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Vecchio 05-10-2019, 21.29.32
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Predefinito superslim

Ieri sera, durante la nostra serata insieme, la mia migliore amica si è affacciata al balcone e si è messa a fumare una delle sue sigarette supersottili.

Anche questa frase è una frase che avrei potuto scrivere (e sicuramente avrò scritto) più di dieci anni fa, più e più volte. Ne ho già scritto ieri pomeriggio, e poi la serata di ieri è andata esattamente come doveva andare: con una cena frugale, con una chiacchierata interminabile e con almeno un'ora del nostro videogioco cooperativo.

Dispiace che la chiacchierata abbia toccato temi tristi o comunque complicati, per entrambi, ma a volte le cose non vanno bene ed è giusto che tra migliori amici se ne parli e ci si confronti. L'ultima cena insieme era andata al contrario, piena di prospettive e belle speranze, e guarda come cambiano le cose.
E cambieranno ancora, tanto noi siamo sempre qua.

(post scritto ascoltando No More Shall We Part di Nick Cave And The Bad Seeds)
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Vecchio 06-10-2019, 21.57.22
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Predefinito diciassettesima scatola: Star Wars Episodio 1 Racer

La settimana scorsa con due amici abbiamo iniziato l'ormai consueto cineforum di Star Wars, che facciamo sempre quando sta per uscire un nuovo film. Nonostante gli ultimi due episodi ci abbiano disgustati abbiamo deciso che andremo a vedere quest'ultimo, che chiuderà (certamente malissimo) la saga, e quindi abbiamo iniziato a riguardare tutti i precedenti. Stavolta, a differenza delle altre, stiamo guardando i film in ordine di "fatti narrati" e non di "produzione", iniziando quindi dalla trilogia prequel. Abbiamo visto il primo episodio, che è sicuramente quello che ho visto più volte: era il primo uscito da quando mio papà mi aveva fatto conoscere la trilogia e comprai la videocassetta prima e il dvd dopo. Il film è bistrattatissimo dai fan di vecchia data (ma li avete visti gli ultimi, amici?) per un po' di ingenuità, e forse è comprensibile. Ma è il punto di partenza di una trama politica imprevedibile e, soprattutto, contiene la mia scena d'azione preferita del cinema.
Non sto esagerando: niente mi ha mai emozionato come la corsa degli sgusci.

Nel film dura una ventina di minuti, che forse è parecchio per una sequenza d'azione con pochissime parole, ed è stato meraviglioso guardarla con il mio impianto home theatre e gli sgusci che passano quasi dietro al divano. Dentro di me, però, dura molto di più: diciamo il tempo che ho impiegato per completare Racer.
Racer fu uno dei due videogiochi estratti dal film: il primo, intitolato (come il film) "La Minaccia Fantasma", era un pessimo gioco d'azione in terza persona a cui ho giocato parecchio quell'estate, sul mio computer in campagna, e comprato mentre Andrea comprava Half Life, che mi avrebbe prestato l'estate successiva. Racer, invece, lo comprai al negozio di Martino (che ancora non era bla bla bla) e lo consumai letteralmente. Espandeva il concetto della gara creando ben quattro campionati, ambientati su diversi pianeti, ognuno coi suoi sgusci e la possibilità di fare progredire la propria navicella. Una specie di "Wipeout dei poveri", in fondo, visto che non c'erano armi e che la colonna sonora, al posto della musica elettronica, era quella di Star Wars, quindi piuttosto classicheggiante. Del resto Wipeout era entrato nella mia vita un anno prima, e Racer ne fu una variante che mi piacque parecchio.
Ci giocai tantissimo senza riuscire a completarlo, cosa che feci la seconda volta che lo ripresi in mano, almeno cinque anni dopo. Forse mi piacque così tanto perché estendeva la mia scena d'azione preferita, che lo è tutt'ora a distanza di vent'anni.

(post scritto ascoltando Abattoir Blues di Nick Cave And The Bad Seeds)
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Vecchio 06-10-2019, 22.02.02
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Predefinito cose che credevo finite e invece non lo erano

Citazione:
Originalmente inviato da gabo86 Visualizza messaggio
Appuntamento alle nove e mezza ma io
per non fare tardi forse ho cannato da Dio
alle nove sono già sotto casa tua


E non perchè mi aspettassi di vedere un reggiseno a balconcino. No, avevo delle cose da fare. Prima di tutto, andare nella mia casa in campagna, dove si sarebbe svolto il tutto, a montare tutto quello che avevo smontato dalla mia casa di città. Poi, andare a parlare con degli zii per organizzare la terza edizione della "mega mangiata di carne di cavallo della famiglia Mirabella". Ero dagli zii, ho sentito la sua macchina e sono corso a salutarlo. Abbiamo preso le cose da mangiare e da bere che aveva portato a casa sua e siamo andati a casa mia.

Gli altri sarebbero arrivati dopo un'ora, così ci siamo messi comodi e abbiamo iniziato.
Avevo montato tutto: PS2 prestata (per l'ultima volta) da Martino, videoproiettore, altoparlanti con tanto di subwoofer. Gli ho spiegato che visto che Martino m'aveva chiesto indietro la PS2, questo probabilmente sarebbe stato il nostro ultimo torneo. E volevo celebrare questo evento con qualcosa di speciale: avremmo giocato a Wipeout Fusion, ma avremmo ascoltato nel frattempo la colonna sonora del primo Wipeout, quello che scoprimmo nel 1998 e che diede inizio ai nostri supertornei, ormai undici anni fa.

Nonostante l'inusuale (e altrettanto splendida) colonna sonora, che lui ovviamente non ricordava per niente (io sì, perchè l'ho ascoltata spesso in questi undici anni), il torneo è stato un torneo come tanti altri: lui ha vinto di misura il primo campionato, e io l'ho surclassato sul secondo, sul terzo e sul quarto, portandomi ad un 3-1 che mi consente di diventare Campione di Wipeout Fusion, forse per l'eternità.
Mentre facevamo l'ultimo giro, mi ha finalmente spiegato (come promesso) come fa a barare, cioè a non esplodere. Lo odio. Era un trucco stupidissimo, un errore di programmazione del videogioco per cui la sua macchina (e solo la sua) non esplode se spara una determinata arma. Solo che funziona solo con lui. Maledetto!

Finito il campionato, sono arrivati altri quattro cugini, e lì siamo entrati nel cuore della serata (anche se per me la serata poteva finire là). Abbiamo montato la Xbox 360 e abbiamo fatto un gigantesco torneo a PES, gioco di calcio che io ODIO come tutti i giochi di calcio, che per me non si avvicinano minimamente alla realtà. Io ed Ale abbiamo creato un girone all'italiana in cinque giornate che non ci risultava mai perchè alla quarta giornata ricapitava qualche incontro che già c'era stato, e allora ci siamo messi con schemi matematici finchè non è risultato tutto.
Io, ovviamente, ero la squadra materasso. Avrò giocato sì e no due volte a PES, quindi, insomma, inutile dire che ho perso tutte le partite. Ma c'è un ma. Ma...piano piano andavo sempre più migliorando, così l'ultima partita ho adottato una strategia che se l'avessi adottata prima avrei potuto anche non perdere tutte le partite. Si trattava del "quando hai la palla, spazza via". In questo modo il gioco non esisteva, era assolutamente frammentato, ma almeno avvicinarsi alla mia porta era difficilissimo. In tutto questo c'erano Ale e suo fratello che facevano uno dei cori simbolo della mia amicizia con Ale, ovvero "noi vogliamo almeno un pareggio", che ha una storia lunghissima e divertentissima. E insomma, in mezzo a questi cori mi sono emozionato, finchè alla fine non ho subito comunque un gol, all'ottantaseiesimo, con grandissimo rammarico da parte di tutti.
I primi quattro del campionato (esclusi io ed Ale) hanno poi fatto semifinali e finale.

Poi abbiamo fatto una partita a poker texano (il gioco a carte più stupido del mondo, secondo me), e, dopo il cinquantasettesimo brindisi della serata, siamo andati più o meno a dormire, anche se era già quasi l'alba. Per fortuna non avevo bevuto tanto, o comunque non come per l'addio al celibato di suo fratello (finito vomitando la cena).

La cosa bellissima è stata che durante il campionato di calcio e la partita a poker, la colonna sonora era personalizzatissima. Abbiamo ascoltato, in rigoroso ordine cronologico, tutta la discografia degli 883, esclusa la raccolta di remix e le due raccolte di successi, ed esclusi gli inediti delle ristampe. Alla fine erano sei dischi, tanto per dare l'idea di quanto sia durata la serata. Ed è stato bellissimo vedere scorrere le nostre vite attraverso le canzoni, con i primi album che sono stati vissuti "in diretta" da Ale e suo fratello, e da me solo di riflesso; e poi gli altri, più recenti, vissuti "in diretta" anche da me. E vedere che noi tre in particolare (anche gli altri, ma soprattutto noi tre) conoscevamo a memoria TUTTE le canzoni, anche quelle infilate nei dischi e mai sentite in radio o in tv. Le conoscevamo tutte. Ci siamo cresciuti.

Un attimo prima di chiudere casa ed andare via, ho dato un disco ad Ale. E' un disco che casualmente ho trovato in download qualche giorno fa.
E' l'ultimo concerto degli 883, un concerto molto speciale: Max Pezzali, chitarra, pianoforte e, per ogni canzone, un musicista degli 883 ad accompagnare la canzone, in aggiunta al chitarrista ed al pianista. E' un concerto speciale perchè lui s'è visto scorrere la propria carriera di cantautore davanti, vedendo tutti o quasi i musicisti che hanno suonato con lui, fino all'epilogo finale e la scelta di farsi chiamare Max Pezzali e non più 883.

E, alla fine del concerto, con la coda strumentale di Come Mai in sottofondo, Max fa un ringraziamento.

E questo, caro baruzzu, è per te.
Pensavo che avremmo finito di giocare a Wipeout quella sera, e invece il maggio successivo mi regalò la PS3 per la laurea e io comprai il nuovo Wipeout e da allora giochiamo a quello (dieci anni tra sette mesi, ci toccherà festeggiare anche quello, e non solo con un post).
Pensavo che avremmo finito di frequentarci quella sera, e invece riuscimmo a vederci quantomeno per le partite l'anno successivo, e visto il risultato furono le partite più belle di sempre. E poi riuscimmo a esserci sempre, meno di prima ma comunque sempre, e quando c'è stato il botto mi sono ritrovato in prima linea.

Per il resto, confermo quanto scritto qualche giorno fa sulla sensazione di ineluttabilità e di "fine ciclo". Certo è che quel giorno non avrei mai pensato che dieci anni dopo le cose sarebbero andate così come sono andate.
Però quella sera mi sono divertito un sacco.
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  #8044  
Vecchio 07-10-2019, 21.11.02
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Predefinito diciottesima scatola: Wipeout

Pensavo di scrivere un post su Wipeout.
Poi ho cercato tutti i post scritti da me che contenessero questa parola, e ce ne sono 161.
Quindi mi limito a copincollarne un pezzo di uno di questi, scritto qualche mese fa.

È una storia che ho raccontato mille volte, ma a pezzi. E poi stavolta la racconto con ancora addosso la scia di quello che ho appena fatto.

È una storia che inizia nell'estate del 1998. Non era un'estate come le altre: la precedente era stata un disastro, un po' perché Ale aveva trovato la ragazza e quindi passavo in secondo piano (ricordiamo che "ero solo un bambino" - cit.), un po' perchè l'Amiga di Ale e suo fratello s'era rotta e per la prima volta non avevamo praticamente giocato a niente. E così quella del 1998 era così vuota di speranze che per la prima volta portai in campagna il mio computer, quello su cui giocavo per tutto il resto dell'anno. C'avrei giocato anche d'estate, tanto cosa poteva succedere?
Invece, qualcosa successe. Il fratello di Ale aveva comprato la Playstation, che ormai iniziavano ad avere tutti, e tra i vari giochi uno attirò la mia attenzione, anzi, la mia e di Ale: Wipeout. Era un gioco di corse automobilistiche futuristiche (genere per noi completamente nuovo), con vetture fluttuanti che si sparano tra loro per rallentarsi a vicenda mentre cercano di tagliare per prime il traguardo. Non si poteva giocare in due (a differenza di moltissimi dei giochi della nostra infanzia) ma passammo l'estate giocando a quel gioco, e soprattutto ascoltandone la colonna sonora firmata da artisti di prim'ordine. Non esagero se dico che la mia prima canzone dei Chemical Brothers è Chemical Beats, conosciuta giocando a Wipeout nell'estate 1998.

Poi l'estate finì, e con essa i videogiochi estivi. Tornai a Catania ma stavolta, sulla scia dell'estate, comprai anch'io Wipeout, per PC. Passai i mesi seguenti giocandoci, poi comprai il seguito e il primo passò in secondo piano, poi il seguito smise di funzionare e tornai al primo, ma già un anno dopo non ci giocai più.
Questo però non mi impedì di continuare ad ascoltarne la musica. Anzi, la traccia più duratura del primo Wipeout è forse stata la musica.

Come già per altri giochi, il cd di Wipeout si poteva inserire nello stereo per ascoltarne la colonna sonora. E quella mi piaceva così tanto che la copiai su una musicassetta che camminò con me, nel mio walkman, per tutto l'anno successivo. La colonna sonora di Wipeout 2097, il seguito comprato qualche mese dopo, era poca roba in confronto, così fu la colonna sonora di Wipeout a rimanere, legata al videogioco e non.

Potrei poi raccontare come un cd intitolato "Wipeout - The Music", che conteneva alcuni brani della colonna sonora ed altri inediti, mi abbia fatto scoprire anni dopo i Manic Street Preachers; o potrei poi raccontare come cinque anni dopo io e Ale abbiamo iniziato un torneo di Wipeout che ci vede sfidarci ancora oggi. Ma qui si parla del primo Wipeout.

Stasera ho giocato al primo Wipeout. Vent'anni dopo la prima partita e poco meno di vent'anni dopo l'ultima. La colonna sonora la ricordavo alla perfezione ma l'ho ascoltata milioni di volte in questi vent'anni; le piste un po' meno, ma me la sono cavata.
Vent'anni fa non l'abbiamo completato. Poi l'abbiamo abbandonato. Che il ventennale sia la volta buona?


Risposta: sì.
E la scatola è ancora con me.
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Vecchio 08-10-2019, 20.52.49
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Predefinito come il thread "se fosse una canzone"

Perturbazione - Monogamia


Ho cento paia di sguardi dentro agli occhi
E li confronto tutti quanti con i tuoi
Cento sirene nelle orecchie
E i loro canti li confondo con i tuoi
Cento e più labbra rosse nella notte
Te le vedo addosso
Cento ciliegie al centro tavola
Le corde ai polsi vorrei le stringessi tu
La tentazione mia
Sei tu

Monogamia, monotonia
Qualunque cosa sia
La gelosia in fondo è
Lo specchio in cui mi guardo
Monogamia, di cortesia
Qualunque cosa sia
La gelosia in fondo è
Lo specchio in cui mi guardo

Il nostro letto è sfatto dalle fantasie
Dai vestitini audaci di commesse col push-up
Da maschi dominanti e denti seducenti
Da vampiri di Twilight
È roba da psicanalisi
Questo confonderci per alibi
Ma chi saranno i testimoni il giorno del processo?

Monogamia, monotonia
Qualunque cosa sia
La gelosia in fondo è
Lo specchio in cui mi guardo
Monogamia, di cortesia
Qualunque cosa sia
La gelosia in fondo è
Lo specchio in cui mi guardo

Tu sei la fine del mondo
Quando senti che noi andiamo a fondo
Tu sei la fine del mondo
Tu sei la fine del mondo
Tu sei la fine del mondo
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Predefinito diciannovesima scatola: Wipeout 2097

Copincollo anche per il 2097, ma da un altro thread:


Un paio di mesi dopo aver comprato il primo Wipeout per PC ed essermi definitivamente invaghito della sua colonna sonora (ma un anno prima di comprarne il cd "ufficiale", quello di cui ho appena parlato e che mi ha fatto scoprire i Manic Street Preachers) scoprii che l'anno prima era uscito un seguito: si chiamava Wipeout 2097 e c'era anche per pc. Così cooptai mia zia per il classico "tour dei negozi di videogiochi" che mi concedeva ogni tanto: se avevo un videogioco a cui tenevo particolarmente mi accompagnava in giro per tutti i negozi di videogiochi di Catania e se lo trovavo me lo regalava. Il giro classico prevedeva il negozio della mamma di Marti in via Canfora, poi un negozio in via Gorizia, uno in viale Africa, uno in piazza Galatea (l'unico che resiste ancora oggi, credo), uno in via Milo e chissà quanti altri che non ricordo. Ho speso (anzi, ho fatto spendere ai miei genitori e a mia zia) una fortuna in videogiochi, e ogni volta li pregustavo così tanto (mesi, a volte anni) che appena li avevo in mano non smettevo di giocarci finchè non avevo sviscerato ogni singolo bit. Non ho mai lasciato un videogioco a metà, così come un libro. Che, per inciso, per me sono entrambi esempi di arte.

Comunque, Wipeout 2097 era introvabile a Catania, così vidi su una rivista di videogiochi che lo vendevano per corrispondenza (ancora la compravendita su internet non esisteva, stiamo parlando di una vita fa) e quindi lo presi così. Arrivò a casa e ancora prima di giocarci ne ascoltai la colonna sonora. La pregustavo già, avendo letto che comprendeva nomi di enorme calibro, ma per mia grossa delusione i grandi nomi erano solo nella versione per Playstation. Quella per pc era curata soltanto dal solito Cold Storage (ovvero il sound engineer della Psygnosis, la casa produttrice del gioco), e se nel primo gioco aveva fatto un lavoro incredibile, in questo secondo mi lasciò completamente insoddisfatto. Moltissimi anni dopo, invece, riuscii a procurarmi il cd con la colonna sonora, come per il primo Wipeout, e comprendeva anche molte delle tracce della versione per Playstation. Anche in questo caso la qualità è di gran lunga inferiore rispetto a quella del primo capitolo, ma per Herd Killing dei The Future Sound Of London chiunque darebbe un braccio. O almeno, io lo darei.

Wipeout 2097 era molto più bello del primo, molto più rifinito, ma "durò pochissimo". Intanto quando lo comprai scoprii di avere bisogno di una scheda video 3D, che mi ero sempre rifiutato di comprare fino ad allora; la comprai, giocai e poi pochi mesi dopo aggiornai il pc e il gioco divenne misteriosamente ingiocabile: a differenza di qualsiasi altro videogioco, infatti, la velocità del gioco aumentò con la velocità del processore. E' una cosa paradossale, perché io tuttora riesco a giocare con giochi dei primissimi anni '90 senza problemi, e Wipeout 2097 invece si è rivelato ingiocabile (anche se è anni che non ci riprovo e magari ora qualcuno ha trovato una soluzione). Peccato, perché era splendido. Anche se la colonna sonora non era poi un granchè.



E comunque poi c'ho rigiocato e l'ho completato, qualche mese fa, dopo il primo Wipeout.
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Predefinito ricordo il giorno del suo matrimonio

Citazione:
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Ometto assolutamente le prime due ore dal nostro incontro. Lui le ha fatto una sorpresa (con la mia complicità) che mi ha sconvolto perchè ok, io e lui saremo diversissimi, soprattutto nel campo delle relazioni sentimentali, ma ha fatto ESATTAMENTE la stessa cosa che avrei fatto io. Cioè, ha fatto una cosa alla me. Anni fianco a fianco producono queste cose, sì.

Poi siamo andati verso la sua casa a Catania. Prima l'ho supplicato di passare da casa in campagna dove ha detto che aveva la cravatta azzurra che gli avevo chiesto, visto che due minuti prima di uscire di casa mia madre mi ha detto "la cravatta azzurra che volevi metterti è macchiata, tieni questa grigia", e io quella grigia non la volevo, e lui m'ha detto che ne aveva una azzurra, ma era in campagna, e avremmo dovuto allungare...oh, guidavo io, l'ho portato là e l'ho costretto a prenderla.
Costretto per modo di dire, lui era ben felice di farlo.

E poi, stavolta con Jova come colonna sonora, siamo andati a casa sua a Catania. Abbiamo fatto tre viaggi per portare tutto quello che dovevamo portare dalla mia macchina: miliardi di cestini di fiori, i miei vestiti per il matrimonio, materassino e sacco a pelo per dormire a casa sua. Un delirio.
La cosa che m'ha fatto pensare al fatto che era veramente in un altro mondo, con la testa, è stata la sua non-reazione ad una telefonata. Io ho ricevuto una telefonata, mi sono allontanato per rispondere, sono tornato quasi saltellando, e lui non m'ha neanche chiesto "chi era?". Si vede che era proprio in un altro mondo.
Poi siamo andati a cena. Com'è l'ultima cena da scapolo? Beh, pasta in bianco per lui, pasta con la salsa per me. Banale? Probabile, ma lui stava crepando per il mal di stomaco; nervoso, ovvio. Io ero tranquillo, o almeno, credevo di esserlo, visto che alla fine ho passato la notte in bianco proprio come lui. Non siamo andati a letto tardissimo, abbiamo aspettato che finisse la partita di hockey su pista (io e lui riusciamo ad appassionarci agli sport più assurdi) e poi abbiamo sistemato il materassino ed il sacco a pelo accanto al suo letto, mi ci sono messo sopra (mica dentro) e abbiamo provato a dormire.
Ci svegliavamo ogni mezz'ora, è stata una vera tortura, finchè, inesorabile, alle 6.30 dell'indomani mattina è suonata la sveglia.

L'abbiamo puntata così presto per poter fare tutto con calma: colazione, doccia, sguardo sveglio, e poi la mitica vestizione. Ecco, io avrei preferito fargli delle foto mentre si vestiva (ad esempio, mentre si faceva legare da suo padre la cravatta, o mentre andava in giro con le mutande ed i calzettoni fino al ginocchio) al posto delle foto che gli avrebbero fatto dopo. Ovvero finte foto in salone, finte perchè erano tipo "fai finta che ti stai abbottonando la camicia" e cose simili. Ok, ci stavano, mi rendo conto, ma io giuro che non voglio fare una fine simile. Lui era contento. Io sarei stata la persona più torturata del mondo, al suo posto.
Un'altra cosa che m'è sembrata assurda è stata la "finta uscita". La macchina "seria" (una Mercedes con tanto di autista) sarebbe arrivata a prenderlo molto prima del matrimonio, così lui s'è fatto fare le foto mentre saliva sulla macchina, ma poi la macchina è andata via senza di lui perchè altrimenti sarebbe arrivato troppo presto alla cerimonia. M'è sembrata assurda ma vabbè, forse ci stava.

Dopodichè abbiamo tagliato i nastri da legare alle macchine, li abbiamo legati alle antenne e siamo andati su. Su su, il posto era quasi sull'Etna. Conoscevo pochissimi degli invitati, giusto la mia famiglia estesa con tanto di cugini e zii. E poi i genitori della sposa, ok. In puntualissimo ritardo la cerimonia è iniziata. Io, assieme a un mio cugino (il fratello dello sposo) e sua moglie, mi sono seduto in prima fila, dal lato dello sposo. Mi sono emozionato tantissimo, soprattutto quando sono stato chiamato a firmare OTTO VOLTE per testimoniare. E' stato buffissimo perchè io volevo impegnarmi a firmare con una calligrafia decente, e invece ogni volta che firmavo era sempre peggio, una specie di geroglifico molto peggio di qualsiasi altra firma fatta in vita mia, firme post-esami incluse.

Dopo la cerimonia mia madre si è avvicinata a noi cugini-testimoni e ci ha detto "visti da dietro eravate tutti e tre uguali: tutti e tre senza capelli". Risate generali.

Salto il resto della cerimonia, insomma: lancio di riso, e poi tutti a mangiare.
Ed è stato lì che m'è venuta un'idea geniale.

C'era una tastiera. Tastiera elettronica. Una pianola, insomma. C'era un microfono. E allora, perchè non organizzare qualcosa di divertente?

Se c'è una cosa che lega tutti noi cugini Mirabella è il fatto di essere tutti cresciuti con gli 883. Così sono andato dal fratello dello sposo e gli ho detto "senti, pensavo di suonare qualcosa alla tastiera con qualcun altro che canti, qualcosa degli 883, tu che dici?". E lui "non ti passa più!".

Ehm.

Non Ti Passa Più è una splendida canzone degli 883. E' sicuramente la mia preferita tra tutte le loro ottanta canzoni, nonostante non sia per niente profonda. Ma è dannatamente divertente, è estremamente autoironica sulla condizione maschile e insomma...fa ridere tantissimo. A me piace proprio. Per chi vuole ascoltarla (con relativo video) è qui. Il problema era che la canzone, dopo questa prima parte divertente, si evolve, con lui che viene mollato da lei, poi la incontra con un altro...insomma, non era il caso. Ma la prima era strofa. E allora, perchè non cantare solo la prima strofa?

Così è successo questo: siamo andati alla tastiera, abbiamo preso il microfono, abbiamo chiesto scusa a tutti i presenti per quello che stava per succedere, ma volevamo fare una dedica allo sposo.

Poi ho iniziato a suonare, e dopo un'intro strumentale tutti hanno iniziato a cantare quello che segue:

Bello, non ti passa più
te la sei voluta tu
vuoi la bicicletta e poi
pedalare e cazzi tuoi
Livello 1: Pupazzo patetico
vestito a festa
all'una a pranzo dai suoi
"Signora, sa, una pasta al forno
così non l'ho mangiata mai"
Livello 2: L'interrogatorio
"Ma con mia figlia
tu che intenzioni hai?"
"Lei ha bisogno di uno serio
Spero non ci deluderai"
Poi di corsa dagli amici del bar
almeno per mezz'ora un po' di tranquillità
ma da come guardano
sembra che mi dicano
Bello, non ti passa più
te la sei voluta tu
vuoi la bicicletta e poi
pedalare e cazzi tuoi


Ammettiamolo: c'è voluto molto coraggio, da parte di tutti noi. Tutti noi cioè io, mia sorella, il fratello dello sposo, un altro cugino mio coetaneo e soprattutto un cugino trentacinquenne, stimatissimo manager, padre di due bambini...e però prontissimo a mettere alla berlina lo sposo.

Poi, siccome non volevamo fare la figura dei guastafeste, abbiamo deciso di fare un po' le persone serie. Abbiamo costretto lo sposo a venire da noi e abbiamo intonato, tutti insieme e per intero, con me che suonavo, Come Mai. E' stato un momento di unità familiare bellissimo, tant'è vero che, ad esibizione conclusa, un sacco di persone (soprattutto parenti della sposa) sono venuti da noi a complimentarsi, non tanto per l'esecuzione (pessima) ma per l'idea e per l'unità familiare. Quando più tardi la madre della sposa e la mia si sono messe a parlare, ho sentito la prima dire alla seconda "già pensavo che suo figlio fosse fantastico dopo il quaderno come regalo, ma oggi si è superato". Fantastico.
Tralaltro di quest'esibizione esiste un video. Io non ce l'ho ancora, ma quando ce l'avrò potrei anche postarlo. Chissà.

Il resto, sinceramente, è passato abbastanza velocemente. Torta, brindisi, regali, foto, regali ai testimoni (uno splendido orologio della Breil col quadrante, guarda caso, azzurro), abbracci e un senso di stanchezza infinito.
E di soddisfazione infinito.

E un attimo prima di andare via, ci siamo fatti una foto.
Padrino e figlioccio.
Sposo e testimone.
Fratello maggiore adottivo e fratello minore adottivo.
Baruzzu e baruzzu.
L'altroieri sera Ale mi ha telefonato e mi ha detto che si sentiva particolarmente giù a causa dell'imminente ricorrenza. Così gli ho detto "dieci anni fa, a quest'ora, ti stavo accompagnando da lei per farle la sorpresa pre-matrimonio".
Sono passati dieci anni e mi chiedo cosa sia rimasto di quel giorno.

La ragazza che mi ha telefonato quella sera adesso vive con me.
Le mie firme da testimone non sono migliorate neanche nei tre matrimoni successivi.
I capelli non sono ricresciuti a nessuno di noi tre.
Noi cugini "allargati" ci siamo sempre visti poco ma ogni volta è una festa.
L'orologio col quadrante azzurro si è fermato, e questa è la coincidenza più incredibile di sempre, proprio mentre accadeva il fatto che avrebbe sciolto il vincolo in occasione del quale mi è stato regalato l'orologio stesso.

Tutto il resto che ci siamo detti io e Ale, anche dopo per messaggi, è giusto che resti da noi. L'ho invitato più volte a scriverne qui, dato che per me è sempre stato liberatorio, ma ognuno fa quello che vuole.
Io so solo che dieci anni fa si è sposato e per me è stata un'ufficializzazione della mia necessità di cambiare vita. In fondo le cose stavano già cambiando.

Però...tutto è una sequenza di rapporti causa-effetto, e così quando ieri gli ho scritto "non ho fatto il mio dovere, avrei dovuto urlare durante il matrimonio per interrompere la cerimonia" mi ha risposto che in quel modo non avrebbe avuto suo figlio, e allora è meglio così.
Già, è meglio così.
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Vecchio 10-10-2019, 21.06.06
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Predefinito ventesima scatola: Worms Armageddon

Ho fissato a lungo questa scatola prima di scrivere il post, per due motivi: innanzitutto perché è l'ultima, e poi perché mi sono chiesto come mai non abbia mai inserito Worms Armageddon nella lista dei videogiochi che mi hanno cambiato la vita. La risposta è semplice: forse non me l'ha cambiata, non almeno quanto gli altri. Eppure...eppure c'ho giocato tantissimo, e in contesti molto diversi tra loro.
È stato Lapi, il cugino di mia mamma, a farmelo scoprire durante la mia settimana trentina dell'estate 1998. Era il primo Worms, e dopo qualche mese è uscita la nuova versione, dalla grafica splendida (per l'epoca) e così l'ho preso subito. Andavo in terza media e divenne un tormentone della mia vita.

Il bello di Worms Armageddon è che è stato uno dei pochissimi giochi con cui sono riuscito a coinvolgere "non giocatori". Mia sorella, ad esempio (oltre a mio fratello, ma lui giocava spesso ai videogiochi), oppure anche Grazia. Ricordo di averci giocato con tutti loro e anche con Andrea, che mi fornì una spassosissima patch per le voci in dialetto siciliano, con dei tormentoni che ci fanno ridere ancora oggi (noi due e mio fratello). E poi il bello è che si poteva giocare in quanti si voleva (fino a sei) sullo stesso computer, perché era un gioco di strategia a turni, in cui ogni squadra ha qualche decina di secondi di tempo per far muovere uno o più vermi e poi sparare un colpo di un'arma a scelta. Sì, di vermi: è un gioco spiritosissimo, con ambientazioni assurde (e "giganti", vista la dimensione dei vermetti) e bidimensionali. Qualche anno dopo uscì la versione 3D, che adorai e a cui giocai tantissimo ma con la quale non riuscii a coinvolgere nessuno. L'immagine che assocerò per sempre allo sbarco in Normandia è la sua riproposizione in chiave Worms.

Worms Armageddon era divertentissimo in multiplayer ma anche da soli, con livelli su livelli da superare, sconfiggere squadre di vermi dagli improbabili nomi e andare sempre più avanti, con armi "convenzionali" (ma non per un verme: bazooka, granata, eccetera) e meno convenzionali (pecore, bombardamenti di tappeti, statue di cemento). Un gioco ilare e maledettamente divertente.

Poi, semplicemente, non ha più funzionato. Il mio cd era troppo rigato, e non sono più riuscito a giocarci.
Potrei riprovarci, chissà.

Intanto mi tengo la scatola.
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Predefinito friends have been friends

L'altroieri, appena iniziata la pausa pranzo, ho visto che sul telefono c'era una chiamata senza risposta. Ho letto il nome, poi ho sbattuto gli occhi per essere sicuro di aver letto bene, perché magari si trattava di "Papi", che poteva anche starci. Ma invece no, era "Pippi", e la cosa mi è sembrata molto strana. L'ho richiamato ma non ha risposto, mi ha richiamato e l'ho visto solo dopo, l'ho richiamato e finalmente ha risposto. Mi ha detto che era a Padova, che era stata una decisione dell'ultimo minuto, che si sarebbe fermato qui solo fino all'indomani mattina e che era abbastanza pieno di impegni lavorativi. Fondamentalmente potevamo vederci solo dopo cena, e il dopo cena è significato uscire di casa alle 23, con Vero già a letto e io che avevo giocato un po' al computer (ci pensavo ieri: da bambino dicevo "giocare al computer" e non "con il computer", e immagino sia un errore "regionale" che mi sono portato dietro). L'ho fatto, e mentre attraversavo il centro di Padova ascoltando quel capolavoro di Weather Diaries dei Ride, mio loro disco preferito nonché disco dell'anno del 2017, ho pensato a questo post, in cui ho raccontato "rise and fall" di me e Pippi. Per la cronaca, pensavo di dover raccontare tutto di nuovo ma poi mi sono ricordato del post e così mi limito a metterne il link. Aggiungo solo che nei quattro anni successivi la situazione non si è smossa, se non con una lunga telefonata lo scorso anno, e poco più.

Abbiamo passato un'ora in un bar del centro, senza affrontare questioni che è inutile affrontare, come quelle del post di cui sopra. Ma abbiamo parlato forse per la prima volta da adulti, affrontando mille questioni. Gli ho raccontato del mio lavoro di cui sono contentissimo nonostante possa "fare strano", e mi ha raccontato del suo, incerto per propria scelta ma anche pieno di stimoli; mi ha raccontato delle sue storielle post-fine convivenza, e io gli ho raccontato di quanto mi senta "vergognosamente felice" negli ultimi mesi, ora che abito con la persona che amo da dieci anni. E proprio a proposito di questo, della convivenza, gli ho detto che la mia più grande paura è rinunciare alle passioni personali, come Ciccio che non ascolta più un disco intero da un paio di anni (Ciccio, ovvero l'ultimo SQUOT rimasto con cui parlare di musica) e che non va in bici da quando siamo andati insieme al Rifugio Citelli (sempre Ciccio, ovvero uno dei due SQUOT con cui ho fatto imprese ciclistiche di un certo tipo) o come Marti che non gioca più ai videogiochi da mesi (e qui non serve sottolineare il legame tra lui e i videogiochi, ne ho scritto mille volte, anche di recente); e gli ho raccontato che ce la sto facendo, che proprio in questi mesi sto leggendo un sacco, sto giocando un sacco, e soprattutto sto ascoltando un sacco di musica, senza per questo trascurare la mia compagna. E abbiamo appunto parlato anche della musica, dei nostri amati Manic Street Preachers, del fatto che "la musica contemporanea mi butt[i] giù" e che ogni anno ho una trentina di album nuovi di artisti che seguo già da ascoltare per poter pensare di appassionarmi anche a qualcosa di totalmente diverso. E del rock, di me e il rock.

Abbiamo parlato come parlavamo dieci anni fa, e stavolta l'abbiamo fatto in un pub qualsiasi del centro di Padova, città in cui non era mai stato e che ormai è mia. E a tal proposito abbiamo anche confrontato Padova e Catania, e abbiamo confrontato i diversi atteggiamenti che diversi SQUOT espatriati e non hanno verso la nostra città natale.

Ci siamo abbracciati, chissà quando ci rivedremo. Poi sono tornato a casa cercando di non fare troppo rumore, e Vero ovviamente dormiva già. Mi sono lavato i denti, messo il pigiama, infilato sotto le coperte e avvicinandomi a lei mi sono sentito esplodere di felicità. E senza vergogna.
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Predefinito ma il rock 'n' roll, sì che mi piace

Ho realizzato che la maggior parte della musica che ascolto è rock. Non mi piace il metal, non mi piace l'hard rock, ma certo rock sì. Prediligo i suoni anni '90, sia quelli americani, come Sonic Youth e Pavement, sia quelli britannici come Oasis, Blur e ovviamente Manic Street Preachers. E ho pensato che prima del 2006, cioè prima di conoscere i Manic Street Preachers. per me il rock era rumore. Qualsiasi rock, persino Ligabue. Credo sia una coincidenza il fatto che i Manic, che sono la band che mi ha aperto al rock, siano poi rimasti la mia band preferita di sempre, e credo che dopo tredici anni da allora la cosa possa essere definitiva. Ma comunque loro mi hanno aperto al rock, appunto, e adesso posso dire che il rock è il mio genere preferito, o comunque quello che ascolto di più. Ascolto molta più musica di allora, molto più diversificata, ma mi sono accorto che il suono del rock mi piace proprio.
E ti giuro che non l'avrei mai pensato, all'epoca.
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Predefinito Tomb Raider vs. Prince Of Persia

Quando uscì Prince Of Persia 3D, una ventina di anni fa, fu bocciato dalla critica e ignorato dal pubblico, con la motivazione che "è la brutta copia di Tomb Raider". Io al primo Tomb Raider c'avevo giocato pochissimo, nonostante me l'avessero regalato per il compleanno qualche anno prima, e non trovavo poi tutte queste somiglianze. Sì, il protagonista era inquadrato da dietro le spalle, saltava, si aggrappava, tirava leve, spostava oggetti...ok, forse era veramente simile. Cambiavano moltissimo i combattimenti, visto che in Tomb Raider si usa una pistola (col puntamento automatico, per rendere tutto molto - troppo - più facile), mentre in Prince Of Persia 3D si usano spade e altre armi da corpo a corpo rendendo il tutto molto più vario, con tanto di parate e contrattacchi.
Prince Of Persia 3D non l'ho mai completato. C'ho giocato un paio di volte (negli anni seguenti l'uscita, e poi qualche anno fa) ma non sono mai arrivato fino in fondo. Chissà, forse, un giorno.

Tomb Raider l'ho completato una settimana fa, a distanza di oltre vent'anni dal mio primo e annoiato tentativo. L'ho completato perché appena arrivato a casa nuova, mentre svuotavo le scatole piene di cd mandatemi da Catania, l'ho trovato e mi è venuto in mente che avrei potuto affrontarlo sul serio, prima o poi. L'ho fatto, ed è stato "il gioco dell'estate", con ventitré anni di ritardo. Verrà anche ricordato (forse, chissà se me ne ricorderò) come il primo gioco a cui ho giocato da quando mi sono trasferito a casa nuova. Primo di una lunga serie, spero.
In ogni caso, l'ho completato. E mi sono reso conto che, se è vero che Prince Of Persia 3D è copiato da Tomb Raider, allora è anche vero che Tomb Raider è copiato dai primi due Prince Of Persia. Si tratta esattamente della stessa dinamica: trova l'interruttore per aprire la porta - salta - aggrappati - combatti (seppur con molta meno soddisfazione). Certo, è in 3D e tutto quanto, ma il meccanismo è lo stesso di quei Platform di fine anni '80 - inizio anni '90.
Recuperare un vecchio gioco, in questo caso degli anni '90 (i videogiochi invecchiano molto più velocemente di qualsiasi altra forma d'arte, proprio perché sono la più recente e quindi l'evoluzione è stata più rapida), è rischioso, perché per giocarci bisogna mettersi in mente che, appunto, è un vecchio gioco. Ora, se io giocassi a qualsiasi vecchio videogioco a cui ho già giocato, non ci sarebbe bisogno di metterselo in mente, visto che sarebbe un gioco che fa già parte di me e quindi non lo troverei "vecchio". Ma giocare nel 2019 ad un gioco del 1996 vuol dire eliminare tutte le sovrastrutture costruite nei ventitré anni successivi per capire se sia o meno un gioco valido. Per me, alla fine, non lo è più di tanto, visto che alla fine mi ha abbastanza annoiato, nonostante c'abbia messo un'estate intera per completarlo (e mai più di due livelli per settimana).

Ultima nota: qualche giorno fa su un sito di videogiochi si celebrava il trentennale del primo Prince Of Persia. Il 90% dei commenti non lodava il primo, o i primi due giochi, come avrei potuto fare io e come pensavo che avrebbe fatto chiunque, ma la "saga reboot", quella delle sabbie del tempo, uscita negli anni 2000 e a cui ho giocato solo una sera da Ale sulla sua PS2. Per la gente che scrive sul sito, quindi immagino gli appassionati di videogiochi odierni, sono quelli i giochi che ricordano. Che dieci anni prima ci siano stati due Platform 2D che hanno fatto la storia non se lo ricorda nessuno.
Io, sì.
Mio papà, pure.
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Predefinito è giunta l'ora

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Predefinito oggi va così (grazie per lo spunto, Elaine)

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