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L'AVANA - Il presidente cubano Fidel Castro è riapparso in tv per la prima volta da tre mesi a questa parte e sei mesi dopo aver subito un intervento chirurgico per una emorragia intestinale, in seguito al quale aveva ceduto il potere ad interim al fratello Raul. La tv cubana ha messo in onda un breve servizio in cui si vedono le immagini dell'incontro avvenuto ieri fra il 'lider maximo' e il presidente venezuelano Hugo Chavez.

Nel video si vede Castro, in piedi, mentre si intrattiene con il suo amico e alleato politico Chavez, ricordando i precedenti incontri avuti. Castro è poi ripreso mentre beve un succo d'arancia, seduto in poltrona e vestito con una tuta sportiva rossa, azzurra e bianca e appare in migliore forma fisica rispetto all'ultimo video diffuso prima di quello odierno, il 28 ottobre scorso, in cui appariva molto dimagrito e, peraltro, assicurava: "Sto partecipando a decisioni molto importanti per Cuba".

"La mia riabilitazione prosegue in modo soddisfacente", aveva aggiunto in quell'occasione il lider maximo, spiegando: "Ho deciso di farmi vedere un'altra volta per smentire quanti, negli ultimi tempi, mi hanno dato per moribondo o addirittura morto". In effetti non è facile capire quanto sta accadendo a Cuba - la malattia di Fidel è stata dichiarata 'segreto di stato' - e sapere sé è in corso una 'transizione' o una 'successione'. Sul lider maximo, dal 31 luglio scorso, vi è stata una sarabanda di illazioni. Chi lo ha dato per morto e chi in fin di vita per le conseguenze delle operazioni subite. Il quotidiano spagnolo 'El Pais' ha parlato addirittura di tre.

Per contro, l'altro ieri, il presidente del Parlamento Ricardo Alarcon ha assicurato che "il recupero procede bene" e che il ritorno di Castro al potere "dipende dalla sua evoluzione postoperatoria". Mentre nell'isola ferve come non mai 'radiobemba', come viene chiamato il passaparola, cubani e analisti di tutto il mondo, sembrano concordare sul fatto che Raul Castro e gli altri sei 'politici doc', che governano collettivamente con lui, portano avanti, lentamente ma costantemente, dei cambiamenti. Anche alla luce del fatto che Raul Castro, come comandante dell'esercito, é sempre stato più efficiente del fratello quanto ad organizzazione ed ha molte volte mostrato la sua concretezza nel risolvere i tanti problemi dell'isola. Il 28 dicembre scorso, se ne sono resi conto i burocrati del ministero dell'agricoltura.

Nel corso di una riunione sul tema, quando hanno cercato di fare i finti tonti sui problemi del settore, Raul è sbottato: "Zitti. La rivoluzione è stanca di giustificazioni". E subito dopo, toccando il tema dei piccoli produttori privati, che, ha specificato "apportano il 65% di quanto produciamo oggi", ha aggiunto: "Non mi importa che guadagnino di più, voglio che producano di piu".

Piccolo ma significativo indizio che, secondo gli analisti, fa presumere che Raul Castro punti "ad una via cubana alla vietnamita o alla cinese", cioé ferreo controllo dello Stato, ma più mano libera ai privati, imprenditori esteri compresi. Il tutto, altra novità, sentendo cosa ne pensa la gente. Del tutto inusuale, infatti, l'inchiesta pubblicata il 31 dicembre da Juventud Rebelde che ha interpellato 280 giovani cubani su 'Come volete che sia Cuba nel 2020?'.

Ovviamente, sostiene il giornale, "solo pochi di essi hanno ammesso che sperano di non trovarsi ancora nell'isola". Per contro, la grande maggioranza sogna "una Cuba socialista con la maiuscola", pur se, dice sempre Juventud Rebelde, "bisogna cambiare alcune cose, per porre fine alla decadenza, allo sporco e senza aver paura della novita". Ed è stata appunto l'economia "il tasto comune di tutte le opinioni". E' indubbio che il potere, da sempre occhiuto, ha misurato ogni parola, anche perché, assicura il giornale "tutti hanno chiesto che il Partito sia unito, come ora che lo guidano i suoi leader storici". E' evidente però che il cambiamento s'ha da fare. Magari anche contro i desideri di Fidel che, si sussurra a L'Avana, continua a scocciare tutti con le sue telefonate.
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La natura umana è così inesplicabile, ciò che divide il bene dal male è un filo talmente sottile, talmente invisibile. Non dissi nulla e pensai che, a volte, quel filo si spezza tra le tue mani mischiando il bene e il male in un mistero che ti smarrisce. In quel mistero, non osi più giudicare un uomo. O.F.
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