Discussione: Carta Azzurra
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Predefinito dieci anni dopo, undici anni dopo

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Originalmente inviato da gabo86 Visualizza messaggio
Degli anni d'oro ho raccontato tutto. Tutto meno una cosa. Un videogioco. Ne parlo ora perchè è giusto che ne parli ora.

Tutti i giochi a cui abbiamo giocato sull'amiga, io non li avevo mai visti prima. Dopo magari sì (ne parlerò più avanti, in altri post), ma ognuno di quelli era una novità. Tutti, tranne uno. Si chiamava (e si chiama) Chip's Challenge; mio padre me l'aveva dato insieme ad una serie di videogiochi per la prima versione di Windows (il mitico 3.1, che probabilmente non hai mai visto), e ci giocavo da prima che l'avessi tu.
Quando Emanuele (il vicino di casa) ti diede quel dischetto (originale, probabilmente l'unico videogioco originale che tu abbia mai avuto per l'amiga), con stampato sopra il nome del videogioco (Chip's Challenge, appunto) e in corsivo a penna, scritto da lui, "labirinto" (con una calligrafia forse peggiore della mia), pensai: cavoli! Finalmente abbiamo un videogioco in comune!
Non ricordo l'anno...sto parlando della fine. Quindi 1995 o al massimo 1996. Insomma, giocammo a quel videogioco, e mi ricordo benissimo che alla fine dell'estate del 96 eravamo bloccati al sessantesimo livello...che era lo stesso livello a cui mi ero bloccato io, quando d'inverno giocavo allo stesso videogioco sul pc.
Fuori dall'estate io e te non ci rivedevamo spesso. Tra l'estate 1996 e quella 1997, ci rivedemmo alla cresima di Marco. Lì, prima della cerimonia, mi dicesti "ti ricordi il videogioco del labirinto? Poi c'ho giocato, e sono arrivato al livello numero 101! Appena inizia l'estate ci giochiamo", e io ero la persona più felice del mondo.

Arrivò l'estate 1997. Salii in campagna per trasferirmi lì con tutta la famiglia, come tradizione, e mi accogliesti con la notizia peggiore che potessi darmi: "L'amiga si è rotta".

Oddio.

E ora?

Chiamare il 1997 "l'anno della crisi" potrebbe sembrare esagerato, se il problema fosse stato solo l'amiga. In realtà, c'era un altro problema (ok, non è un problema, ma io allora lo avvertivo come tale)...problema che avvertii quando, mentre una domenica mattina salivo in campagna con la zia Anna (dopo essere stato a dormire a casa loro, come accadde per un'infinità di sabati della mia vita), la stessa zia mi disse "ma perciò, lo sai che tuo cugino Alessandro s'è fidanzato?".
Driin! Campanello d'allarme! Ale fidanzato = Ale non mi calcolerà più come un tempo. La cosa è anche normale, ma io avevo undici anni e non potevi pretendere di più da me.
Quell'estate compisti diciott'anni. Megafesta a casa tua (io indossavo una camicia di Paperino regalatami per il mio compleanno, cioè due giorni prima), e tanti bei ricordi. Tuo fratello era già fidanzato con la ragazza che poi sarebbe diventata sua moglie.
Quell'estate ti diplomasti pure.

Insomma, quell'estate non fu la migliore. Senza amiga nè altro con cui giocare, approfittammo della partenza di Marco e famiglia per farci prestare il suo Super Nintendo (console a cui ero legatissimo, ma per cose che non riguardano me e te e che quindi non scriverò qui), col quale giocavamo soltanto ad un videogioco: si chiamava International Superstar Soccer DeLuxe, non era molto famoso ma, abbreviando le iniziali (ISS) capisci che di lì a qualche anno sarebbe diventato molto famoso...
E tralaltro a me i videogiochi di calcio non sono mai piaciuti.

E poi c'era Sabrina. Che, giustamente, cercava di passare più tempo possibile con te, e tu con lei. Tra i ricordi "tristi" di quell'estate ne ho uno che, pensandoci undici anni dopo, mi fa scoppiare a ridere: eravamo una domenica tutti a pranzo da te, e c'eri tu che di pomeriggio volevi andare a mare con lei...solo che dopo pranzo si mise a piovere. Allora ricordo che c'eri tu che pregavi che smettesse di piovere, autoconvincendoti del fatto che, siccome la pioggia stava rinforzando ("sforza" è il termine preciso che usasti), allora sarebbe finita presto e sareste andati a mare. E io che, dentro di me, pregavo che non smettesse di piovere, così non saresti andato a mare e saresti stato un po' con me. Pazzo? Probabilmente. Ma ero (e a volte sono ancora oggi) così.

Fondamentalmente non c'è nient'altro di importante da raccontare di quell'estate. Le partite a trentuno la sera continuavano, il rito del festivalbar (era l'anno di "the summer is crazy" di alexia) pure, però mancava qualcosa con te. Qualcosa che avrebbe iniziato, lentamente, a rinascere l'estate successiva...per poi esplodere in quello spettacolo che continua ancora oggi.

Ma di questo se ne parla più avanti.
È buffo leggere e commentare un post dieci anni dopo averlo scritto e vedere che questo post faceva riferimento a un'estate di undici anni prima ancora. Insomma, ventun anni fa.
Eppure ricordo tutto benissimo, così bene che quando ho scritto il capitolo del mio (primo, autobiografico) libro dedicato a quell'estate, l'ho fatto di getto e rileggendolo somiglia tantissimo a questo post qua.
Ma mi tocca scrivere due note a margine su cos'è successo in questi dieci anni.

Nota uno: Chip's Challenge, poi, l'ho finito. Ma non nel 1997, no. E neanche nel 1998 o nel 1999. L'ho messo da parte, l'ho accantonato, non c'ho più giocato per una quindicina d'anni. E poi un paio di anni fa mi sono impegnato per completarlo: ricordavo bene, a volte benissimo, i primi sessanta livelli (quelli che avevo fatto anche a 8-9-10 anni). Uno in particolare, un vero e proprio labirinto, l'ho risolto al primo colpo, ricordandomi esattamente dove girare ad ogni bivio, senza sbagliare mai. È stato un momento magico, forse addirittura più magico del livello finale, completato ma senza che ad esso fossero legati ricordi particolari. La soddisfazione non fu paragonabile a quando completai Lemmings sedici anni dopo averlo conosciuto, ma fu una bella cosa comunque.

Nota due: Sabrina. Non ricordo il suo viso, ero troppo piccolo, ma ricordo benissimo tutte le sensazioni elencate nel post di dieci anni fa. Ricordo dell'annuncio della zia Anna, della festa di compleanno, della giornata sperando che non smettesse di piovere. Lei, però, non me la ricordo.
Qualcuno (tutti?) mi prende in giro, dicendo che io sia geloso. Di Sabrina probabilmente lo ero, ma le altre le ho sempre rispettate finché hanno rispettato me o, almeno, il loro fidanzato/marito. Solo una ha mancato di rispetto a me, ed è stata un evento incredibile, forse l'unica volta in vita mia in cui ho pensato di "mollare".
Poi, per fortuna, non l'ho fatto.
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And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
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