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Vecchio 16-01-2018, 20.11.09
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Predefinito ennepiùunesimo post

Che poi, mi sono dimenticato di scrivere forse la cosa più importante di tutte, nonostante i nostri avvicinamenti e allontanamenti, che ci ha "legati".
Prima di lasciare Catania, io sarò andato a casa sua un'infinità di volte (solo una volta a dormire, per il resto molti pomeriggi a suonare, qualche sera a vedere il wrestling con gli altri SQUOT o a mangiare la pizza) e lui sarà venuto a casa mia giusto un paio. Dopo aver lasciato Catania, però, i rapporti si sono invertiti.
Che io ci sia o che io non ci sia, infatti, Martino viene due volte a settimana a casa mia. Non proprio a casa mia, in realtà, ma all'appartamento accanto, dove abita mia nonna, che segue come fisioterapista. All'inizio il suo lavoro era di "rimetterla in piedi" dopo l'ictus, ma dopo l'ultimo ictus, quello che le ha fatto perdere l'indipendenza, il suo compito è stato diverso. Certo, le fa fare esercizi, le dà una mano con la mobilità, per sentire meno dolore o comunque per provare a fare qualche movimento, almeno con le mani. Ma in realtà fa molto da "psicologo": mia nonna, che ha un'adorazione totale per me, vede me in lui, e si è affezionata tantissimo a lui. Così a volte è lui a raccontarmi della mia casa ("ti saluta tua mamma!") e contemporaneamente è paradossale sentire i miei genitori raccontarmi di lui ("oggi Marti ci ha raccontato che"). Una cosa che ha unito e unisce le nostre vite, anche se da lontano, anche se per interposta persona.
Un'amicizia lunga una vita e che va persino oltre le nostre vite.

(post scritto ascoltando Only The Strongest Will Survive degli Hurricane #1)
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Vecchio 18-01-2018, 01.15.02
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Predefinito quattro firme

La prima volta che mi è stato chiesto di mettere una firma eravamo a casa sua. Era l'intervallo del ritorno degli ottavi di finale di Champions League 2008/09 e, mentre il Manchester ci aveva ormai fatto capire che i quarti non li avremmo visti neanche stavolta, mi disse che avevano deciso di sposarsi e che avrebbe voluto che gli facessi da testimone. La notizia non mi diede lo sconforto che avrei potuto immaginare, anche perché sposato o meno, io ero ormai stato messo da parte per quanto riguardava la quotidianità, e il matrimonio non avrebbe cambiato in peggio le cose. Sapevo, però, che era giusto così per lui, e del resto tutti me lo ribadivano così ripetutamente (scambiando il mio disappunto con la gelosia) che pensavo fosse la cosa giusta. Oltretutto l'avermi chiesto di fare da testimone mi riempì di gioia, perché voleva dire che non si era dimenticato del tutto di me, e che mi reputava (ovviamente) un rappresentante della sua "vecchia vita". L'avrei traghettato io a quella nuova.
Firmai sei mesi dopo, e visto che non era previsto un "momento testimoni" durante la cerimonia (cosa che sarebbe accaduta ad altri matrimoni, in seguito), decisi di improvvisare una suonata al pianoforte durante il pranzo. Io e altri cugini cantammo prima "Non ti passa più" e poi "Come mai", degli 883. Fu il mio modo di ringraziarlo pubblicamente per l'influenza che aveva avuto su di me (il ringraziamento privato l'avevo già fatto qualche giorno prima).

La seconda volta che mi è stato chiesto di firmare è stata nostra madre ad avvertirmi. Mi disse che mi avrebbe telefonato per chiedergli di fare da testimone, e quando effettivamente ricevetti la telefonata feci finta di essere sorpreso quando in realtà ero solo disperato. Dentro di me c'era un'opposizione totale a quel matrimonio, eppure sapevo che assecondarlo era la cosa giusta da fare per non distruggere quel poco che restava del rapporto con la nostra famiglia, e il matrimonio in sé poi era giusto per loro. Sbagliato per me, ma giusto per loro.
Firmai sei mesi dopo, e finita la cerimonia rimasi in disparte con parenti e amici.

La terza volta che mi è stato chiesto di firmare è stato durante il primo pranzo al rientro dalle vacanze. Eravamo a casa nostra e mi ha detto che lui le aveva chiesto di sposarla, e che lei aveva deciso di scegliere me come testimone. Fui felicissimo, ero fortemente convinto che lui fosse la persona giusta per salvarla, perché lei aveva bisogno di essere salvata. Forse tutti abbiamo questo bisogno, ma lei di più. Così credevo.
Firmai quasi due anni dopo, e prima di firmare feci un discorso pubblico dal quale feci trasparire la mia speranza verso il loro amore e la mia gratitudine verso il nostro rapporto. A differenza degli altri interventi dei testimoni, durante il mio la gente non ha fatto altro che ridere. Per me è stata una vittoria gigantesca.

La quarta volta che mi è stato chiesto di firmare è stato dopo il soundcheck ma prima dell'inizio del concerto vero e proprio della sua band. Eravamo io e lui, seduti in un pub qualsiasi, e con la barba sbrodolata di salsine varie uscite dal panino, mi ha detto che si sarebbe sposato e che avrebbe voluto che gli facessi da testimone. Che si sarebbe sposato lo sapevo già, l'aveva accennato mesi prima per poi ritrattare per motivi economici. Ma adesso era pronto, e me lo chiese. Fui un po' stupito dalla richiesta, visto che non eravamo più legati come un tempo, ma dall'elenco degli altri testimoni capii che aveva fatto una selezione rappresentativa della sua vita. Ci stava. Quello che non ci stava era...lei. Non solo non ero favorevole all'unione dal punto di vista personale, ma ero anche convinto che non sarebbe mai durata con lei.
Firmai un annetto dopo, e prima di firmare feci un discorso a metà tra il divertito e lo speranzoso. I nostri amici mi dissero che era stata la cosa migliore della giornata.

Quattro firme, su quattro registri diversi, con quattro riti diversi.
E quattro sorti diverse.

La prima firma sta per essere cancellata da altre firme, di fronte ad avvocati. Non c'è l'ufficialità ma manca davvero poco. Tutte le voci della mia testa che avevo messo a tacere sono esplose quando lui mi ha detto tutto, e più che dire "speravo che fossero solo miei timori" non ho potuto fare. Ora siamo vicinissimi in quello che è senza dubbio il momento più difficile della sua vita, cerco di fare il possibile.
La seconda firma resta e resterà per sempre, perché "l'uomo non separi quello che Geova ha unito".
La terza firma vacilla in maniera incredibile. Io pensavo che lui potesse salvarla, ma non sapevo che anche lui aveva bisogno di essere salvato, e che lei adesso ha bisogno di essere salvata anche da lui. È una situazione ingarbugliata che potrebbe portare alla cancellazione della firma, ma dipende da come andranno le cose.
La quarta firma, al momento, è stabile. In fondo mi auguro per loro che lo sia, ma non so.

(post scritto ascoltando BE dei Beady Eye)
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Vecchio 18-01-2018, 14.44.14
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Predefinito io ti maledico

Spero che, prima di brindare con la coca cola e di mangiare i panini con le bandierine, ti vada una nocciolina di traverso.
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Vecchio 24-01-2018, 21.27.30
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Predefinito meglio non scrivere niente, in questi giorni confusi

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Vecchio 28-01-2018, 21.32.36
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Predefinito crash 2

Ripensando ai sabati sera della mia infanzia, di primo acchito ricordo quelli passati a casa di mia zia, prima da solo e poi anche coi miei fratelli, a guardare Scommettiamo Che e a mangiare pizze surgelate e cannoli Mr Day al cioccolato. Ma dimentico sempre di quello che è successo nei sabati sera successivi, in quella "via di mezzo" tra l'infanzia e l'adolescenza chiamata pubertà.
I miei sabati sera delle medie, infatti, li ho passati sempre nello stesso posto. A casa di...teoricamente di mia nonna, la mia nonna paterna, che però per non restare da sola ospitava anche il più giovane dei suoi figli (cioè mio zio), sua moglie e i loro due figli. Mai visti due fratelli essere il giorno e la notte come loro due, ma soprattutto mai aver passato così tanto tempo in una casa (tutti i sabati sera tra la fine delle medie e l'inizio del liceo) e aver legato così poco con entrambi i cugini: uno un po' più grande di me ma molto, forse troppo, più sveglio (leggasi: scatenato), l'altro mio coetaneo ma timido all'inverosimile e bullizzato da chiunque, cugini inclusi.
E così, ripensandoci bene, i miei sabati sera di quel periodo sono legati a quella casa, alla loro Playstation e soprattutto a Crash Bandicoot 2. Il primo non ce l'avevano, ce l'aveva il fratello di Ale e c'avevo giocato qualche volta, ma il meccanismo con cui si potevano recuperare le gemme prevedeva che non si dovesse morire mai durante un livello, e così era praticamente impossibile. Col 2, invece, si poteva morire, riprendere dal checkpoint e ciononostante recuperare le gemme. A questo, però, si affiancava una sorta di follia, ovvero "ti rendiamo tecnicamente più facile, ma le nascondiamo".
Qualche gemma, in effetti, l'avevo trovato anche da solo. Bastava raccogliere tutte le casse di un livello, ma la cosa non era per forza così semplice; oltretutto molti livelli (più della metà) avevano una seconda gemma, da trovare in modi assurdi; c'erano anche livelli segreti e, soprattutto, passaggi segreti.

Accadde tutto in una sera d'estate. Ero nella loro casa di villeggiatura, che a differenza di quelle di tutti gli altri zii e cugini non era in quella che ho sempre chiamato "campagna" bensì da tutt'altra parte, vicino al mare. Ho davanti agli occhi gli avvenimenti di quella sera: era stato invitato un cugino con la sua neo-moglie e la sorella di quest'ultima, una ragazza dall'indole sessuale inquieta che aveva passato la sera giostrandosi (è proprio il caso di dirlo) tra il più grande dei due cugini-padroni di casa, il suo migliore amico ed il figlio di una coppia di amici romagnoli. Fu proprio quest'ultimo a farmi una carrellata dei passaggi segreti del gioco, mostrandomi le follie da fare per raccogliere tutte le gemme. La cosa era già difficilissima a dirsi, figuriamoci a farsi; e, oltretutto, per giocarci decentemente volevo trovare la concentrazione più totale, ed era impossibile farlo con gli altri parenti in mezzo. Così, l'unico momento era il sabato notte: mentre il cugino piccolo dormiva e il cugino grande era a scatenare risse da qualche parte, io sgattaiolavo vicino alla Playstation e giocavo, andando inesorabilmente avanti sabato dopo sabato. Ogni tanto mio zio, vedendo la luce accesa, veniva a rimproverarmi con motivazioni che trovavo assurde tipo "sono le tre di notte, non dovresti dormire?" ma per me c'era solo la caccia alle gemme.
Ce la feci, e fu una soddisfazione gigantesca.

C'è solo un livello, quello con le api e gli alveari, a cui ho giocato a casa di Ale, nella sua casa a Catania (in cui avevo già giocato il primo Crash Bandicoot). Il resto è tutto lì, nella casa invernale di fronte allo stadio e in quella estiva vicino al mare, le due case dei miei cugini. Poi, tantissimi anni dopo, la nonna è morta, la casa invernale è stata venduta da tutti e sei gli zii, che c'erano nati e c'avevano vissuto prima dei rispettivi matrimoni. Loro si sono trasferiti in quella estiva, dove gli zii vivono ancora (i cugini sono altrove, ormai).

Rigiocare a Crash Bandicoot 2, a trentun anni, su un emulatore, a Padova, mi ha fatto tornare in mente tutto questo, e anche di più. Ci sono delle immagini che fanno parte di me e che non se ne andranno mai, e alcune di esse sono legate ad un videogioco per Playstation di fine anni '90 e alle nottate in bianco per completarlo al 100%.

(post scritto ascoltando Gorillaz dei Gorillaz)
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  #7106  
Vecchio 30-01-2018, 14.40.10
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Predefinito ristrutturazione?

Due giorni fa è scattato il decennale del mio post "ristrutturazione". Non l'ho commentato perché sono passato pochissimo da qui ultimamente (lavoro, principalmente, e anche cattivi pensieri), ma cos'altro avrei potuto scrivere? Ad esempio che quella teoria, che esponevo in quel post, per cui "qualsiasi persona fondamentale per la mia vita ha passato almeno una notte nella mia casa in campagna" resta ancora vera, con alcune eccezioni?
Avrei potuto, certo, ma non l'ho fatto. Perché la parola "ristrutturazione", assieme ad un'altra parola ("Noale", forse, oppure "Jabba", o ancora "stage", insomma, una parola che racchiuda tutto questo) mi sta causando degli scompensi emotivi non da poco; scompensi che devo imparare a gestire.
Potrei provare a farlo scrivendo, ad esempio.
Magari.

(post scritto ascoltando Leisure B-sides dei Blur)
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  #7107  
Vecchio 02-02-2018, 01.09.53
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Predefinito

amico mio..mio guru caro.. è stata una giornata di merda oggi, in cui tutte le mie fragilità, e la mia inadeguatezza col mondo, si son fatte sentire. una di quelle giornate in cui ti rendi conto di quanto sia inutile il tuo esser come sei. apro il forum, come ancora mi accade quando ho bisogno di me e di chi sa ascoltarmi, capirmi, e trovo il tuo messaggio. e grazie te lo dico io, perchè la vita ti fa conoscere tante persone dannose, inutili, generalmente son tutte attorno a te, a portata di mano. ma questo posto mi ha dato la consapevolezza che esiste al mondo chi è in grado di sentire e provare come sento e provo io.
qualche sera fa ho aperto la scatola di latta con le foto a me più care, le ho mostrate alla persona che ho accanto (sei la terza persona a cui confesso questa felicità di cui ho paura e che non grido), son sbucate due foto di me e te al radUNO, mi ha chiesto chi fossi. ho sorriso col cuore in mano: è gabo! e gli ho parlato di te. di quanto tu sia a mille nei ragionamenti, nel tuo mai riuscire ad arrestare la testa, e al contempo, di quanto tu abbia un cuore enorme, poetico, buono. della tua simpatia, della tua genialità. dell'affetto che mi lega a te anche se ci siamo abbracciati una volta soltanto. 4321 ancora non l'ho letto. ma ti giuro che quando l'ho comprato ho pensato "chissà se gabo continua a leggere paul". ti voglio bene guru. grazie per l'ennesima carezza alla mia anima. ti voglio bene assai.
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Originalmente inviato da gabo86 Visualizza messaggio
Ciao Selly,
è una vita che non ci sentiamo ma mi vieni in mente. L'hai appena fatto quando, chiudendo il monumentale (più di 900 pagine!) "4 3 2 1" di Paul Auster, che ho appena finito, ho ripensato a com'è iniziato tutto. E lo so benissimo com'è iniziato tutto: sei stata tu.
Era quel periodo in cui sia io sia tu eravamo in simbiosi col forum (periodo lunghetto, oserei dire) e vedevo che scrivevi sempre di questo Paul Auster, e dato che quello che scrivevi mi ispirava, iniziai a leggerlo. O meglio: ne parlai a mia mamma (che non lo conosceva), e qualche mese dopo mi fece trovare Trilogia Di New York.
Era il 15 giugno 2006.
Come faccio a saperlo? Perché l'ho trascritto qui, in un thread (F.I.D.S., se te lo ricordi), mentre accadeva, come facevo e faccio ancora oggi. Così ho una data: 15 giugno 2006. Mia mamma che mi dà un libro dicendomi che le avevo detto che una forumista adorava l'autore, io che lo leggo, io che leggo tutti gli altri, io che a undici anni e mezzo di distanza leggo il suo ultimo libro. È un libro, te lo scrivo senza troppi spoiler, che parla delle differenti strade che avrebbe potuto prendere la vita di una persona se alcune cose fossero andate diversamente, che poi è uno dei temi principali di Auster, solo che stavolta è trattato in maniera veramente approfondita e monumentale.

E allora sono qui che mi chiedo: ma se io non ti avessi mai conosciuta, se non ti avessi mai letta, se non avessi seguito il tuo consiglio letterario, avrei conosciuto Paul Auster?
La mia risposta è "quasi certamente no". Non mi è più capitato che qualcuno me lo consigliasse (oltre te), quindi se non l'avessi fatto tu non l'avrebbe fatto nessuno.
Ho un debito con te, sappilo. Se non ci fossi stata tu, quantomeno non ci sarebbe stato Paul Auster. Non ci sarebbero stati anche altri mille ricordi, ma quello che ha un peso ancora oggi, un peso proprio fisico ('sto libro è enorme!), è il tuo consiglio letterario.
La mia vita sarebbe più povera, e non lo è.

Grazie ancora.

Con affetto,
Gabo.
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She was born with the gift of laughter and the sense that the world was mad.
Può darsi che non sarai mai felice. Perciò non ti resta che danzare, danzare così bene da lasciare tutti a bocca aperta. (H. Murakami)
a me fa morire quanto tu sia una perfetta macchina da guerra nella vita, leggo tipo i post della tua scuola con le convocazioni no? eppoi sul forum saje sul fa' burdell'! - Gels
life is like photography: you use the negatives to develop.
.
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  #7108  
Vecchio 03-02-2018, 10.54.38
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Predefinito cara selly

Uguale uguale uguale. Ieri mattina ero in autobus andando a lavoro e, come da due settimane a questa parte, avevo dentro di me una sensazione orribile, dettata dal cambio di lavoro e da una situazione dentro e intorno a me che sembra mi stia sfuggendo di mano. Seduto sul mio sedile ho aperto il forum, cosa che non facevo da alcuni giorni, e ho letto il tuo post. E mi sono commosso, perché era esattamente quello di cui avevo bisogno.
In effetti, non so se io abbia mai sottolineato a sufficienza la tua importanza nella mia vita alla persona con cui sto. Quanto abbiano significato quelle notti in bianco su msn, e i deliri sul forum, e il consiglio di leggere Paul Auster (che non scriveva un libro da sei anni ma in questi sei anni li ho riletti quasi tutti e non c'è volta in cui io legga Paul Auster e in cui non pensi "se non ci fosse stata selly io questo libro non l'avrei mica letto". Quindi facciamo che anch'io tiro fuori delle foto del mio cassetto (ne ricordo almeno una con una borsa di carta in testa, più altre divertentissime comunque) e le racconto la nostra storia. A volte basta anche solo un incontro per legarsi, e in questo caso eravamo anche legati da ben prima.
Ti voglio bene selly, e ti prego, scrivi più spesso sul forum. Mi manca la tua scrittura, e mi manchi tu.
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Vecchio 03-02-2018, 10.57.35
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Predefinito le ultime due settimane

La sera torno a casa che sono un catorcio, e mi sono chiesto perché non mi stia sfogando scrivendone. La risposta è doppia: non ne scrivo perché scriverne vuol dire pensarci, e già non faccio altro che pensarci tutto il giorno, e se ci penso anche la sera mentre ne scrivo allora veramente non penso ad altro; e poi scrivendone vuol dire che un giorno, quando mi rileggerò, mi ricorderò di questo periodo, che invece voglio attivamente che sparisca dalla mia vita. Voglio dimenticarmi di come sono stato in queste due settimane e di chissà per quanto starò così.
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  #7110  
Vecchio 03-02-2018, 11.09.00
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Predefinito 1.30

Citazione:
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Cioè...dopo quattro anni e mezzo di onorata amicizia squot il cornetto al bar Aiello è passato da 1 euro a 1.10?
E' incredibile.
La cosa non è banale.
Sin dalla costituzione del nostro gruppo di amici (o almeno dal mio ingresso in essi, che ha più o meno coinciso - forse è successo un anno dopo - con la sua nomina in "SQUOT", sempre rigorosamente maiuscolo), i fine serata sono sempre stati al bar Aiello. Anche quando andavamo a scuola, e certamente quando andavamo all'università, ogni serata passata in giro finiva lì, al bar Aiello. Che avessimo mangiato una pizza o che fossimo andati in discoteca (non quando andavamo a casa di uno di noi, ché in quel caso il fine serata coincideva col rientro a casa), il finale era lì. Anzi, prima bibita al chiosco di Piazza Trento (dove a volte passavamo l'intera serata) e poi cornetto al bar Aiello. Il bar apriva a mezzanotte e mezza, apposta per i ragazzi che tornavano a casa. Non c'è stato sabato, per anni, in cui non siamo andati lì a salutarci. E ovviamente vi sono legati anche aneddoti: su tutti, le incredibili performance sessuali di Enrico ce le ha raccontate lì, davanti al bar.
Il cornetto costava un euro.

Così, con grande sorpresa, quando ci tornammo dopo qualche tempo di assenza (mesi? Anni?) scoprimmo che era aumentato a un euro e dieci. I miei amici mi presero in giro per la mia tirchiaggine ("solo tu ti ricordavi che costava un euro"), ma fu una cosa che mi sconvolse. Era finita un'era. E, a quel tempo, bastava poco per farmi sentire finita un'era. Al bar Aiello, e non certamente per l'aumento dei prezzi, ci tornammo pochissimo negli anni successivi, forse una o due volte: avevamo preferito barattare i sabati in giro con i sabati a casa di qualcuno, e lo stesso valeva per gli altri giorni, e così non si finiva più la serata lì.

L'ultima volta che sono tornato a Catania c'era Vero con me, e mia sorella era venuta a prenderci. Eravamo arrivati molto tardi di sera, ben oltre mezzanotte, e avevamo fame. Così, visto che il bar Aiello era di strada, ho chiesto a mia sorella di portarci lì. Del resto il suo primo ragazzo abitava al portone accanto, quindi anche lei doveva essere stata un'habitué, magari negli stessi anni in cui lo ero anch'io, forse un po' dopo. Ho spiegato la storia del bar a Vero (la storia tra me e il bar, intendo), e poi siamo entrati e ho preso un cornetto alla crema.
Costava un euro e trenta, venti centesimi in più dell'ultima volta, cioè dieci anni fa. Forse, stavolta, davvero era finita un'era.
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  #7111  
Vecchio 05-02-2018, 00.14.37
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Predefinito internet è ovunque

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Condividere tutto quello che si ha e che si sa.

Ci sono tantissime cose che credevo perdute per sempre.
Ricordi d'infanzia di vario genere,ricordi di adolescenza,ricordi di tutto.Perdute per sempre.
Videogiochi,canzoni,film,telefilm,dischi.

E invece...con internet torna tutto.
Internet è riuscito a fare quello che io non sono riuscito a fare in tanti anni:ovvero farmi trovare tutte queste cose.
E ci sono riuscito proprio ora che sto raccontando un bel po' di cose su questa carta magica.

Quindi,beh...[usoprivatodiforumpubblico]Ale,quando ti decidi a tornare,io comincio![/usoprivatodiforumpubblico]
E dieci anni fa ce l'avevamo solo sui computer!
Adesso, forse, più sui cellulari (anche se io non smetterò mai di avere ed usare un pc, ovviamente).
E rispetto a dieci anni fa è ulteriormente aumentata la possibilità di trovare tutto e, spesso, lo si preferisce tenere lì. In streaming. In cloud.
Io, invece, scarico quello che trovo. Perché se un giorno "chiuderanno internet", se ci sarà il blackout telematico del millennio, preferisco tenere tutto per me.

Detto questo, questo post è importante non tanto per la possibilità di recuperare i feticci della mia infanzia (in fondo avevo iniziato una decina di anni prima, dal computer in ufficio di mio papà) quanto piuttosto perché è da qui che è iniziato un progetto, quello di raccontare la storia mia e di Ale, che un anno, quattro mesi e diciannove giorni dopo si è trasformato in quello che non esito a definire il più bel regalo di compleanno mai fatto. Anche se in quel momento non potevo ancora pensare che l'avrei fatto (l'idea mi sarebbe venuta solo mesi dopo).
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Vecchio 05-02-2018, 14.27.40
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Predefinito 50%+50%

Metà delle mie energie è utilizzata per rimanere in piedi nel mezzo dei casini del lavoro. Energie fisiche da risveglio all'alba e rientro a ora di cena, energie psicologiche a resistere in quest'ambiente assurdo, energie di risparmio economico perché la paga è grama.
L'altra metà delle mie energie è utilizzata per rimanere in piedi nel mezzo dei casini del lavoro. Energie tutte mentali, stavolta, perché a muoversi fisicamente per negozi ci sta pensando Vero e a muoversi per notai ci penserà - almeno un po' - mia mamma, ma sono le energie mentali che stanno venendo prosciugate. "Ogni giorno ne tiri fuori una" o forse, semplicemente, ogni giorno ne viene fuori una, e il fatto che queste "une" siano semplicemente pensieri, miei o suggeriti da qualcuno, non toglie loro alcuna dignità.
Tolti questi due cinquanta per cento, banalmente, non resta più niente.
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Vecchio 06-02-2018, 19.33.28
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Predefinito come sfuggire ai risucchi di energia

I viaggi di andata e ritorno da lavoro e la pausa pranzo li passo quasi integralmente leggendo. Ho bisogno di qualcosa che mi porti con la mente lontano da qui, ma lontano davvero, Patagonia di Chatwin non basta. Così ho deciso di intraprendere la lettura della saga del Mondo Disco, una serie di 41 (!) libri scritti da Terry Pratchett, autore inglese da poco scomparso. Passo i viaggi in pullman e le pause pranzo solitarie leggendo le gesta del mago Scuotivento, al cui confronto Paper Bat è un vero supereroe, e le storie assurde che accadono in quel mondo a forma di disco sorreggo da quattro elefanti poggiati su una tartaruga che nuota nello spazio. Apparentemente sono libri di magia, ma estremamente umoristici e pieni di riferimento anacronistici. Non la mia lettura preferita, in verità, ma mi serve per staccare la spina. E poi li sto leggendo in lingua originale, così mi devo concentrare di più e mi distraggo meglio.
Avevo letto il primo della saga, in italiano, un numero imprecisato di anni fa (quanti? 10? 12?) e non mi aveva detto molto. Ma c'è un tempo per tutto, e forse questo è il tempo del Mondo Disco.

Quando comprai il primo libro lo feci perché da bambino avevo giocato ad un videogioco tratto dalla saga. Ce l'ho ancora da qualche parte a Catania, e la cosa strana è che nonostante fosse uno dei miei generi preferiti (l'avventura grafica) e di una delle mie case preferite (la Psygnosys, la stessa di Wipeout e Lemmings), c'ho giocato solo una volta, credo, e non a casa mia. L'immagine di me che ci gioco, infatti, è a casa di una mia compagna delle elementari, medie e superiori, ma dev'essere successo alle medie. Alle elementari ero invaghito di lei (è stata la mia prima cotta, ovviamente non corrisposta) e insieme a quello che alle medie sarebbe stato il mio migliore amico formammo un terzetto inseparabile, nella stessa classe per tredici anni (seppur gli ultimi freddamente). Un giorno, nel pieno della nostra amicizia di trio, comprammo tre videogiochi e li tenemmo in comproprietà, copiandoli poi una volta giunto l'avvento dei masterizzatori. Discworld andò a lei, io tenni Bug Too (un platform simpatico ma in cui rimasi eternamente bloccato al terzo livello) e lui prese 3D Movie Maker, più che un gioco un originalissimo simulatore di cinema, con cui si potevano creare dei film in computer grafica, trascinando i personaggi per farli camminare e addirittura doppiandoli con la propria voce. Io e uno dei miei cugini (non Ale) c'abbiamo "giocato" tantissimo.

E la domanda che mi pongo in questi casi è: ma queste storie me le ricordo solo io o se le ricordano anche loro, ovunque siano finiti nell'universo?

(post scritto ascoltando Marble Skies dei Django Django)
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Vecchio 07-02-2018, 14.41.29
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Predefinito perché sanremo è sanremo

Noi due, la pizza nella pancia, la tazza di tè nella mano e il plaid sulle gambe. Prima che rientrassero tutti gli altri, era veramente la dimensione ideale.
È sempre e comunque la dimensione ideale.

(post scritto ascoltando Marble Skies dei Django Django)
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Vecchio 08-02-2018, 14.33.52
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Predefinito ...senza un perché

Ieri Bea mi ha detto che lei e il suo ragazzo si sono lasciati. Avevano iniziato a uscire a settembre, quando lui si era fatto avanti (su Instagram, ma ormai funziona così) dopo averla incrociata in giro per una vita. Ma lui aveva la ragazza, lei aveva il ragazzo, e così lui non si era mai fatto avanti. Fino a settembre. Si sono scritti, si sono visti e hanno cominciato a frequentarsi.
Lei andava coi piedi di piombo, dato il proprio trascorso. Tre anni prima aveva lasciato il suo ragazzo "storico" (sei anni, iniziati durante l'adolescenza, possono definirsi "storia") e aveva passato gli anni successivi rimbalzando tra storie improbabili: un affascinante avvocato prestato all'animazione alberghiera che l'aveva riempita di parole e le aveva lasciato una scia così netta da farla invaghire di lui nonostante lui, negli anni successivi, si sia dato alla latitanza più totale, rispuntando fuori solo ogni tanto; un affascinante musicista fiorentino, pronto a incontrarla durante una visita di lei a Firenze ma che proprio il giorno dell'appuntamento l'ha lasciata lì, con un libro con dentro una rosa, ed è sparito per sempre (e io che mi lamento di come sono andate alcune storie forumistiche...); un affascinante ferroviere, tutto muscoli e forse poco cervello; un poco affascinante albergatore pieno di problemi relazionali, che l'aveva quasi convinta che potesse funzionare prima che il suo (di lui) cervello smettesse di farlo, piombando in una latitanza inspiegabile. E su questo, l'eterna ombra dell'ex, mollato perché "non ho mai provato altro nella vita", come se fosse un problema.
Anche lui andava con i piedi di piombo: dopo una storia decennale (anche di convivenza) con la ragazza storica, aveva iniziato a rimbalzare tra una donna e l'altra, anzi, tra una gonna e l'altra, finché poi non era incappato in lei, che è stata l'unica (o meglio, la prima dopo tanto tempo) di cui ha conosciuto la famiglia, che ha portato in famiglia, a cui ha regalato un anello (non troppo impegnativo), che ha iniziato a frequentare al di fuori delle lenzuola. Aveva messo le mani avanti, con il classico "esco da una storia di tre anni con un[a] tip[a]", ma forse era giusto così.

Ieri, l'epilogo, quasi a ciel sereno.
Per carità, lei mi diceva da un po' che era preoccupata perché dentro di sé non sentiva la spinta del vero amore, quello che ti fa pronunciare certe parole o comunque ti fa fare certi pensieri. Però quando erano insieme stavano bene, si vedeva che quantomeno si desideravano, e non poteva essere solo questo, visto che piano piano iniziavano ad immaginare qualcosa di più grande, in futuro. Anche lui era preoccupato per lo stesso motivo, a quanto pare, ma a differenza di lei ha deciso che "non c'è amore" (testuali parole). È stato molto drastico nel dire che se finora non gli è scattato il vero amore, allora non succederà. Lei sarebbe più possibilista, aspettando il momento in cui (eventualmente) succederà, ma lui è stato tranchant. Perché? C'entra il fatto che domenica ha rivisto (per motivi extra-sentimentali) la ex? O semplicemente "non è scattata la scintilla"? Ma, se non è scattata, allora perché ha fatto tutti quei passi per lui manifestamente faticosissimi, come incontrare la famiglia di lei e venire a cena ogni domenica? Questo è il più grande mistero, e devo ancora vedere lei per capire meglio se lei ha una risposta.
Lei se n'è fatta una ragione, in fondo anche lei aveva qualche dubbio, ma stava andando avanti per vedere se avrebbe funzionato, in futuro. La cosa mi puzza, sinceramente. Autoconvincimento? O la sempre incombente ombra dell'ex, che nonostante abbia una relazione stabile da un bel po' ogni tanto fa capolino con intenzioni abbastanza chiare? Bisogna approfondire.

Tutto questo, comunque, mi conferma che intorno a me si sta sfasciando tutto. Per fortuna ci siamo noi.

(post scritto ascoltando Marble Skies dei Django Django)
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  #7116  
Vecchio 12-02-2018, 02.38.02
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Predefinito :amici:

ti voglio bene.
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Uguale uguale uguale. Ieri mattina ero in autobus andando a lavoro e, come da due settimane a questa parte, avevo dentro di me una sensazione orribile, dettata dal cambio di lavoro e da una situazione dentro e intorno a me che sembra mi stia sfuggendo di mano. Seduto sul mio sedile ho aperto il forum, cosa che non facevo da alcuni giorni, e ho letto il tuo post. E mi sono commosso, perché era esattamente quello di cui avevo bisogno.
In effetti, non so se io abbia mai sottolineato a sufficienza la tua importanza nella mia vita alla persona con cui sto. Quanto abbiano significato quelle notti in bianco su msn, e i deliri sul forum, e il consiglio di leggere Paul Auster (che non scriveva un libro da sei anni ma in questi sei anni li ho riletti quasi tutti e non c'è volta in cui io legga Paul Auster e in cui non pensi "se non ci fosse stata selly io questo libro non l'avrei mica letto". Quindi facciamo che anch'io tiro fuori delle foto del mio cassetto (ne ricordo almeno una con una borsa di carta in testa, più altre divertentissime comunque) e le racconto la nostra storia. A volte basta anche solo un incontro per legarsi, e in questo caso eravamo anche legati da ben prima.
Ti voglio bene selly, e ti prego, scrivi più spesso sul forum. Mi manca la tua scrittura, e mi manchi tu.
__________________
She was born with the gift of laughter and the sense that the world was mad.
Può darsi che non sarai mai felice. Perciò non ti resta che danzare, danzare così bene da lasciare tutti a bocca aperta. (H. Murakami)
a me fa morire quanto tu sia una perfetta macchina da guerra nella vita, leggo tipo i post della tua scuola con le convocazioni no? eppoi sul forum saje sul fa' burdell'! - Gels
life is like photography: you use the negatives to develop.
.
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  #7117  
Vecchio 12-02-2018, 13.54.02
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Predefinito continua la telenovela, senza un perché

In realtà la questione è molto più seria del previsto. Più esistenziale, forse.
Il motivo per cui non si è intristita in seguito allo scaricamento da parte di lui è solo in parte legato al fatto che "non è scattato l'amore". In verità, mi ha confessato, c'entra l'ex.

Ha lasciato l'ex tre anni e mezzo fa, con motivazioni più o meno plausibili. Da un lato l'ha fatto perché "non era stata con nessun altro e non era sicura se quello che provava per lui era amore o, semplicemente, qualcosa che non si capisce cosa sia in assenza di paragoni", e dall'altro in realtà la storia non andava bene, loro due sembravano distanti visti da fuori, lei cercava palesemente altro. "Qualcuno di intellettuale", ad esempio, con il problema che, negli anni successivi, quel qualcuno di intellettuale che ha trovato era completamente inaffidabile sul piano personale, e quindi è tornata a "qualcuno di poco intellettuale ma affidabile" come negli ultimi mesi.
Il problema è che l'ex, nonostante si sia messo presto con una ragazza con cui ha una storia spiattellata sui social (quindi ufficiale), nell'ultimo anno ha mandato alla ex (cioè Bea) dei messaggi decisamente ambigui, per poi tirarsi dietro al momento decisivo. Il punto è che la cosa l'ha completamente bloccata e, per sua stessa ammissione, "credo di non essermi lasciata andare per questo motivo". Come fai a lasciarti andare se c'è l'ex, che hai mollato e che forse ti sei pentita di averlo fatto, che ti scrive e ti dice cose inenarrabili?
Così, ecco la soluzione: appena mollata, ha mandato un messaggio all'ex in cui si è messa (per fortuna solo metaforicamente) a nudo. Gli ha detto, in sintesi: se vuoi tornare con me fallo ora, anche se tu hai tantissimo da perdere e io molto di meno; se non vuoi farlo, allora, sappi che blocco il tuo numero eccetera eccetera, e non ci sentiremo mai più, perché non posso permettermi di non riuscire ad avere storie serie perché penso a te.
Sacrosanto.

Cosa risponderà lui?
E, alla risposta di lui, come reagirà lei?

(post scritto ascoltando Arrivedorci di Elio E Le Storie Tese)
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  #7118  
Vecchio 12-02-2018, 13.59.17
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Predefinito il più grande addio della storia dell'universo

Elio E Le Storie Tese - Il Circo Discutibile


Sono l'acrobata distratto dalla musica
che inciampa e cade
il mangiatore di spade col singhiozzo
a cui vanno di traverso
sono il pagliaccio disperso
che nessuno prenderà sul serio
io sono il desiderio della notte di Natale
che Gesù si scorda
non se lo ricorda
sono il tendone arlecchino rattoppato
col vestito a pezze
io sono le carezze di mia madre
mentre rido al primo girotondo
e non lo cambierei per nulla al mondo
questo circo del miracolo
mentre mi trucco e mi preparo allo spettacolo
la perfezione è un falso e rende pazzi
e questo invece è il circo di 'sticazzi
il trapezista che non vola
il fachiro che ha paura degli aghi
l'unico bambino vestito da niente
alla festa di carnevale
io sono l'orchestrale che ha stracciato lo spartito
e suona a memoria
e questo circo è la baldoria dell'ultimo giorno di scuola
e di militare
e quando senti quella gioia in gola che non sa aspettare
ritorno qui coi miei vecchi ragazzi
rimango a fare il circo discutibile
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  #7119  
Vecchio 13-02-2018, 13.41.22
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Predefinito alla fine lui ha risposto e ha detto di no

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  #7120  
Vecchio 14-02-2018, 00.40.19
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Predefinito snow

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And I hope again to live this life just to see you again before I died
Devo dire che, se dovessi scegliere una canzone che racconta me e Gra, sarebbe certamente Snow di Emiliana Torrini. L'ha sempre fatto e a quanto pare l'ha fatto anche in quell'occasione, dieci anni fa. Un'occasione che aveva dentro mille cose, e le ha tuttora.
Prima cosa: era la prima volta che tornavo dalle sue parti dopo il nostro lunghissimo distacco. Non era banale, era un tornare nei nostri luoghi, appunto, e fu relativamente indolore. Anzi, sarebbe stato molto peggio tornarci senza di lei (ma perché avrei dovuto farlo, poi?).
Seconda cosa: non potevo saperlo, ma da quella volta non sono riuscito più a vedere suo papà prima che morisse.
Terza cosa: restammo tre giorni a Vigolo, e poi suo papà ci portò in stazione a Caldonazzo, dove prendemmo il treno per Padova. Fu la prima volta che misi piede a Padova, e non potevo minimamente sapere che un anno e mezzo dopo avrei iniziato una relazione che mi avrebbe portato a trasferirmi proprio là.
Quarta cosa: abbiamo ascoltato insieme Safari di Jovanotti e non ci è piaciuto per niente.

E poi ce ne sono tante, tantissime altre. Il brindisi col verdello, lo scambio di maglioni, il freddo padovano. Un rapporto messo a dura prova dai sentimenti (è proprio il mio caso) e da essi rafforzato.

Lei adesso è qui, sul divano di fronte al mio, che dorme. L'ultimo anno ha pesato tantissimo sul nostro rapporto, purtroppo. Non torneremo mai più come dieci anni fa purtroppo, ma probabilmente neanche come cinque. Eppure quella canzone mi fa pensare sempre ad un'amicizia vissuta sotto la neve, con distanze da colmare e vite da raccontare e, ogni tanto, vivere insieme.
Mi manca, anche se è qua.

(post scritto ascoltando Nowhere dei Ride)
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