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  #7521  
Vecchio 19-10-2018, 22.37.17
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Predefinito dov'eravamo rimasti? ah già

se mi ricorderai
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  #7522  
Vecchio 20-10-2018, 03.20.14
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Predefinito il trucco

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Allora, facciamo un po' due considerazioni:
io stamattina mi sono alzato alle 7.30, ho fatto una rapidissima colazione, ho messo la Playstation 2 nello zaino insieme ad una tuta di ricambio, sono salito sulla bici e sono andato in campagna. Quaranta minuti di salita ininterrotta, tutto il cd Manifesto di Raf ascoltato durante la salita. Sono arrivato e abbiamo visto il gran premio. Quindi ho montato la Playstation 2 ed abbiamo iniziato a giocare.
Oggi ho vinto 3-1. Ho vinto il primo nettamente, il secondo per pochissimo, il terzo l'hai vinto tu nettamente e il quarto l'ho vinto io, di nuovo nettamente.

Mentre ero al telefono hai scritto questo post diffamatorio e vergognoso nei miei confronti, e poi hai continuato a giocare come se niente fosse.
Caro mio, ora racconto la verità a tutti, e vediamo chi ha ragione per il popolo.
Seriamente: se leggete questo post, dite la vostra sul mio profilo o su quello di mio cugino, dite chi secondo voi ha ragione.

Vi racconto tutto.

Io ed Ale giochiamo ad un gioco di corse futuristiche, tale Wipeout Fusion. Non vi sto bene a raccontare i meccanismi precisi del gioco, ma vi racconto gli elementi su cui discutiamo partita dopo partita.

Sono gare tra automobili particolari. Queste automobili hanno la possibilità di raccogliere armi e spararle agli avversari. Ogni automobile ha un'energia limitata. Se viene colpita troppo (o se colpisce troppo i muri), si distrugge. Per agevolarci, il gioco ci permette di "resuscitare" (ma solo a me ed Ale, non agli avversari controllati dal computer), facendoci però perdere un bel po' di tempo (una ventina di secondi). In alternativa per evitare di esplodere e resuscitare si può andare ai box: si perde meno tempo (ma comunque se ne perde) ma si recupera energia.

La questione è questa:
sin dall'estate 2003, misteriosamente, l'automobile che utilizza Ale (che è diversa da quella che utilizzo io, io utilizzo quella azzurra, ovviamente) ha una specie di difetto. Se colpita da missili nemici (anche dai miei) perde energia, ma a volte, inspiegabilmente, rimane col minimo di energia e non esplode. Entra in una specie di modalità "invulnerabile", e da allora in poi può sbattere contro tutti i muri e può farsi bombardare da tutte le armi che vuole, non esploderà e non perderà tempo. Questo ovviamente è un grosso vantaggio per lui, che a me non è mai capitato. A lui capita da ormai cinque anni. Senza riuscire a spiegarselo.
Finchè stamattina, mentre gareggiavamo, mi ha detto "ma sai che mi sono accorto che c'è un modo per essere invulnerabile?". Cioè, ha ammesso che è un difetto del gioco, ha intuito che è una cosa che può fare solo la sua macchina (perchè a me in cinque anni non è mai successo, dunque probabilmente può farlo solo lui), ma soprattutto ha detto CHE NON MI VUOLE DIRE COME FA, perchè se io lo sapessi, riuscirei ad impedirglielo.
Cioè, imbroglia, ammette di imbrogliare e si rifiuta di smettere di farlo.

A me sta bene.

Peccato che il signorino predichi bene e razzoli male. Perchè alla fine di ogni gara, quando vengono attribuiti i punti per le posizioni raggiunte ma anche per i nemici eliminati (due punti per ogni nemico fatto esplodere con le proprie armi), tale "sconnesso" protesta vivacemente, anche con turpiloquio, perchè a me vengono attribuiti più punti di quelli che immaginavo.
La questione è semplice: quando sparo le armi non vado sempre a controllare che colpiscano il nemico (il gioco è piuttosto frenetico e preferisco concentrarmi sulla gara), dunque non mi rendo conto se elimino i nemici oppure no. Finita la gara, magari posso essere convinto di non aver eliminato nessuno, ma invece la Playstation mi dice che ne ho eliminati uno, due o di più, e mi attribuisce i relativi punti.
Ovviamente questo non è imbrogliare: è non accorgersi che elimino i nemici.

Per questo ridicolo motivo, Ale si permette di chiamare Gabopoli (con una b) questi "trucchi" che io userei, dimenticandosi invece che è lui quello che imbroglia, facendo qualcosa che io non ho ancora capito cos'è per risultare invulnerabile, e quindi non perdere tempo esplodendo o andando ai box.

Comunque, trucchi o non trucchi, oggi ho vinto 3-1 e sono campione in carica per la terza volta consecutiva, nonchè per la terza volta su tre nella nuova stagione di Wipeout Fusion.

Alla faccia sua!
Ecco, c'abbiamo messo pochissimo a ricominciare a battibeccarci. Del resto da quando abbiamo iniziato "seriamente" coi videogiochi tra noi è sempre stata sfida: prima con il videogioco della pesca (epico) e poi con Wipeout Fusion (e HD in seguito).
E non so se si legga tutto il mio sconcerto da questo post, ma davvero non capivo: perché ogni tanto non esplodeva mai? Perché la sua energia si abbassava fino a quasi al minimo ma non scendeva poi fino al punto in cui sarebbe esploso?
Io non lo sapevo, ma lui quella sera lo capì. Lo fece e mi dice di non potermelo dire, "altrimenti poi fai in modo che quella cosa non accada" (e qui si capisce quanto fosse in mala fede). E anzi, rincarò la dose: "la partita in cui te lo dirò sarà anche l'ultima, quindi vedi tu".
Ovviamente non gli chiesi di dirmelo.
Non fino a quasi un anno dopo, comunque.

E, per la cronaca, la cosa succedeva quando veniva sparata un'arma che abbassava l'energia a tutti i concorrenti: in teoria serviva ad indebolirli, ma la macchina di Ale restava eternamente a quel livello di energia senza esplodere. Maledetto.
Ma l'avrei saputo un anno dopo. E forse avrei voluto non saperlo, vista la causa (o conseguenza).
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  #7523  
Vecchio 20-10-2018, 03.32.28
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Predefinito uno dei più begli incipit della storia dei videogiochi

Tim è alla ricerca della Principessa, rapita da un mostro orribile e malvagio.
Queso è successo perché Tim ha commesso un errore.

Più di uno, anzi. Ha commesso molti errori durante il tempo che hanno trascorso insieme, tanti anni fa. I ricordi sono offuscati, sostituiti da altri ricordi, ma un'immagine gli è rimasta impressa nella memoria: la Principessa che gli girava bruscamente le spalle, la sua treccia che lo sferzava con disprezzo.

Lei ci aveva provato, adessere indulgente, ma chi può dimenticare una bugia colpevole, una pugnalata alla schiena? Certi errori cambiano irreversibilimente una relazione, anche se chi ha sbagliato ha imparato dal suo errore e non lo rifarebbe mai. Lo sguardo della Principessa si incupì. E lei divenne più distante.

Il nostro mondo, basato su rapporti di causa ed effetto, ci ha insegnato ad essere avari di perdono, perché perdonare ci espone al rischi di soffrire. Ma se abbiamo imparato dai nostri errori, se ci hanno fatti diventare mgliori, non dovremmo essere premiati per questo, piuttosto che puniti?

Ma se il mondo funzionasse in maniera diversa, potremmo dirle: "Non intendevo dire quello che ho detto" e lei risponderebbe: "Non importa, capisco" e non se ne andrebbe via. E la vita proseguirebbe come se davvero quella cosa non fosse mai stata detta. L'esperienza ci renderebbe comunque più saggi, ma non dovremmo più soffrire per i nostri errori.

Tim e la Principessa passeggiano nel giardino del castello. Ridono insieme, inventando nomi per gli uccelli colorati. Gli errori dell'uno sono nascosti all'altro, al sicuro tra le pieghe del tempo.
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Ultima modifica di gabo86 : 20-10-2018 alle ore 03.42.33
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  #7524  
Vecchio 21-10-2018, 04.32.39
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Predefinito è una catena ormai

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Buffo pensare come in pochi giorni quella che era l'angoscia principale sia stata declassata ad ultimo, o penultimo, dei miei pensieri. E quindi per distrarmi meglio scriverne un po'.

Tutto è sospeso. Sospesissimo. L'altroieri ho parlato con una persona importante e mi ha detto che probabilmente è una strategia: lei non vuole perdermi, almeno, non definitivamente, e allora mi tiene sospeso e rifiuta il confronto (certo, può rifiutare il confronto finchè vuole, ma se non ci vediamo nè sentiamo - perchè altrimenti scatterebbe il confronto - che amicizia è?), visto che preferisce sapere che, in casi di emergenza estrema, può contare su di me.
Per questo rifiuta il confronto.
Probabilmente è vero. Ma...io non sto aspettando che lei dica cosa fare di noi. No, io cosa fare di noi l'ho già deciso, e servirebbe uno stravolgimento a catena per farmi cambiare idea.

Arriverà il confronto.

Nel frattempo, ieri ho aperto la casella mail dopo un po' di giorni e tra le varie mail c'era una delle catene insulse che mi mandava prima e che ultimamente, diciamolo, non mi ha mandato più. Ma la catena di ieri l'ha mandata. C'erano mille contatti nel campo "destinatari", ma sicuramente era soprattutto per me.
Ecco il testo:

POSSIAMO ESSERE MIGLIORI AMICI/HE PER UN ANNO
TANTO AMICI/HE L'ANNO DOPO
NON PARLARCI TANTO L'ANNO DOPO ANCORA
E DI NON AVERE PIU' VOGLIA DI PARLARCI QUELLO SEGUENTE
ALLORA VOLEVO SOLO DIRTI.....
ANCHE SE UN GIORNO NON TI PARLERO' PIU'
CHE SEI UNICA/O PER ME E CHE MI HAI FATTO CAMBIARE LA VITA
TI GUARDO, TI RISPETTO,E TI AMMIRO

Molto appropriato.

E allora, nonostante io non abbia mai risposto a nessuna di queste catene, ho inoltrato il messaggio e l'ho "rispedito al mittente". Come a dire "concordo, mi hai fatto cambiare la vita, etc.etc., però a quanto pare non abbiamo più voglia di parlarci".

E, aggiornamento dell'ultimo minuto, mi ha risposto alla mail, scrivendo lo penso anche io.ci sentiamo presto.un bacione.

Già, ci sentiamo presto. Peccato che esattamente un mese fa mi ha detto ti chiamo domani e non mi ha più chiamato. E se non fosse che l'ho incontrata (ok, mica tanto casualmente: ero andato a prendere sua sorella ad una cena nella quale c'era anche lei) una settimana dopo la "promessa", e poi una settimana fa, su mia iniziativa, ci siamo scritti per circa 5 minuti, prima di mandarci reciprocamente quasi a quel paese (e quella conversazione vorrei pubblicarla, veramente, per testimoniare che livelli raggiunge la follia umana), io stare ancora aspettando quella telefonata.
Ci sentiamo presto.

Ma sì, dai.
Di questo post non resta l'ansia per la situazione in ballo, poi risoltasi in ogni caso poco più di un anno dopo; resta, invece, questa mail da catena di s. Antonio
Sono passati dieci anni e io ancora ritengo che i rapporti di amicizia siano fondamentali e che proprio per questo vadano coltivati. Coltivare un rapporto di amicizia è qualcosa di attivo, che può costare anche fatica. Ma le soddisfazioni arrivano così.

Mi guardo intorno e mi guardo indietro e vedo la mia vita e i miei rapporti di amicizia: quelli più forti sono sempre stati coltivati attivamente. Poi magari sono subentrate altre variabili, ad esempio la distanza (da otto anni abito a più di mille chilometri dove ho abitato per i miei primi ventiquattro), ma quella magari fa selezione. Penso ad esempio a Martino, che non sento spesso e quindi il cui rapporto non coltivo particolarmente, ma quando ci vediamo è sempre una festa. Idem Andrea, ad esempio. O idem gli altri SQUOT, anche se un po' meno. Poi penso ad Ale, lontano come loro che però coltivo veramente ogni giorno (almeno, nell'ultimo anno è stato così e ci siamo avvicinati quasi come deci anni fa).

Io non sono un amico "facile". Mi rendo conto che se si fa parte del mio cerchio ristretto bisogna sottostare ad una serie di cose che possono anche essere pesanti.
Tante persone sono scappate dal mio cerchio ristretto, hanno preferito restarne fuori. Col tempo ho smussato alcuni miei angoli, ma ci sono delle cose su cui non riesco a passare sopra. Che sia un problema o meno sta agli altri deciderlo, di certo non a me.

Comunque continuo ad essere infastidito da questa mail, indipendentemente da chi me l'abbia mandata e dai motivi per cui l'abbia fatto. Se non hai più voglia di parlare con una persona allora è finito tutto: magari te la ricorderai, ma non è detto che tu debba ammirarla. Al massimo rispettarla.
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  #7525  
Vecchio 21-10-2018, 22.39.41
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Predefinito braid

In teoria è "solo" un platform in due dimensioni che scimmiotta Super Mario portandolo ad un livello molto più cervellotico, ma in questa settimana ho trovato una serie incredibile di coincidenze tra l'avventura di Tim e la mia.

Prima il secondo mondo in cui puoi tornare indietro nel tempo se fai un errore.
Poi il terzo mondo in cui ci sono degli oggetti illuminati in verde che non tornano indietro nel tempo anche se ci torni tu.
Poi il quarto mondo in cui se vai fisicamente avanti il tempo va avanti ma se torni indietro il tempo torna indietro con te.
Poi il quinto mondo in cui se fai un'azione e poi riavvolgi il tempo un attimo dopo un tuo alter ego ripropone la tua azione mentre tu magari fai qualcos'altro.
Poi il sesto mondo in cui trovi un anello che rallenta il tempo intorno a sé.
E alla fine il primo mondo in cui tutto va indietro.

Voglio rigiocarci, e ricordare a Jovanotti che "si può tornare indietro", almeno per "un minuto".
Basta volerlo.

(post scritto ascoltando 8 dei Subsonica)
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  #7526  
Vecchio 22-10-2018, 02.57.27
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Predefinito do you realize?

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E così, alle tre e mezza di stanotte, il mio cellulare è squillato. Diciamo che il contenuto era prevedibile: non ce l'avevi fatta.
Infatti.

Del resto l'andazzo s'era capito da questa estate, quando improvvisamente mia madre e tua moglie si sentivano ogni giorno, e non per parlare del classico tormentone delle nostre due famiglie. No, stavolta si parlava di te, della tua leucemia che stava decisamente peggiorando, e che c'ha messo tre mesi a consumarti del tutto.
Tre mesi decisamente brutti, fatti inizialmente di terapie, poi di date. C'è stato un momento in cui t'hanno dato una settimana. L'hai superata. Poi ti hanno dato dei mesi. Ed è stato allora che il tuo corpo s'è arreso e ha deciso di non rispondere più alle cure. Risultato? Ieri mattina mi è stato detto che "è solo questione di ore".
In realtà tu non potevi saperlo, perchè t'avevano imbottito di antidolorifici per non farti provare i dolori immani che altrimenti avresti provato. Eri così imbottito che ti svegliavi solo per spostare il tuo corpo, anzi, per provare a spostarlo. Ormai non riconoscevi più neanche i tuoi familiari.
Però bene o male l'avevi capito cosa stava succedendo, già da prima. Mi è stato riferito di un megapianto che hai fatto negli ultimi momenti di lucidità, quando hai capito che ormai era finita.

Meno male che è finita. Non sono mai stato in una situazione simile, ma sai benissimo come la penso: penso che se non c'è più niente da fare, e una persona non è neanche più cosciente, allora tanto vale che, possibilmente, tutto finisca prima possibile, per evitare ulteriori sofferenze a sè stesso (ma non le sente) e ai familiari (che le sentono). Lo so, non è un ragionamento molto cristiano. Ma il mio non-cristianesimo mi porta a soffrire ancora di più per questa tua scomparsa: per molti tu andrai in paradiso, per me, ahimè, da nessuna parte.

Ho un sacco di ricordi di te. Intanto come uno dei migliori amici dei miei genitori, insieme a tua moglie. Miliardi di cene, pranzi, scampagnate, gite in montagna, capodanni passati insieme.
E poi come padre di lei. Lei che sta soffrendo tantissimo, nonostante il vostro rapporto non fosse dei migliori.
Lei, con me, si lamentava sempre di te. Un padre "assente", che in relazione ai figli faceva tutto quello che diceva la madre, e che o era al campetto ad allenare i bambini o era al computer a ristrutturare il sito della società sportiva dei bambini. Effettivamente ogni volta che venivo a casa vostra o non c'eri o eri al pc.
Non te ne sto facendo una colpa, solo che eri così. Però eri sempre disponibile con tutti, quello sì, per forza.

L'ultimo ricordo che ho di te è di una fredda domenica pomeriggio, quando ci accompagnasti alla piccola stazione di un paesello. Ci salutammo e io come sempre sapevo che ti avrei rivisto, inevitabilmente.
Non potevo saperlo.

Qualche giorno fa con tua figlia abbiamo parlato di matrimonio. Mi ha detto un po' delle sue idee, eccetera eccetera. E poi mi ha chiesto "mi accompagni tu all'altare?" e io ho detto "ma scusa, al massimo ti posso fare da testimone, anche se sai che non sono molto d'accordo"; lei c'ha pensato un po' e poi ha detto "no, hai ragione, all'altare ci devo andare da sola, tu puoi riempire tutti gli spazi miei che vuoi riempire ma quello di mio padre deve restare vuoto".
Non te l'avrà detto, ma ti avrebbe fatto piacere.

Stamattina mi sono alzato alle 7 per incrociare i miei genitori che facevano colazione. Sapendo che potevo svegliarmi ben più tardi, quando mia madre mi ha visto fare capolino sulla soglia della cucina, ha capito, senza che io le dicessi niente. Mi ha chiesto solo "a che ora?" e io le ho detto che la notizia l'ho avuta alle 3.30, ma che magari era già successo da un po', non ho idea.

Però non ho idea di tutto il resto. Non ho idea di come la prenderà il tuo figlioletto di 10 anni. Gli altri tre sono ben più grandi, non dico che siano preparati a questi traumi ma quantomeno sono grandi.

Ho tanta tristezza dentro.

Una candela per te, per tua figlia e per tutta la vostra famiglia.
Ciao,
non so se te ne sei accorto, ma in questi dieci anni ti sono venuto a trovare un po' di volte, io e tua figlia abbiamo cambiato i fiori nel vaso, una notte siamo persino passati nonostante stesse nevicando. C'eravamo solo io e lei, e il cancello del cimitero era soltanto appoggiato, così siamo entrati. È stato magico, come tante cose che sono successe con lei.

Quello che ti è successo ha colpito fortemente almeno due vite, oltre ovviamente alla tua: quella di tua moglie, il cui pessimismo e tristezza e "depressione" (parola da usare con le virgolettte) si sono ampliati a dismisura; e quella di tua figlia, i cui problemi sono recentemente aumentati anche per motivi non suoi, ma che è rimasta traumatizzata - anche se non lo ammetterà mai - dall'aver perso un padre senza aver avuto molto a che fare con lui.

Per il resto, i miei ricordi di te sono gli stessi che scrivevo dieci anni fa. Qualche giorno fa tua moglie è venuta a Catania e ha passato una serata con tutti gli amici, inclusi i miei genitori. Mancavi solo tu, ma forse c'hanno fatto l'abitudine.
Tua figlia nel frattempo si è sposata, forse lo sai, e alla fine non l'ho accompagnata all'altare ma le ho fatto da testimone e ho fatto un discorso che per direttive superiori non doveva citarti; ti ho citato tra le righe, raccontando di una serata in cui c'eri anche tu, e chissà se la sposa se n'è accorta. Quel matrimonio non sta andando bene come speravo, e fidati che, nonostante quello che scrivevo dieci anni fa, io ci speravo davvero che potesse andar bene. Non so come andrà.
Non sta andando bene neanche tra noi, ma chissà, forse dopo otto anni con mille chilometri in mezzo e altri mille con al massimo mille centimetri in mezzo ci tocca cambiare e mettere mille metri in mezzo. Lo capiremo col tempo.

Manchi a tutti quiggiù. Te ne rendi conto?
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Predefinito Demolire

Nella vita a volte si costruisce ed a volte si demolisce.
La cosa "bella" della demolizione è che puoi distruggere tutto, senza preoccuparti di come farlo...anzi! Mentre quando costruisci devi stare attento ad ogni dettaglio. Ogni piccola disattenzione te la ritroverai negli anni come un problema cronico e maledirai il giorno in cui non lo hai attenzionato...E' così.
In questi giorni, ho sentito parlare di demolizione, in un modo un attimo "strano", nel senso che non avevo mai sentito parlare di qualcuno che per demolire il parquet della casa da ristrutturare, utilizzasse martello e cacciavite (salvo poi dal giorno successivo utilizzare un più utile piede di porco ).
Ecco la cosa mi ha fatto riflettere, ed ecco il perchè: da qualche settimana mi sto impegnando (testa e portafoglio) nel cercare di dare una svolta al mio essere Alessandro. Ho passato gli ultimi 10 anni vivendo con/per una persona, con/per una famiglia e ora da un anno mi ritrovo solo o con mio figlio. Ho provato, riprovato, aspettato, sperato che qualcosa accadesse, salvo ricevere sempre pesci in faccia. Nel Momento in cui mi sono reso conto di aver fatto ogni tentativo di recupero e nel momento che, messa alla più semplice delle prove, ho ricevuto l'ennesimo strafottente attegiamento nullo, sto acquisendo la forza che mi serve, le risposte che mi servono per andare avanti. Non è facile, come detto ci sto mettendo tanto, ma ho intrapreso questo percorso. Lo so, sarà lungo, molto.
Ecco, mi sento come se avessi daventi una stanza enorme, ricoperta di parquet ed io sono solo con un cacciavite in mano, senza nemmeno un martello. Devo demolire tutto, ma purtroppo non ho nè un piede di porco, nè un mazzolo, nè un martelletto elettrico...solo un cacciavite. So che ci vorrà tanto tempo, ma il cacciavite mi tornerà utile, pian piano. Magari col tempo troverò nella stanza un bel piede di porco e velocizzero l'attività, ma non mi preoccupo, l'obiettivo e distruggere il parquet, eliminare ciò che non è più utile o meglio, eliminare ciò che non vuole essere più utile.
Mi servira tanta forza per questo lungo lavoro, ma ci sto mettendo tutto quello che ho, passerò ancora dei momenti difficili, purtroppo è scontato, ma pian piano spero di terminare il lavoro e mettere sopra un pavimento nuovo, il pavimento che sceglierò io
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a cugini uguali corrispondono donne uguali

chiudi gli occhi e abbracciami forte...
e ti proteggerò da ogni cosa vorrà farti del male
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Vecchio 23-10-2018, 16.30.06
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Predefinito io e le coincidenze

A me le coincidenze fanno andare via di testa.
Ecco perché quando capitano faccio cose apparentemente stupide: le prendo come un "suggerimento". Non dall'alto, visto che non esiste nessun "alto", ma da quell'intreccio complicatissimo che è la vita. E se in una settimana succede di tutto, allora è giusto versare un tributo a questo tutto.
E quindi rispolverare un vecchio videogioco.

(post scritto ascoltando Modern Life Is Rubbish dei Blur)
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Predefinito minestra riscaldata/2

Qualche giorno fa avevo scritto un post intitolato "minestra riscaldata/1" perché sapevo che avrei scritto quello con il 2. Ignoravo che avrei potuto scrivere anche quello col 3, ma non lo farò perché, in fondo, non si tratta di questo.
Adesso, invece, parliamo della seconda minestra riscaldata della settimana scorsa. E non voglio parlarne da sotto il palco, da fan (?), bensì provando a mettermi nei panni di chi sul palco c'è salito.
Duemila diciotto, J-Ax e DJ Jad ancora insieme, e sono tornati...e allora?

Non riesco a capire se la cosa sia stata naturale o no. Hanno fatto pace, dicono. Ma quello che avevano quando formavano gli Articolo 31 non era un rapporto di due persone che hanno fatto pace; erano due amici, uniti visceralmente dalla musica e dalla loro band. Poi le cose sono cambiate.
Sono tornate come prima? Secondo me no. Non torneranno mai come prima. Non puoi riscaldare una minestra dopo più di dieci anni di silenzi. Anzi, di silenzi e poi di frecciatine, di accuse, di cattiverie. No, non puoi. E così vederli insieme sullo stesso palco non mi sembra solo un triste revival. Forse per DJ Jad sì, ma per J-Ax temo sia molto peggio, temo sia un volersi riaccaparrare i vecchi fan del gruppo che l'avevano poi scaricato (e a ragione, direi) durante l'avventura solista.
Non so come andrà avanti la cosa, se torneranno ufficialmente insieme (dubito), se faranno ancora qualche altra data insieme (possibile), ma la cosa non mi sembra naturale.

Oltretutto, e questo è un piccolo appunto da "ossessivo compulsivo", in un'intervista radiofonica J-Ax non ricordava da quando non si parlassero più, così ha iniziato a sparare anni a caso. Possibile? Non ricordi da quanti anni non parli più con quello che per tutta la tua vita era stato i tuoi migliore amico?

Nota finale: dopo la separazione, J-Ax e DJ Jad erano ancora in buoni rapporti, poi si è messo in mezzo Space One, dalla parte di Ax, e le cose sono andate come sono andate. Space One è diventato l'ombra (succube) di J-Ax, e vederlo adesso su quel palco, senza che sfiori neanche con lo sguardo Jad, è stato proprio fastidioso.
Per me è "no".

(post scritto ascoltando Mark Kozelek Sings Christmas Carols di Mark Kozelek)
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Predefinito minestra già buona

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Subsonica - L'Incubo


È come stare appeso ad un laccio
Sospeso nel tuo spazio
Un altro errore e ti perderai laggiù
Senza far rumore
E fuori il mondo aspetta
Una tua decisione in fretta
Per giudicare se la rotta è giusta
E se la seguirai

Ed è arrivato il tempo di affrontare
Quella paura che non sai spiegare
Giusto o sbagliato si confondono laggiù
Da questa distanza

L'incubo di quando non sai più decidere
Tra un equilibrio stanco e ciò che puoi vivere
La corda che ti lega a quello che di più caro hai
E un cappio stringe e soffoca

L’incubo di quando non riesci a decidere
Tra ciò che ti protegge e quello che è da recidere
In fondo a cosa serve questa libertà
Quando non sai che fartene

La tua coscienza ti esamina e sanguina a volte
E quando sanguina arrivano a frotte
Vengono tutti a cercare risposte
A battere cassa
E se fosse un colpo al cerchio, un colpo alla botte
La solitudine dei numeri primi
I secondi non hanno numeri affini
Non hanno numeri affatto
Tra l'istinto e la razza
Quanto è sottile lo spazio tra incoscienza e coraggio

Ma forse l'ansia di deludere
L’aspettativa che poi non ti aspetta
A fare nascere ogni dubbio
Ogni perplessità
Con la paura di essere normale
Di non avere niente da gridare
Ok nessuno si ricorderà
Neanche un po' di te

L'incubo di quando non sai più decidere (ah)
Tra un equilibrio stanco e ciò che puoi vivere (ah)
La corda che ti lega a quello che di più caro hai (ah)
E un cappio stringe e soffoca

Quell'incubo di quando non riesci a decidere (ah)
Tra ciò che ti protegge e quello che ti può uccidere (ah, ah)
In fondo a cosa serve questa libertà (se non la usi)
Quando non sai che fartene

Cercare un capro espiatorio più misero
Che se va bene sei un grande, sei un idolo
Ma se va male mi aspettano al varco e quando decidono
Hanno paura se sembri più libero
Cercano un capro espiatorio più misero
Che gli assomigli, terrestre, mammifero
Se già in passato c'è stato un messia ma questi lo uccisero
Mi ribello: Lucifero

L'incubo di quando non sai più decidere
Perché hanno un capro espiatorio più misero
La corda che ti lega a quello che di più caro hai
Fai paura se sembri più libero

Quell'incubo di quando non riesci a decidere
Cercano un capro espiatorio più misero
In fondo a cosa serve questa libertà
Che se va bene sei un grande, sei un idolo

L'incubo di quando non sai più decidere
Tra un equilibrio stanco e ciò che puoi vivere
La corda che ti lega a quello che di più caro hai
Fai paura se sembri più libero

Quell’incubo di quando non riesci a decidere
Tra ciò che ti protegge e quello che ti può uccidere
In fondo a cosa serve questa libertà
Fai paura se sembri più libero

L’incubo di quando non sai più decidere
Tra un equilibrio stanco è ciò che puoi vivere
La corda che ti lega a quello che di più caro hai
Fai paura se sembri più libero

Quell'incubo di quando non riesci a decidere
Tra ciò che ti protegge e quello che ti può uccidere
In fondo a cosa serve questa libertà
Fai paura se sembri più libero
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Vecchio 24-10-2018, 12.20.54
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Predefinito il primo post da casa nuova

Quando scriverò da qui con più assiduità sarò anche più comodo, anziché stare accovacciato con il pc poggiato su uno scatolone e macerie intorno a me, ma per costruire bisogna prima demolire, come scrive qualcuno più su di me, e allora approfitto dell'ufficio chiuso per venire qui a fare un po' di bassa manovalanza, visto che i lavori stanno per iniziare e dobbiamo sgomberare tutto.
Siamo io, la mia musica, dei sacchi neri da riempire e un piede di porco per giocare a fare Gordon Freeman. Di pomeriggio mi raggiungerà la mia metà, metà della proprietà della casa e metà della mia esistenza, oramai.

Ma adesso, a lavoro!

(post scritto ascoltando Modern Life Is Rubbish B-sides dei Blur)
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Vecchio 25-10-2018, 02.31.46
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Predefinito Asimov, e non solo

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Quando io e Martino diventammo amici, già da subito passavamo il post-serata (passata con gli altri) in macchina, sotto casa mia, a parlare. E ricordo che, già da subito, uno degli argomenti di conversazione era quello dei mondi paralleli.

Lui è una persona coraggiosa, tranne per due cose: film (e videogiochi) dell'orrore, e "mondi paralleli". Ovvero il semplice pensiero che possa esistere un modo alternativo al nostro e realmente esistente, e che entra in contatto molto indirettamente col nostro, contemporaneamente a noi.
E' una cosa che gli ha sempre fatto una paura pazzesca.

Un giorno di un'estate che non ricordo se fosse quella 2005 o 2006 (è gravissimo che io non riesca a ricondurre un evento di tale portata ad un anno preciso, almeno per me che ricordo le date di tutto), eravamo sotto il cielo stellato su delle sedie a sdraio sul bordo di una piscina: tutti i nostri amici si tuffavano e nuotavano e uscivano e ballavano e si ubriacavano, io facevo il dj come sempre e mi ero preso un attimo di pausa perchè lui mi doveva parlare. Mi doveva dire che Asimov ("quello di Io Robot, ma Io Robot è solo la punta dell'iceberg della sua produzione", mi disse) aveva scritto un libro, che stava leggendo ma che ancora non aveva finito di leggere, in cui si ipotizzava un mondo parallelo al nostro, con leggi fisiche (soprattutto della fisica della materia, quella dell'infinitamente piccolo) esattamente opposte alle nostre, e raccontava dei due mondi che si "aiutavano" a vicenda. Fino a quando...poi succedeva qualcosa, ma ancora non aveva capito cosa perchè non l'aveva finito.
Mi parlò per tantissimo tempo, restammo lì sotto il cielo stellato (maledizione, ma come faccio a non ricordare l'anno? Eppure sono state due estati così diverse...) e raccontò questa cosa veramente affascinante. Da brividi.
Qualche giorno dopo finì il libro e me lo prestò. Fu ancora più interessante che sentirlo parlare. Interessante e bellissimo. Da allora, nonostante non l'abbia più riletto (ma ho intenzione di farlo prima o poi), Neanche Gli Dei occupa un posto speciale nel mio cuore.

Poi è passato un sacco di tempo. Nel frattempo anche i recenti sviluppi di Half Life c'hanno fatto ipotizzare (in questo caso però solo all'interno del gioco) una specie di mondo parallelo, o comunque cose che al momento non riusciamo a capire (e quando uscirà il prossimo episodio sarà sempre troppo tardi).

Finchè...qualche settimana fa mi ha detto di avere letto un altro libro simile a quello. Sempre di Asimov. Uno dei pochi libri staccato dalle grandi saghe che ha scritto, formate da troppi libri, secondo me. Però disse che questo libro era stupendo.

Mercoledì sera, a fine serata, me l'ha prestato. La Fine Dell'Eternità, si chiama. L'ho letto ieri, nel tardo pomeriggio e poi dopo il ritorno dall'uscita seral-notturna (con un rum&pera ed un bicchiere di vino rosso in circolo dentro me). E' stato...forse ancora più affascinante dell'altro. Mi ha fatto impressione il fatto che, anzichè appassionarmi alle vicende dei protagonisti, mi appassionavo alla vicenda della scrittura del libro. Cioè, quando i protagonisti arrivavano in quello che per me era un vicolo cieco, perchè ancora non era stato spiegato, Asimov ne tirava fuori una teoria, e spiegava tutto.
E' riuscito a spiegare tutto quello che accade nel libro che, credo, sia uno dei libri più complicati che io abbia mai letto. Ciononostante l'ho divorato perchè è veramente bellissimo. Non lo consiglio a nessuno perchè è complicato e potrebbe risultare noioso...ma per me è veramente stupendo.
La serata in cui Martino mi parlò di Neanche Gli Dei ce l'ho ancora davanti agli occhi, è uno dei ricordi più vividi che ho della nostra amicizia e della letteratura "raccontata" da altre persone. Quella de La Fine Dell'Eternità ce l'ho un po' meno presente, ma ho ben presente il libro. Per anni quei due sono stati gli unici libri che io avessi mai letto di Asimov, poi qualche anno fa ho colmato la lacuna leggendo la sua opera omnia, con gradimento altalenante. Ma quei due restano sempre al top.
Ho riletto Neanche Gli Dei una sola volta e La Fine Dell'Eternità due, e li trovo dei capolavori.

Poi, qualche mese fa, Marta mi ha suggerito un libro. Non so perché l'abbia fatto, ok che fa la libraia, ma ha fatto proprio centro: mi ha suggerito un libro di un'autrice a me sconosciuta, intitolato "Le prime quindici vite di Harry August". Già dalla quarta di copertina mi ha ricordato moltissimo "La fine dell'eternità", ma poi è risultato ancora migliore. Scritto meglio (i libri di Asimov hanno delle belle idee ma la scrittura è blanda) e pieno di spunti.
Mi sono ripromesso di regalarlo a Martino, perché per me leggerlo è stata veramente un'esperienza.
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Quando io e Martino diventammo amici, già da subito passavamo il post-serata (passata con gli altri) in macchina, sotto casa mia, a parlare. E ricordo che, già da subito, uno degli argomenti di conversazione era quello dei mondi paralleli.

Lui è una persona coraggiosa, tranne per due cose: film (e videogiochi) dell'orrore, e "mondi paralleli". Ovvero il semplice pensiero che possa esistere un modo alternativo al nostro e realmente esistente, e che entra in contatto molto indirettamente col nostro, contemporaneamente a noi.
E' una cosa che gli ha sempre fatto una paura pazzesca.

Un giorno di un'estate che non ricordo se fosse quella 2005 o 2006 (è gravissimo che io non riesca a ricondurre un evento di tale portata ad un anno preciso, almeno per me che ricordo le date di tutto), eravamo sotto il cielo stellato su delle sedie a sdraio sul bordo di una piscina: tutti i nostri amici si tuffavano e nuotavano e uscivano e ballavano e si ubriacavano, io facevo il dj come sempre e mi ero preso un attimo di pausa perchè lui mi doveva parlare. Mi doveva dire che Asimov ("quello di Io Robot, ma Io Robot è solo la punta dell'iceberg della sua produzione", mi disse) aveva scritto un libro, che stava leggendo ma che ancora non aveva finito di leggere, in cui si ipotizzava un mondo parallelo al nostro, con leggi fisiche (soprattutto della fisica della materia, quella dell'infinitamente piccolo) esattamente opposte alle nostre, e raccontava dei due mondi che si "aiutavano" a vicenda. Fino a quando...poi succedeva qualcosa, ma ancora non aveva capito cosa perchè non l'aveva finito.
Mi parlò per tantissimo tempo, restammo lì sotto il cielo stellato (maledizione, ma come faccio a non ricordare l'anno? Eppure sono state due estati così diverse...) e raccontò questa cosa veramente affascinante. Da brividi.
Qualche giorno dopo finì il libro e me lo prestò. Fu ancora più interessante che sentirlo parlare. Interessante e bellissimo. Da allora, nonostante non l'abbia più riletto (ma ho intenzione di farlo prima o poi), Neanche Gli Dei occupa un posto speciale nel mio cuore.

Poi è passato un sacco di tempo. Nel frattempo anche i recenti sviluppi di Half Life c'hanno fatto ipotizzare (in questo caso però solo all'interno del gioco) una specie di mondo parallelo, o comunque cose che al momento non riusciamo a capire (e quando uscirà il prossimo episodio sarà sempre troppo tardi).

Finchè...qualche settimana fa mi ha detto di avere letto un altro libro simile a quello. Sempre di Asimov. Uno dei pochi libri staccato dalle grandi saghe che ha scritto, formate da troppi libri, secondo me. Però disse che questo libro era stupendo.

Mercoledì sera, a fine serata, me l'ha prestato. La Fine Dell'Eternità, si chiama. L'ho letto ieri, nel tardo pomeriggio e poi dopo il ritorno dall'uscita seral-notturna (con un rum&pera ed un bicchiere di vino rosso in circolo dentro me). E' stato...forse ancora più affascinante dell'altro. Mi ha fatto impressione il fatto che, anzichè appassionarmi alle vicende dei protagonisti, mi appassionavo alla vicenda della scrittura del libro. Cioè, quando i protagonisti arrivavano in quello che per me era un vicolo cieco, perchè ancora non era stato spiegato, Asimov ne tirava fuori una teoria, e spiegava tutto.
E' riuscito a spiegare tutto quello che accade nel libro che, credo, sia uno dei libri più complicati che io abbia mai letto. Ciononostante l'ho divorato perchè è veramente bellissimo. Non lo consiglio a nessuno perchè è complicato e potrebbe risultare noioso...ma per me è veramente stupendo.
La serata in cui Martino mi parlò di Neanche Gli Dei ce l'ho ancora davanti agli occhi, è uno dei ricordi più vividi che ho della nostra amicizia e della letteratura "raccontata" da altre persone. Quella de La Fine Dell'Eternità ce l'ho un po' meno presente, ma ho ben presente il libro. Per anni quei due sono stati gli unici libri che io avessi mai letto di Asimov, poi qualche anno fa ho colmato la lacuna leggendo la sua opera omnia, con gradimento altalenante. Ma quei due restano sempre al top.
Ho riletto Neanche Gli Dei una sola volta e La Fine Dell'Eternità due, e li trovo dei capolavori.

Poi, qualche mese fa, Marta mi ha suggerito un libro. Non so perché l'abbia fatto, ok che fa la libraia, ma ha fatto proprio centro: mi ha suggerito un libro di un'autrice a me sconosciuta, intitolato "Le prime quindici vite di Harry August". Già dalla quarta di copertina mi ha ricordato moltissimo "La fine dell'eternità", ma poi è risultato ancora migliore. Scritto meglio (i libri di Asimov hanno delle belle idee ma la scrittura è blanda) e pieno di spunti.
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Predefinito un'accozzaglia di cose che mi sono state dette nel corso della mia vita

Il punto è che tu sei o bianco o nero. Anzi, per te tutto è o bianco o nero, e odi la Juventus! Ma non conosci le sfumature di grigio, né tantomeno i mille colori dell'arcobaleno. Sei come una macchina, o meglio, come il tu amato computer: per te l'interruttore o è acceso o è spento. E non importa che ci siano vie di mezzo, se per te una cosa è successa allora è successa, e questo magari ti cambia tutto. Per carità: non sei uno che tronca i rapporti al primo errore, però magari modifichi leggermente il tuo atteggiamento, indipendentemente dal fatto che l'altra persona se ne accorga o meno, che lo capisca o meno. Lo fai per autocompiacerti, per poter dire a te stesso che l'hai fatto, per essere in pace con te stesso. Ma è così difficile farlo? Ti poni degli obbiettivi che conosci solo tu e fai il possibile per realizzarli, ma poi ce la fai davvero? Penso di sì, perché sei così pieno di te che devi averli realizzati tutti, altrimenti ti odieresti come odi la stragrande maggioranza degli abitanti di questo pianeta. E così non litighi con nessuno, al massimo aspetti che qualcuno litighi con te. E se non litiga, chissenefrega, il tuo risultato l'hai raggiunto. Quello di stare bene con te stesso. Ma ti basta davvero?

(post scritto ascoltando Jesu/Sun Kil Moon di Jesu/Sun Kil Moon)
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Vecchio 26-10-2018, 02.36.43
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Predefinito "si deve tornare indietro, almeno di un minuto, è la regola di questo gioco"

Ho finito Braid.
In un periodo particolare.
Quello in cui ho riavvolto il tempo e rimediato all'errore.

(post scritto ascoltando 8 dei Subsonica)
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Vecchio 26-10-2018, 17.04.04
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Predefinito post criptici

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E' bastato fare un clic nel posto sbagliato per aprire la più grande delle scatole di Pandora, e vedere uscire non tanto malattie quanto rimorsi, rimpianti, parole non dette, promesse non mantenute, e tutta una serie di sensazioni che pensavo sopite per sempre e che invece sono state svegliate da qualche giorno e stasera sono passate dallo stato di torpore a quello di piena coscienza.

Serata troppo bella per essere macchiata da tutto questo, inietto un po' di morfina nei miei ricordi e vado a dormire.
Mi è sempre piaciuto scrivere post criptici, che potessi capire solo io, e non l'ho mica fatto per evitare che qualcun altro capisse (non sempre, almeno) bensì perché mi piace quella sensazione funambolica di camminata sul vuoto, sorretto solo dalle mie parole per non cadere giù.
C'è un problema, però: il tempo passa e non è detto che io mi ricordi il contesto in cui ho scritto post criptici. Più volte nell'ultimo anno mi è capitato di rileggere vecchi post di dieci anni fa e di non avere idea di cosa volessero dire.

Questo, però, me lo ricordo. Ero tornato da una serata con Ale (io e lui, in centro) e c'eravamo anche divertiti, e poi ho aperto msn, e lì mi è spuntata la stellina dell'aggiornamento del blog "live spaces" di un contatto che non sentivo da tempo, e c'ho cliccato e ho scoperto che era ancora viva (non che avessi dubbi su questo, in realtà) e che raccontava delle circostanze del suo futuro trasferimento a Milano. Non era la notizia in sé a turbarmi, ovviamente, ma il fatto che le sue notizie potessero ancora "raggiungermi".

Era passato il suo compleanno da pochi giorni e per la prima volta non c'era stata alcuna interazione tra noi, come invece era successo nei tre anni precedenti (con modalità molto diverse, peraltro). Era giusto così, l'amicizia si era dissolta (non nel senso che era evaporata ma che era finita con una dissolvenza, il "fade out" insomma) e non c'era motivo di aggiornarci ancora. E invece la tecnologia mi aveva tradito e, a sorpresa, era venuta fuori questa notizia. Erano passati esattamente dieci mesi dall'ultimo contatto ed eppure qualcosa mi infastidiva.
E forse mi infastidisce ancora.
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Vecchio 27-10-2018, 00.19.10
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Predefinito lo spirito che suona

Non è un cerchio che si chiude perché non pensavo che si sarebbe mai potuto chiudere, e in realtà non saprei bene neanche quando si sia aperto, ma quello che sta per succedere tra poco era totalmente impensabile fino a qualche tempo fa.
Era impensabile che io potessi aspettare con tutta quest'ansia un nuovo album dei Cor Veleno quando i Cor Veleno li avevo quasi dimenticati, o meglio, li avevo relegati al passato, considerandoli un capitolo ormai chiuso della mia vita. Ogni tanto ascoltavo i quattro album che avevo, ricordandone con affetto due in particolare (che ancora oggi sono quelli che preferisco), cioè Bomboclat e Nuovo Nuovo, ma niente di più.
Era altrettanto impensabile quando, incuriosito dalla sparizione social di Primo recuperai alcuni dei loro vecchi dischi. Li recuperai, li ascoltai con affetto, mi piacquero pure, ma sembravano scomparsi nel nulla, vai a capire, dicevo.
Ed era ancora più impensabile quando, quel maledetto giorno di Capodanno di quasi due anni e mezzo fa Vero mi passò il cellulare mentre giocavamo a carte con la mia famiglia e mi fece leggere la notizia. Da lì si è aperta una voragine dentro di me, riempita in fretta accumulando serialmente tutta la loro roba che mi mancava, e ascoltando a rotazione i quattordici album, sapendo che sarebbero rimasti per sempre quattordici.

E poi, un inedito, con la voce registrata da Primo chissà quando. E poi un altro inedito. E poi l'annuncio dell'album. E poi il concerto dei Cor Veleno (il secondo, a dodici anni di distanza dal primo), la mia chiacchierata con Grandi Numeri, la foto con entrambi i superstiti e l'attesa del nuovo album. Che è uscito oggi e che sono pronto ad ascoltare.

Lo spirito che suona.

(post scritto ascoltando When The Night Calls dei Mt. Desolation)
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Predefinito bisognerebbe fare sempre così

Prima di cena ho letto due articoli musicali. Nel primo Lee Ranaldo recensiva l'ultimo album di Cat Power e suggeriva (traduco) di tirare le tende sulle luci autunnali, spegnere gli schermi, vibrazioni, suonerie e notifiche, sedersi e lasciare che questo disco attraversi chi lo ascolta. Nel secondo, pubblicato sul sito di Repubblica, Ernesto Assante parla de "Lo spirito che suona" dei Cor Veleno come di un album vero e proprio, uno di quelli che, per capirlo davvero, sarebbe giusto ascoltare senza fare altro, concentrando la propria attenzione sulle parole e sulla musica.
Ed è esattamente quello che ho fatto: mi sono sdraiato sul divano, plaid rosso dell'Ikea a coprirmi, auricolari nelle orecchie e iPod che mandava il primo ascolto del nuovo album dei Cor Veleno.
Non sempre è possibile isolarsi così tanto per la musica, ma a volte ne vale la pena. Stasera, ad esempio.

E adesso, via con un altro nuovo disco.

(post scritto ascoltando From The Archives Vol. 9 dei The Future Sound Of London)
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And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
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Vecchio 30-10-2018, 02.40.31
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Predefinito l'avatar definitivo

Citazione:
Originalmente inviato da gabo86 Visualizza messaggio
Era un po' una premonition, e s'è avverata:
ho cambiato l'avatar, dopo almeno due anni.

Sono passato dal portachiavi alla scatola.
E non mi si dica che è lo stesso.
Era ormai da un paio di anni che il mio avatar su questo forum (ormai l'unico su cui scrivevo) era la fotografia di un portachiavi di metallo trovato su un fansite di Lemmings; tale portachiavi rappresentava l'immagine di copertina di 3D Lemmings, uno dei miei capitoli preferiti del videogioco e certamente quello con la copertina più bella. Ricordo altri miei avatar precedenti a quello: il simbolo delle radiazioni, Paperoga, Paper Bat (che ho ancora su last.fm), Willie il Coyote. Ma quello rimase il mio, e pensavo che lo sarebbe rimasto per sempre.

Ma l'autunno del 2008 era quello in cui c'era lè, e tra le altre cose lasciò un segno che dura ancora dieci anni dopo e so che durerà per sempre: cambiò il mio avatar. Era pratica di Photoshop, così prese la copertina di 3D Lemmings e ritagliò da lì "l'omino dai capelli verdi" (come lo chiamò la mia futura migliore amica), in questo mondo rendendo l'avatar praticamente identico alla copertina del videogioco. Le tonalità dei colori erano sensibilmente diverse e ci misi un po' ad abituarmi a questo nuovo avatar, che rimane ancora e rimarrà per sempre.

Nel frattempo, però, per il Natale di due anni dopo Vero mi regalò quel portachiavi di 3D Lemmings, anzi, meglio ancora, lo creò lei con il fimo o qualcosa di simile. Lo usai per un po', poi si ruppe il gancio e lo misi da parte. L'ho tirato di nuovo fuori adesso e c'ho appeso le chiavi della casa che abbiamo comprato e in cui andremo a vivere tra qualche mese. In questo modo ogni volta che prendo in mano quelle chiavi penso al portachiavi e alla longevità di quel regalo e del nostro amore e ancora di più del mio fanatismo per Lemmings; allo stesso modo, però, il mio avatar non è più il portachiavi ma la copertina originale del videogioco, grazie a lè.
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