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  #7501  
Vecchio 12-10-2018, 00.45.09
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Poco fà ero nel letto con mio figlio e lo guardavo giocare con una piccola astronave. E mi sono commosso. Certo, è un pò strano, ma ho pensato a cosa gli passa per la testa in questi anni...ma sopratutto a cosa potrà pensare tra quache anno.
Ho provato allora ad immedesimarmi in lui, ma la cosa "triste" e che non posso farlo. Non posso farlo perchè nella mia famiglia, compresi zii ed i cugini che vivono nella mia stessa città, non c'è un caso familiare analogo. Noi cugini siamo cresciuti con mamma e papà, non sappiamo cosa comporti una vita diversa. Quindi non sò quali difficoltà dovrà affrontare tra qualche anno, non potrò dargli consigli, non potrò essere un riferimento come avrei voluto...anzi, molto probabilmente sarò visto come la causa dei suoi malesseri, delle sue difficoltà e non potrò nemmeno dire che non è così.
Sembra banale, ma è così..e non posso farci nulla, non esiste una soluzione, un rimedio, a meno di sacrificare la mia intera vita per una persona che invece non si alza nemmeno dalla sedia per rimediare agli errori fatti. Non pensavo mai di dover fare una scelta così difficile, qualunque sarebbe stata la mia scelta avrei dovuto rinunciare a qualcusa di grande. Io spero invece che mio figlio possa superare le difficoltà senza soffrire troppo, crescerà più velocemente di molti suoi coetanei, ma spero che avrà la forza necessaria per farlo. Io nel mio piccolo farò di tutto per aiutarlo.
E sono sicuro che un giorno capirà la mia scelta...spero che un giorno mi capirai.
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a cugini uguali corrispondono donne uguali

chiudi gli occhi e abbracciami forte...
e ti proteggerò da ogni cosa vorrà farti del male
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  #7502  
Vecchio 13-10-2018, 02.53.30
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Predefinito ed era solo l'inizio

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Ho scalato l'Etna, oggi dal versante sud-est. Non fino in cima, ovvio. Trentacinque chilometri di salita costante, senza mai una sosta, se non per riempire la borraccia dalle fontanelle di cui ho una mappa in testa per non restare mai a secco, oppure per cambiare playlist dall'iPod. A proposito di musica, ho ascoltato la "trilogia del pop perfetto" (Iperbole, Ouch e Passeggeri Distratti, tutti e tre di Raf), La Fantastica Storia Del Pifferaio Magico di Bennato (a cui dedicherò un post perchè m'ha fatto venire delle riflessioni) e, scendendo verso casa, La Prova di Raf (il suo disco rock, per confermare la mia "regola" sull'ascolto della musica in bicicletta, ovvero: musica lenta in salita, musica ritmata in discesa).
E' stata una salita massacrante, ma stupenda. Sono partito dal mare, dove sto io, e sono arrivato a vedere il mare da lontano e soprattutto dall'alto. Le macchine, onnipresenti all'inizio, alla fine non c'erano più.

Sono passato da un bel po' di posti: l'Ottobrata (sagra) di Zafferana (l'anno scorso eravamo lì e mi aveva detto di essere dipendente da me, e poi m'aveva dato un gran bel bacio - a distanza di un anno, mi viene da piangere), il punto da cui, a Milo, abbiamo guardato la lava (con un'altra persona) prima del fatidico bacio, e poi la fontana che segna il mio punto d'arrivo (dopo una salita, lo ripeto, massacrante).

Ora urge riposo, ma la mente è libera. Il sudore ha lavato l'anima dal male, un po' come la danza della pioggia.
Cioè, io dieci anni fa dicevo che la salita che arriva a Fornazzo era "massacrante". Capisco perché lo dicevo: era il mio obbiettivo da sempre, soltanto nel 2003 ero riuscito ad arrivare a Fornazzo (ma da San Giovanni La Punta, perché da Catania c'avrei messo ancora qualche anno) e soltanto dal 2007, con la bici nuova, riuscii ad arrivarci regolarmente senza problema. Eppure la reputavo "massacrante": non erano proprio trentacinque chilometri, mi fidavo troppo della segnaletica per strada e non avevo ancora utilizzato app (che non esistevano), e adesso ho controllato e sono poco più di ventotto, ma va bene. Era quella salita, era la mia salita. Per anni l'ho definita "la mia salita lunga preferita", perché quella breve è quella di Ficarazzi, e lo è ancora.
Fornazzo era un punto d'arrivo. Arrivavo dopo poco meno di due ore di salita, riempivo la borraccia con l'acqua più fresca e buona del mondo (complice la fatica) e tornavo indietro. Con la musica rock per le discese, ovviamente, solo che Journal For Plague Lovers dei Manic Street Preachers non era ancora uscito e quindi il disco perfetto per le discese era quell'altro capolavoro di Raf.

Solo che Fornazzo in teoria è anche un punto di partenza. Da lì parte la salita (codificata prima su salite.ch, cioè la bibbia dello scalatore, e recentemente dal Parco ciclistico dell'Etna) che arriva al Rifugio Citelli. Era quello il mio obbiettivo vero, ma non avevo il coraggio di dirlo, neanche a me stesso. Troppo lontano, troppo lungo. Arrivavo già a fatica a Fornazzo, come avrei potuto fare altri sedici chilometri di salita, persino più dura?
Così, la prima volta imbrogliai. Ormai arrivare a Fornazzo era una routine, anche con la nuova bici che avevo comprato per Catania (nel frattempo la mia vecchia bici nera era stata portata a Padova), e questa nuova bici era ed è ancora pessima per le salite: tuttora, quando arrivo in cima, gli altri ciclisti mi guardano come se fossi un alieno. "Non pensavo si potesse arrivare qui con una bici come la tua", mi ha detto l'anno scorso un ciclista attempato ma ben attrezzato.
E insomma, la prima volta imbrogliai. Era il 2012: resi la bici, la misi in macchina, andai in macchina a Fornazzo e partii da lì, saltando il tratto Catania-Fornazzo, che avevo percorso mille volte ma oltre il quale non mi ero spinto. Arrivai al Citelli senza problemi ma non me la sentii di dire che ce l'avevo fatta. Non ce l'avevo fatta, farcela sarebbe stato diverso.
Ce la feci, però, l'anno dopo. Partii in bici da Catania, arrivai a Fornazzo, riempii la borraccia di acqua fresca e ripartii in salita. Arrivai distrutto, stavolta davvero, ma felice. Era la prima volta che c'arrivavo seriamente, e fu una grandissima soddisfazione. La ripetei negli anni successivi, una volta con Ciccio e un'altra con Gaetanello, e tra tutte le salite che salgono sull'Etna è ancora la mia preferita (nonché l'unica che ho percorso tre volte).

Adesso andare a Fornazzo e tornare indietro mi sembra uno spreco. L'ho fatto l'anno scorso, con Ale, e siamo tornati indietro per manifesta stanchezza (sua). Mi andava bene, avrei fatto la salita completa qualche giorno dopo con suo fratello, ma da solo mi sarebbe sembrato uno spreco.
Eppure dieci anni fa dicevo di essere "massacrato". Forse sono più allenato di allora.
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  #7503  
Vecchio 13-10-2018, 03.11.57
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Predefinito 8(max pezzali)

Avrei potuto prendere la bicicletta e percorrere strade già percorse cercando di ricreare situazioni interiori lontane anni luce, e sarei potuto restare a casa per protesta.
Ma invece sono qui, perché sono stanco di dire "no" a crescere, come cantava Max Pezzali in una di quelle canzoni inevitabilmente di transizione tra gli 883 e la carriera solista. Sono qui e c'erano tutti i presupposti affinché ascoltassimo il nuovo album dei Subsonica, con un primo ascolto condiviso accompagnato anche dalle note della stessa band che spiega traccia per traccia.
C'erano, ma non è successo. E così mi trovo ad ascoltare elettronica astrattissima in attesa che il "mio" divano si liberi per andare a dormire.

(post scritto ascoltando Four Forests di Part-Sub-Merged)
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Vecchio 14-10-2018, 00.41.05
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Predefinito who can you trust?

Curly disappoints me once again
the record remains unheard
while she screams at me and does not listen
as she is the same that she says to me
then she forgot about her promises
and did not deserve my trust

Straight gave me the keys of her secret journal
which I had read, but she was unaware of it
and I found more than I had found before
on whichever secret journal I'd ever read
I placed a bet on her
and she gave me her trust

Blonde does not know what to do with me
I knew, but I didn't do it
I didn't take that ride
but maybe I should have done it
I know why she does not know what to do
because she lost her trust

Eyes climbed a mountain today
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  #7505  
Vecchio 14-10-2018, 00.42.13
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Predefinito non sono un cantautore, questo è logico

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  #7506  
Vecchio 14-10-2018, 00.58.39
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Predefinito un'altra me

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Syria - Canzone D'Odio


Io ti odio, quando non mi vedi
quando mi consumi, quando non ti credo
Io ti odio quando in un istante prendi le distanze
e mi ritrovo sola
Io ti odio, senza reticenze, senza resistenze
con un senso di abbandono

Questo è il mio di odio
un fatto personale, non un argomento di cui conversare
questo è il mio di odio
niente di speciale, niente di sensuale
non fa stare male, è solo puro odio
e vibra nelle mani, brucia se mi lasci
ma strazia se rimani

Io ti odio, quando non ti sveli
quando mi colpisci e non ho difese
Io ti odio, sulla piaga il sale
del mio sentimento risentimentale
Io ti odio, è un atto di coerenza
la mia roccaforte, la mia resistenza

Questo è il mio di odio
un fatto personale, non un argomento di cui conversare
questo è il mio di odio
niente di speciale, niente di sensuale
non fa stare male, è solo puro odio
e vibra nelle mani, brucia se mi lasci
ma strazia se rimani
Generalmente so benissimo perché abbia iniziato ad ascoltare un particolare disco o artista; per Syria, però, lo ignoro. So solo che è successo esattamente dieci anni fa, ed è successo solo per un album, il più inusuale della sua probabilmente trascurabile carriera, quello in cui ha reinterpretato canzoni "indie" italiane (e l'indie italiano di dieci anni fa non aveva niente a che vedere con la spazzatura di oggi).
Questo disco è diviso in due. Ho iniziato ad ascoltarlo in quel periodo e l'ho condiviso con due dei tormentoni di quel periodo: lè e Carola. Con lè ho condiviso le canzoni più affettuose, quelle più piene di speranza e di aspettative, quelle legate a dei sentimenti positivi; con Carola, invece, ho condiviso quelle più piene di preoccupazione, di rancore o comunque in generale di sentimenti negativi. Lè sapeva tutto della mia condivisione con Syria (anche perché tendevamo a condividere veramente tutto), mentre Carola ignorava questo come ignorava praticamente qualsiasi cosa che mi passasse per la testa in quel periodo.

Questa canzone era per lei. La trovo ancora perfetta per quel momento, per quella sensazione che provavo. Del resto un po' di tempo dopo, quando si sono chiarite le circostanze della storia, ho detto a me stesso una cosa che ribadisco ancora oggi: è l'unica persona che io abbia veramente odiato.
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Vecchio 14-10-2018, 01.02.29
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Predefinito siamo nelle mani di nessuno

Sarei potuto non uscire in bici, avrei potuto prendere un'altra strada, avrei potuto trovare alzato il passaggio a livello e allora sarei andato da una parte anziché dall'altra per evitare di aspettare, avrei potuto prendere altre mille direzioni, bivio per bivio, e invece ho preso esattamente la strada che mi ha portato a forare la ruota.
Non era scritto da nessuna parte che dovesse succedere, eppure è successo: bivio dopo bivio, passaggio a livello dopo passaggio a livello, decisione dopo decisione, il mio destino si è compiuto, sotto forma di buca nell'asfalto che mi ha fatto forare la ruota e rovinato l'umore per il resto della giornata.

E così voi continuate pure a credere nel vostro dio o nel vostro destino, che poi è la stessa cosa. Io continuo a prendere bivi, a scegliere la strada da prendere, e magari a sbagliare e forare la ruota.

(post scritto ascoltando The Wave di Tom Chaplin)
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  #7508  
Vecchio 14-10-2018, 01.14.29
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Predefinito "c'era chi amava ancora nonostante il male"

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Io non ho idea di come ci si senta quando si sa che il proprio padre sta per morire. Non ne ho idea. Probabilmente ci si sente autorizzati ad essere capricciosi anche se capricciosi non lo si è stati mai. E le persone che stanno accanto devono assecondare i capricci.
Ecco perchè ho accettato l'iscrizione a quel sito del cavolo. Piagnucolava via sms, ed ho accettato. E va bene. Contemporaneamente anche da un'altra parte arrivavano richieste in tal senso, e ok, mi sono iscritto. Ora, tutto questo mi fa terribilmente paura. Ho spulciato tra le liste amici (il fatto che siano pubbliche è raccapricciante), e tra le liste amici degli amici, e tra le liste amici degli amici degli amici. Per carità, è carino che ci si possa tenere in contatto con persone che credevi perdute nel gioco del mondo, ok, ma un conto è tenersi in contatto, un conto è consentire a queste persone l'accesso ai propri fatti. Lo trovo raccapricciante. In due-tre salti ho trovato due mie compagne delle elementari di cui non ho notizie da allora, e una delle quali vive dall'altra parte dell'Italia. E allora? Allora per me non esiste che gente che non c'è più nella mia vita ci torni, e per giunta da questa porta assurda.
Tutto il mondo sembra essere dipendente da 'sto coso. E allora? A me non piace, non mi piace l'idea che ci sto dietro. Non accetto richieste d'amicizia, ne ho accettate giusto due perchè mi sentivo in dovere di farlo.
Anche se il mio terrore gigantesco, che mi ha causato non poche angosce oggi, è quello che potrebbe derivare dalla (ovvia) richiesta d'amicizia reciproca. Ora sono amiche, ok. E allora? Si scriveranno? Si racconteranno le loro vite? Parleranno di me? Io non ce la faccio, mi sento male solo al pensiero. Cavoli, il passato ed il futuro che parlano del presente. E' allucinante questa cosa.
Oltretutto, i concetti in base alla quale si richiede l'"amicizia" sono assurdi.

Come si fa a mandare una richiesta d'amicizia virtuale nello stesso periodo in cui si è ritirata quella reale? Cioè, capisco che faccia figo avere centomila amici nella lista, e ok, ma...perchè mandare la richiesta d'amicizia a persone che ormai inesorabilmente (si pensa) si stanno separando? Cioè, cosa manda a fare la richiesta d'amicizia? Tanto io non l'accetto. Non l'accetto perchè non potrei mai pensare di essere lì tanto per "fare numero". E poi non l'accetto perchè non deve assolutamente accedere alla mia pagina personale. Non deve sapere cosa mi scrivo con l'altra gente. A parte che non scrivo niente (e infatti proprio ora è in corso una splendida litigata via sms - non con lei - sul fatto che io mi rifiuto di usare questo sito del cavolo come andrebbe usato), ma comunque...io non la voglio nella mia vita, maledizione!

Già, eccoci al famoso punto. Devo essere sincero: è un bel po' (dall'inizio dell'estate) che speravo che tra noi finisse. In realtà per farla finire tra due persone è molto semplice: basta andare dall'altra persona e dirle "senti ciccia, non mi va più di vederti". Certo, peccato che qui c'è Mr. SensiDiColpa che MAI farebbe una cosa simile, perchè MAI vorrebbe essere ricordato come il distruttore di qualcosa di così importante e duraturo. Ora, la distruzione è necessaria, ce ne siamo accorti entrambi. Io sono contento che tutto questo stia finalmente accadendo, e soprattutto non sta assolutamente accadendo per colpa mia (sta accadendo per la sua cieca gelosia e per il suo essere stata - parzialmente - spodestata dal suo piedistallo). Ma...perchè proprio in questi giorni è dovuta arrivare tutta sta roba qua?

Che poi, diciamocelo: io quando si tratta di parlare "in diretta" (non con sms o cose simili) sono abbastanza imbranato e non riesco assolutamente a fare quello che vorrei. Non per debolezza, perchè io le cose le dico come vanno dette: però più che altro non riesco a comunicare bene le sensazioni, e allora alla fine non riesco mai a far mettere il punto alla fine dei discorsi. Insomma, ora niente dipende da me. Si farà sentire. Ci vedremo. E io a quel punto dovrò fare la più grande recita della mia vita: dovrò interpretare il ruolo della persona che "ci sono rimasto male per come ti sei comportata, che non riesco più a vederti come prima". Palle. Io la potrei benissimo vedere come prima. Solo che devo fare il possibile per chiuderla qui, perchè è la cosa più giusta per la mia vita, ne sono sicuro. Devo fare il deluso quando sono soltanto triste.

Insomma, i fronti aperti sono due:
E. e G. in contatto tra loro;
C. e la fine annunciata ma non ancora avvenuta.

Risolti questi due problemi, potrò veramente essere l'uomo più felice del mondo.

Intanto mi attendono sorrisi per stasera, spero.

Dimenticavo: spero che l'arrivo dell'"estate" non cambi niente tra noi.
Facebook. In questo post parlavo di Facebook.
Non avevo idea che potesse durare così tanto. In fondo le "mode informatiche" hanno sempre avuto una durata limitata nel tempo, incluse quelle di cui ho usufruito (penso al forum, che esiste ancora ma viene usato pochissimo, e penso a msn che non esiste neanche più) ma Facebook continua ad esistere, e anzi, governa/controlla in maniera più pervasiva le nostre vite. Io continuo a farne un uso limitatissimo, però è inutile nasconderlo: ci sono anch'io.

E quando ho scritto questo post ero particolarmente turbato. Mi turbava il fatto che Grazia mi avesse costretto ad iscrivermi (che cattivo però che sono stato a scrivere quella prima frase, soprattutto sapendo cos'è successo otto giorni dopo) e il fatto che lei ed Erika avessero stretto amicizia. C'era Grazia la prima sera in cui sono uscito con Erika, è vero, ma non capivo perché dovessero tenersi in contatto. I contatti, poi, durarono veramente poco: dopo qualche giorno mi cancellai e le due non si sentirono mai più.

Però questo post è importante perché parlavo di un tema affrontato anche in altri post che però finora non ho quotato: il mio odio per Carola e, soprattutto, la mia ritrosia nel fare qualcosa di negativo.
Il punto è che, come scrivevo chiaramente, non volevo essere ricordato come quello che aveva fatto finire la nostra amicizia. Ed è una cosa assurda, perché io per tutta la mia vita, prima e dopo quel periodo, ho sempre preferito "mollare" e non "essere mollato". Mollare è una scelta consapevole, essere mollato è una scelta altrui che si subisce. Però in quel caso non volevo mollare, non volevo essere ricordato come il mollatore, preferivo subire la cosa, anche perché era quello che volevo. Perché io volevo già che tra di noi finisse, ma speravo che fosse lei a fare il gesto finale.
Questa è una delle cose che, in maniera molto diversa, mi porto ancora oggi addosso. Uno dei doni negativi che l'unica persona che io abbia mai odiato in vita mia mi ha lasciato.

E così ho subito ancora un anno di sensazioni negative. Di altalena emotiva. Di una sorella, la sua, che non sapeva cosa fare con me.
E io con lei, e col nostro punto di domanda.

Che periodo. Lo considero il mio autunno perfetto, però cavolo, c'erano delle follie niente male.
Il racconto continua, contateci.
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Predefinito the figure eight inside out is infinity

Era una sera della terribile estate 2007 ed ero con la mia famiglia nella casa al mare che avevamo affittato nelle precedenti quindici estati. Dissi a mia mamma che sarei andato a fare una passeggiata da solo, sulla spiaggia, ed è quello che feci, ma mi inoltrai più avanti, sugli scogli, fino ad arrivare alla grotta. Era un po' un modo di chiudere un cerchio: due anni prima avevo letto lì Oceanomare di Baricco su suggerimento di una persona che un anno dopo sarebbe venuta a trovarmi e che avrei portato a vedere proprio quella grotta. Ma adesso, un altro anno dopo, quella persona aveva deciso di fare a meno del nostro rapporto, e così andai lì in piena serata per "salutarla". Tornai lì, non "lì dove tutto è nato" (perché quello è qui, e con qui intendo "qui") ma lì dove si è scritta una pagina a distanza e poi una pagina senza distanza. E poi una pagina di distacco.
Per chi l'ho fatto? Per me. Non avevo nessuno a cui dimostrare niente, non avevo nessuno a cui dire cosa stessi facendo. Non lo dissi neanche a lei, non avrebbe avuto senso. Lo feci per me, e basta. È bello fare delle cose per sé.

Sono state giornate piene di bivi, ciclistici e non. Ho cambiato idea mille volte su come e dove ascoltare il nuovo disco dei Subsonica, e alla fine oggi ho trovato la quadratura del cerchio. Sarebbe stato inutile ripercorrere le stesse strade, così ho preferito ripartire da lì. Proprio da lì dove era finito il precedente disco. Se mi ricorderai, finiva così. Un dubbio pieno di dolore, in fondo.

Finito il mio penultimo concerto dei Subsonica parlai con uno dei miei compagni di concerto e gli raccontai una storia che mi riguardava e soprattutto lo riguardava, una storia legata ai Subsonica e a una donna con cui eravamo stati entrambi. Ridemmo un sacco, e poi mi ricordai delle loro tracce lasciate qui, e la loro fissa per le panchine.

Ho ascoltato la prima canzone del disco sulla panchina nel tentativo di creare un cortocircuito. Ed è stato così violento che nei tre quarti d'ora successivi sono stato come anestetizzato e non ho capito niente. Ho avuto l'impressione che non mi sia piaciuto, ma magari è solo un'impressione, o magari è proprio brutto, o magari è soltanto ostico e necessita di più ascolti. Di certo non è immediato, ma va bene così.

Ogni volta che i Subsonica iniziano a scrivere e registrare un album lo chiamano con il "numero di disco", salvo poi cambiare titolo al momento della pubblicazione. Stavolta no, stavolta 8 si chiama 8 per dare un senso di circolarità. Del resto la bellissima prima canzone del più bel disco della mia band preferita (e quindi forse il mio disco preferito di sempre) dice appunto che "la figura 8 rovesciata è infinito".

(post scritto ascoltando By Any Other Name dei The Future Sound Of London)
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Predefinito noi due, altri dieci anni dopo

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Nel frattempo ci siamo diplomati, lui si è laureato, io spero di farlo a breve, abbiamo cambiato un po' di ragazze, e le ragazze hanno cambiato un po' di noi, io ho fatto della bicicletta il mio mezzo di locomozione quasi universale e lui ha abbandonato la moto come mezzo di locomozione, ha cambiato macchina. abbiamo fatto una gita con la scuola e cinque viaggi tra amici insieme, è andato a studiare a Roma ma saltella tra qua e là, abbiamo scoperto un sacco di musica insieme, siamo stati ad un sacco di concerti insieme, anche dall'altra parte della sicilia, abbiamo suonato insieme, abbiamo passato molti splendidi momenti degli ultimi cinque anni insieme.

Cinque anni dopo.

Parcheggiati nello stesso posto di sempre, con l'acqua che scorre e la radio a basso volume in sottofondo, a parlare, ad interrogarci, a cercare di capire cosa vogliamo dalla vita.
Forse non lo sapremo mai.
Ma chiedercelo è il primo passo.

Cinque anni dopo...incredibile. E io che pensavo che certi momenti non sarebbero mai potuti ritornare.
Nel frattempo lui è andato a vivere a Valencia con una spagnola per poi tornare a Catania con le pive nel sacco, ha iniziato (o meglio, continuato) a rimbalzare di ragazza in ragazza mentre io ne conoscevo una, mi sono laureato e mi sono trasferito nella città di questa ragazza, mi sono ri-laureato, lui ha iniziato a puntare molto sulla sua attività lavorativa e adesso è un professionista affermato, si è sposato e nel frattempo abbiamo visto altri concerti e ascoltati altri dischi e fatto altri viaggi e tutto il resto.

E in questi dieci anni è capitato ancora di trovarci a parlare sotto casa mia, con l'acqua che esce dalla cisterna e la musica funk che passa in sottofondo. Adesso capita un po' di meno, visto che tra noi si è infilata prima la distanza e poi una moglie, la sua, che è tutto un programma.
Mi dispiace moltissimo com'è andata tra lui e tutto il resto degli amici, che io frequento regolarmente e lui invece no. Ma tra me e lui c'è comunque qualcosa di forte, qualcosa che supera i chilometri grazie anche alle basse frequenze.
Anzi, soprattutto grazie a quelle.
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Vecchio 16-10-2018, 17.15.22
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Predefinito i messaggi in bottiglia e il passaggio da hotmail a gmail

Negli anni 2000 (che per me esistono "telematicamente" a partire dal 25 marzo 2005, giorno dell'arrivo dell'adsl a casa mia) chiunque aveva un indirizzo mail su hotmail, e il motivo era semplice: tutti usavano msn, e msn di default faceva creare un account hotmail, visto che entrambi erano di Microsoft. Per tutti la mail era quella, e non c'era motivo di cambiarla.
Poi msn finì, e la causa fu principalmente Facebook (mi piacerebbe dedicare un post a questa fine, spero di farlo in prima di dieci anni). E, non ho mai capito perché, tutti cambiarono mail, passando su gmail. Cos'ha gmail in più di hotmail? Niente. Persino i servizi a cui dà accesso sono tendenzialmente trascurabili (certamente più di quanto non lo fosse msn negli anni 2000). Eppure tutti hanno la mail su gmail, però magari non hanno avvisato chi aveva solo l'indirizzo hotmail. E così ci sono tantissime persone che non sono più contattabili. Magari c'è Facebook, ma se uno non conosce il cognome? O se si è registrato/a con un nome falso su Facebook? O se Facebook non ce l'ha proprio?

Ecco, allora in questo caso si manda il messaggio in bottiglia, e chissà se la persona in questione lo leggerà mai.

PS anch'io ho un indirizzo hotmail che non uso più, lo ammetto. L'ho sostituito ma con un altro indirizzo hotmail, giusto per renderlo un po' più professionale, perché mettere "gabo86" nel cv forse non sarebbe stata una genialata. E così l'ho cambiato, e chissà, magari qualcuno ha scritto anche a me.
Forse dovrei controllare.

(post scritto ascoltando The Finally LP di Mark Kozelek)
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Vecchio 17-10-2018, 02.37.06
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Predefinito bomba! anzi, no

E così sono andato a controllare la mia vecchia mail per vedere se nel frattempo qualcuno mi avesse a sua volta mandato un messaggio in bottiglia.
Ne ho trovato uno, da G.G., cioè il più grande buco della mia post-adolescenza. Era un messaggio automatico in cui mi invitava ad iscrivermi a Linkedin. Io in realtà sono già iscritto, ma l'ho fatto col nuovo indirizzo, quindi il mio vecchio risulta ancora non iscritto.
Per un attimo sono saltato in aria, poi ho fatto un po' di ricerche e ho scoperto che probabilmente avrà invitato l'intera rubrica della mail su Linkedin. Il che vuol dire che quell'indirizzo mail è ancora attivo.

Tre anni fa, per il suo trentesimo compleanno, le avevo mandato un messaggio su Facebook, che però non ha mai letto (non siamo amici, blablabla). Adesso, alle soglie del trentatreesimo, potrei anche pensare di mandarle una mail.
Anche se non serve a niente. Niente serve a niente, in fondo.

(post scritto ascoltando The Pulse EPs di The Future Sound Of London)
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Vecchio 17-10-2018, 23.09.12
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Predefinito la minestra riscaldata/1

È stato un po' come ascoltare The Terror dei Flaming Lips in un'ipotetica cover dei Coldplay, che ne hanno tolto tutto il pathos per restituire qualcosa di noiosissimo.
Lo dico sempre io che le minestre non si possono riscaldare.

(post scritto ascoltando These Beautiful Ghosts di Mark Gardener)
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Vecchio 17-10-2018, 23.10.25
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Predefinito the terror

Try to explain why you've changed
I don't think I'll understand
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Vecchio 18-10-2018, 02.19.06
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Predefinito non c'entra niente ma sto ascoltando un disco che per me è un capolavoro

E così, dopo un'estate e un pezzo di autunno, ho finalmente finito il dodicesimo ed ultimo libro che dovevo leggere per il concorso.
È stato utile per me, perché ho letto libri fuori dalla mia comfort zone letteraria (ognuno ne ha una, inutile raccontarci bugie) e così ho capito cosa mi piace davvero e cosa no. O, per dirla tutta, ho capito che quello che mi piace davvero sono riuscito a condensarlo nel mio libro, quello con cui sto partecipando al concorso, che magari non è il libro più bello che esista al mondo ma è il libro che io, col mio trascorso di lettore, ho sempre sognato di leggere.
Adesso devo scrivere il giudizio di questo dodicesimo libro, e poi aspetto la settimana prossima, la fine delle votazioni e la lettura dei giudizi sul mio libro.
E poi chissà.

(post scritto ascoltando From The Archives Vol. 5 dei The Future Sound Of London)
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Vecchio 18-10-2018, 17.30.38
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Predefinito stanotte ho sognato questa canzone. e la mia famiglia

Ride - Weather Diaries <--- forse la canzone più bella del disco dell'anno 2017, sicuramente la più "forte"


So it rained that day
The day I gave it all away
And I never thought it would
When the morning looked so good
It seems you never know
Which direction life will blow
You never know what someone's thinking
Until they're just about to go

I'm unsettled by the weather
It's getting stranger
Should it be this good right now?
Are we in some kind of danger?
Is this atmosphere just me-
Or is the sky too blue?
It's too perfect
Something's got to give
I'm going under, Where are you?

And it rained today
Conspiracy or one more anomaly?
When I was younger it was simple
We didn't need to question everything
It seems you never know
Which direction life will blow
You never know what someone's thinking
Until they're just about to go

I'm unsettled by the weather
It's getting stranger
Should it be this good right now?
Are we in some kind of danger?
Is this atmosphere just me?
Or is the sky too blue?
It's too perfect
Something's got to give
I'm going under
Where are you?
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Vecchio 18-10-2018, 23.12.58
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Predefinito roma antica

Perché è facile fare tanto gli intellettuali, i radical chic, gli alternativi, i non romantici, ma poi arriva Luca Carboni in città, e l'ultimo disco non era neanche male nonostante i suoni osceni, e cosa fai? Non vai? Non lo dici alla tua ragazza che era con te al primo concerto di Carboni, quando avete sentito il suo repertorio per la prima volta? E non lo dici sempre a lei che era con te un anno prima quando pensavate di stare andando a vedere Jovanotti e invece vi è rimasto più impresso l'arrivo di Carboni?
Insomma: andiamo. E vediamo come va. Ogni tanto, è giusto anche essere romantici.

(post scritto ascoltando These Beautiful Ghosts di Mark Gardener)
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Vecchio 19-10-2018, 03.25.22
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Predefinito fenomenologia dell'utilizzatore di cellulare ai concerti? no, perché ho pianto

Durante il concerto di Luca Carboni stasera pensavo di scrivere un post intitolato "fenomenologia dell'utilizzatore di cellulare a concerti", ma poi è successa una cosa.
È successa una cosa che immaginavo succedesse in modo diverso, perché in fondo Carboni ha scritto tre canzoni che raccontano perfettamente l'amore tra me e Vero, e ogni volta che le ascolto mi commuovo, e pensavo che se le avessi ascoltate dal vivo mi sarei commosso ancora di più. Però non le ha fatte, e amen. Il concerto è finito su "Vieni a vivere con me", non commovente ma piena di amore e dell'amore che ci sta portando ad andare a vivere insieme, e va benissimo così.
Ma se Luca Carboni è diventato forse il mio cantautore italiano preferito (possibile? Ha superato Max Pezzali, Raf e Morgan? A quanto pare sì) non è solo perché ha scritto le canzoni del nostro amore, ma anche perché ha scritto delle canzoni che parlano a me, con o senza Vero. E mi parlano da dentro, perché mi sono entrate dentro e comunque mi parlano, ed è una cosa potentissima.

Stasera, durante la sezione acustica, Luca ha detto che avrebbe cantato una canzone che non fa quasi mai ai concerti, e poi è partita "Stellina (dei cantautori)".
E io lì ho pianto.

E addio post sulla "fenomenologia dell'utilizzatore di cellulare ai concerti", che però è solo rimandato.

(post scritto ascoltando I'm In The Mood For Love di Stefano Bollani)
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Vecchio 19-10-2018, 03.27.40
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Predefinito e la versione live voce e pianoforte pubblicata nel 2003 è ancora più da lacrime

Stellina dei cantautori, stellina di tutta la gente
stellina delle canzoni che volano per sempre
puntino con tante punte che tremi nel cielo infinito
e che quasi quasi mi sembra di toccare con un dito

Stasera mentre ti guardo mi sento come un uccellino
sperduto cerco una mano come quando ero bambino
stellina di periferia e della malinconia
a volte basta una nuvola e sembra che sei andata via

Stellina di tutti i viaggi, delle andate senza ritorni
stellina della nostalgi,a stellina di tutti i giorni
stellina d'Africa e d'America, delle navi e degli aeroplani
stellina dei sognatori come me metropolitani

Stellina di tutte le notti, stellina vicino alla luna
brilli negli occhi di chi si ama, stellina portafortuna
stellina dei cantautori e degli innamorati
stellina dei dolori cantati e già dimenticati

Stellina di cucina, stellina della sera
dopo il telegiornale ritorna primavera
stellina dei piatti sporchi, stellina che sei nei cieli
fa' che i nostri bei sogni diventino tutti veri

Stellina del Duemila, delle auto parcheggiate
stellina dei miei anni e delle cose andate
nessuno ti può comprare né buttare via
restami vicino vicino e così sia
nessuno ti può comprare né buttare via
resta qui vicino vicino e così sia
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Vecchio 19-10-2018, 17.38.27
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Predefinito fenomenologia dell'utilizzatore di cellulare ai concerti

Da quando esistono i cellulari con fotocamera (e prima ancora, le macchinette digitali) è praticamente impossible assistere ad un concerto senza avere e accanto una persona che lo sta usando. La sala non è più buia e viene illuminata e per chi non lo sta usando è particolarmente fastidioso.

Gli utilizzatori di cellulare ai concerti si dividono principalmente in tre gruppi, dal meno fastidioso al più fastidioso (per chi scrive).

1. il documentatore. Il documentatore ha bisogno di girare video in continuazione per testimoniare la propria presenza al concerto. Tanti anni fa si faceva per averne un ricordo fruibile anche dopo la fine dello spettacolo, ma con gli sviluppi degli ultimi anni lo si fa per metterlo su facebook (o altro social) e dire "ehi! C'ero anch'io!". Oltretutto molti lo mettono come "storia", il che vuol dire che in ventiquattro ore il video sparisce. Ma il giramento di palle della persona che era dietro al concerto, quello no, non sparisce.
L'unica tipologia di documentatore tollerata è quella della persona che telefona/manda un messaggio vocale ad una non presente al concerto. Ne faccio parte anch'io, lo ammetto, ma l'effetto in quanto a luminosità è decisamente inferiore.

2. il distratto. Il distratto è lì per caso. Forse gli hanno regalato il biglietto del concerto, forse è ricco sfondato e non gliene frega niente di aver speso X euro per andarci, forse conosce superficialmente l'artista in questione e non conosce tutte le canzoni che vengono eseguite. Fatto sta che il distatto, appunto, si distrae. Apre whatsapp, risponde a messaggi che non c'entrano niente, o ancora peggio, apre facebook o instagram e si mette a scorrere la bacheca. Che è esattamente come se aprisse un libro e si mettesse lì, a leggere, durante il concerto. È la stessa identica cosa.

3. lo spoileratore. Per chi scrive è la categoria peggiore, perché alla fine il problema dei primi due è che fanno luce, ti distraggono visivamente, ma poi ti ci abitui e amen. Ma lo spoileratore è peggiore. Egli/ella ha un problema: vuole sapere in anticipo che canzoni verranno eseguite durante il concerto. Capita, le scalette spesso si somigliano tutte, e va bene così. Il punto è che non si è documentato prima, nonostante la sua perniciosa attrazione per le sorprese rovinate (perché ammettiamolo, quando scopri che canzone stanno per eseguire ti viene rovinata la sorpresa), e così lo fa lì, davanti a te, e magari ti casca l'occhio e leggi il titolo del prossimo pezzo. Oppure, ancora peggio, lo commenta col suo vicino. "Scusa, ma tu la conoscevi questa qui?" e disastro, via di spoiler. È vero, io sono quello che i dischi li ascolta sempre in ordine di tracklist e se a un pezzo non segue quello immediatamente successivo va via di testa. Ma sono anche quello che ai concerti vuole l'ordine casuale, anzi, non causale bensì deciso dall'artista, perché lo saprà lui perché ha deciso di darglielo, no? E soprattutto, vuoi mettere con l'esplosione dentro di te quando parte quel pezzo che non ascoltavi da anni e che mai avresti pensato che l'artista avrebbe eseguito?
Idioti.

Se un giorno diventerà "legge" il divieto di portare i cellulari ai concerti, magari con degli espedienti tecnologici che sono attualmente sperimentati, io sarò la persona più felice del mondo.
Per ora, mi limito a piangere.

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