Forum Soleluna  

Torna indietro   Forum Soleluna > Forum Classici

Rispondi
 
Strumenti discussione Modalità visualizzazione
  #8121  
Vecchio 09-12-2019, 20.32.38
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito mr carbohydrate, tredici anni e mezzo dopo

Integrazione al post del 5 dicembre e premessa al resto del post:

Forse il più peculiare tra i miei "archivi" che tracciano la mia vita è last.fm. Da quando mi sono iscritto, il 23 maggio del 2007 (Chiara, sarai stata anche una meteora ma questa cosa mi ha cambiato la vita), viene registrato sul mio profilo ogni ascolto di ogni canzone. Questo permette di elaborare delle statistiche sulla musica più ascoltata (da me e dal resto della community) e permette anche di tracciare i miei ascolti: se volessi sapere cosa stavo ascoltando ad una certa ora e data potrei saperlo, se volessi sapere quando ho ascoltato per la prima (o l'ennesima, o l'ultima) volta una canzone potrei saperlo, eccetera. Adoro last.fm e non smetterò mai di farlo.

Resto del post:

Però last.fm, appunto, traccia dal 23 maggio del 2007. E quindi non posso sapere di preciso quand'è stata la prima volta che ho ascoltato Mr Carbohydrate dei Manic Street Preachers. Dev'essere successo tra fine marzo e inizio aprile 2006.
All'inizio mi ha colpito musicalmente. Avevo appena scoperto i Manics e stavo iniziando ad apprezzarli, e questa canzone mi piacque molto. Chitarra acustica in un canale e chitarra elettrica nell'altro, e poi basso, batteria e voce perfettamente bilanciati al centro. Una strofa ripetuta due volte (ma con testo diverso) e poi il ritornello, un'altra strofa ripetuta due volte (sempre con testo diverso) e poi di nuovo il ritornello, e alla fine un'ultima strofa che si ripete all'infinito. La canzone mi piacque già da subito. Poi, però, arrivò il testo.
Stavo scoprendo che i testi dei Manic Street Preachers non li scriveva il cantante: fino al terzo anno erano stati condivisi tra bassista e secondo chitarrista, e poi dopo la scomparsa di quest'ultimo la "penna" è rimasta solo a Nicky Wire, il bassista. Questa canzone non è contenuta in un album ma è un b-side di un singolo estratto dal quarto album, quindi il periodo è quello post-Richey. E il testo, ho capito dopo avere imparato a conoscerli, è chiaramente un testo di Nicky Wire: autoironico, auto-commiserativo, pigro ed estremamente divertente. Nella loro discografia ci sono alcuni testi "alla Nicky", chiaramente autobiografici. E mi sono sempre chiesto come faccia James Dean Bradfield, il cantante, ad interpretarli senza poterli sentire suoi.

Ma Mr Carbohydrate non è solo un testo che parla di Nicky Wire: è anche un testo che parla di me. Me ne accorsi dopo qualche ascolto (e dopo la lettura del testo). Nell'ordine: la mia passione per i carboidrati (la pasta su tutto); il mio essere talvolta noioso; il mio preferire la routine (sintetizzata nel "lavoro in banca"); il mio essere inadeguato, paranoico ed ipocondriaco; la mia passività nei confronti delle attività; il mio preferire lo stare a casa all'uscire; il mio cinismo; i miei pensieri sul futuro.

Non avevo neanche vent'anni e pensavo queste cose; con l'eccezione della parte sulla xenofobia e sulla tv come migliore amica, per il resto condividevo ogni parola di questa canzone. Ricordo che un anno dopo, tornando con Pippi da una giornata passata nella mia casa in campagna coi miei amici, percorrendo il viale alberato che collega San Giovanni La Punta con Sant'Agata Li Battiati gliela feci ascoltare (era già fan della band) e gliela tradussi in diretta, dicendogli appunto che "non avevo mai sentito nessuna canzone che parli così perfettamente di me".
Ieri sera mi sono reso conto che sono passati tredici anni, e non è cambiato niente.

Calma. Come fa a non essere cambiato niente? La mia vita è radicalmente diversa. Ero un single incallito (non per scelta) e adesso sto con una ragazza da dieci anni e conviviamo da quasi sei mesi. Abitavo a Catania e adesso abito a Padova. Ero uno studente e adesso lavoro. Uscivo almeno due volte a settimana con i miei amici e adesso se li vedo tre volte l'anno è un miracolo, e mai tutti insieme. Carola c'era e adesso non c'è più. Mio nonno, il cinico per eccellenza, è morto. Come cavolo fa a non essere cambiato niente?
Ecco, non è che non è cambiato niente. Non sono cambiato io. In realtà qualcosa intorno a me è rimasto: Ale c'è ancora, seppure in maniera diversa; Grazia pure, anche lei in maniera molto diversa; scrivo sempre sul forum, anche se siamo rimasti in pochissimi a farlo. Insomma, intorno a me è cambiato quasi tutto, ma dentro di me non è cambiato niente. Lo so che sembra impossibile, lo so che tredici anni e mezzo dovrebbero aver stravolto la mia personalità e invece hanno forse smussato alcuni angoli e basta, ma è andata così. Non è una questione di crescita, è proprio una questione di cambiamento. In mille cose non sono cambiato, e me ne sono accorto sabato pomeriggio quando, parlando come un fiume in piena, ho pensato che se il me stesso di tredici anni e mezzo fa si fosse trovato lì al mio posto avrebbe detto esattamente le stesse cose. Non avrebbe riconosciuto la persona che aveva di fronte, certo, ma il resto era uguale. Quell'insieme di paranoia ed inadeguatezza e tutto il resto della canzone sono rimasti ancora, e fanno parte di me. Ne faranno parte per sempre, probabilmente.

Nel frattempo sono uscite altre due canzoni, una di Max Pezzali e una di Raf, che mi descrivono perfettamente. Ma nessuna lo fa con la precisione di Mr Carbohydrate.
Per la cronaca, i Manic Street Preachers sarebbero potuti rimanere delle meteore nella mia vita, e lo sarebbero potuti essere anche dopo aver scoperto che quella loro canzone, estremamente "minore" nell'ambito della loro discografia, parlava di me. E invece sono rimasti, e da quel momento sono diventati la mia band preferita di sempre. Hanno pubblicato tantissime altre canzoni, molte persino migliori di quella, e alcune in cui riuscivo ad identificarmi, ma mai in quel modo. Quella canzone resterà per sempre e farà parte per sempre di me, almeno fino a quando io continuerò a far parte di me.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8122  
Vecchio 10-12-2019, 22.05.56
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito 10. Ginevra Di Marco & Cristina Donà - Ginevra Di Marco & Cristina Donà

A ventun anni dalla prima collaborazione, Ginevra Di Marco e Cristina Donà pubblicano finalmente un album insieme. In ventun anni Ginevra Di Marco ha fatto parte dei C.S.I. e poi dei PGR, da cui è uscita per intraprendere una carriera solista che più che sul cantautorato si è basato sull'interpretazione di canti popolari; Cristina Donà è passata dall'essere la nuova promessa del rock femminile all'eterna promessa, non mantenuta non per causa sua ma del mercato. E così queste due "regine dell'indie", si sarebbe detto negli anni '90 (perché adesso l'indie è ben altro, e ben peggio), si sono messe insieme per un album a quattro mani. Pezzi composti insieme, pezzi composti separatamente, riletture dei propri repertori e, in generale, un incrocio di due traiettorie parallele.
Per quanto riguarda le riletture, le scelte sono state diverse: Cristina Donà ha puntato più sul recentissimo passato (due pezzi tratti dal suo ultimo album di inediti), Ginevra di Marco sul suo passato più importante e, forse, ingombrante, leggendo anche un semisconosciuto (non per me) brano dei PGR, l'ultimo con la sua voce. Gli inediti, invece, parlano molto di femminilità, di cammino, di percorsi, ma non restano impressi.
Restano impresse invece le due voci, su tutte quella di Ginevra (quando interviene in Così Vicini di Cristina Donà è da brividi), e lo dico da fan storico di Cristina. Arrangiamenti normali, senza discostarsi troppo dalle versioni originali per i pezzi già editi, e senza innovare troppo per gli inediti.
Nel frattempo sono passati già cinque anni dall'ultimo album di Cristina Donà, e sto iniziando a perdere la pazienza.

Voto: 6/10.
Voto su Metacritic: s.v.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8123  
Vecchio 11-12-2019, 11.16.39
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito la mia seconda canzone

__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8124  
Vecchio 11-12-2019, 21.47.54
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito 11. Bill Callahan - Shepherd In A Sheepskin Vest

Non erano mai passati più di due anni tra un album di Bill Callahan e l'altro, neanche quando usava lo pseudonimo Smog, e invece l'ultimo risaliva a sei anni fa. L'ho conosciuto durante questi sei anni (anzi, quasi verso l'inizio) e quindi l'attesa per il disco era tanta. È arrivato, e il risultato è abbastanza inaspettato.

Ci sarebbero da dire mille cose su Bill e sulla sua evoluzione artistica, ma bastino sapere alcune cose: non era mai stato così acustico, e soprattutto non era mai stato così "reale". Le sue canzoni raccontavano storie incredibili, come un Nick Cave però in piccolo, anzi, in piccolissimo. Qui, invece, si scontra con la realtà. Anzi, torna nella realtà, e torna già dal primo pezzo, che accoglie letteralmente l'ascoltatore nel suo mondo.
In questi sei anni Bill Callahan si è sposato, dopo aver avuto una sterminata serie di fidanzate più o meno musiciste (inclusa la mia amata Cat Power), e soprattutto ha avuto un figlio. Quindi, basta con le elucubrazioni e le storie assurde, adesso c'è qualcosa di molto più tangibile di cui parlare. "I got married to my wife, she is lovely, and I had a son" è quanto di più "terreno" possa esistere, eppure è sempre scritto da Bill, lo stesso Bill che raccontava di secchi sospesi su un pozzo o su sogni fatti in lingue inventate.

Il tutto è ancora più straniante in quanto estremamente acustico. Voce e chitarra, pochissimo altro, pochissima batteria, ogni tanto qualche "effetto sonoro". E la chitarra è molto rarefatta, come una specie di "Fisherman's Woman" di Emiliana Torrini ma declinato al maschile.

È un disco lungo, venti canzoni alcune delle quali molto brevi, come se fossero dei bozzetti. È ovvio che il tutto sia voluto, e forse è il suo limite. Però un ritorno come questo ci voleva. Forse ci si aspettava di più, ma del resto quando la tua vita reale supera quella immaginata allora devi rallentare e capire cosa raccontare. E come farlo.

Voto: 7/10.
Voto su Metacritic: 88 (è tantissimo, fidatevi).
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8125  
Vecchio 11-12-2019, 22.13.41
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito davvero, che peccato (shalala)

Era la nona volta che andavo a vedere Max Pezzali, da solo o con gli 883, e l'atmosfera era surreale. Il palasport era pieno, complice il recente successo de "L'Universo Tranne Noi", e visto che due anni prima era stato riempito per la metà ero un po' contento per lui. Un po' meno per me, però: io e Vero c'eravamo appena lasciati (la cosa durò una settimana, ma sarebbe anche potuta durare per sempre, per quello che ne sapevo) ed eppure avevamo già preso i biglietti, assieme a sua sorella e al suo ragazzo di allora.
Atmosfera a parte, il concerto fu bellissimo (forse il suo più bello, aspettando ovviamente il prossimo a San Siro) e accadde una cosa incredibile. A un certo punto, dal palco, Max iniziò a cantare una canzone, una canzone contenuta nel suo ultimo disco ma che non mi aveva colpito particolarmente. In quel momento, invece, capii che si stava riferendo a me, che parlava di sé come se lui fossi io, e quando esplose il ritornello "davvero, che peccato (shalala)/sono un ragazzo inadeguato (shalala)/lo sono sempre stato (shalala)/un po' fuori posto un po' sbagliato/shalala)", ecco, lì capii che quello ero io. Che il ragazzo inadeguato di cui parlava lui era lui, ma anche io. Fu una presa di coscienza violentissima.
Ma l'indomani me n'ero già dimenticato.

Dovettero passare alcuni anni prima che l'altra compagna di concerto passasse dal ruolo di sorella della ragazza a quello di migliore amica, e fu lei a farmi notare che quella canzone parlava proprio di me. Nessuna come lei è stata contemporaneamente consapevole della mia inadeguatezza e però affettuosa con me, a suo modo. E lei, che è l'esatto opposto della "ragazza inadeguata", non ha mai avuto problemi con la mia inadeguatezza, anzi, c'è così affezionata da avermi regalato, lo scorso Natale, una foto di noi due sott'acqua, con lei con un sorriso smagliante e io che ho la faccia del tipo "aiuto, sto annegando". C'è questa foto con sotto la didascalica "davvero, che peccato".
Avrei potuto auto-cantarmela sabato scorso, reduci da due ore di chiacchiere e precedenti paranoie (ma anche lì, "they call me mr paranoia").

"Però tutto sommato", canta Max, "è il mondo che è un po' complicato".
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8126  
Vecchio 12-12-2019, 18.10.49
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito 12. Glok - Dissident

Per me la musica è così sacra che non dovrebbe mai essere musica "da sottofondo". Poi uno magari la tiene in sottofondo mentre fa altro, ma la musica dovrebbe avere una sua dignità indipendentemente da quello che si fa nel frattempo. Il problema non è se sia musica strumentale o meno: la stragrande maggioranza dei dischi jazz strumentali, ad esempio, ha una sua dignità. E il problema non è neanche se sia musica elettronica o meno: penso ai Chemical Brothers e a molti loro pezzi, persino strumentali, che restano godibilissimi. Per contro, come già scrivo da qualche anno, i dischi di Mark Kozelek, infarciti di parole e interamente suonati, sono quanto di più noioso esista.
Un po' meno noioso, ma sempre faticoso, è Dissident di Glok.

Glok è lo pseudonimo di Andy Bell, chitarrista e cantante dei Ride, poi chitarrista e mente principale degli Hurricane #1, poi bassista degli Oasis, poi tornato nei Ride quando i Ride sono tornati nel mondo, regalandoci altri splendidi album. Quest'anno, mentre questi ultimi lavoravano al loro sesto album, Andy Bell ha usato lo pseudonimo di Glok e ha lavorato al suo primo album "solista". Un album quanto più lontano possibile dalla restante produzione rock: qui si tratta di elettronica, principalmente a cassa dritta ma sempre soft, come le peggiori pubblicità o musichette da ascensori.
Il pezzo che apre l'album, intitolato proprio Dissident, è una lunghissima tiritera di quasi venti minuti; tiritera, appunto, perché è un pezzo sempre uguale, ipnotico nei primi minuti ma poi noiosissimo per tutto il resto. E noia è il sentimento principale da associare a questo disco, con l'eccezione di Kolokol, il secondo pezzo che, per ragioni mie (incomprensibili anche a me) mi "ricorda qualcosa" degli anni '90 e quindi mi piace di riflesso. Ma no, non ne vale la pena. È tempo perso, appunto. Quindi o lo si ascolta mentre si fa altro (ma anche lì, esiste musica molto migliore) o lo si lascia perdere e basta.

Voto: 4/10.
Voto su Metacritic: s.v.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8127  
Vecchio 13-12-2019, 03.00.50
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito il secondo annuncio: san siro

Non pensavo che sarebbe mai successo. O meglio, pensavo che sarebbe successo, ma quando poi ha iniziato a non succedere ho pensato che non sarebbe successo più. Del resto la parabola del successo di Max Pezzali è chiarissima: in ascesa fino a Gli Anni, in discesa (lenta ma inesorabile, con qualche picco in mezzo) dopo. E in quel momento ci fu l'equivalente di San Siro, ovvero il concerto di Piazza Duomo a Milano nell'estate del 1998, quello trasmesso su Italia 1 (ho davanti a me la videocassetta che i miei registrarono mentre ero in Inghilterra). Quello fu il picco.

Sono tempi strani. Tempi in cui i tour negli stadi non sono riservati solo alle "leggende" (Vasco Rossi, Ligabue e, ormai è entrato nel giro, Jovanotti) ma anche a gente meno leggendaria come Cremonini o i Negramaro. O persino Ultimo, uno che al terzo album ha già un tour negli stadi programmato, e pare anche sold out. Sono tempi stranissimi musicalmente, e mi piacerebbe anche scrivere un post sulle mode musicali di oggi e su quanto io ne sia distante, ma non è questa la sede. O meglio, non è questo il momento. Perché questo è il momento di parlare del grande annuncio: Max Pezzali a San Siro.

Ho preso i biglietti subito. Sarei comunque andato a vedere una tappa del suo prossimo tour, ma qui si parla di San Siro, la scala del calcio e dei grossi concerti dal vivo. Proprio nell'anno in cui ha scritto una canzone d'amore ad una città che non è la sua (ma in cui ha vissuto per qualche anno), cioè Roma, c'è questa bomba atomica di San Siro. Si può essere prevenuti quanto si vuole, ma non c'è dubbio che sarà una cosa epica. Un karaoke gigantesco, così è stato presentato, e anche se mancano quasi sette mesi riesco già a vedermi lì, a cantare a squarciagola le canzoni che hanno costituito il film della mia vita con durata superiore a qualsiasi altro gruppo (stiamo parlando degli 883, e loro ci sono stati da sempre per me, praticamente).

Non me lo sarei mai aspettato, e non se lo sarebbe aspettato neanche Max. Non mi sarei neanche aspettato che il pubblico potesse rispondere così rapidamente, con i biglietti rimasti che diminuiscono drasticamente. Se ripenso al tour di Terraferma, col palazzetto di Firenze semivuoto, mi viene da sorridere.

Bravo Max, te lo meriti.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8128  
Vecchio 14-12-2019, 03.06.22
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito 13. Humanoid - Built By Humanoid

Proprio rispetto a quello che dicevo ieri, questo è un album di musica strumentale, elettronica, e persino ostico, molto più del disco di ieri. Eppure è molto più godibile, molto meno noioso ed "inutile". Forse perché l'elettronica bisogna saperla fare per mestiere, e Brian Dougans, ovvero metà dei The Future Sound Of London, ne sa qualcosa. Il duo ha pubblicato, sotto vari pseudonimi, alcune decine di album, e Built By Humanoid, per quanto sia ostico e difficile da ascoltare, è godibile, per chi sa goderselo.
Certo: astenersi chi pensa che la musica elettronica sia solo rumore, anche quando lo è davvero. Qui c'è della melodia, ma è affogata in un mare di effetti sonori, un po' come le canzoni dei Sonic Youth ma in chiave elettronica anziché noise rock. Non è un disco facile, per niente, e io stesso ho fatto fatica ad apprezzarlo. Però poi ci si rende conto che ha molto più carattere di altri dischi anche dello stesso genere, magari più piacevoli all'ascolto ma con molta meno profondità.

Non il miglior disco a firma Dougans, senza dubbio. Ma è un disco perfetto per una colonna sonora di un film post-apocalittico, magari in cui le macchine si sono ribellate agli umani. Molta musica dei Future Sound Of London sa di colonna sonora di film di fantascienza, e questo non fa eccezione. Distopico, ostico, non banale.

Voto: 7/10.
Voto su Metacritic: s.v.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8129  
Vecchio 14-12-2019, 22.10.12
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito e comunque i dischi della BXR erano i migliori anche nel design

__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8130  
Vecchio 14-12-2019, 22.20.12
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito 14. The Flaming Lips - King's Mouth

È da parecchi anni che i Flaming Lips flirtano con la forma album della rock opera. Yoshimi Battles The Pink Robots, per esempio, ha diverse canzoni collegate da loro in un ciclo narrativo (breve, per carità, ma consistente). Embryonic, che per me è il loro miglior album, sembrava una collezione di canzoni "separate" ma un fan ha scritto una convincentissima spiegazione del perché quel disco racconta una storia dall'inizio alla fine e da allora per me racconta una storia, punto, anche se i Flaming Lips stessi l'hanno smentito.
King's Mouth, finalmente, è una rock opera a tutti gli effetti. Racconta una storia dall'inizio alla fine, una storia assurda che, appunto, potrebbe trovare posto solo in un loro album: la storia di un re gigante adorato dal suo popolo che, per salvare la propria città da una valanga che rischia di travolgerla, si mette davanti ad essa, morendo. La sua testa viene ibernata e viene utilizzata come oracolo del popolo, tenendo in qualche modo viva la sua memoria.
Sembra una stupidaggine, ma è splendida.

In tutto questo, nel loro girovagare tra le varie sfaccettature della psichedelia, finalmente i Flaming Lips sono tornati ad una forma canzone "normale", come non succedeva almeno da At War With The Mystics del 2006. Stavolta i suoni sono "normali", forse un po' più acustici del dovuto (ecco, forse questo è l'unico appunto che potrei fare al disco) ma, appunto, sono canzoni compiute. Ogni tanto c'è qualche assolo di sintetizzatore di troppo, è vero, ma il disco è piacevolmente ascoltabile. E molto essenziale anche a livello di suoni: su tutti voce e chitarra acustica, più qualche batteria e tastiera sparsa, e un paio di linee di basso memorabili. Stop.

Il tutto, finalmente, funziona pienamente. Funziona la voce di Wayne Coyne, sempre più in difficoltà con il canto che però è espressivo come non mai e riesce a far commuovere quando racconta le gesta del re. Funzionano gli arrangiamenti, e anche se il profilo è relativamente basso i Flaming Lips ci ricordano quello che sanno fare meglio, al di là delle follie psichedeliche degli ultimi anni. E soprattutto funziona la storia, inframmezzata dalla narrazione parlata, ma per niente noiosa e anzi estremamente funzionale alle canzoni stesse, di Mick Jones dei Clash, ovvero quanto di più lontano si potrebbe immaginare dalla band dell'Oklahoma. Sentire Jones col suo accento super-British raccontare le gesta psichedeliche di un gruppo americano fino al midollo crea un effetto di straniamento, anche acustico, non indifferente. E notevole.
Gran bel disco, volutamente di basso profilo ma forse proprio per questo molto godibile.

Voto: 9/10.
Voto su Metacritic: 74/100.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8131  
Vecchio 15-12-2019, 14.09.16
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito mail mai mandate

Ieri pomeriggio ho mandato le mail con le fatture per le arance. Il template, abbastanza standard, è questo:

Buongiorno [nome_cliente],
allego a questa mail la fattura ed il dettaglio dell'ultimo ordine.

Buona giornata,
Gabriele


Tra le tante, però, ne ho mandato una decisamente diversa:

Ciao Gaetano, come va?
Sono tuo cugino Gabriele e, anche se mi sono trasferito dall'altra parte dell'Italia (forse Chiara ti avrà raccontato), mi occupo della contabilità dell'azienda.

Allego a questa mail la fattura dell'ordine partito qualche giorno fa.

Un abbraccio!
Gabriele


Eppure è stata una mail molto parziale. Se avessi voluto scrivere tutto quello che mi passava per la testa, in effetti, avrei dovuto scrivere questo:

Ciao Gaetano, come va?
Sono tuo cugino Gabriele e, anche se mi sono trasferito dall'altra parte dell'Italia (forse Chiara ti avrà raccontato), mi occupo della contabilità dell'azienda.

Con Chiara ci siamo sentiti qualche anno fa così, su Facebook, e poi ci siamo sempre sentiti per gli auguri (se ricordi facciamo il compleanno tutti e tre nel giro di pochi giorni: io il 21, tu il 22, Chiara il 24, e se ci vuoi mettere in mezzo anche nostro cugino Alessandro il 23), e dopo un paio d'anni in cui ci siamo sentiti solo per gli auguri, le ho detto "senti, ti telefono", e così le ho telefonato. Siamo stati un'ora e mezza al telefono a parlare di un sacco di cose: l'estate in cui lei mi ha cambiato le prospettive musicali, le estati in cui lei e la sua migliore amica sono venute a Catania e l'amica ha scombussolato un po' nostro cugino Ale, il fallimento del matrimonio di quest'ultimo, la strana strada di mio fratello, il fatto che lei fosse diventata mamma e che volesse ri-diventarlo (e l'ha fatto di recente: a proposito, auguri anche a te che sei diventato per la seconda volta nonno!), e insomma, storie di ordinaria vita passata lontani.
Lontani ma pensandola spesso. E anzi, ti dirò che quando nel foglio degli ordini ho visto il tuo nome e cognome, appurato che fossi tu sapevo benissimo il tuo indirizzo a memoria, visto che in quella casa c'ho passato sette giorni, dal 7 al 13 settembre 2000. Lo so che forse neanche te lo ricordi: del resto, perché dovresti ricordarti che un tuo lontano cugino ha passato sette giorni nella tua casa di Novara alla fine dell'estate di diciannove anni fa? Io ti dico che, ad esempio, ricordo a memoria una serie infinita di cose: la disposizione delle stanze della vostra casa, ad esempio, soprattutto della camera di Chiara; il fatto che di notte metteste l'antifurto dentro casa, rendendo impossibile andare persino in cucina senza doverlo prima disattivare (l'ho sempre trovata una paranoia esagerata, oggi come allora); il supermercato Continente vicino casa vostra; la sera in cui sono andato al cinema con Chiara e il suo ragazzo di allora a vedere Scream 3; l'album in cassetta di Piero Pelù che ascoltavamo sempre nella tua macchina e che qualche mese dopo comprai in cd, e che rimase come eterno ricordo di quella settimana. Tu non c'entri molto, me ne rendo conto, ma c'entra tantissimo Chiara e "lei sa", ecco.
E ti dirò anche, visto che in questa non-mail che non ti manderò mai posso esprimermi liberamente, che sono rimasto molto stupito quando mia mamma mi ha raccontato del tuo non-rapporto con la famiglia d'origine. Quando tua mamma è stata male, un paio di mesi fa, sono stati molto più presenti i tuoi fratelli, contro ogni aspettativa (Mimmo è sempre stato considerato un pazzo, Roberto uno stronzo), rispetto a te che sei venuto in giornata, hai detto "non tiro fuori un centesimo" e sei tornato a Novara come se niente fosse, o quasi. Per carità, Chiara mi ha raccontato dei pessimi comportamenti da parte dei tuoi genitori nei suoi confronti, e posso capirlo, però non so se meritino tutto questo distacco, soprattutto adesso che stanno percorrendo il viale del tramonto.
Ho degli splendidi ricordi di tutti, ma appunto, ormai sono solo ricordi. Non vedo te, tua moglie e tuo figlio dall'estate del 2005 (mi pare); Chiara l'ho vista per qualche altro anno, ma almeno lei la sento, ogni tanto.

Allego a questa mail la fattura dell'ordine partito qualche giorno fa.

Un abbraccio!
Gabriele


(post scritto ascoltando This Is Not A Safe Place dei Ride)
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8132  
Vecchio 15-12-2019, 20.52.06
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito 15. Ride - This Is Not A Safe Place

Quante aspettative per questo disco. Avevo iniziato ad ascoltare i Ride due anni fa, e mi erano piaciuti tantissimo, avendo comunque la consapevolezza che il loro ultimo album risaliva al 1996. E invece quell'anno uscì l'album della reunion, che non solo per me fu il loro miglior album ma anche il mio disco preferito del 2007. Il vincitore del "premio disco dell'anno", insomma.

Così, dopo che la reunion è diventata una realtà stabile, quest'anno i Ride hanno pubblicato un nuovo album, lasciando che a produrlo fosse il DJ Erol Alkan, esattamente come per il disco precedente. Solo che in Weather Diaries il lavoro del DJ non copriva mai quello della band, ma al massimo lo affiancava o lo spingeva in avanti; qui no, qui c'è molta più elettronica, e non aiuta lo spirito del gruppo.

L'iniziale R.I.D.E., ad esempio, è una schifezza elettronica che avrebbe potuto produrre qualsiasi rumorista con la nostalgia degli anni '80. Repetition, per quanto un bel pezzo nella scrittura, è sporcata da un arrangiamento industriale che stona tantissimo con il resto. Kill Switch, poi, sembra uscita da un b-side dei Primal Scream dell'era di Evil Heat, anche lì abbastanza rumorosa, ma rumore fine a se stesso.
I momenti migliori sono quelli in cui la produzione elettronica viene messa da parte e si dà più risalto alle caratteristiche dei Ride, ovvero l'intreccio delle chitarre e soprattutto quello delle due voci. Future Love, ad esempio, è un pezzo dalle atmosfere jangle (come quelle del primo album dei Primal Scream, "Sonic Flower Groove") ma con in più le voci di Mark Gardener e Andy Bell sovrapposte che rievocano perfettamente i fasti della band. Fifteen Minutes è un po' una copia di Dirty Boots dei Sonic Youth, ma più melodico e malinconico, e può starci. Anche la conclusiva (e lunghissima) In This Room è un gran bel pezzo, un po' troppo simile alla title track dell'album precedente, ma va bene.

Del resto, come cantano in Repetition, "it's funny, people hate you to change/they want you just to repeat and stay the same"; a me, ad esempio, il cambiamento di quest'album non è piaciuto, quindi mi tengo stretto il precedente (e quelli prima ancora) e per stavolta faccio spallucce e, salvo un paio di pezzi, passo.

Voto: 6/10.
Voto su Metacritic: 70/100.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8133  
Vecchio 16-12-2019, 21.47.39
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito la mia terza canzone

Raf - Sono Io


Le braccia aperte, il naso in su
Mi fermo un istante o forse molto più
Tutto intorno si muove come un video in time-lapse
E qualcuno lassù ci osserva attraverso una reflex
Uooh, I know, I know, I know, I know, know

Forse sono io un visionario
Ma non cambierei nessuno di ogni mio difetto
Nessuno al mondo è perfetto
Ma tutti sanno giudicare gli altri
Molto meglio di se stessi
In questa era degli eccessi
Io sono il paradosso

Questo sono io e non mi importa cosa dicono di me
Il concetto è molto semplice
Io sono ciò che penso suono e canto
Questo sono io e il mio pensiero si alza e vola libero
Per questo sono nato, sono io
E mai niente e nessuno mi cambierà
Nothing's gonna change my world, world, world

Forse sono io, un tipo scomodo
O un imbranato che resta fuori dagli schemi
Che manderebbe all'aria i piani
Quando sono solo sono io
Quando sbaglio sono io
Quando un'emozione nasce dentro me
Quando vinco, perdo, prego, grido, amo, corro, piango, rido

Questo sono io non ascoltare quel che dicono di me
Non mi conoscono non sanno che
Io sono ciò che penso suono e canto
Questo sono io e il mio pensiero si alza e vola verso te
Per questo sono nato sono io
E mai niente e nessuno mi cambierà
Sotto questo cielo sono io, uooh uouoh
Io osservo l'universo nei tuoi occhi
E non chiedo niente, ooh, al mio domani
Perché niente mi cambierà
Nothing's gonna change my world
World, world, world
World, world, world
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8134  
Vecchio 17-12-2019, 03.26.10
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito 16. Nouvelle Vague - Rarities

La cosa più geniale dei Nouvelle Vague è il concetto alla base della loro musica e del loro nome: ricantare le canzoni della new wave (cioè nuova onda in inglese), riarrangiandole in chiave bossa nova (cioè nuova onda in portoghese) e chiamandosi Nouvelle Vague (cioè nuova onda in francese). Il tutto gestito da due esperti musicisti che hanno affidato le parti vocali a giovani cantanti dallo spiccato accento francese, molte delle quali per loro stessa ammissione (ma potrebbe essere un'invenzione di marketing) non hanno mai ascoltato la versione originale.
Il primo album dei Nouvelle Vague è il loro migliore, per me e per il resto del mondo: uno di quei dischi che scava dentro l'anima e che commuove, almeno per me che non conosco le versioni originali. Per la cronaca: la mia conoscenza della musica anni '80 è limitatissima per motivi di arrangiamento (ho sempre odiato i suoni di quel periodo), e quindi per me le versioni dei Nouvelle Vague sono quelle "originali", per me; tantissime non le ho mai sentite nella versione nativa.
Album dopo album hanno un po' perso il loro smalto, ma questo Rarities, a quindici anni dal primo album, serve un po' a tirare le fila: sono ventiquattro pezzi già editi ma soltanto nelle versione bonus e/o regionali dei loro album. Canzoni che i completisti hanno già, quindi, ma che per il grande pubblico sono una novità.

E che novità: ci sono pezzi commoventi (Dancing With Tears In My Eyes su tutti), pezzi più cazzari (Wishing), più sexy (Such A Shame), più tristi (Sorry For Laughing), e spesso il livello raggiunge quello del primo disco, anche perché molti pezzi erano stati registrati proprio in quel periodo.

Alla fine forse il disco non aggiunge niente alla band, se non qualche pezzo buono per il repertorio, però lascia capire che invenzione geniale sia stata. E fa venire voglia di ascoltare il primo. Quello sì che, davvero, è un capolavoro.

Voto: 7/10.
Voto su Metacritic: s.v.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8135  
Vecchio 17-12-2019, 18.26.12
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito decidophobia

Una mattina di fine giugno del 2009 io e Grazia eravamo al museo di scienze di Londra, e ci mettemmo un sacco a ridere guardando un'installazione: eravamo nella sezione delle "paure", in cui venivano rappresentate paure più o meno comuni (agorafobia, aracnofobia, eccetera), quando guardammo una serie di dadi sulle cui facce c'era scritta un'azione da fare. Il titolo era "decidophobia: fear of making decisions".
Io ad esempio, sono sempre stato terrorizzato dalle scelte, e la cosa deriva dal terrore che ho verso i cambiamenti, con l'aggravante che la scelta è un cambiamento di cui io posso e devo scegliere la direzione, per cui se sbaglio è solo colpa mia.
Eppure, guardo intorno a me e la gente non è in grado di fare scelte, soprattutto in campo sentimentale.

L'avevo già scritto un paio di mesi fa, solo che allora mi arrabbiavo con la gente che non sa che direzione dare alla propria vita sentimentale. Ora non mi arrabbio più, semplicemente mi intristisco. Che senso ha continuare a lasciare che la propria vita, almeno in quell'ambito, venga governata da persone con cui sai già che le cose non andranno mai in maniera ottimale?
Le persone a cui mi riferisco sono le stesse del vecchio post, le loro situazioni sono cambiate ma rimangono comunque irrisolvibili. E allora, che senso ha?

Ribadisco che ci sono passato anch'io, ma, appunto, avevo vent'anni. Anch'io mi sono torturato inutilmente con Laura, e volendo anche con Chiara e in contesti completamente diversi con Giulia, e allora mettiamoci dentro anche lè. E quindi? La cosa mi ha fatto stare male, mi ha fatto perdere tempo, non ha aggiunto niente alla mia vita.
Non aggiungerà niente neanche alle loro.

Non sono diventato più bravo a fare scelte, con qualche eccezione (tutte le scelte fatte in relazione a Veronica, ad esempio, sono state orgogliosamente azzeccatissime). Non so neanche se ho imparato a volermi più bene.
Loro, di sicuro, no.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8136  
Vecchio 17-12-2019, 21.49.32
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito 17. Nouvelle Vague - Curiosities

Non contenti, a distanza di poche settimane i Nouvelle Vague hanno pubblicato anche Curiosities, la cui unica differenza rispetto a Rarities è che in questo caso i pezzi sono stati tenuti nel cassetto e mai pubblicati. La cosa più strana è sentire delle voci maschili (come nell'iniziale cover di Sweet Dreams, uno dei pochissimi pezzi dei Nouvelle Vague di cui conosco l'originale). Ci sono degli spunti divertenti (il funk di Don't You Want Me, ad esempio) e anche emozionanti (My Girl è fragilissima), ma del disco non rimane molto. Anche meno del precedente, in realtà.

Voto: 6/10.
Voto su Metacritic: s.v.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8137  
Vecchio 18-12-2019, 22.00.26
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito il MIO libro

In un imprecisato momento del quarto anno di liceo, quindi tra il settembre del 2002 ed il giugno del 2003, feci la tessera della biblioteca vicino casa mia e uno dei primi libri che presi in prestito fu "La compagnia dei celestini" di Stefano Benni, autore che conoscevo perché scriveva dei corsivi molto spiritosi su Repubblica. Fu il primo libro di Benni che lessi ed istantaneamente divenne il mio libro preferito, non solo di Benni (record che detiene tuttora) ma anche della mia vita (record che non detiene più).
Il 15 giugno 2006 mia mamma mi prestò "Trilogia di New York" di Paul Auster, perché le avevo detto che una forumista (selly) mi aveva consigliato quest'autore. Mi piacque e mi piacque ancora di più "Follie di Brooklyn" (e mi piacquero anche tutti gli altri suoi libri, più o meno) ma mai come "La compagnia dei celestini".
Il 15 febbraio 2009 Franzisca mi regalò "Questa notte mi ha aperto gli occhi" di Jonathan Coe. Non mi fece impazzire (errore: rileggendolo è un capolavoro) ma nel corso dell'anno approfondii l'autore. Quando, in un imprecisato momento dell'estate 2009 lessi "La famiglia Winshaw", ebbi per la prima volta la sensazione che un libro avesse superato "La compagnia dei celestini". "La famiglia Winshaw" diventò il mio libro preferito, e probabilmente lo è ancora oggi.

Uso la parola "probabilmente" perché ho il dubbio che nel frattempo io abbia letto un altro libro che magari, chissà, l'ha superato. Chissà.

È successo qualche anno fa. Ero al circolo di lettura della libreria di Grazia, quest'anno giunto alla quinta edizione, a cui ho sempre partecipato proprio per la mia voglia di uscire da quella che chiamo "la mia comfort zone letteraria", perché del resto, se scegliessi sempre io i libri da leggere, leggerei sempre gli stessi autori e/o generi. E invece lì sono "costretto" a leggere libri scelti da altri: a volte mi piacciono, a volte no, ma è giusto così.
Solo che qualche anno fa ho letto un libro in particolare. Non conoscevo né l'autore né tantomeno il titolo, e mi ci sono avvicinato come ci si avvicina a un libro di cui non si sa niente. Non ho neanche letto la quarta di copertina (o in quel caso il risvolto di copertina) perché non ne volevo sapere proprio niente, come ogni volta, in modo da avvicinarmi al libro senza avere idea di cosa stessi per leggere.
L'ho letto e ho avuto una sensazione violentissima, mai capitata prima.
L'ho riletto anni dopo e ho avuto la stessa sensazione.

Non so se sia "il mio libro preferito". Probabilmente no, come Mr Carbohydrate non è la mia canzone preferita dei Manic Street Preachers, o Ragazzo Inadeguato non è la mia canzone preferita di Max Pezzali, o Sono Io non è la mia canzone preferita di Raf. Ma sono tre canzoni che mi toccano particolarmente in quanto sembra che parlino di me.
Ecco, con quel libro è successa la stessa cosa. Sembrava scritto da me. Non tanto per gli eventi narrati quanto per la prospettiva narrativa, per il contesto di fondo, per lo spirito del protagonista, che sembravo veramente io. Non mi è mai più capitata questa sensazione, se non quando l'ho riletto. E non riesco neanche a renderla con le parole, ma davvero, pagina dopo pagina lo leggevo e mi sembrava incredibile che una persona potesse scrivere quelle cose che riflettevano esattamente il mio modo di essere e, volendo, di raccontare.

Forse è perché sono cresciuto con gli 883, che raccontano storie in cui chiunque si può identificare; forse è perché ho sempre scritto di me, qui; forse è perché ho passato così tanto tempo con me stesso, per mia scelta, che mi sono trovato spesso a parlare con me, e quindi di me. Insomma, la mia indole autobiografica non fa altro che esaltarsi quando trovo qualcosa che sembra parlare di me, tant'è vero che il mio primo libro è stato un'autobiografia e il secondo ha parecchi elementi autobiografici. Un po' come, immagino, questo libro per il suo autore, perché non ci credo che il personaggio del narratore sia così inventato. Dev'esserci qualcosa di lui, forse molto, chissà.

In ogni caso questo libro è letteralmente un pezzo di me.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8138  
Vecchio 19-12-2019, 03.09.53
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito 18. Gruff Rhys - Pang!

È passato poco più di un anno dal suo ultimo album, e adesso Gruff Rhys torna con un nuovo disco senza i suoi Super Furry Animals, che si sono riuniti per un annetto dal vivo ma senza partorire musica nuova, ed è un peccato. Ma questo "Pang!" è un grandissimo, e inaspettato, disco.

Partiamo dal primo punto, il più evidente: questo disco è cantato interamente in gallese, così come i tre album dei Ffa Coffi Pawb, la band di Gruff Rhys prima di fondare i Super Furry Animals (ci suonava anche il loro batterista, Dafidd Ieuan), così come il primo album solista di Gruff Rhys e soprattutto così come Mwng, il quarto album dei Super Furry Animals, nonché il mio preferito. Il fatto che il disco sia in gallese lo rende già "alieno", per via dei suoni assurdi (e insoliti) della lingua, e per il fatto che è completamente incomprensibile. Quindi, per forza di cose, l'attenzione si rivolge alla musica.
Secondo punto: è un disco brevissimo, nove canzoni per meno di trenta minuti.
Terzo punto, forse il più importante: la stranezza degli arrangiamenti. Voce; chitarra mai strimpellata ma solo arpeggiata o pizzicata; batteria suonata da Kliph Scurlock, che dopo essere stato vergognosamente defenestrato dai Flaming Lips ha trovato asilo musicale a casa di Gruff Rhys; sezione fiati; batteria sintetica, tastiere e altre diavolerie elettroniche a cura di Muzu, produttore sudafricano che ha portato anche un po' di cori della sua terra. Il risultato è un melting pot incredibile: lingua gallese, suoni a metà tra l'americano e l'africano.
A volte il disco pende di più verso il cantautorato puro, a volte più verso l'elettronica, ed è un brevissimo ed estremamente piacevole viaggio in generi musicali apparentemente separati tra loro, costretti però a coesistere nelle stesse tracce.

Mi permetto di segnalare un pezzo, un vero e proprio capolavoro: si chiama Bae Bae Bae ed è quanto di più sexy e divertente si possa immaginare. La voce finto-annoiata di Gruff, l'arrangiamento a metà tra l'afrobeat e il caraibico di Muzi, la chitarrina ipnotica e tutti gli altri strumenti creano un pezzo divertentissimo e che rende impossibile non muoversi ascoltandolo. Il resto del disco non è allo stesso livello, ma poco importa: è molto, molto bello. Ed inaspettato, soprattutto.

Voto: 9/10.
Voto su Metacritic: 80/100.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8139  
Vecchio 19-12-2019, 21.58.56
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito "sister sister, please don't wake me/won't you please try understand?"

Oggi, a pranzo, Vero mi ha detto che Bea, con cui condivide l'account Amazon, ha ordinato una macchina per il caffè. Le ha chiesto per chi fosse e lei ha risposto con la faccina che guarda in su.
Così Vero ha iniziato a fare un discorso ragionevolissimo, del tipo "ma ancora con lui? Ma non capisce che sta buttando il suo tempo?", e quando le ho detto che l'ha già fatto in passato, mi ha risposto "ma adesso ha quasi ventott'anni, è grande!".

Forse ha letto il mio post di due giorni fa o forse no, ma è quello che penso anch'io. Solo che ho aggiunto, "e chissenefrega?". Perché, davvero, chissenefrega? Dovrebbe preoccuparsene la diretta interessata, magari i genitori che la vorrebbero prima o poi all'altare, chissà, ma non noi; non lei sorella maggiore, non io migliore amico.

Sta perdendo tempo? Bene, che lo perda. Capirà la lezione? Prima o poi sì, non ce la vedo a sessant'anni ancora ad andare dietro ad una persona con cui le cose non funzioneranno mai. Ma tocca a lei farlo. Se vuole passare un Natale così, con la speranza di qualcosa che non si aggiusterà mai, faccia pure.
Io le farò un regalo in ogni caso.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #8140  
Vecchio 20-12-2019, 14.38.08
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 44,338
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito 19. Keane - Cause And Effect

Avevo parecchie aspettative nei confronti di questo disco per diversi motivi: innanzitutto era il primo disco dei Keane dopo sette anni, e iniziavo a pensare che la pausa fosse a tempo indeterminato; poi, i progetti paralleli di questi anni non sono stati all'altezza, come spesso accade; infine, il ruolo che i Keane hanno avuto nella mia vita avrebbe richiesto un disco all'altezza.
Non è successo. E non è successo per un motivo semplice: è un disco piatto. Non è il capolavoro piano rock del primo album, né il supercapolavoro angosciante nel secondo, né il terzo album, che per quanto fastidioso nei suoni aveva comunque una sua identità. Questo, invece, è come il quarto: canzoni piacevoli, arrangiate bene, cantate benissimo, ma che non restano.
Un'eccezione è quella del primo singolo, The Way I Feel, che è una splendida canzone, forse una delle loro migliori. Il resto non è all'altezza, ma forse va bene così.

Voto: 7/10.
Voto su Metacritic: 68/100.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
Rispondi

Strumenti discussione
Modalità visualizzazione

Regole di scrittura
You may not post new threads
You may not post replies
You may not post attachments
You may not edit your posts

BB code is Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato

Vai al forum


Tutti gli orari sono GMT +1. Adesso sono le 13.27.35.