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Vecchio 09-06-2018, 13.41.03
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Predefinito I miei gatti - Pt.2

Dopo Cagliostro iniziò un periodo un po' confuso, gattisticamente parlando, nel senso che abbiamo avuto alcuni gatti di passaggio. Avevamo cambiato casa e stavamo in una con un giardino grande, dove regolarmente capitavano gatti che o venivano abbandonati (e puntualmente da noi ricollocati) o semplicemente erano del vicinato ma stavano più lì che a casa loro, non so perché, ma ricordo i piattini fuori e il viavai. Gli unici davvero nostri erano due:

-Cino, abbreviazione di micino, anche lui rosso, ma non pacioccone come Ambrogio. Si faceva parecchio i cavoli suoi. Un tardo pomeriggio d'inverno io e la mia mamma stavamo tornando a casa in macchina, da lontano sulla strada vediamo qualcosa, si capiva che era un gatto, purtroppo non era la prima volta che capitava, lei istintivamente mi mette una mano sugli occhi dicendomi "non guardare, non guardare", io mi metto a piangere ma non perché avessi capito che era il nostro Cino, ma perché è l'effetto che mi faceva (e fa) vedere animali morti sulla strada...invece era appunto Cino.
L'altra gatta era
- Nala, sorella di Cino, una gattina bianca con chiazze grigiastre qua e là. Era selvaggissima, sia nei modi che nel carattere. In effetti a pensarci ora quei due gatti erano gli unici ad avere diritto ad entrare in casa ma non è che gliene fregasse molto, anzi. Nala non so che fine abbia fatto, purtroppo non mi stupirebbe che anche lei abbia avuto la stessa sorte del fratello, anche quella strada era maledetta.

Nel 1998 arriviamo in quella che sarà la nostra casa definitiva, stranamente senza animali. Passa poco tempo prima che un amico della mia mamma le telefoni e le dica "ho trovato una gattina vicino a casa mia, ha circa un anno, i miei vicini sono ripartiti per tornare a casa e l'hanno lasciata qua al mare, si chiama Matilda". Figuriamoci se potevamo resistere ad una gatta abbandonata. Il nome però non ci piaceva molto, ma in fondo bastò solo cambiare una vocale.
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