Discussione: Omofobia dilagante
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ROMA (22 agosto) - Due ragazzi omosessuali che si erano appena conosciuti e si stavano abbracciando e baciando sono stati aggrediti la scorsa notte al parco Rosati all'Eur all'uscita del Gay Village da un quarantenne con precedentiper droga. L'uomo, A.S. che è stato denunciato dalla polizia per tentato omicidio, ha precedenti contro il patrimonio e per droga.

Uno degli aggrediti, che è grave, è stato colpito all'addome e deve essere sottoposto a intervento chirurgico all'ospedale Sant'Eugenio, l'altro ha avuto una prognosi di sette giorni per una ferita al cuoio capelluto perché ha ricevuto una bottigliata in testa.

«Perché mi ritrovo così senza aver fatto nulla
di male? Mi chiedo perchè arrivare ad uccidere per niente. Perché arrivare a questo?», si chiede Dino, uno dei due gay aggrediti, dal suo letto d'ospedale nel reparto di terapia intensiva del Sant'Eugenio, accanto al testimone che gli ha salvato la vita. «Stavamo finendo di mangiare un panino - racconta - ci siamo abbracciati e dati un bacio, come una normale coppia. Solo un bacio. Questa città negli ultimi tempi è cambiata molto».

Dino ha ancora mal di testa: «Mi sento stordito - aggiunge -. Quell'uomo prima ha dato una bottigliata in testa al mio amico, poi a me e quando gli ho risposto che non stavamo facendo nulla di male, mi ha dato la coltellata».

L'aggressione è avvenuta intorno alle 4 di mattina. Infastidito dalle tenere effusioni dei due giovani, l'uomo ha dapprima inveito nei loro confronti con insulti e alla loro replica gli si è scagliato contro, prima colpendo alla testa con una bottiglia uno dei due e successivamente ferendo all'addome anche l'altro giovane che è caduto a terra.

I due sono stati soccorsi dalla polizia, giunta sul posto pochi minuti dopo in seguito alle numerose richieste di soccorso pervenute al 113 da parte di alcuni testimoni che avevano assistito al ferimento. I poliziotti della Squadra Mobile hanno quindi ricostruito il fatto grazie anche alle testimonianze dettagliate dei testimoni che avevano visto fuggire l'uomo. Gli agenti hanno quindi individuato A.S. e lo hanno denunciato d'intesa con l'autorità giudiziaria per tentato omicidio.

«Sembrava una corrida ma al posto del toro c'era un ragazzo insanguinato: nessuno interveniva, ma tutti guardavano. Guardavano quell'animale, quel matto che dopo avergli dato una coltellata riempiva il ragazzo trentenne di calci e pugni». A parlare è un testimone che è intervenuto a difesa dei due gay aggrediti la scorsa notte. «Verso le 4 in cinque siamo usciti dal Gay Village - racconta il testimone - eravamo davanti a un fontanella e un paninaro, quando uno dei miei amici ha conosciuto lì un ragazzo e si è messo a parlare con lui. Dopo un po' si sono abbracciati e si sono scambiati qualche bacio, ma innocente».

A un certo punto, secondo il racconto del testimone, si è avvicinato un gruppetto di persone e uno ha urlato: «Ma che state facendo? Ci sono due ragazzini di 14 anni che non vogliono vedere certe cose!». Uno dei due ragazzi ha replicato: «A quest'ora i ragazzini dovrebbero stare al letto». E l'altro ha aggiunto: «Oltretutto non stiamo facendo niente di male. Siamo persone libere, in un paese libero».

Ma a quel punto l'uomo si è allontanato di qualche metro, ha preso una bottiglia ed ha spaccato prima la bottiglia in testa ad uno e poi ha colpito con il coltello a serramanico l'altro. «Quest'ultimo è caduto a terra - aggiunge il testimone - e quella bestia ha continuato a riempirlo di calci e pugni. Mi sono avvicinato, l'ho preso quasi braccio e mi sono allontanato. C'era sangue dappertutto. Ho urlato a quanti erano presenti di fare qualcosa ma nessuno si muoveva. Nel frattempo quella bestia e i suoi amici si sono allontanati a bordo di due auto. Poi è arrivata la
polizia e l'ambulanza. Mi hanno detto che l'aggressore è un drogato e malato di Aids. Ma è stata una cosa vergognosa. Ora quel ragazzo è intubato, per tutta la mattinata è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. È fuori pericolo ma rimane grave. È pazzesco solo poche ore fa stava ballando e divertendosi ed ora è in un letto d'ospedale e non vuole avvisare la famiglia per il solito problema di essere gay. Credo che non sia nemmeno romano. E veramente un paese del terzo mondo».

«Ancora una volta devo protestare vivamente per una decisione adottata da un magistrato. È inaccettabile che un accoltellatore che ha agito con un chiaro movente di intolleranza sessuale, mettendo in pericola la vita di due persone, sia oggi soltanto denunciato a piede libero per un mero cavillo procedurale». Lo afferma, in una nota, il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Senza certezza della pena e senza un' adeguata durezza di fronte ai reati di allarme sociali - spiega - qualsiasi politica di sicurezza e di lotta al crimine risulta profondamente delegittimata».

Alemanno precisa: «Gli uomini della Squadra mobile di Roma mi hanno garantito che il criminale in questione rimarrà sotto stretta osservazione per evitarne la fuga. Ma chiedo con forza che il magistrato inquirente adotti immediatamente il provvedimento di restrizione in carcere di questo delinquente». Il sindaco esprime, infine, «solidarietà ai due ragazzi aggrediti che pagano il prezzo di un'intolleranza e di una violenza veramente ignobile e ingiustificabile».

Il Comune parte civile. Alemanno ha poi dato mandato all'Avvocatura comunale di costituirsi parte civile «contro il criminale che ha tentato di uccidere due ragazzi con movente di intolleranza omofobica».

Il ministero degli Interni garantisca la sicurezza delle persone omosessuali e transessuali. Lo chiede il presidente nazionale dell'Arcigay, Aurelio Mancuso. «Purtroppo - afferma Mancuso - episodi di grave violenza fisica, ma anche di molestie e insulti, si stanno moltiplicando in tutta Italia nei pressi di luoghi di divertimento e di aggregazione della comunità lgbt. Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà ai due ragazzi romani e sollecitiamo, ancora una volta, il Ministero degli Interni a garantire, attraverso strumenti concreti ed efficaci, l'incolumità e la sicurezza delle persone omosessuali e transessuali. Allo stesso modo - aggiunge il presidente dell'Arcigay - sarebbe necessaria una vasta campagna sociale e culturale per combattere la grave patologia dell'omofobia».

«Mai vissuti, a mia memoria, tempi così bui a Roma», ha commentato Vladimir Luxuria. «La città è sempre più insicura per tutte le categorie deboli non solo per le donne. Ci sentiamo tutti meno sicuri e viviamo con terrore questo clima fatto di squadracce e spedizioni punitive. Stavolta è toccato a due persone che erano colpevoli solo del fatto che si stavano abbracciando».
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