutti i giochi a cui abbiamo giocato sull'amiga, io non li avevo mai visti prima. Dopo magari sì (ne parlerò più avanti, in altri post), ma ognuno di quelli era una novità. Tutti, tranne uno. Si chiamava (e si chiama) Chip's Challenge; mio padre me l'aveva dato insieme ad una serie di videogiochi per la prima versione di Windows (il mitico 3.1, che probabilmente non hai mai visto), e ci giocavo da prima che l'avessi tu.
Quando Emanuele (il vicino di casa) ti diede quel dischetto (originale, probabilmente l'unico videogioco originale che tu abbia mai avuto per l'amiga), con stampato sopra il nome del videogioco (Chip's Challenge, appunto) e in corsivo a penna, scritto da lui, "labirinto" (con una calligrafia forse peggiore della mia), pensai: cavoli! Finalmente abbiamo un videogioco in comune!
Non ricordo l'anno...sto parlando della fine. Quindi 1995 o al massimo 1996. Insomma, giocammo a quel videogioco, e mi ricordo benissimo che alla fine dell'estate del 96 eravamo bloccati al sessantesimo livello...che era lo stesso livello a cui mi ero bloccato io, quando d'inverno giocavo allo stesso videogioco sul pc.
Fuori dall'estate io e te non ci rivedevamo spesso. Tra l'estate 1996 e quella 1997, ci rivedemmo alla cresima di Marco. Lì, prima della cerimonia, mi dicesti "ti ricordi il videogioco del labirinto? Poi c'ho giocato, e sono arrivato al livello numero 101! Appena inizia l'estate ci giochiamo", e io ero la persona più felice del mondo.

Arrivò l'estate 1997. Salii in campagna per trasferirmi lì con tutta la famiglia, come tradizione, e mi accogliesti con la notizia peggiore che potessi darmi: "L'amiga si è rotta".

Oddio.

E ora?

Chiamare il 1997 "l'anno della crisi" potrebbe sembrare esagerato, se il problema fosse stato solo l'amiga. In realtà, c'era un altro problema (ok, non è un problema, ma io allora lo avvertivo come tale)...problema che avvertii quando, mentre una domenica mattina salivo in campagna con la zia Anna (dopo essere stato a dormire a casa loro, come accadde per un'infinità di sabati della mia vita), la stessa zia mi disse "ma perciò, lo sai che tuo cugino Alessandro s'è fidanzato?".
Driin! Campanello d'allarme! Ale fidanzato = Ale non mi calcolerà più come un tempo. La cosa è anche normale, ma io avevo undici anni e non potevi pretendere di più da me.
Quell'estate compisti diciott'anni. Megafesta a casa tua (io indossavo una camicia di Paperino regalatami per il mio compleanno, cioè due giorni prima), e tanti bei ricordi. Tuo fratello era già fidanzato con la ragazza che poi sarebbe diventata sua moglie.
Quell'estate ti diplomasti pure.

Insomma, quell'estate non fu la migliore. Senza amiga nè altro con cui giocare, approfittammo della partenza di Marco e famiglia per farci prestare il suo Super Nintendo (console a cui ero legatissimo, ma per cose che non riguardano me e te e che quindi non scriverò qui), col quale giocavamo soltanto ad un videogioco: si chiamava International Superstar Soccer DeLuxe, non era molto famoso ma, abbreviando le iniziali (ISS) capisci che di lì a qualche anno sarebbe diventato molto famoso...
E tralaltro a me i videogiochi di calcio non sono mai piaciuti.

E poi c'era Sabrina. Che, giustamente, cercava di passare più tempo possibile con te, e tu con lei. Tra i ricordi "tristi" di quell'estate ne ho uno che, pensandoci undici anni dopo, mi fa scoppiare a ridere: eravamo una domenica tutti a pranzo da te, e c'eri tu che di pomeriggio volevi andare a mare con lei...solo che dopo pranzo si mise a piovere. Allora ricordo che c'eri tu che pregavi che smettesse di piovere, autoconvincendoti del fatto che, siccome la pioggia stava rinforzando ("sforza" è il termine preciso che usasti), allora sarebbe finita presto e sareste andati a mare. E io che, dentro di me, pregavo che non smettesse di piovere, così non saresti andato a mare e saresti stato un po' con me. Pazzo? Probabilmente. Ma ero (e a volte sono ancora oggi) così.

Fondamentalmente non c'è nient'altro di importante da raccontare di quell'estate. Le partite a trentuno la sera continuavano, il rito del festivalbar (era l'anno di "the summer is crazy" di alexia) pure, però mancava qualcosa con te. Qualcosa che avrebbe iniziato, lentamente, a rinascere l'estate successiva...per poi esplodere in quello spettacolo che continua ancora oggi.

Ma di questo se ne parla più avanti.
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And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
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