Discussione: Niccolò Fabi
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Vecchio 29-11-2017, 19.32.24
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Predefinito Grazie.

Non era in programma.
O meglio non era sicuro che potessi avere un giorno di ferie ma dopo le dirette dal concerto di Daniele Silvestri mi son detta "non posso lasciare che l'incontro alla Feltrinelli sia stata l'ultima volta in cui ho potuto dirgli grazie, devo andare assolutamente al concerto di Roma!".
F. mi fa "che problema c'è? ti ospitiamo noi" e già lì mi son trovata con l'occhio lucido perchè ormai avevo accantonato l'idea di poter scendere. M. che mi concede un giorno di ferie (a discapito del ponte dell'8 dicembre ma ne è valsa la pena). B. che mi procura un biglietto in piccionaia, terzo anello centrale e mi dico "non importa dove sarò: mi importa solo esserci".

E così eccomi qui. A scrivere nuovamente di Niccolò.
Ricordo quando nel 1997 partecipò al festival di Sanremo con Capelli e ricordo le amiche di allora che mi dicevano "questa canzone è tua" (allora portavo i capelli lunghissimi, oltre il metro).
Ricordo quando sempre a Sanremo portò Lasciarsi un giorno a Roma: la registrai in videocassetta e per giorni ero entrata in loop, l'ascoltavo in maniera quasi ossessiva.

L'ho sempre più o meno seguito, da lontano, in sordina. Poi un po' alla volta ho iniziato ad approfondirlo e più scoprivo le sue canzoni e più mi ritrovavo in tante sue parole, in certi stati d'animo.
Ha spesso accompagnato "momenti che sono comunque solitari" (cit.) e la sua voce è diventata quindi amica.
Perchè alla fine è questo che vedo in Niccolò: quell'amico che ti è stato accanto quando attorno non volevi nessuno.
Altrove, in un gruppo (Fabiglia) che è una sorta di forum legato a Niccolò ho scritto che una delle cose per cui mi mangio le mani è il non avergli potuto dire nulla oltre a "grazie", non ho potuto perchè io a voce mi blocco, non ho potuto perchè ci sarebbero un sacco di motivazioni dietro a quel "grazie" che so che non sarei in grado di spiegare al meglio.

E quindi non ho trovato soluzione migliore per "ridirgli" grazie se non andando al concerto del 26 novembre (con la sorpresa dell'ultimo minuto da parte di B.: niente terzo anello ma parterre!)

L'ingresso in solitaria. Senza musica. Con una maglietta bianca di DiVenti InVenti e una giacca scura.
L'inchino al pubblico. L'inchino del pubblico.
E si inizia.
Sul palco si alternano per tre ore i musicisti e i colleghi che l'hanno accompagnato in questi 20 anni di musica.
La sue uscite ironiche sull'augurio alle donzelle presenti di non aver messo troppo mascara o di essersi cmq munite di fazzolettini prima di Facciamo finta.
Il raccontare che la prossima canzone sarebbe stata la canzone più difficile da scrivere (Ecco) e subito dopo "questa invece è stata la più facile" (Le chiavi di casa).
Il suo incitarci ad "un applauso che possa arrivare il più lontano possibile...il più lontano possibile!" per Attesa e Inaspettata.
Offeso e a metà canzone entra Fiorella.
E poi Lasciarsi un giorno a Roma e i presenti sono pronti per la sorpresa che la Fabiglia ha organizzato per lui: dopo l'ultimo ritornello le mani di tutto il pubblico alzano 7000 cartelli colorati con su scritto "Grazie". Lui basito. Incredulo. E ci grida "Voi siete pazzi!!!" e si unisce ai nostri Grazie. "Siete una meraviglia" e si abbassano le luci ed esce dalla scena scuotendo la testa commosso.
Subito dopo rientra sul palco armato di chitarra. Occhio di bue.
A al microfono ci dice: "Me la prendo questa responsabilità. E' ovvio. Me l'avete data e io l'accetto. Avrete sentito che mi è scappata questa frase della pausa, della vacanza, del bisogno di allontanarmi un po' da questo. Sapete che è fondamentale, senza cose apocalittiche. Questa è una serata che mi darà veramente tanto da pensare. E.." (qui tentenna, come se non riuscisse a trovare le parole giuste) "..però..non faccio finta di niente..insomma, ok..".
E' visibilmente commosso, quei cartelli colorati l'hanno spiazzato. E lui ha commosso tutti noi. E non poteva non scegliere a questo punto una canzone migliore de Il primo della lista.
E poi si riunisce il trio: salgono sul palco Max e Daniele e l'atmosfera si fa conviviale, traspare l'amicizia che li unisce così come traspariva durante il tour de Il padrone della festa.
E con Lontano da me di conclude il concerto.
Il palco si riempie di tutti i musicisti, i colleghi e gli amici che hanno contribuito alla serata e a questi 20 anni di carriera. Inchino collettivo.
E Niccolò che come sempre resta da solo. Le luci tutte accese.
Lui sorridente, a braccia incrociate, che ammira lo spettacolo che ha davanti.
Noi sorridenti, a mani alzate, che ammiriamo quell'universo a forma di persona.

E ho pianto. Niente cose apocalittiche (cit.) ma la lacrima (anche qualcuna in più) è scesa.
Perchè quando un amico ti dice "Devo andare, ho bisogno di andare via per un po'. Non ci sentiremo per un po', non so quanto. Ma tornerò" non puoi non dispiacerti.
E' un pianto egoistico perchè sai che ti mancherà. Ma ti ha detto che tornerà.

Ci sono canzoni di Niccolò che sono state per me una salvezza.
Riascoltarle dopo anni con la consapevolezza che sono state la colonna sonora di una sorta di personale rinascita interiore è rassicurante.
Riascoltarle live ancora di più.
E averle riascoltate al concerto che per lui è stato il più importante, al concerto nel quale non speravo di poter partecipare, da sola ma in mezzo ad una Fabiglia, è stato magico.
Ma d'altronde i concerti di Niccolò sono pura magia.
Sono sussurri, sono occhi che sorridono e che si emozionano, sono semplicità disarmante, sono una chitarra o un quartetto d'archi, sono carezze invisibili, sono terapeutici per l'anima, sono incanti.
E' come guardare la luce di una candela quando si è al buio: bellezza confortante.

Prenditi il tuo tempo Nicc.
Saremo qui ad aspettarti.
Perchè l'oro si aspetta.
__________________
..non è cosa, ma è come..

Senza musica la vita sarebbe un errore.
_Nietzsche_

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mò me ne vado
vi voglio bene
siete una bella banda voi del forum
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Originalmente inviato da umano Visualizza messaggio
il forum e' vostro,trattatelo bene

Ultima modifica di grisou : 29-11-2017 alle ore 19.38.09
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