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  #6741  
Vecchio 07-03-2016, 15.24.03
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Predefinito "someone here to raise a toast"

Oggi un anno se ne va
ma è un giorno come gli altri
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ma è un giorno come gli altri
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perché ogni giorno è il giorno migliore
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  #6742  
Vecchio 08-03-2016, 13.10.31
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Predefinito l'angolo delle incredibili coincidenze di J.C.

Ieri mattina, una mattina di una giornata speciale, ho pensato ad una cosa. Anzi, ho desiderato intensamente una cosa. L'ho desiderata così forte che, se vivessimo in un romanzo basato sulle coincidenze, si sarebbe materializzata. E' da anni che ci penso, ma ieri mattina mi è tornata in mente. "Sarebbe bello se succedesse", ho pensato. Poi ho smesso di pensarci.

Qualche ora dopo, invece, è successo davvero. Il soggetto era un altro, ma quella cosa è successa. Anni ad aspettare, e poi è successo. Si è materializzato tutto, nel giro di ore. Certo, aspettavo da anni, ma me n'ero quasi dimenticato. C'ho ripensato ieri mattina, e poi...puff!

Pazzesco.
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Vecchio 09-03-2016, 12.19.30
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Predefinito lettera eliatica a mio fratello

Ciao Giò,

come ti avevo promesso, ecco le mie impressioni sul disco. Sai bene che le mie aspettative prima di ascoltarlo erano bassissime: il loro ultimo album, L’Album Biango, mi era piaciuto poco e niente (un paio di capolavori, qualche bella canzone e parecchi riempitivi); le due canzoni dell’ultimo Sanremo idem; il fatto che Rocco Tanica fosse sparito dai live pure. Pensavo che sarebbe stata la fine. E invece…

1. Figgatta De Blanc. Nella versione del cd che ho “creato” io ci sono loro quattro (quindi senza Meyer) che canticchiano il titolo del disco su una musica bruttissima. Fa schifo, giustamente. Ma è solo l’intro, anche se in realtà l’ho presa dalla bonus track. La vera intro è inascoltabile davvero, è l’intro del primo disco effettata al contrario in modo che non si capisca niente.

2. Vacanza Alternativa. Per me è un capolavoro totale. E’ una canzone funkyssima, forse la più funky del loro repertorio, solo che il coretto dice “fanghi” prima e “funghi” poi. Il perché lo scoprirai ascoltandola. Fa morire dal ridere, è suonata divinamente (il suono di batteria in particolare è perfetto, ma i suoni sono curatissimi in tutto il disco) e c’è una lunga parentesi cantata da Paola Folli (che canta molto in tutto il disco) che fa ridere tantissimo e soprattutto fa venire un sacco di voglia di ballare. Interviene poi il trans, personaggio al suo terzo intervento dopo Cinquecento (bruttissima) e Heavy Samba (capolavoro), che però stavolta “non lo fa più”. I coretti sono spettacolari, ma questa canzone è in generale una festa per le orecchie. INTERMEZZO: dopo un po’ di “dietro le quinte” del disco, arriva Nick The Nightfly, che è un vero speaker radiofonico italiano di ovvie origini straniere, che introduce la canzone successiva.

3. She Wants. Il suono è molto anni ’70, ma non è funky, anzi, è più una ballata. Canta solo Rocco Tanica (chiamato Sergio Antibiotice, che se ti ricordi è il nome che usava nel Musichione quando suonava con gli Elii) e canta con un sacco di macchinetta, forse ancora più che in Shpalman. Il testo parla di una ragazza che “when she falls in love she wants in the posterior”. Tutto qui. Fa ridere all’inizio ma poi più che altro si lascia ascoltare perché la musica scritta bene e suonata ancora meglio.

4. Parla Come Mangi. Il primo pezzo “musicalmente normale”, nel senso che è una canzone rock come tante altre. Cantano tutti, a turno (tranne Christian Meyer), e quando Rocco canta usa ovviamente la macchinetta. Cesareo non è inascoltabile come al solito e Faso invece canta bene, secondo me. La canzone è scritta apposta per fare ridere, citando le numerose parole inglesi ormai presenti nella lingua italiana, ed è vista dalla prospettiva di una persona che difende l’uso dell’inglese anziché condannarlo. Sul finale c’è una follia: Mangoni che declama per due minuti buoni, senza musica sotto, parole in inglese pronunciate malissimo. Per me è un disastro: va bene venti secondi ma poi fa venire voglia di saltare e passare avanti.

5. Il Mistero Dei Bulli. Musicalmente molto simile a Luigi Il Pugilista, la canzone tratta del bullismo dalla preistoria fino ai giorni nostri. Secondo me il testo è banalotto, però, e la canzone non è niente di che. INTERMEZZO: Vittorio Cosma (ovvero la voce di quasi tutti gli intermezzi della storia degli Elii) interpreta un cinese il cui suono viene disturbato da un fischiettio. Le imprecazioni che pronuncia alla fine sono una citazione dell’inizio dell’ultima puntata del Musichione, quando presero in ostaggio il tecnico della RAI per costringere il direttore ad autorizzare una seconda edizione (questa cosa non me la ricordavo, l’ho letta sul sito di Marok).

6. China Disco Bar. Perché il cinese? Ecco perché: perché qui si parla di una discoteca cinese, con tanto di centro massaggi, centro riparazione smartphone e, soprattutto, un ritornello in stile musica cinese però in versione discoteca. Il concetto fa morire dal ridere, la canzone poi non tanto ma è suonata benissimo. INTERMEZZO: genialissimo, è Radio Coatta Classica, che è uno sketch di Lillo e Greg, stavolta adattato alla Quinta di Beethoven. E’ una specie di radio finta in cui i coatti romani ascoltano però musica classica, da veri intenditori nonostante il loro “basso livello”. Fa morire dal ridere, non mi stancherei mai di ascoltarlo.

7. Quinto Ripensamento. Beethoven perché poi appunto c’è Quinto Ripensamento. Ribadisco: a parte il coretto su Beethoven è una canzone che non mi dice niente.

8. Bomba Intelligente. Non pensavo che ci si potesse commuovere ascoltando una canzone degli Elii, e invece…un momento, non è proprio una loro canzone. Francesco Di Giacomo, il cantante del Banco del Mutuo Soccorso (un gruppo progressive anni ’70) aveva scritto questa canzone, ne aveva registrato un provino e poi, prima di registrarla professionalmente, è morto in un incidente d’auto. Non so per quale motivo il provino sia finito tra le mani degli Elii, ma loro c’hanno creato intorno un accompagnamento bellissimo, che rende la canzone ancora più commovente. La canzone, per la cronaca, è semiseria: racconta la storia di una “bomba intelligente” che si innamora dell’aeroplano che la trasporta. E’ quasi una canzone per bambini, molto poetica. E poi l’arrangiamento è commovente, davvero. INTERMEZZO: qualcuno di loro, con le voci effettate (mi pare Faso, l’altro non so chi sia) che commenta il “violino rock” che Mauro Pagani ha suonato in questa canzone.

9. Inquisizione. Capolavoro mondiale. Introdotta dalla Marcia Nuziale però in minore (per renderla triste) parte un miscuglio tra funk e rock che è una vera meraviglia. Il testo fa ridere, raccontando dell’Inquisizione che ha mandato al rogo Galileo, Giordano Bruno, eccetera (“c’è la santa inquisizione che arrostisce le persone” è geniale), ma la musica è qualcosa di eccezionale. C’è un assolo di basso da brividi, un assolo di sax (fiati presentissimi in tutto l’album), ma soprattutto è l’arrangiamento completo ad essere spettacolo. Quando entra il primo ritornello, e la canzone frena all’improvviso, con una chitarra effettatissima, ecco, lì ho gridato al capolavoro. L’ho fatto molte volte durante il disco, sicuramente durante Vacanza Alternativa, sicuramente anche qui. E sicuramente anche durante la canzone successiva. INTERMEZZO: dopo qualche battuta di “dance cinese” ecco tornare il nostro amico padano, quello della pena di morte, che stavolta se la prende, ovviamente, coi cinesi.

10. Ritmo Sbilenco. Come si fa a fare una canzone così? Inizia con una follia di flauto (ancora più folle che El Pube), prosegue cambiando ritmo in continuazione, diventando rock, poi diventando “regressive” (il contrario del progressive, capirai ascoltandola), insomma, è una canzone folle. Il problema è che, contemporaneamente, è bellissima. Secondo me sarebbero dovuti andare con questa a Sanremo, non avrebbero vinto comunque ma almeno avrebbero dimostrato di più. E’ un po’ come la canzone mononota solo che anziché fissarsi su una nota qui si fissano sul concetto di “questa è una canzone senza tempo”. Cantano anche Cesareo e Faso, ma ormai sembra quasi una regola in questo disco. INTERMEZZO: Elio e Faso, fermi in tangenziale, presentano la prossima canzone.

11. Il Rock Della Tangenziale. Breve e banale, probabilmente registrata per restituire il favore a J-Ax (che aveva invitato Elio per reincidere la propria canzone sulla tangenziale e che canta in questa canzone), non mi dice molto. INTERMEZZO: percussioni africane, ci preparano alla prossima canzone.

12. Cameroon. Altro capolavoro musicale. Stavolta “africana”, quindi percussioni impazzite (suonate tutte da Christian Meyer), flauti, arrangiamenti africani, e una canzone ovviamente ambientata in Africa. Difficilissima da suonare, con un testo divertentissimo (i cori di Faso fanno morire dal ridere).

13. I Delfini Nuotano. Introdotta da un intermezzo di Carmelo (che è un po’ la fusione del parrucchiere calabrese e del partecipante ad Amici) inizia una canzone stranissima, in cui Elio canta una parola per volta e in mezzo alle cui parole si inseriscono le parole degli altri membri del gruppo. Nota: ognuno dice una frase di senso compiuto, solo che dicono una parola a testa e quindi il senso si perde, a meno che non si presti attenzione a una frase per volta. Poteva essere la nuova Indianata, ma non mi piace per niente. INTERMEZZO: altro dietro le quinte.

14. Il Primo Giorno Di Scuola. Questa era già uscita ma stavolta è stata arricchita dai fiati di Demo Morselli (grandissimo, come in Studentessi). Devo dire che l’ho rivalutata, ora mi piace molto, è molto “normale” musicalmente ma mi fa sorridere.

15. Vincere L’Odio. Ho rivalutato anche questa con gli ascolti. Non sarà mai geniale come La Canzone Mononota ma mi piace, mi divertono i ritornelli e poi ormai la conosciamo bene.

Risultato? Per me questo disco è bellissimo. Non so se sia il migliore della loro carriera, perché Cicciput è probabilmente irraggiungibile e Studentessi forse anche, ma si piazza subito dietro. E’ il disco meglio suonato, meglio registrato (a livello proprio di suono), cantano tutti e comunque collaborano pienamente. Fa ridere tantissimo. Cosa si poteva volere di più, a ventisette anni dal primo album?

Buon ascolto Giò!

Ga
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Vecchio 10-03-2016, 10.57.39
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Predefinito La Bomba Intelligente

Se può interessare, come sia finita nelle mani degli elii...

Paolo Sentinelli (musicista amico e stretto collaboratore di Francesco Di Giacomo) ha raccontato così la genesi della canzone:

“Era il 2005 lo ricordo come fosse ieri, nel pieno della seconda guerra del golfo. Baghdad colpita ripetutamente ed una bomba chiamata intelligente aveva fallito il suo bersaglio. Ali aveva 14 anni, perse le braccia ed a Baghdad c’era un sole fortissimo che bruciava davvero. Me lo ricordo come fosse ieri, davanti a questa notizia che ci riempiva di rabbia. Poi Francesco cominciò a raccontare una storia, aprì il suo cuore, metteva in fila frasi bellissime che io scrivevo in tutta fretta su un foglio di carta, il retro di una bolletta della luce, trovata sul tavolo in cucina. “Sostenendo, con la forza della ragione, che una bomba possa essere molto intelligente, le potresti domandare poco prima dell’esplosione la descrizione di un tramonto o se ha fatto già l’amore oppure no”. “Dai continua Francè, è bello”. Sì è bello .

“A quel punto questa bomba molto intelligente parlerebbe, lo direbbe con il cuore in mano, racconterebbe del suo amore che era un mitico aeroplano che diceva il mondo è strano forse è meglio stargli lontano mon amour. Ah quel rubacuori mi portava controvento, ah chi avrebbe detto che poi mi sganciava qui.” Con il foglio tutto pieno di inchiostro e di appunti tornai a casa e pensando di raccontare questa storia ad un bambino usci una musica leggera, quasi una filastrocca. Era il primo brano che scrivevamo insieme. Da li abbiamo cominciato a vederci sempre più spesso fino a diventare una piacevole abitudine. Lui raccontava, io prendevo nota, tornavo a casa, e diventavano canzoni. In questi dieci anni ha scritto cose meravigliose, la sua creatività non si era affatto smarrita, al contrario, era viva. Stanno li in un cassetto, cantate, suonate, e non è facile raccogliere la forza per pubblicarle. A noi non importava, non eravamo interessati a questo, ci scambiavamo pensieri, emozioni, creatività, ed il vino non era mai banale. Era il 2005 lo ricordo come fosse ieri a casa di Francesco. Io riportai la bolletta con il testo scritto sul retro, la luce non fu staccata, e con un microfono diretto dentro ad un portatile abbiamo registrato la voce in cucina, tra uno spicchio d’aglio ed una melanzana, come un appunto. Roba da far rabbrividire ogni ingegnere manipolatore di suono.

La prima versione l’abbiamo arrangiata per banda. Si per banda musicale. Ricordo nel mio studio amatoriale Alessandro Papotto con il clarinetto ed i flauti e Maurizio Masi con una grancassa tenuta da un Leonardo adolescente mentre registravamo. La voce è rimasta quella, “tanto poi quando sarà la facciamo bene”. A gennaio del 2014 ci siamo incontrati a Roma con Emergency per farne un video, per raccontare in modo animato la storia di questa bomba intelligente. Ci siamo visti spesso e forse stavolta riusciremo a farlo. Poi, grazie a Duccio Pasqua, una sera con Antonella, dopo un concerto, ci siamo visti con Faso e Christian Meyer, abbiamo parlato di questa canzone. Il passo è stato breve. “inviami la voce registrata” mi dice Faso. “Ma è quella registrata in cucina a casa tra gli spicchi d’aglio”. “Va bene lo stesso”.

Oggi questa canzone è pubblicata sul nuovo lavoro di Elio e Le Storie Tese. La voce è rimasta quella, le mani che hanno suonato sono le loro, il violino finale è di Mauro Pagani, Andrea Pellegrini e Foffo Bianchi hanno mescolato tutto per bene. Grazie Elio, Faso, Rocco, Cesareo, Christian e Jantoman per il regalo che ci avete fatto. La prima scritta insieme a Francesco , la prima ad essere pubblicata”.
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  #6745  
Vecchio 10-03-2016, 23.44.43
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Predefinito bomba!

Una storia meravigliosa per una canzone meravigliosa.
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  #6746  
Vecchio 10-03-2016, 23.48.36
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Predefinito "dentro sono avvinto e c'è amore/in groppi e batticuore"

Oggi c'è stata una piccola riunione del Forum Soleluna. E' vero, di riunioni del forum con due partecipanti ce n'è quasi una al giorno, ogni giorno che passo con Vero. Ma oggi era più allargata, eravamo ben in tre: io, lei e una sua amica che ormai conosco abbastanza bene anch'io.
In ogni caso, oggi il cuore mi è esploso. Lei ha fatto qualcosa di incredibile negli ultimi mesi, e oggi mi ha reso incredibilmente orgoglioso di essere il suo ragazzo. Anche se durante il discorso di ringraziamento mi ha liquidato come "uno del forum di Jovanotti".

Ci sono momenti in cui vorrei urlare al mondo il mio amore per lei, a costo di sembrare melenso.
Oggi è stato uno di questi.
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  #6747  
Vecchio 11-03-2016, 23.50.29
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Predefinito cacchine

Ed è incredibile come questo posto, ormai semidisabitato, abbia comunque generato rapporti che resistono al tempo (e alla loro lontananza da qui). Vederle così affiatate e così amiche, nonostante non si vedessero da quasi un anno, mi ricorda per l'ennesima volta la magia di quello che è nato qui, e non sono solo storie d'amore. Anche splendide amicizie, appunto. Doveva essere un post laurea potenzialmente triste, è stata una splendida serata a parlare di tutto e di più.
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  #6748  
Vecchio 12-03-2016, 16.50.23
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franzisca reputazione Stellare !!!franzisca reputazione Stellare !!!franzisca reputazione Stellare !!!franzisca reputazione Stellare !!!franzisca reputazione Stellare !!!franzisca reputazione Stellare !!!franzisca reputazione Stellare !!!franzisca reputazione Stellare !!!franzisca reputazione Stellare !!!franzisca reputazione Stellare !!!franzisca reputazione Stellare !!!
Predefinito 100 giorni

questa abitudine del viaggio di classe per celebrare 100 giorni dalla maturità, quando è cominciata?
io la trovo un'idea bellissima soprattutto se è l'occasione di visitare una città d'arte lontana ed evocativa, con la complicità del prof napoletano, come ultimo tentativo di fotografare un pezzo di vita bambina, ma già da grandi, già con una scadenza che ci aspetta trionfanti.
e a me viene già il magone a pensare che non entrerò più nella mia vecchia scuola dicendo "salve, sono la mamma di..."
e mi vengono i brividi per il tempo che vola via
sapendo quello che lascia e non sapere immaginare quello che troverà
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  #6749  
Vecchio 13-03-2016, 00.15.55
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Predefinito dialogo sui massimi sistemi

Secondo me l'universo funziona così.
All'origine di tutto, nell'istante che matematicamente potremmo chiamare "t con 0" (o anche letterariamente, per chi ha letto Calvino), c'è stato il Big Bang. da uno spazio infinitamente piccolo è partito tutto sotto forma di atomi, che poi si sono aggregati formando molecole, che si sono aggregate anch'esse formando agglomerati di molecole che poi, in scala molto maggiore, hanno formato corpi celesti come stelle, pianeti, asteroidi. I loro movimenti ed i loro comportamenti sono stati influenzati a partire da quell'istante iniziale, e da lì tutto è stato scritto. Se si potesse inserire tutto in un modello matematico (infinitamente complesso, ovviamente) tutto sarebbe perfettamente descrivibile, perché non ci sarebbero variabili. Per fare un esempio concreto basta prendere un tavolo da biliardo e lanciare una palla: conoscendo la velocità e l'accelerazione della palla (in modulo, direzione e verso) è possibile calcolarne la traiettoria, inclusi impatti con altre palle di cui, conoscendo un eventuale coefficiente di elasticità e di trasferimento della quantità di moto, è possibile prevedere il relativo spostamento. E' tutto scritto, niente può variare.
Tutto questo finché non è arrivato l'istante t con v, dove v sta per "vita". Da quel momento è cambiato tutto: prima gli esseri unicellulari, poi quelli pluricellulari, poi le piante e poi gli animali (uomini inclusi) sono stati e sono una variabile impazzita all'interno dell'universo. Per quello che ne sappiamo queste variabili sono relegate in un angolo che possiamo chiamare Terra; anzi, io lo chiamerei "sistema solare", visto che ci sono delle "emanazioni" della vita che fuoriescono dalla Terra, come i satelliti artificiali e altre sonde sparse in giro per il sistema solare che hanno artificialmente modificato il modello previsto dal solo Big Bang. Ad esempio, se si volesse tracciare la traiettoria di un asteroide (in viaggio da chissà quanto) vicino al nostro pianeta bisognerebbe considerare tutte quelle micromodifiche dovute all'attrazione gravitazionale dei corpi artificiali. Ma, al di fuori del sistema solare, l'impatto dell'uomo è decisamente trascurabile, per non dire nullo: in questo modo il resto dell'universo è perfettamente spiegabile col modello inaugurato col Big Bang e tuttora in vigore. Nel sistema solare, e in particolare sulla Terra, non è più così: c'è vita, e la vita è una variabile impazzita.
Per dirla con l'esempio di prima, nella tavola da biliardo la vita rappresenta una mano che senza preavviso blocca il movimento della palla, o lo devia, o addirittura lo accelera. Il suo comportamento non è prevedibile dall'esterno, e quindi tutto il sistema diventa completamente imprevedibile. Non c'è bisogno di appartenere al regno animale per influenzare autonomamente l'esterno: anche le piante, e ovviamente esseri molto meno complessi, come virus e batteri, possono influenzare le traiettorie delle nostre vite. Anzi, nel caso di organismi piccolissimi l'influenza è ancora più palese, sotto forma di malattie.
Da quando esiste la vita, dunque, non è più possibile prevedere con precisione la direzione che prenderà qualsiasi cosa. Ma proprio qualsiasi: io lancio un pallone in avanti, ma chi mi dice che non arriverà un bambino a rubarmelo? O un teppista a scoppiarlo? O un procuratore calcistico a propormi un contratto miliardario? E' tutto completamente imprevedibile, questo perché la vita, ogni vita, è frutto di un numero infinito di scelte, proprie e altrui. Soprattutto altrui, però, perché per quanto una persona possa impegnarsi a fare le scelte migliori, esse dovranno per forza confrontarsi ed incastrarsi con quelle degli altri. E le scelte sono così tante che alla fine si può dire che siano frutto quasi di coincidenze. O di casualità.

Per schematizzare quest'insieme di scelte è utile quello che chiamo "l'albero genealogico della musica". Ad esempio, io adoro Lee Ranaldo, cantante e chitarrista. Lo adoro, l'ho visto quattro volte in concerto (con Vero), i suoi due album hanno vinto entrambi il "premio disco dell'anno secondo Gabo", nel 2012 e nel 2013. Eppure è impossibile dire che "ci saremmo dovuti incontrare": non è un nome noto, e non l'avrei mai incontrato se non fosse stato uno dei chitarristi e cantanti dei Sonic Youth. E non credo che avrei conosciuto i Sonic Youth se il loro batterista non avesse suonato nei primi tre album di Cat Power. E Cat Power, se non avesse cantato War Pigs dei Black Sabbath all'Austin City Limits con i Flaming Lips, l'avrei mai conosciuta? E degli stessi Flaming Lips, se non avessero inciso quella splendida canzone con i Thievery Corporation, probabilmente non avrei mai sentito parlare. Che poi anche i Thievery Corporation li ho scoperti per caso, ma lì almeno ho sentito una loro canzone e mi sono piaciuti. Da lì, nel corso degli anni (un decennio per percorrere tutte queste tappe, qui esposte in ordine inverso), sono arrivato a Lee Ranaldo. Ma io e lui non eravamo predestinati ad incontrarci: semplicemente una serie infinita di scelte, artistiche e personali, mie e sue (e di tutti gli "intermediari", che comunque sono tutti tra i miei artisti preferiti) ci hanno portato qui. Se quindi i Thievery Corporation sono "in alto nell'albero", da essi discendono i Flaming Lips da cui discende Cat Power, eccetera. Potrei disegnarlo davvero, quest'albero: a parte alcuni (rari) artisti, la maggior parte degli altri l'ho conosciuta per collaborazioni o fuoriuscite o progetti paralleli. Una serie infinita di scelte.

La stessa cosa, in maniera molto più complessa, capita nella vita. Io, ad esempio, non credo nell'anima gemella perché non riesco a pensare che esista una persona, una sola, adatta ad un'altra. Siamo tutti così fortunati da averla trovata (per chi l'ha trovata, ovvio)? O più semplicemente abbiamo trovato "la persona della nostra vita" e basta? Ma soprattutto: eravamo destinati ad incontrarla? Anzi, predestinati?
La risposta, alla luce di quanto ho esposto prima, è no. Fossimo vissuti prima dell'istante t con v (ed è un ovvio ossimoro, visto che t con v è l'istante dell'inizio della vita, ed è impossibile vivere prima dell'inizio della vita) la cosa sarebbe certamente possibile, in quanto non ci sarebbero variabili: tutto è predestinato, tutto è scritto. Ma viviamo in un sistema infinitamente complesso, dove ogni microscelta può influenzare le vite di tutti, proprie e altrui.
Ad esempio, io e Veronica. Non c'era scritto da nessuna parte che avremmo dovuto incontrarci, anzi, tutto è capitato abbastanza per caso. Certo, da quando è capitato abbiamo fatto il possibile e a volte anche l'impossibile per cercare di far andare le cose nel verso giusto, e finora ce l'abbiamo fatta. Ci siamo impegnati tantissimo, d'accordo. Ma per incontrarci non ci siamo "impegnati". Semplicemente è capitato. Poi abbiamo capito che per restare insieme avremmo dovuto impegnarci, ma prima no. Così, eliminando scelte troppo remote (esempio: se i miei non si fossero messi insieme io non sarei nato e quindi non ci saremmo conosciuti, etc.), quello che resta è un insieme relativamente limitato di scelte che c'hanno portati ad incontrarci. Quelle che seguono sono le mie.

Se non ci fosse stata Grazia io non avrei mai ascoltato Jovanotti o comunque certamente non ne sarei diventato fan. Chissà come abbia iniziato ad ascoltarlo (potrei chiederglielo, in effetti), ma se le nostre strade non si fossero incrociate non mi sarei iscritto al forum di Jovanotti e quindi, ça va sans dire, non avrei mai incontrato Veronica.
Se non ci fosse stato Ale a farmi giocare, quella mattina dell'estate di più di vent'anni fa, a Monkey Island, non avrei avuto la scusa per attaccare bottone con lei. E se non ci fossero stati i miei compagni nerd delle medie a darmi quel gioco, idem. E se i vertici della LucasArts non avessero deciso di fare il remake e di farlo uscire proprio in quel periodo, a fine agosto 2009, non c'avrei giocato proprio quella sera e non ne avrei postato le immagini, evitando quindi quell'incontro.
Se non avessi smesso di uscire con Erika (o meglio, se lei non avesse smesso di uscire con me) proprio qualche mese prima probabilmente avrei avuto la testa occupata, o comunque non sufficiente libera. E se avessi smesso di uscirci troppo prima, magari si sarebbe rioccupata con qualcun'altra. E non con Veronica.
Se non avessi cambiato facoltà (e qui il "merito" è mio ma anche di chi mi ha supportato all'epoca) forse avrei un lavoro, come dice mio papà (più con rammarico che con rabbia), ma le tempistiche non avrebbero coinciso con il mio trasferimento da Catania e, quindi, col mio possibile (e poi successo davvero) arrivo a Padova.

Da quando ci siamo conosciuti è stato tutto merito nostro, ma per quello che è successo prima dobbiamo ringraziare quell'infinita serie di coincidenze che ci ha portati ad incontrarci.
E lo stesso discorso si potrebbe fare per qualsiasi cosa, per qualsiasi rapporto umano, per qualsiasi situazione e per qualsiasi sequenza di scelte. Ma oggi mi andava di farlo su di noi. Lo trovo molto esemplificativo. E anche, visto il risultato, molto gratificante.

E mi viene in mente anche una splendida canzone.
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Vecchio 13-03-2016, 00.20.30
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Predefinito questa canzone calza a pennello

883 - Quello Che Capita <--- anche il video è bellissimo, ma per un motivo diversissimo da quello della canzone


Chi lo sa se il mio posto è qui
o è solo una fatalità
una questione di numeri
di probabilità
che può decidere chi sarai
lingue e dialetti che parlerai
accenti ed inflessioni che avrai
luoghi e profumi che chiamerai
"casa mia..."

Così ho preso la macchina
guidando di città in città
e da quella grandissima
alla più piccola
c'erano tante persone che,
pur non essendo uguali a me,
anche se non proprio identiche,
c'era qualcosa, qualcosa che...

forse è che si fa quello che si può,
forse è che si fa quello che capita
con più o meno dignità...

forse è come pescare un numero
e sperare poi in quello che capita,
senza troppa logica

Un mattino in un autogrill
io e la mia tazza di caffè,
scende un uomo da un bilico e
si siede accanto a me
rubrica, numero, preme invio
"amore, scusami sono io
soltanto volevo dirti che
mi sei mancata, baby,
I'm comin' home.."

Ho ripreso la macchina
e sono ritornato qui
c'è una luna bellissima
e vengo a prenderti,
perché ogni giorno è diverso e
anche se sembrano uguali c'è
anche un dettaglio invisibile,
sempre qualcosa, qualcosa che...

forse che si fa quello che si può
forse che si fa quello che capita
con più o meno dignità...

forse è come pescare un numero
e sperare poi in quello che capita
ma ringrazio il cielo che
tu sei capitata a me
tu sei capitata a me
tu sei capitata a me
tu sei capitata a me
tu sei capitata a me

forse che si fa quello che si può
forse che si fa quello che capita
ma ringrazio il cielo che
tu sei capitata a me

forse è come pescare un numero
e sperare poi in quello che capita
ma ringrazio il cielo che
tu sei capitata a me
tu sei capitata a me
tu sei capitata a me
tu sei capitata a me
tu sei capitata a me

tu sei capitata a me
tu sei capitata a me
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Vecchio 14-03-2016, 00.49.46
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Predefinito alternate route to vulcan street

Mentre il pianoforte apriva malinconicamente con quella canzone un bellissimo disco, mi è venuto in mente che, come tante altre "storie" (storie di persone, ma non solo), di quella con lui ho parlato moltissimo qui.
Così ho effettuato una ricerca inserendo il suo nome, ed è venuta fuori una lista di post. Non erano tutti i post che ho scritto su di lui, visto che ne avrò scritti anche alcuni senza fare il suo nome o abbreviandolo, ma erano già sufficienti. Li ho letti, li ho scremati ed eccoli qui, in ordine cronologico, a raccontare la nostra storia, tra amici, musica, libri, videogiochi. C'è una parte fondamentale della mia vita in questi link, quella passata con lui.

http://forum.soleluna.com/showpost.p...postcount=4776
http://forum.soleluna.com/showpost.p...postcount=5818
http://forum.soleluna.com/showpost.p...postcount=5954
http://forum.soleluna.com/showpost.p...&postcount=634
http://forum.soleluna.com/showpost.p...&postcount=635
http://forum.soleluna.com/showpost.p...&postcount=636
http://forum.soleluna.com/showpost.p...postcount=1481
http://forum.soleluna.com/showpost.p...postcount=1705
http://forum.soleluna.com/showpost.p...postcount=2642
http://forum.soleluna.com/showpost.p...postcount=5845
http://forum.soleluna.com/showpost.p...postcount=6107
http://forum.soleluna.com/showpost.p...postcount=6604
http://forum.soleluna.com/showpost.p...postcount=6731

Oggi mi ha telefonato per dirmi che si sposa.
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Vecchio 15-03-2016, 17.32.23
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Predefinito si sposa

E appena me l'ha detto, mille pensieri hanno attraversato la mia mente.

Il primo è stato di pura invidia. Lo invidio perché anche a me piacerebbe sposarmi, solo che mi è impossibile al momento. Oddio, lui non è poi messo molto meglio (un po' sì, suvvia), ma evidentemente può farlo. Io no, e vorrei.
Il secondo è stato...no, non di gelosia. Quella l'ho lasciata andare anni fa. Il fatto è che lei la conosciamo tutti molto poco, e quel poco, ahimè, ci basta e ci avanza. Per carità, loro stanno bene, insieme, se non fosse così lui non si sarebbe inginocchiato per chiederle di sposarlo.
Il terzo è stato di speranza. Speranza che non cambi niente. Oddio, non che ora i rapporti siano strettissimi, soprattutto a causa della distanza (e non solo: anche quando riesco ad appianarla non è che lui si dia molto da fare...). Ma spero di avere ancora con lui qualche momento come è stato in passato. L'ultima, grandiosa volta fu nell'estate del 2011, con i portaldays, seguito di quegli halflifedays qui raccontati quasi in diretta nel novembre del 2007. I portaldays furono ancora meglio se possibile, più intensi, più ravvicinati, più notturni, senza pioggia e con due joypad al posto di tastiera e mouse. Spero di avere ancora di questi momenti, con lui. E' passata una vita da quando stavamo per ore sotto casa mia, di notte, con l'acqua che scorreva in sottofondo e la musica funky che faceva lo stesso (cioè scorreva in sottofondo anch'essa). Mi piacerebbe ascoltare Figgatta De Blanc con lui, sapere cosa ne pensa (gliel'ho mandato il giorno dell'uscita, accompagnato da una mail potenzialmente strappalacrime basata vagamente sui miei post che ho scritto in quei giorni), ridere con lui.

Il nostro rapporto è stato pieno di alti e bassi. I bassi non sono mai stati troppo bassi (non abbiamo mai litigati), e gli alti sono stati prevalentemente di carattere videoludico (appena citati) e musicale (sparpagliati tra i mille post scritti su noi due). Abbiamo avuto la fortuna di diventare amici proprio mentre entrambi entravamo in quel gruppo di amici che ci vede membri ancora oggi, seppur in maniera attenuata dalle distanze. Poi, in maniera variabile in base alle sue frequentazioni sentimentali, ci siamo frequentati moltissimo o pochissimo, prima che io andassi via da Catania. Da lì ha iniziato a ricoprire un ruolo inaspettato (fisioterapista di mia nonna) che spero ricopra ancora a lungo, per ovvi motivi. Ci siamo allontanati, è vero, ma ogni volta che riusciamo (videogiochi, musica) scatta la magia. E mi riporta, per qualche ora, a vecchi tempi, certamente più spensierati.

Insomma, si sposa.
Ma in fondo non cambierà niente. Rispetto, ovviamente, al poco che c'è stato negli ultimi anni.
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Vecchio 16-03-2016, 16.55.08
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Predefinito cara rubrica delle orecchie

Kim Salmon è un cantante e chitarrista australiano, completamente sconosciuto da noi (e relativamente poco conosciuto anche fuori dall'Australia). Ho incrociato la sua strada perché in una delle sue mille band ha suonato con due terzi dei Dirty Three, da me conosciuti a loro volta per aver suonato in vari album di Dirty Three ed ascoltati intensivamente a partire dai miei mesi a Bruxelles. A parte i due gruppi più noti da lui formati, ovvero The Scientists e Kim Salmond And The Surrealists, il resto della sua carriera costellato di singoli album pubblicati con le formazioni più disparate. La sua carriera è estremamente frammentata ma è incredibile vedere come una singola persona, cambiando di volta in volta collaboratori ed attitudine, possa attraversare sfaccettature del rock così diverse. Mi piace, non mi fa impazzire (anche perché qualcuno dei suoi lavori mi fa impazzire ma qualcun altro decisamente no) ma generalmente lo apprezzo. E poi dà davvero l'impressione di un lavoratore instancabile, di uno che - per sua stessa ammissione - nei momenti di magra artistica si è messo anche ad insegnare chitarra pur di sbarcare il lunario. E' stato lui a coniare il termine "grunge", nonostante questo gli sia riconosciuto solo dai più attenti (e, in generale, non statunitensi). Ha avuto un successo di pubblico variabile nel corso dei decenni, dalla fine degli anni '70 fino ad oggi.
Dopodomani uscirà il suo primo album solista. O almeno, viene presentato come tale e nelle interviste lui lo propone così. Però la cosa non mi tornava, perché lui un album solista l'ha già pubblicato, nel 2002, a proprio nome, completamente acustico. Così, dopo un po' di indecisione, ho deciso di scrivergli. Un po' come quando negli anni '90 (e immagino anche prima) si mandavano le lettere alle fanzine, io gli ho scritto un messaggio tramite Facebook. Immaginavo che l'avrebbe letto un qualche social media manager, che si sarebbe messo a ridere per la stupidità della domanda (comunque abbastanza argomentata) e che l'avrebbe subito cestinata. Questa domanda ha attraversato il mondo intero in pochi istanti, è giunta in Australia, e lì è stata letta da qualcuno. Qualche ora dopo è giunta una risposta.
Lui in persona. L'ha letta, mi ha ringraziato "per l'interesse", ha detto che ho ragione, mi ha spiegato le ragioni "tematiche" per cui questo sarebbe il suo primo album solista ma poi ha ammesso candidamente che "sto cercando uno spazietto per promuovere il disco, e sono sicuro che tu non porterai rancore essendo il fan che certamente sei, visto che conosci i dischi che hai menzionato". E' stata una risposta incredibilmente limpida, onesta e sincera, data ad uno sconosciuto che gli ha scritto dall'altra parte del mondo. Avrebbe potuto non rispondere, avrebbe potuto scrivere "fatti i cazzi tuoi", e invece mi ha detto "hai ragione, ma se non dicessi che questo è il mio primo vero album solista non se lo filerebbe nessuno". Un cantante e chitarrista australiano di quasi sessant'anni, nel mezzo della promozione del suo nuovo album, che risponde ad uno sconosciuto in maniera decisamente argomentata (è stato anche più specifico di me) e soprattutto onesta. Mi ha anche ringraziato per l'interesse, alla fine. Lui. A me.
Quanti farebbero lo stesso oggi?

(nel video che segue, Kim Salmon partecipa come ospite a Rockwiz, un quiz in onda sulla televisione australiana, con Swampland dei The Scientists, il suo primo gruppo)
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Vecchio 16-03-2016, 16.56.21
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Vecchio 17-03-2016, 19.08.02
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Predefinito io sono felice

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Vecchio 17-03-2016, 19.08.40
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Predefinito è tornato

ops (doppia immagine è troppo)

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Vecchio 17-03-2016, 20.30.09
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sei uno del forum di Jovanotti che "ha preso la mia vita e ne ha fatto molto di più".
Grazie, di tutto. Ti sono eternamente debitrice per tutto il Bene che mi fai.

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Very well then I contradict myself
(I am large, I contain multitudes). »

Walt Whitman


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Predefinito ritorni

Due post di fila da due delle mie forumiste preferite (e non solo, certo).
La terribile malattia che mi ha colpito e che risponde al nome di raffreddore mi impedisce di rispondere ora. Lo farò domani.
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Vecchio 19-03-2016, 10.50.01
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Predefinito quell'estate mi ha aperto gli occhi

Sei ore chiuso nella sala d'aspetto della stazione di Roma Termini, con in mano il libro che mi avevi regalato il giorno prima, mentre il sole tramontava e io aspettavo il mio treno per Catania. Ti ricordi?
Io il libro lo lessi di getto, mi piacque ma non mi fece impazzire. Più che altro lo trovavo molto immaturo, e mi sembrava molto strano che l'ultimo libro di uno scrittore dalla carriera comunque non brevissima fosse così acerbo. Poi lessi meglio, non era il suo ultimo libro, anzi, era uno dei primi, ma era appena stato ripubblicato da Feltrinelli. Così, tornato a Catania, mi chiesi come potessi approfondirlo. Mi feci deviare dalla quarta di copertina di Circolo Chiuso, che recita (vado a memoria) "Circolo Chiuso è per gli anni '90 quello che La Banda Dei Brocchi è stato per gli anni '70 e La Famiglia Winshaw per gli anni '80", convincendomi così che fossi una trilogia. Lessi il primo e non mi piacque molto, ma sul secondo cambiò tutto. Mentre leggevo La Famiglia Winshaw, pagina dopo pagina, cercando di non divorarlo (al contrario delle mie abitudini) per non correre il rischio di finirlo troppo presto, mi rendevo conto di trovarmi di fronte ad un capolavoro. Sei anni prima avevo letto La Compagnia Dei Celestini di Stefano Benni, che si era rivelato il mio romanzo preferito di quello che poi, lettura dopo lettura, sarebbe stato il mio scrittore preferito. Fino a quell'estate, che a scoppio ritardato (rispetto al febbraio romano) mi aprì gli occhi.
Leggendo delle vicende di Michael Owen, dei componenti della famiglia Winshaw, dell'incredibile intreccio narrativo e della scrittura fluidissima e geniale, sapevo in diretta di stare leggendo un capolavoro. Anzi, il capolavoro. A quasi sette anni da quel giorno non ho dubbi: La Famiglia Winshaw, per me, è il romanzo più bello che sia mai stato scritto. E' un giudizio assolutamente soggettivo (e infatti smentito da diverse persone, tra cui la neo-laureata-bis), ma non ho mai letto niente di più grandioso e appagante e, oserei dirlo, geniale di quel romanzo. Ho letto poi anche tutti gli altri romanzi di Coe, con alcuni è stato amore a prima vista, altri li ho rivalutati alla seconda lettura (incluso il libro romano, qui presente in bella vista nella mia libreria), altri la seconda occasione non l'hanno ancora avuta e quindi dovrei decidermi a riprenderli in mano, prima o poi. Ma quel libro (e, in misura leggermente minore, La Casa Del Sonno) è un capolavoro.

Ecco perché, quando ho letto che stava per uscire il nuovo romanzo di Jonathan Coe, quando ho letto che "cita di sfuggita" il mio romanzo preferito (immagino allo stesso modo in cui Expo 58 cita La Pioggia Prima Che Cada), e poi quando me lo sono ritrovato qui, su questa pagina...non dico che sia stato un cerchio che si chiude, perché il cerchio non si chiuderà finché Jonathan Coe continuerà a scrivere libri, ma è stata una splendida sensazione.

E a proposito di alberi genealogici musicali, per quanto riguarda la scoperta degli scrittori ovviamente non posso andare a "ho letto questo perché aveva collaborato con questo", essendo la collaborazione tra scrittori molto più rara di quella tra musicisti, per ovvi motivi. Ma so benissimo perché ho iniziato a leggere ogni scrittore. E così se ogni volta che mi trovo in mano un libro di Paul Auster (altro grandissimo pilastro della mia formazione letteraria) mi viene da ringraziare Selly per quel consiglio, di cui ho appena rintracciato la data sul forum - 15 giugno 2006, quest'anno festeggerò il decennale - la stessa cosa posso farla con Jonathan Coe. 15 febbraio 2009, stazione Roma Termini, Questa Notte Mi Ha Aperto Gli Occhi, Franzisca detta Fra per gli amici. Una meravigliosa storia letteraria, e non parlo per forza di quella nata a Birmingham.
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Ultima modifica di gabo86 : 21-03-2016 alle ore 12.02.08
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Predefinito (e sempre a proposito di J.C.)

Come scrivevo l'altro giorno, forse sono state solo coincidenze. O forse ci siamo incontrati perché J.C. scrive anche di noi e muove i nostri fili, fino a farli intrecciare.
Grazie per esserci, e per esserci in maniera sincera. E' stato quando mi hai detto "non è che 'sta famiglia Winshaw sia così bello" che ho capito che mi amavi per davvero, pronta a scontrarti con la mia ira funesta ma soprattutto pronta a dimostrarti onesta nei miei confronti. Per fortuna hai recuperato con gli altri romanzi.

Auguri neo-dottoressa-bis <3
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