Discussione: Carta Azzurra
Visualizza messaggio singolo
  #8198  
Vecchio 12-02-2020, 00.51.52
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,807
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito contro se stesso

Nell'ultima canzone del suo ultimo album di inediti, Morgan canta faccio di tutto per impedire il mio successo stesso/perché son contro me stesso.

Qualche giorno fa ho scritto di Mark Kozelek e dei suoi forse involontari ma certamente efficaci tentativi di distruggere la sua carriera di cantante, con dischi sempre più inascoltabili. Bene, c'è chi sta facendo peggio di lui, e se ne scrivo ora non è solo perché è successo il fattaccio di Sanremo, eccetera; è che il fattaccio di Sanremo mi ha spinto ad interrogarmi sul mio rapporto con Morgan, con la sua musica e con la sua persona.

Morgan è nato artisticamente con i Bluvertigo, di cui era cantante, autore principale, bassista e tastierista. Pubblicarono tre album di successo negli anni '90, andando anche a Sanremo con una splendida performance. Proponevano un ibrido tra il glam rock degli anni '80 e l'elettronica, e sebbene li abbia scoperti piuttosto tardi, e non li abbia mai davvero apprezzati, capisco perché in molti invece lo facevano.
Dopo i Bluvertigo, Morgan pubblicò il suo primo album solista, Canzoni Dell'Appartamento, considerato un grandissimo disco di musica pop "da camera". Altrove, per dire, è considerata da molti come uno dei picchi del cantautorato italiano, e intendo quelli ai livelli di Tenco ed Endrigo, non di Rossi o Ligabue. Io, comunque, conobbi Morgan solo dopo, con la pubblicazione della cover integrale di Non Al Denaro Non All'Amore Né Al Cielo di De Andrè; non conoscevo il disco originale né l'avrei ascoltato più di una volta dopo, perché non mi è mai piaciuta la voce di De Andrè e ho trovato approssimativi gli arrangiamenti. Morgan, appunto, aveva lavorato soprattutto su di essi, trascrivendoli e poi modificandoli con una cura maniacale, in fondo la stessa dimostrata in Canzoni Dell'Appartamento, e con un'interpretazione vocale incredibile. Il disco è meraviglioso, ma ancora più meraviglioso è quello che uscì due anni dopo, nel 2007: Da A Ad A, quello che contiene Amore Assurdo (da me considerata per anni la più bella canzone d'amore mai scritta. Da A Ad A mi piacque così tanto da farmi addirittura istituire un premio, il "premio disco dell'anno", che mi accompagna ormai da tredici anni. Anche se retroattivamente lo riassegnerei all'album d'esordio dei The Good, The Bad And The Queen, che mi è rimasto più "dentro", non posso negare che Da A Ad A sia un grandissimo album. Un disco che mescola alla perfezione il rock e la musica sinfonica, con i due livelli che si mescolano e si sovrastano a vicenda, e ancora una volta con una cura degli arrangiamenti maniacale. Il finale, poi, è epico: un pezzo di dieci minuti, "Contro Me stesso", che finisce con una specie di jam session incredibile.

Qui finisce la storia del Morgan cantautore, ed iniziano altre storie. La storia del Morgan personaggio televisivo, ad esempio: giudice per parecchi anni di fila ad X Factor, dove si è rifatto una carriera come appassionato (ed esperto) di musica, pur con qualche intemperanza. Le intemperanze, appunto: andarsene sbattendo la porta è una delle cose che ha caratterizzato la sua partecipazione a X Factor (ma solo dopo parecchi anni), ad Amici (soltanto dopo quattro puntate), e insomma, dappertutto.
Al Morgan personaggio televisivo, comunque, si accompagna il Morgan "maledetto", a cui accadono alcune cose. La prima, forse la più palese, è che perde la voce. Capitò alla vigilia di un suo concerto a Catania, il suo primo (e immagino ultimo) concerto per me, durante il quale suonò più che cantare, perché di voce davvero non ne aveva. Non che avesse una voce particolarmente potente, anzi: ma nel suo essere flebile era molto espressiva. Adesso, invece, l'aveva persa. Era il 2010, circa. La seconda maledizione è quella di Sanremo: dopo la spettacolare esibizione con i Bluvertigo ("L'Assenzio", meraviglia) in piena fase di "musica italiana alternativa che prova a diventare mainstream" (e ci riesce, vedi i Subsonica che nello stesso periodo vanno anche loro a Sanremo), Morgan sarebbe dovuto tornare al Festival nel 2010, ma fu escluso dopo che pochi giorni prima dell'inizio della competizione fu pubblicata una sua intervista in cui raccontava degli effetti benefici che il crack aveva avuto su di lui. Ipocrisia? Forse, visto che nessuno ha detto niente quando Damon Albarn ha affermato lo stesso qualche anno dopo. Fatto sta che fu escluso. Qualche anno dopo avrebbe dovuto partecipare come ospite per la serata dei duetti, ma il cantante che avrebbe dovuto accompagnare (non ricordo chi fosse) fu eliminato prima e quindi ciao Morgan. E poi il ritorno con i Bluvertigo, ma anche lì, esibizione incolore e una delle ultime posizioni.
Al Morgan personaggio televisivo e incontrollabile e a quello maledetto ed afono si aggiunge il Morgan inaridito: nel 2010 pubblicò un album di cover di bassissima qualità, registrato con "strumenti di fortuna" (così lessi su una sarcastica recensione) e in cui cantava canzoni famosissime in versione inglese ed italiana. Pessimo. Due anni dopo pubblicò il secondo volume di questa presunta trilogia di album di cover, anch'esso completamente incolore (e di qualità sonora ancora più bassa, se possibile). Presunta trilogia, appunto: Morgan aveva detto che nel terzo album avrebbe "fatto finta di fare cover", cantando canzoni scritte da lui ma avendo in mente altri artisti. Un po' come aveva fatto Stefano Bollani, nelle sue esilaranti interpretazioni di canzoni scritte per finta per Jovanotti, Paolo Conte, Franco Battiato, Enzo Jannacci, Fred Bongusto (per citare solo quelle che conosco, senz'altro ce ne saranno delle altre). Insomma, questo terzo volume sembrava interessante, almeno Morgan sarebbe tornato a scrivere qualcosa di inedito. Così pareva, solo che questo terzo Morgan doveva ancora scontrarsi con il quarto Morgan: il marinaio.
"Anche i cantautori fanno promesse da marinai" (semicit.), e Morgan non fa eccezione. Quest'aspetto, però, è quello più doloroso.

Io non sono un artista. Cosa farebbe di me un artista? È vero, ho scritto due libri, ma il primo è totalmente autobiografico, e quando l'ho finito ho pensato che non avrei scritto mai più niente, almeno non fino a quando avrei avuto altrettanto materiale da raccontare. Poi, però, sono stato folgorato da un'intuizione, una trama, e ho scritto il mio secondo libro. Ma quando l'ho finito mi sono sentito svuotato del tutto, e non ho più avuto idee. La cosa non mi preoccupa: non è quella la mia professione principale, e non ho mai pensato di fare come il coprotagonista di Due Di Due di Andrea De Carlo, in crisi perché non riesce a dare un seguito al suo esordio di enorme successo. Io no, non ho la necessità di creare.
Un cantautore, però, in teoria ce l'ha, soprattutto se l'ha fatto in passato. Ecco perché io mi sarei accontentato se Morgan si fosse limitato a comportarsi come ho raccontato finora. La cosa che mi fa male, però, è che non si è limitato a fare questo, anzi: in piena crisi creativa, con un ritmo di un inedito pubblicato ogni cinque anni (circa), Morgan non fa altro che dire di avere tantissimo materiale pronto. "Ho tre album già registrati e pronti per la pubblicazione", "ho registrato cinque dischi e non vedo l'ora di farveli sentire", "pubblicherò un inedito a settimana per un anno", eccetera. Ovviamente niente di tutto questo è vero, a parte il fatto che queste dichiarazioni sono reali, purtroppo. La più grossa, l'unica che mi ha fatto sbilanciare per un attimo, è che ad un certo punto ha pubblicato persino la scaletta di un doppio album, con tanto di data di pubblicazione e titoli di ogni singolo brano. Quella volta c'ero quasi cascato, peccato che poi all'annuncio non abbia fatto seguito niente.
Non farà mai seguito niente.
Mai.
Morgan non pubblicherà mai più niente, semplicemente perché non ha più scritto né registrato niente. Che dica quel che vuole, che faccia tutti i casini che vuole. Il più grande non è quello di Sanremo, no: è quello degli annunci mai mantenuti.
Quello che mi fa più male.

(post scritto ascoltando Mark Kozelek With Ben Boye And Jim White 2 di Mark Kozelek With Ben Boye And Jim White)
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando