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Vecchio 20-09-2018, 17.26.49
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Predefinito minor mistakes

Það er okkur sönn ánægja að kynna til leiks aðra breiðskífu Benny Crespo's Gang, 10 laga útgáfu sem ber nafnið Minor Mistakes.

Platan er væntanleg til landsins á vínyl í byrjun nóvember en þangað til bjóðum við ykkur að kaupa hana í forsölu með alveg sérstökum forsölu afslætti.



Io e Fra eravamo seduti nei nostri posti alla Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco Della Musica a Roma ed aspettavamo che Emiliana Torrini entrasse in scena. Si spensero le luci ed entrò una cantante, altrettanto minuta e dalla voce altrettanto fragile, che sulle prime ci sembrò lei (eravamo lontani), ma poi capimmo che non era lei. Cantò alcune canzoni accompagnata dalla sua chitarra acustica, poi uscì e lasciò il posto ad Emiliana, per un bellissimo concerto a coronamento di una bellissima amicizia.
Tornato a casa cercai chi fosse la prima cantante, e scoprii che si trattava di una cantautrice islandese dal nome impronunciabile che per fortuna usa lo pseudonimo di Lay Low. Canta principalmente in inglese (con un paio di dischi in islandes) e si accompagna con chitarra acustica e poco altro. Ascoltai i suoi dischi, li ho ascoltati qualche altra volta nel corso degli anni, ma sono veramente poca roba.

Nello stesso momento, però, scoprii che Lovisa (questo è il suo nome di battesimo) faceva parte di una band di giovanotti islandesi, un quartetto formato da lei a chitarra, tastiere e voci, più un cantante/chitarrista, un bassista/tastierista e un batterista. Il gruppo si chiamava Benny Crespo's Gang e il loro primo disco eponimo era un disco rock decisamente pesante (per me allora era il più pesante mai ascoltato, poi forse superato da alcune cose dei Sonic Youth, a cui loro palesemente si ispiravano). Pesante eppure bellissimo: ho ascoltato quel disco una marea di volte, principalmente da solo (solo una volta lo feci ascoltare al mio amico rockettaro, Kallel, che apprezzò), ed è uno dei miei dischi preferiti. Era uscito l'anno prima, ebbe un successo limitato in patria e rimase inosservato più o meno dappertutto, altrove. Stiamo parlando dell'Islanda, che ha prodotto pochissimi artisti di caratura internazionale, quindi diciamo pure che sono un gruppo sconosciuto. Certamente, tra i gruppi che seguo sono quello con meno fan su Facebook (poco più di 2000, la libreria di G. ne ha molti di più). Eppure è uno dei miei "dischi da isola deserta" (lista che vorrei compilare, prima o poi).

Hanno iniziato ad incidere il secondo album praticamente da subito, eppure non è successo niente. Per anni hanno pubblicato un aggiornamento ogni tanto, ma tipo un paio l'anno, rimanendo completamente fuori dai riflettori (per quanto limitati potessero essere i riflettori che avrebbero dovuto illuminarli). E poi ieri, a sorpresa, paf! un messaggio su Facebook, quello che ho messo all'inizio del post, in islandese.
A inizio novembre uscirà il loro secondo album, dieci anni dopo il primo. Ho delle aspettative altissime, anche perché quest'anno non è uscito neanche un capolavoro, per me. E poi, diciamola tutta, è il classico "secondo album", il più difficile nella carriera di un artista, come canta Caparezza. Il punto è che qui nessuno ha aspettative, solo io, uno che abita dall'altra parte dell'Europa e che adora il loro primo album.

Staremo a vedere.

(post scritto ascoltando Perfect Symmetry B-sides dei Keane)
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Ultima modifica di gabo86 : 21-09-2018 alle ore 02.04.23
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Vecchio 23-09-2018, 00.32.33
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Predefinito safari tour, ovvero il canto del cigno

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Tutto inizia nella tarda mattinata di ieri.
Telefonate organizzative, telefonate "ma allora sei proprio sicura che preferisci vedere Silvestri?", telefonate "mamma, io pranzo prima che poi scappo al concerto".
Pranzo, preparo i panino per la sera, faccio la doccia, e mi vesto. Ok i jeans. Ok le mie scarpe "da occasioni speciali" (gazelle azzurre). Ok la maglietta. E che maglietta! Davanti c'è la copertina de "la dura legge del gol", dietro c'è il logo "ottoottotour". Comprata al concerto degli 883 del 1997, il primo dei 7 concerti che ho visto in cui cantava Pezzali (4 degli 883 e 3 di Pezzali solista). Avevo undici anni. Ora ho il doppio dell'età, e ho rimesso la maglietta.
Forse sì, per stupire.

Vado in macchina. Collego l'iPod all'autoradio, e penso "ok, stasera niente funky, di sicuro. Quindi meglio fare scorpacciata ora". Da casa mia a casa di Carmelo, solo Jamiroquai. In ordine di ascolto: Feel So Good, Little L, You Give Me Something, Love Foolosophy, Main Vein, Canned Heat, Where Do We Go From Here, King For A Day (che non è molto funky ma è spettacolare), Dynamite, Starchild. Nel frattempo sono già sotto casa di Carmelo e lui arriva con un'amica. Ci presentiamo, poi arriva una coppia di amici e andiamo in macchina con loro verso "il luogo del concerto". Durante il viaggio (un'ora) Carmelo ribadisce che "Gabo è Paperoga", anche se loro non sapevano chi fosse Paperoga. Però è vero, Gabo è Paperoga. Paperoga con la maglietta degli 883 al concerto di Jovanotti.

Fiumi interminabili di zainetti come gobbe di cammello

In ogni concerto ho sempre quest'immagine davanti, quella di questa canzone. Stavolta me l'ha fatta venire in mente Carmelo mentre scendevamo dalla macchina per andare verso l'autodromo. Verso le 5 del pomeriggio eravamo lì.

Conosco i forumisti. E' pazzesco, sono passati un paio d'anni e la "base" è cambiata totalmente. Ci siamo un po' di vecchie guardie, tre o quattro, e tutto il resto è gente che non conosco di persona. Ok, è vero, m'ero perso le quattro tappe precedenti del safari tour. Però...beh, qualcuno lo conoscevo via forum, qualcuno no. Inutile star qui a fare i nomi, ognuno sa cosa penso di ognuno di loro.

Si aspetta, si aspetta e si parla. Tutti dicono "beh, tu parlavi di sorpresa, cos'era sta grande sorpresa, la maglietta degli 883? Che banalità"...ok, che banalità. Peccato che la maglietta degli 883 sarà un po' il simbolo del concerto. Almeno, del concerto visto dalla mia prospettiva e da quella di chi era vicino a me. E poi la coda, i forumisti che sono entrati prima di tutti tranne me e qualcun altro, che aspettavamo l'arrivo degli accrediti al botteghino per poter avere i biglietti gratis (vinti ad un concorso). Insomma, ok il safari tour, ma il safari tour gratis è decisamente meglio.

E gli elicotteri nel cielo filmavano correnti colorate per le famiglie a casa che erano senza dubbio molto preoccupate di non sapere niente di quei figli

Già, perchè in tutto questo io avrei anche dovuto avvisare i miei genitori che ero arrivato, ma inspiegabilmente il cellulare non prendeva lì. Così non solo non ho potuto chiamarli, ma non ho potuto chiamare, durante il concerto, tutte le persone che m'ero promesso di chiamare.

Tralaltro da questo punto di vista è stato un concerto anomalo, perchè "di solito" (almeno finora) i concerti di Lorenzo li ho visti "a coppie": uno in cui cercavo di stare attento alle sfumature ritmiche, melodiche, armoniche e degli arrangiamenti, ed uno in cui invece mi scatenavo e ballavo e cantavo fregandomene di quello che succedeva tra i musicisti. Ieri no. Ieri dovevo fare tutto in un solo concerto, senza perdermi neanche una nota ma neanche un'emozione. Lavoro difficile.

Insomma, poi siamo entrati e ci siamo fatti spazio tra la folla per raggiungere gli altri forumisti. Eravamo in prima fila. In particolare, ero vicino a (tanto per farsi un'idea) "aagnese" (che non conoscevo e con cui ho parlato di Bollani, in particolare, e che s'è goduta - si fa per dire - il concerto accanto a me), "anaiviv" (che m'ha procurato il biglietto gratis e per questo ha la mia sempiterna gratitudine), "maktub" (al quale, essendo lui un musicista, comunicavo le impressioni più teniche) & la sua famiglia (ho regalato a sua moglie una "brioscina tomarchio", che vendono solo a Catania e che pare le sia piaciuta tantissimo), "geppa" (piacevolissima scoperta della giornata) e sua cugina (che era accanto a me e ad un certo punto, durante il concerto, mi sono reso conto che stavo esagerando con il mio modo di fare e le ho detto "scusami, ti sto dando fastidio di sicuro facendo così", e lei "no, guarda, mi stai facendo morire dal ridere più che altro"), e poi, più lontano, un sacco di altra gente. Bella gente, sì.

Si spengono le luci.
È stato il primo concerto per cui ho messo una maglietta diversa da quella del cantante che andavo a vedere, e da allora è stata quasi una tradizione (violata solo mettendo la maglietta degli 883 per andare a vedere Max Pezzali, un po' per dire "posso prendere in giro ma non con chi sono cresciuto).
Poi, Synkronized. L'avevo ascoltato mille volte prima di quel giorno, e l'ho ascoltato altre mille volte dopo, ma per me resterà per sempre legato a quel giorno, mentre da solo sfrecciavo sotto il sole per andare a casa di Carmelo.
Fa ridere come già allora mi sentissi "fuori dal giro". Avevo passato due anni da "forumista a pieno titolo", per poi rinchiudermi in Carta Azzurra uscendone solo per parlare male di Safari. E così avevo allentato praticamente tutti i rapporti fisici, soprattutto quelli regionali (i "forumisti siciliani uniti", che tanto avevano animato il periodo precedente, si erano ormai sciolti), per prediligerne di più "virtuali". Ma andare lì era una splendida occasione per ritrovarli tutti. Credo che sia stata l'ultima volta che ho visto un sacco di gente, persone che avevano fatto parte della mia vita negli anni precedenti e che adesso vedevo con un saluto.

Ecco, un saluto. Il motivo per cui sono andato al Safari Tour (preferendolo al concerto gratuito di Silvestri a cui sarei potuto andare con Ale o con Erika) è stato proprio questo: salutare tutti. E salutarli non per dire addio, perché non pensavo che ci sarebbe mai potuto essere un addio, bensì per ritrovarci, anche per un concerto.
La mia esaltazione che traspare dai post del post-concerto (pun intended) deriva più dai rapporti umani che dal concerto in sé; Safari non mi era piaciuto per niente e il concerto mi piacque, ma col senno di poi ho preferito di gran lunga quello di Buon Sangue.

Tre anni dopo c'è stata una giornata simile, a Rimini, per la data zero dell'Ora Tour, ma quello era un addio vero, dettato da un errore (forse uno dei miei grandi errori della mia vita, ovvero quello di smettere di scrivere sul forum appena lasciata Catania). Stavolta no, stavolta volevo provare davvero a sentirmi parte di qualcosa.

Non vedo Jovanotti in concerto da più di sette anni.
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Vecchio 23-09-2018, 05.46.08
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Predefinito prendila così, non possiamo farne un dramma

L'ultima uscita con Ale è stata particolarmente "sconzaiocu" per due ordini di coincidenze.
Il primo è la sovrapposizione delle coincidenze spaziale, temporale e pre-musicale. Il secondo è la coincidenza di tutto questo con un periodo "sperimentale".
E adesso che le carte vengono mescolate, chi alza il mazzo?
E chi dà la mano?
E soprattutto, a chi capiterà la matta?

(post scritto ascoltando Life dei The Cardigans)
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Vecchio 23-09-2018, 14.04.18
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Predefinito il mio post su fatboy slim

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Tanto, tanto sano big beat.
Vediamo se riesco a togliermi questo strato di funk che tra poco non mi lascerà neanche respirare.
E viva Fatboy Slim, un giorno gli dedicherò un post perchè se lo merita.
A quanto pare è da dieci anni che lo rimando. Anzi, da più di dieci anni, visto che qualche mese fa ho trovato un post ancora precedente in cui scrivevo di voler raccontare del rapporto tra Fatboy Slim ed il sorriso.
E allora partiamo da questo.

A differenza di tanti altri artisti di musica elettronica che pure ascolto, i pezzi di Fatboy Slim sono fatti per fare sorridere. Non ridere (a quello magari ci pensano alcuni suoi video, Ya Mama su tutti): sorridere. Sono sempre un collage di vecchi vinili e parti registrate sul momento, ed è incredibile ascoltare le fonti a cui ha attinto per i sample (il sito whosampled.com è perfetto per lo scopo). Ma in ogni caso, sample o no, la maggior parte dei pezzi di Fatboy Slim fa sorridere. Anzi, la quasi totalità: mi vengono in mente Demons e pochi altri pezzi che non fanno sorridere, perché per il resto si sorride.
Come si fa a sorridere con pezzi strumentali o con frasi che si ripetono all'infinito? Si fa, eccome. È una combinazione di vari elementi: me ne vengono in mente tantissimo, e avevo anche iniziato a scriverli mentre scrivevo questo post, ma poi ho pensato che avrei fatto un torto a quelli che non avevo citato, e allora o elenco tutta la sua discografia o sarà sempre una lista incompleta. Andatevela a cercare, questa discografia.
Anche perché, purtroppo, è decisamente limitata.

Questa è una cosa che non capirò mai. Fatboy Slim, prima di chiamarsi Fatboy Slim, è stato titolare di diversi progetti (bassista negli Housemartins, autore e produttore principale nei Beats International, chitarrista, autore e produttore principale nei Freak Power, produttore nei Pizzaman) e poi ha deciso di fare il produttore con uno pseudonimo. Ha pubblicato quattro album: big beat di non enorme successo il primo, big beat di enorme successo il secondo, un miscuglio gigantesco di mille sfaccettature di elettronica il terzo (per me un capolavoro), elettronica spruzzata col pop il quarto. Poi, un greatest hits. Nel frattempo varie compilation, registrazioni di DJ set. Nel 2009 ha pubblicato un album molto più pop che elettronica, l'ovvio proseguimento del quarto Palookaville, ma l'ha pubblicato sotto uno pseudonimo. Poi ha co-scritto e co-prodotto un album di David Byrne, che ha pubblicato inserendo anche il proprio nome. E poi basta: ha iniziato a fare il DJ a tempo pieno, riempiendo le arene (con le spiagge l'aveva già fatto negli anni 2000) e smettendola di produrre. Smettendola totalmente, con l'eccezione di un paio di pezzi, molto danzerecci, uno dei quali di grande successo.
Non capirò mai perché. Forse gli si è semplicemente prosciugata la vena creativa, e ha preferito lasciar perdere e appendere la produzione al chiodo anziché andare avanti in maniera patetica. Del resto sapeva già che sarebbe stato ricordato a vita per il suo secondo album (e per qualche pezzo del terzo), il resto sembrava quasi un trascinarsi, almeno a livello di pubblico. Adesso paradossalmente è più famoso di allora, sicuramente più ricco, ha un successo enorme anche se quando chiedi "dimmi un pezzo di Fatboy Slim" tutti rispondono con titoli tratti da You've Come A Long Way, Baby.
E per forza, è dal 2004 che non pubblica più niente a suo nome, e dal 2010 che non pubblica più niente e basta.

Questo però dieci anni fa non lo sapevo. Speravo ancora in un suo ulteriore disco. Adesso inizio a pensare che sia impossibile. Peccato.

Comunque per Fatboy Slim devo tutto ad Andrea, come per tanta altra musica elettronica. L'ho condiviso principalmente con lui, con un paio di pezzi condivisi anche con Ale e mio fratello. Ma la maggior parte è con lui.
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Vecchio 23-09-2018, 15.15.22
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Predefinito autobiografia

Manic Street Preachers - Litany


Been at war with myself since the day I was born
Cannot find any real peace, just invisible treaties
Been at war with myself and all the things I've said
If you live with regrets, they can give you some strength

I've got to learn to make the best
And I've got to learn to make some friends
Tangled up in a spider's web
Of my litany
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Vecchio 24-09-2018, 02.58.18
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Predefinito epistolario

Il problema di quando scrivo le lettere a penna (parecchie in passato, sempre meno con gli anni) è che non ne ho mai tenuta una copia per me; conservo le risposte ma mai le mie lettere, e così non mi posso mai rileggere. E io, forse per vanità, adoro rileggermi.
Adoro rileggere i miei post (s'era capito?) e spesso nei miei post ricopio cose che ho scritto altrove, forse proprio per non perderle. Le mail inviate restano in una cartella della casella, i pm inviati sono perduti (non li ho mai salvati, ahimé), ma il problema più grande, forse, è whatsapp. Io conservo tutti i messaggi inviati, ma chi li rilegge poi? E così, se un messaggio è più ispirato o più importante degli altri finisce comunque col perdersi.
Certe cose dovrebbero restare a futura memoria, invece.

(post scritto ascoltando Vivadixiesubmarinetransmissionplot degli Sparklehorse)
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Vecchio 25-09-2018, 02.08.12
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Predefinito un anno in trincea

È stato un po' come la scena iniziale dei vari Mission Impossible, quando Ethan Hunt si sta facendo bellamente i fatti suoi e viene ricontattato dai servizi segreti per farlo tornare operativo.
Io ero stato un agente segreto, ero parte di una squadra, la "squadra di soccorso reciproco", e poi a un certo punto il progetto era stato messo in standby, pensavo per sempre. E invece, a un certo punto, è arrivata la chiamata.

Era esattamente un anno fa, ed ero a Milano con Alessandro, un cugino di mia madre. Un po' è omonimia e un po' il fatto che ci sono cose in comune: a loro (in proporzioni decisamente diverse) sono legati l'Amiga, Lemmings e Monkey Island. Poi per carità, Ale è Ale, ma mi ha sempre fatto sorridere che anche il cugino di mia mamma si chiama come lui.
Ero a Milano con Alessandro e stavamo parlando, come sempre, di videogiochi. Ero a Milano perché ero reduce da una due giorni di scrittura creativa a Lugano. Mi avevano regalato un weekend organizzato dalla Scuola Holden, e visto che il mio secondo libro (e primo romanzo) si avviava ad essere completato ero andato lì proprio per quello. Lo scrittore Fabo Geda, che coordinava il tutto, pronunciò una frase che mi riecheggiò in testa per tutto il fine settimana: "assumetevi la responsabilità di quello che scrivete".
Non era una frase qualsiasi, anzi: proprio in quei giorni aveva un significato speciale. Un significato carico d'angoscia.

Avevo sentito Ale al telefono il sabato della settimana precedente, mentre stavo portando fuori la cagna di Vero e Bea (che detto così sembra offensivo, ma è la loro beagle). Mi aveva raccontato che i suoi avevano appena comprato una nuova casa per la villeggiatura estiva, e c'eravamo ripromessi di sentirci presto. Il "presto" non sarebbe stato così presto, ma ormai c'ero abituato. Beh, ci saremmo risentiti.
Invece per tutta la settimana non si fece sentire. Gli scrissi ma non mi rispose, o mi rispose in ritardo, o mi rispose con monosillabi. Iniziai a pensare che qualcosa non andasse, e ne ebbi la conferma interiore con quella frase di Fabio Geda.
Un mese prima gli avevo infatti regalato per il compleanno il mio primo libro, quello autobiografico, in cui non avevo comunque raccontato niente più di quanto volesse che si raccontasse. Avevo dovuto limare alcuni episodi ed ometterne completamente altri, ma non volevo sputtanare nessuno. Soprattutto non volevo farlo con lui, agli occhi di sua moglie.
Passai tutto il weekend con la stessa paranoia: "lei ha letto il libro, ha letto delle cose di lui che non sapeva, hanno litigato e adesso lui ce l'ha con me per questo". Ricordo che scrissi a Vero più volte che ero angosciato per il cambio di tono dei messaggi di Ale, e le diedi proprio questa spiegazione.

Mentre parlavo con Alessandro, invece, Ale mi mandò un messaggio. Mi chiese se potevo telefonargli e mi disse che era molto importante. Cercai di rinviare ma lui insistette. Pazienza, pensai, parlerò con Alessandro un'altra volta (è passato un anno e non ci siamo sentiti). Così telefonai ad Ale, che mi disse che sarebbe partito a raccontare da molto lontano. Da molto lontano ma da un momento che conoscevo benissimo: il giorno dello scioglimento della nostra squadra segreta di soccorso reciproco. Partì da quel giorno e raccontò quello che successe dopo. Io non capii dove volesse arrivare, così lo interruppi un paio di volte ma lui mi disse di aspettare. Quando arrivò alla conclusione sentii lo scoppio di una bomba atomica nel mio cervello.
Passammo ore al telefono quella sera, e poi l'indomani, e poi anche due giorni dopo. In poche parole la squadra si era riformata, si era dovuta riformare per forza. Sono stato chiamato in trincea, all'improvviso, e mi sono tuffato.

Devo essere sincero: non avrei mai voluto che tutto questo accadesse, ma se proprio è dovuto accadere (ed è accaduto, infatti), sono contento che almeno una cosa sia andata dritta. Io e lui siamo tornati ad essere io e lui come lo eravamo prima dello scioglimento della nostra squadra, e siamo passati dallo scriverci ogni tanto e sentirci ogni paio di settimane allo scriverci ogni giorno e sentirci quasi ogni giorno. Non avrei mai voluto che accadesse, sia chiaro, ma almeno siamo riusciti a recuperare qualcosa.

E comunque oggi è da un anno che sono in trincea. Tra tutte le armi, quella che mi si addice di più è la spada del duello ad insulti di Monkey Island.
"Combatti come un contadino."
"Molto appropriato. Tu combatti come una mucca."

(post scritto ascoltando Good Morning Spider degli Sparklehorse)
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Predefinito figlio unico blablabla

Dovrei dare lo stesso titolo a tutti i post che parlano di mio fratello, ma stavolta ne faccio a meno.
Ieri sera abbiamo passato una serata da soli, io e lui. Siamo stati insieme per tre ore, e non accadeva da...anni? Forse un decennio. Da soli a parlare, senza videogiochi o dischi o film in sottofondo. È stata una chiacchierata piacevole, senza dubbio, ma è stata una chiacchierata tra conoscenti. Quasi come quella dell'altra sera con Boba, con la differenza che alla fine con mio fratello ho condiviso di più, ovviamente. Ma non capisco mille cose di lui, lui probabilmente non ne capisce altrettante di me, e non penso sia solo la religione a dividerci; credo sia più la forma mentis, il rapporto con la propria "nuova" famiglia, o forse proprio il carattere.
"Non dev'essere stato facile essere il fratello di mezzo tra te e tua sorella", mi ha appena detto mia mamma riferendosi a lui. Sarà, però siamo proprio al minimo sindacale.

(post scritto ascoltando It's A Wonderful Life degli Sparklehorse)
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La cosa bella della malinconia è che si può essere nostalgici a vent'anni. Io per esempio quando ho scritto la canzone Gli Anni comunque avevo ventisei-ventisette anni, però avevo già la nostalgia di un'epoca che se n'era andata. Questo è tipico dell'uomo. A vent'anni avevi nostalgia di quando ne avevi sedici, che avevi meno problemi, andavi ancora a scuola, dicevi "sì, non vedo l'ora di finire la scuola", ma quando poi sei all'università dici "si stava meglio allora", poi a trent'anni hai la nostalgia di quando ne avevi venticinque. E' così, è un sentimento umano abbastanza naturale. La memoria è fantastica perchè ripulisce...la memoria è una sorta di Photoshop incorporato: prende le vecchie immagini della tua vita, del tuo passato, gli toglie le parti che non le piacciono e lascia solo un'immagine meravigliosa che quindi dici "porco giuda, come stavo bene!". Invece bisognerebbe segnarseli, ogni volta. Infatti a quello servirebbero i diari. [...] Io infatti credo di essere molto nostalgico per questo motivo, cioè, di avere una tendenza alla malinconia anche per questo motivo: a casa non trovo più niente che sia più vecchio di sei mesi. Cioè, io so di avere messo da parte, a parte che dove abitavo prima, coi miei, c'era mia madre che aveva la regola fissa che dopo un po' si butta via tutto, perchè non ci sta più, e quindi via tutto. E quindi io ho perso dei pezzi di passato che io però ricordo come me li ricordo io, quindi perfezionati e ritoccati dal Photoshop mentale. Quindi ho una visione del passato completamente lontana dalla realtà.
Un paio di settimane prima di scrivere questo post Max Pezzali aveva pronunciato esattamente queste parole (da me trascritte) nell'occasione del suo Storytellers su MTV. Erano parole che mi avevano fatto male, perché era come se stesse rinnegando il suo essere nostalgico (come me), o meglio, come se stesse giustificando il suo essere stato nostalgico ma dipingendolo come un errore; stava cancellando "Gli anni" e tutta la sua poetica nostalgica. Non era una novità: già l'anno prima, nell'album Time Out (per me il peggiore della sua intera discografia), aveva detto più o meno le stesse cose. L'incipit de "Il presente" ne è un esempio perfetto:
La memoria non racconta la verità
seleziona solamente ciò che le va
fa sembrare sempre più bello il prima del poi
un passato mitico che non torna mai

Qualche anno fa, mentre scrivevo il mio primo libro (quello autobiografico) ho usato il testo di quest'intervista per aprire il capitolo "We are the night", in cui raccontavo proprio di questo periodo. Devo dire che l'ho fatto inconsapevolmente: non ricordavo a quando risalisse l'intervista, e il fatto che l'abbia usato proprio per raccontare dei mesi di settembre, ottobre e novembre 2008 è una coincidenza. Ma l'ho fatto per un motivo ben preciso: faccio prima a ricopiare le mie parole sul libro.

Per capire se il periodo fosse davvero mitico, ho fatto ricorso alla consultazione delle fonti: ho riletto tutte le pagine scritte tra l’estate e l’autunno successivo, e ho recuperato tutte le conversazioni telematiche che avevamo in quel periodo. È impossibile, ovviamente, avere delle fonti dirette: quando parlavamo nessuno ci registrava, quando ci vedevamo nessuno ci filmava, e gli unici elementi a cui fare riferimento sono la memoria (più o meno labile e più o meno photoshoppata), le mie pagine ed il nostro carteggio. Così posso rispondere con certezza alla domanda “ma l’autunno del 2008 è stato davvero mitico per il rapporto con Ale?”, e la risposta è totalmente positiva.

Scrivo questo a distanza di dieci anni anche se non ho raccontato pienamente quei motivi (ne manca uno, forse il più grande, ma manca ancora qualche giorno) perché sempre dieci anni fa, giorno più giorno meno, io e Ale scrivevamo il nostro bilancio dell'estate. Il mio è molto lineare, organizzato, diviso in sezioni, eccetera. Il suo è caotico come caotica è l'estate che ha avuto.
Però, guarda che scherzi che gli ha fatto la memoria: per anni, mentre gli parlavo della "mitica estate 2008", lui mi diceva che per lui non era stata così bella, che aveva sofferto tantissimo, che per fortuna a fine autunno era arrivata la svolta che gli aveva cambiato la vita in positivo. Così mi ha detto per anni.
E invece, caro Ale, ho letto il tuo resoconto dell'estate e soprattutto ho letto il post che hai scritto prima di andare al concerto di Daniele Silvestri per l'inizio dell'anno accademico e quindi alla fine dell'estate, e l'hai definita "fantastica". Hai definito l'estate 2008 fantastica. Poi, con anni di sovrastrutture, l'hai definita dolorosa e tutto quanto. Lo è stato, per carità. Ma è stata anche fantastica.

Ricordati di ricordare (cit.).
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Predefinito Vuoto dentro

E' passato oltre un anno dalla catastrofe che ha colpito la mia vita. Questo mese sta per terminare, ma altri mesi davvero difficili sono alle porte.
E' passato oltre un anno, ma ancora tante forti scosse di assestamento sono in corso...Finiranno mai? Mi dicono che col tempo le scosse avranno un'intensità minore, ma ci saranno sempre...Forse non finiranno mai!
C'ho messo tanti mesi a rialzarmi e talvolta ho provato a ricominciare una nuova vita, ma senza successo. Avrei tanta voglia di ripartire, per cancellare tanta sofferenza, resettare tutto, azzerare tutto... ma ancora è troppo grande il vuoto che ho dentro. Spesso mi capita di non sentire dentro nulla, di non aver voglia di continuare, non aver voglia di fare nulla...come se nel mio corpo mancasse un organo vitale, come se non avessi più alcun obiettivo nella vita...A volte mi perdo tra i pensieri e quando mi riprendo e mi rendo conto di ciò che mi è successo, mi sento in un incubo, come se la catastrofe fosse successa ieri e non un anno fà...PERCHE' ancora mi sento così? PERCHE' provo ancora questo forte dolore? PERCHE' non riesco a ricominciare da zero con nessun'altra?
E' come se avessi voglia di svoltare, ma appena posso, mi sento mancare le forze, mi sento mancare qualcosa... Spero, anzi sono sicuro, che un giorno ricorderò questo momento come il peggiore della mia vita, ma sono altresì sicuro che lo ricorderò come passato, finito!
Si dice che il tempo cura tutto...io spero che riempia anche questo vuoto, cosichè possa avere tutto per ricominciare una vita...Il mio Secondo Tempo
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Predefinito il tuo secondo tempo

Finché un bel giorno tu non hai capito che
era l'ora di scegliere
cose e persone che ti succhiavano via
anche soltanto un grammo di energia
buttare tutto, buttare quello che fa male
o perlomeno buttare quello che non vale
non vale niente o non vale almeno un'emozione
se non vale ti devi sbrigare


Quel giorno non è ancora arrivato. Se fosse arrivato te ne saresti accorto. Sarebbe dovuto arrivare da un po' ma ancora non l'ha fatto. Arriverà.

Quanti armadi da svuotare, quante cose da buttare
che sembravano importanti e invece non ti servono
quante occasioni perse da recuperare
quante carte da giocare


Max Pezzali ha scritto questa canzone per un giro di boa dovuto all'età. Nel tuo caso non è tanto l'età quanto quello che è successo, ma non ci sono dubbi che il giro di boa arriverà. Resta soltanto quello che ti dicevo anche dieci anni fa (a proposito, più tardi da' un'occhiata qui): sei tu il padrone della tua vita, sei solo tu a poter decidere di svoltare. Non lo può fare nessun altro: né il tuo compagno di squadra di soccorso reciproco né le donne che ti ronzano in torno. Devi deciderti, e per deciderti devi decidere: finché non avrai deciso non ti sarai mai deciso.
Coraggio baruzzu!

(post scritto ascoltando Dreamt For Light Years In The Belly Of A Mountain degli Sparklehorse)
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Ultima modifica di gabo86 : 28-09-2018 alle ore 01.55.57
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Vecchio 28-09-2018, 02.13.36
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Predefinito

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Ultima puntata.
Visto che non ne scrivo da due mesi, riassunto delle puntate precedenti.

Gabo e Ale sono due cugini che d'estate dividono lo stesso complesso di villette. Ale ha sette anni più di Gabo, che si fanno sentire molto negli anni in cui, Ale sedicenne e Gabo di nove anni, passano le giornate d'estate ascoltando musica pienamente anni '90 e giocando all'Amiga di Ale con videogiochi che oggi sono ritenuti obsoletissimi. Dopo la rottura dell'Amiga e lo sfaldamento della completa unità familiare della "famiglia allargata", i loro rapporti diminuiscono d'intensità e frequenza per riprendere nel 2001 quando, Ale ventiduenne e Gabo quindicenne, decidono di uscire insieme in comitiva, condividendo così molti momenti anche al di fuori delle estati e delle rispettive famiglie. Resistono anche allo sfaldamento della comitiva e continuano a vedersi e frequentarsi e confidarsi e farsi troppe risate anche oggi.


Insomma, estate 2006. Un'estate terribile per te, spettacolare per me. Ma alla fine dell'estate ci siamo ritrovati comunque, come sempre, con i venerdì sera a casa tua, e le serate passate a giocare a Wipeout Fusion, sempre da te. Dopo il Natale, accadde che...che ricambiasti il favore che ti avevo fatto cinque anni prima. Io ti avevo accompagnato a Napoli, tu mi accompagnasti a Roma. Ovvio che ci sarei andato anche da solo, ma tu conoscevi un po' di quelle persone e ne avresti voluto conoscere altre, così andammo. Tralasciando le cronache del viaggio, sicuramente uno dei momenti più belli fu quando, sul treno che portava dalla stazione all'aeroporto, con la cuffia nelle orecchie sentimmo Cucchi pronunciare le magiche parole "l'Inter è campione d'Italia" e c'abbracciammo.

Poi beh, dopo il ritorno a casa, fu tutto tranquillo, con le nostre abitudini, ma l'estate 2007 avrebbe avuto un paio di momenti importanti.
Innanzitutto la rottura, in piena estate, della Playstation, e conseguentemente la fine (pare definitiva) dei tornei a Wipeout Fusion, che hanno veramente segnato la nostra vita (almeno quella che abbiamo passato insieme) dal 2003 al 2006.
Poi la scoperta del banacherino, e dei martedì, nonchè delle cugine, una delle quali...beh, non tocca a me raccontarlo, e poi lo sai quindi va bene così.
E poi il giorno prima della Supercoppa Italiana, quando...beh, quando c'eri tu in piena crisi universale e io in piena crisi etilica, e dovetti far finta di stare bene per aiutarti (per poi collassare una volta finito tutto). Lo so che tu ricordi questi momenti con angoscia, però io penso che vista da fuori, la scena di me e te coricati sul marciapiedi senza riuscire a rialzarci per colpa dei gin lemon che c'eravamo trincati, beh, secondo me faceva abbastanza ridere. Ovvio che non faceva ridere noi.
E un sacco di altri episodi che rafforzarono la nostra amicizia.

Poi finì l'estate, e si tornò alle abitudini. Ricordo del concerto di Max Pezzali, in cui tu eri uscito ad "estorcere un'uscita" alla mancata tagliatrice di cordoni ombelicali, e poi un sacco di serate insieme fino a dopo Natale.

Già. Perchè un altro spartiacque è stato quel giorno lì che io mi ricordo benissimo che giorno era ma non te lo dico per non farti venire in mente brutte cose. Ecco, quel giorno io ebbi paura per te, non tanto quel giorno ma piuttosto i giorni e le settimane e forse i mesi successivi, durante i quali eri come...boh, assente. Non solo sul forum, anche nella vita. Ricordo che un pomeriggio venni a piedi a casa tua (a Catania), feci tre quarti d'ora di strada a piedi, e poi c'eri tu che non mi cagavi perchè eri con lo sguardo spento, annientato. E io l'ho maledetta.
Poi si è aggiustato tutto e sei tornato alla vita, quest'estate.

E di quest'estate sappiamo tutto.

E di noi sappiamo tutto.


Tu non hai idea da quanti anni è che volevo raccontare questa storia. Ma anche prima di iscrivermi al forum.
E' una storia che sembra come tutte le altre, ma forse perchè ci siamo noi in mezzo mi sembra così...boh, eccezionale.

Questa settimana sto ascoltando un sacco di musica elettronica, alternando quella tranquilla a quella più pesante. Ieri era il turno delle colonne sonore dei vari Wipeout.
E se quella del primo mi ha riportato indietro all'estate 1998 (e solo a quella), e al nostro tentativo di "superare" la crisi, quella di Wipeout Fusion mi ha fatto ricordare le serate/nottate a casa tua a contare i punti, le eliminazioni, ad insultarci e, mentre sfrecciavamo a 1000 all'ora, a raccontarci le nostre vite.
Come sempre.

Ci vediamo stasera.
Come sempre.

Gabo
Ho finito di raccontare la nostra storia proprio mentre viveva il nostro capitolo più esaltante. Inutile raccontare adesso cos'è successo nei dieci anni successivi.
Voglio invece sottolineare una cosa. Cioè che "ci siamo sempre stati". L'abbiamo fatto quando le cose andavano bene, l'abbiamo fatto quando le cose andavano male. L'abbiamo sempre fatto. E la cosa vale a maggior ragione adesso.

Rileggendo questo racconto vorrei scuotere il Gabo che l'ha scritto e dirgli "ehi, aspetta un paio di giorni e guarda come dovrai ricrederti" in relazione alla "fine (pare definitiva) dei nostri tornei a Wipeout Fusion". Il meglio doveva ancora arrivare, e forse il meglio deve ancora arrivare sempre. Allo sesso modo vorrei scuotere il Gabo che un paio di mesi dopo ha scritto un post, e lo farò a suo tempo.

Per ora, rileggo la nostra storia. I dieci anni successivi sono stati sicuramente meno "turbolenti" di quelli raccontati fino ad allora, ma ne è valsa la pena.
Anche perché ora, e con ora intendo l'ultimo anno, siamo riusciti a dimostrarci chi vale veramente.
Noi
(mentre il mondo va)
noi
(in velocità).
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Vecchio 28-09-2018, 02.40.18
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Predefinito ti ho fregata (ma a che pro, poi?)

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Vecchio 29-09-2018, 22.35.35
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Predefinito ti vedo scritta su tutti i muri, ogni canzone mi parla di te

I see you in the service station sign
I see you in the supermarket line
I see you silhouetted on a wall
But I don’t see myself there at all

[...]

I see you in the roofless sombre sky
I see you when the lovers stop outside
I see you silhouetted on a wall
But I don’t see myself there at all

I see you in the sweetness of our child
I see you in the supermarket aisle
I see you when I’m kneeling on the floor
But I can’t see myself anymore
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Vecchio 01-10-2018, 02.42.57
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Predefinito il sogno a matrioska al quadrato

Mi è capitato un paio di volte di fare un sogno a matrioska, ovvero sognare di stare sognando, svegliarmi dal primo sonno ed essere convinto di avere sognato e di essermi ancora svegliato quando invece ero comunque in un altro sogno. Stanotte, però, ho sognato di sognare di sognare.
Cioè: ho fatto un sogno, che riguardava il figlio di Ale. Mi sono svegliato e ho telefonato ad Ale per raccontarglielo, solo che anche questo era un sogno. Così mi sono ri-svegliato e ho realizzato di aver fatto un sogno a matrioska, e ho telefonato ad Ale per raccontargli di questo fatto rarissimo. E invece anche questo era un sogno: quando mi sono svegliato per la terza volta ero finalmente nella realtà, dopo tre sogni annidati uno dentro l'altro.
E poi di pomeriggio ho sentito Ale ma non gliel'ho detto. Non si sa mai, magari mi svegliavo ancora.

(post scritto ascoltando Jazz Italiano Live 2006 di Stefano Bollani)
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Vecchio 01-10-2018, 03.05.47
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Predefinito tanto non leggerai mai, e poi non ti interesserebbe

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Ma questo è stato il regalo più bello che io abbia mai ricevuto per qualsiasi onomastico. Qualsiasi. Ho ancora le lacrime agli occhi, in realtà probabilmente domani o dopodomani il regalo sarà sfruttato al 100%, ma già stasera mi ha emozionato tantissimo, accidenti.
Sì dai, mi prometto che un giorno ti dirò tutto questo e così saprai quanto mi hai reso felice stasera.
Ciao Marti,
sono passati dieci anni e mi sono accorto che non ti ho mai detto di quanto tu mi abbia reso felice con quel regalo. Ne approfitto e lo faccio ora.
Tutto era partito cinque anni prima. Io e te avevamo iniziato ad uscire insieme, da soli o con gli altri SQUOT, e tu mi avevi "prestato a tempo indeterminato" (leggi: regalato) il promo per i negozianti di Wipeout Fusion per PS2. A te non piaceva e a me sarebbe piaciuto tanto averlo, perché mio cugino Alessandro nel frattempo aveva comprato una PS2 e avremmo potuto giocarci (altri cinque anni prima era stato lui a farmi conoscere il primo gioco della serie, e poi io mi ero affezionato anche ai seguiti mentre lui ne era rimasto estraneo). Così ci giocammo dal settembre 2003 in un torneo che durò anni.
Nell'estate 2007, però, la PS2 di Ale si ruppe, e così smettemmo di giocare a Wipeout Fusion. Era un'istituzione che veniva meno, e io ci rimasi malissimo. Ma continuammo a legarci. Finché, all'improvviso, hai fatto capolino di nuovo tu.

Quella sera ero tristissimo. Eravamo stati tutti nella mia casa in campagna (ribattezzata "squotteria" per le nostre serate insieme) e io ti avevo accompagnato a casa non sapendo quando ti avrei rivisto: stavi per partire per Roma, dove saresti rimasto mesi per studiare e specializzarti. Quella permanenza a Roma ne generò una, più lunga e più lontana, a Valencia, per poi vederti tornare a Catania definitivamente e con le pive nel sacco.
Ma insomma, ero tristissimo, e non ricordo bene come sia partito il discorso. Non ricordo se sia stato io a chiederti "ma ti porti la PS2?" o se tu mi abbia detto "vuoi la mia PS2? Tanto non me la porto" fatto sta che ne approfittai e la presi. Era un sogno che si realizzava, finalmente io e Ale potevamo tornare a giocare al nostro Wipeout Fusion. Anzi, al "tuo" Wipeout Fusion, perché eri stato tu a prestarmelo per sempre.

Inizammo a giocarci qualche giorno dopo, in una bellissima serata di cui ricordo ogni dettaglio (e che ho raccontato anche qui, quindi tra qualche giorno ci sarà quel post da quotare). E poi l'abbiamo fatto intensivamente fino a fine novembre, e da lì in poi molto più raramente, per motivi che mi toccherà raccontare.

L'ultima partita a Wipeout Fusion è stata a pochi giorni dal suo matrimonio. Pensavamo che la "storia" fosse finita, ma è ricominciata dopo qualche mese con una PS3 e con Wipeout HD. E questa storia non è ancora finita.
Non è ancora finita.
Ce n'è ancora una cifra.

PS grazie Marti.
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Vecchio 02-10-2018, 02.20.26
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Predefinito ninna nanna

Poco dopo essermi iscritto al forum, chiesi consiglio ai forumisti per un cd che volevo fare per la mia migliore amica di allora, quando masterizzare compilation personalizzate aveva ancora un senso. Mi furono suggeriti molti pezzi che non conoscevo e che inserii, e uno di questi era Ninna Nanna dei Modena City Ramblers, di cui misi la versione dal vivo a chiusura del disco. Per la cronaca, il disco piacque molto alla ricevente, con l'eccezione proprio di quella canzone.

Per me quella canzone ha sempre parlato di amicizia, e nella fattispecie di un'amicizia tra uomo e donna. Un uomo e una donna che si vedono raramente, divisi da distanze geografiche difficilmente sormontabili, e che si augurano il meglio a vicenda. Lui, in particolare, le augura di avere qualcuno che le scaldi il letto la notte. Non è meraviglioso? Non è meravigliosamente disinteressato?
Proprio per questo suo disinteressamento, ho sempre pensato che la canzone parlasse di due amici. Invece alcune persone con cui mi sono confrontato in seguito mi hanno detto che secondo loro è una canzone rivolta alla propria ex. L'ho sempre trovato inconcepibile, in realtà, perché non ho mai pensato che si possa augurare alla propria ex di trovare qualcuno che riscaldi il letto. Non è detto che si debba serbare rancore come in TPS degli 883, ma magari neanche essere troppo accondiscendenti. Io, almeno, l'ho sempre pensata così.

E ieri mia sorella mi ha raccontato del suo "ragazzo gitano col violino", e chissà, magari anche lei è la protagonista di questa canzone. Questa canzone mescolata con "Ragazzo dell'Europa" della Nannini.
E comunque, anche mia sorella a modo suo è figlia unica.

(post scritto ascoltando Jazz Italiano Live 2006 di Stefano Bollani)
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Predefinito yes news is good news

Ogni tanto ci vuole.
Ci vuole un po' di soddisfazione per il lavoro fatto finora e che adesso aumenta in intensità e importanza, e soprattutto un riconoscimento anche economico per la cosa.
Forse è stata solo una botta di culo, ma adesso Vero ha un contratto per tutto l'anno scolastico con la cattedra piena, e in questi mesi necessariamente onerosi avremo un po' di ossigeno.
Essere contenti per l'altra persona come e forse più di quanto lo si sarebbe per sé: forse è anche questo l'amore.

(post scritto ascoltando Zaireeka di The Flaming Lips)
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ogni tanto ci vuole.
Essere contenti per l'altra persona come e forse più di quanto lo si sarebbe per sé: Forse è anche questo l'amore.

(post scritto ascoltando zaireeka di the flaming lips)
sono assolutamente d'accordo!
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Predefinito però Giovanna io me la ricordo

Oggi ho letto che Vasco Brondi smetterà di utilizzare lo pseudonimo "Le luci della centrale elettrica". La notizia è di per sé indifferente, lo è ancora di più per un artista che non ho mai apprezzato né per il quale ho avuto mai interesse.
Però leggendo un'intervista che riassumeva la sua carriera mi è tornata in mente Giovanna, che lo/li ascoltava sin dal primo minuto.

Giovanna è una delle migliaia di utenti che sono passati da questo forum, hanno lasciato le loro tracce e si sono dileguati. Nel suo caso non è stata una presenza così fugace: ha scritto qualche migliaio di post, e credo abbia legato con qualcuno. Con me di sicuro.
Ha legato anche se non ho mai capito cosa la attirasse (amichevolmente) di me: io, più grande di lei e "noioso", come lei stessa mi definiva. Lei invece era un'adolescente inquieta, pronta a raccontarmi i turbamenti legati all'età e le sue sbronze notturne, che contrastavano con le mie serate passate a giocare o a guardare film con gli amici. Ogni tanto ascoltavamo musica "insieme", grazie alla condivisione della musica di msn: lei insisteva con gli Afterhours, io coi Primal Scream. Tuttora un pezzo come Blood Money mi ricorda di lei.
E mi ricorda di lei il primo disco de "Le luci", quello autoprodotto, e lei diceva che il secondo (nonché il primo ufficiale) era già "troppo commerciale". Leggeva il blog di Vasco Brondi, una specie di flusso di coscienza illeggibile (per me), e lo adorava.

E poi il vento del tempo ci ha soffiati via.
Non ho idea di come ricontattarla, il suo nome e cognome sono comunissimi e probabilmente la mail che usava quando ci sentivamo su msn sarà in disuso (lo è anche la mia, in effetti).
Non passa qui da anni.

Però ci penso, a lei e a tutte le meteore di queste pagine azzurre.

(post scritto ascoltando At War With The Mystics di The Flaming Lips)
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
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