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Vecchio 27-02-2007, 20.44.06
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Predefinito Un articolo interessante, che devo ricopiarvi, visto che non c'è su internet...

"Il Piccolo" del 27 febbraio 2007

Zagabria Il Presidente croato Stipe Mesic dovrebbe essere destituito per le sue dichiarazioni sugli italiani nel caso foibe. La constatazione non arriva dal Carneade di turno ma da una penna eccellente che scrive per il settimanale croato a maggior tiratura.
È Denis Kuljis dello zagabrese "Globus", periodico sempre molto attento ai maggiori avvenimenti nazionali ed esteri. Kuljis si è in pratica distanziato dalla quasi totalità dei suoi colleghi (per non parlare delle istituzioni statali e dei partiti politici), sostenendo a crisi italo-croata finita che per Mesic ci vorrebbe un bel impeachment. Ovvero la rimozione del capo dello Stato in sede parlamentare. Per quale motivo ? Nel suo commento, il noto e apprezzato giornalista ha rimarcato che il discorso pronunciato dal presidente Giorgio Napolitano in occasione del Giorno del ricordo è stato corretto. "Quella attuata dall'esercito di Tito nei territori del Friuli Venezia Giulia nel dopoguerra è stata null'altro che una pulizia etnica - così Kujis nel suo scritto - eseguita spietatamente e con l'intento di eliminare la popolazione autoctona da quelle aree. Un numero esiguo d'italiani è finito nelle foibe; altri sono stati affogati in mare con addosso dei pesi ma la maggior parte è stata avviata all'esilio con una combinazione di misure politiche repressive e la rovina economica cui andavano incontro. Il tutto nell'ottica della cosiddetta tecnica rivoluzionaria dell'espropriare l'espropriatore".
Kuljis ha quindi parlato delle regioni fiumana, triestina, goriziana e zaratina (convivevano popolazioni romanze e slave) ricordando che nel 1910, dunque prima dell'"ingegneria" demografica fascista, il 61% della popolazione era di madrelingua italiana, il 25% slovena e solo il 13,5% croata. A detta dell'attendibile storico croato Vladimir Zerjavic, i fascisti avevano cacciato dall'istria tra le due guerre circa 53 mila croati, riducendo al 37,4% l'etnia sul totale della popolazione in Istria. "Dopo la guerra, e stando alle fonti croate, da quelle regioni i comunisti avevano cacciato 220-225 mila persone (350 mila per fonti italiane), di cui 188 mila dai territori ora Croazia".
Kuljis smentisce di volere far passare la tesi secondo la quale i fascisti sarebbero stati pertanto meno duri dei comunisti, suggerendo invece che i metodi erano diversi: i fascisti volevano assimilare tutta l'Istria mentre i comunisti intendevano ripulirla etnicamente dagli italiani. Il giornalista del "Globus" rammenta che un simile destino toccò nel Dopoguerra anche ad altre popolazioni non slave, come i tedeschi di Slovenia, Slavonia e Vojvodina, i turchi e gli albanesi in Macedonia e Kosovo. In totale un milione d'unità, costretti a emigrare in seguito alle liquidazioni di massa e alle forti pressioni politiche ed economiche. Un progetto pianificato dal regime di Tito - aggiunge Kuljis, di cui però si deve parlare e non ignorarlo: "Non siamo mica noi i colpevoli per quanto perpetrato 60 anni fa, ci sentiamo invece solidali con gli italiani". E Kuljis ricorda come il principale consigliere di Mesic per la politica estera sia Budimir Loncar, all'epoca responsabile dell'Ozna (la polizia segreta di Tito) per parte della Dalmazia.

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Ecco, siccome questo Kuljis avrà tutta la Croazia contro e da quanto dichiarato c'è il rischio che lo facciano fuori, mi pareva importante ricopiare per tutti i lettori del forum, un articolo di elevato interesse ! Purtroppo l'articolo non è firmato, comunque per informazione bibliografica:
Il Piccolo - numero 49 anno 126 - Martedì 27 Febbraio 2007 - pagina 11

Francesco
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