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Vecchio 14-02-2007, 08.48.13
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forse ho divagato.
i miei nonni hanno lasciato la loro panetteria di Pola nel 1947, mio padre è nato mentre si spostavano da un paesino del friuli all'altro in cerca di un luogo dove vivere, finchè non sono stati ospitati in una stanza nel quartiere per i profughi istriani sorto a trieste.
mio nonno era partigiano, questo significa che gli slavi non l'hanno cacciato dall'istria perchè fascista, ma perchè italiano.
ma la faccenda è estremamente complicata...

l'Istria era un territorio culturalmente e storicamente "veneziano"...negli anni '30 e '40 però Mussolini e il suo amico Hitler hanno puntato sempre più gli occhi sulla Jugoslavia...gli slavi dunque sono stati forzati a cambiare il loro cognome, gli è stata imposta una lingua e una cultura, nonchè un regime...per loro l'italiano è diventato automaticamente il fascista, l'oppressore...e Tito ha poi approfittato di questo nel suo disegno annessionistico, placidamente cullato dagli alleati, che vedevano nei suoi partigiani un valido aiuto contro il nazi-fascismo, va detto infatti che la Jugoslavia s'è liberata praticamente da sola...pochi sanno inoltre che Trieste e dintorni sono diventati, dal 42-43 se non sbaglio, parte integrante del 3°Reich...dunque l'amministrazione non era fascista ma nazista...si sa che i nazisti non erano dei simpatici funzionari...questo non per giustificare le foibe, ci mancherebbe! ma per capire anche lo spirito con cui i partigiani slavi hanno eseguito gli ordini di Tito...e bisogna anche dire che per 40 lunghi giorni Trieste è stata controllata dai titini, di certo non benvisti dalla popolazione per innumerevoli motivi.
nelle foibe sono cadute un numero difficilmente precisabile di persone, anche perchè storicamente queste cavità carsiche sono state usate già da prima della guerra per celare tutto quel che andava celato. probabilmente i morti sono fra i 4000 e i 10000, ma, a mio parere, non sono i numeri a fare la tragedia, ma solo statistica. fossero stati anche "solo" 1000 non cambierebbe di una virgola l'entità della tragedia.
fra i caduti poi non bisogna nemmeno credere però ci fossero solo i funzionari nazi-fascisti colpevoli dell'occupazione, ma anche molti dirigenti di organizzazioni di sinistra e popolari...e anche partigiani comunisti italiani che precedentemente avevano combattuto al fianco dei titini, questo proprio per egemonizzare la posizione già prevalente di Tito nel movimento di liberazione slavo. è stata dunque non solo un'operazione etnica, ma anche politica. l'operazione di un politico astuto e machiavellico, che si è presentato al tavolo della pace da vincitore, e che poi, staccandosi da Tito si è accreditato le simpatie degli anglo-americani.

e gli italiani? De Gasperi? il politico trentino ha fatto il possibile per trieste? non aveva molto campo per agire, visto che l'italia era ancora visto da molti come un paese aggressore...ma di certo s'è dato molto più da fare per le sue terre che per la venezia giulia...era più semplice ottenere qualcosa dall'austria, altro paese sconfitto, che dalla vincente jugoslavia.

e le sinistre? Nenni e Togliatti di certo non ignoravano l'accaduto. il secondo però era al servizio di Stalin, e Stalin all'epoca era ancora legato a Tito. Togliatti faceva dichiaratamente gli interessi del "comunismo internazionale" non della patria. ma un conto è essere assassini, un conto è essere ciechi. il PCI ha avuto grandi colpe, ma non è imputabile però di collaborazionismo coi massacri...come ha ribadito l'onesto e simpatico andreotti a porta a porta ieri sera.

e il silenzio? il silenzio è forse la grande colpa di tutta una classe politica che affrontava un momento straordinario e che ha cercato di chiudere i conti col passato per guardare avanti in modo troppo sbrigativo. silenzio sugli eccessi partigiani, silenzi sulle vendette private, un'amnistia ai dirigenti e funzionari fascisti che ha visto tornare al proprio posto gente che fino al giorno prima era colpevole della dittatura...e così via.

ora, come ha giustamente detto il presidente Napolitano, è ora di aprire gli occhi su un passato che non può e non deve essere volano per polemiche presenti, con buona pace dei nostalgici, come la signorina mussolini, che può anche dire di essere affezionata al nonnino (che peraltro non ha mai visto) ma non può negare che come politico e statista non abbia fatto qualche piccolo errore...
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l'indifferenza è il più grave peccato mortale...
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