Forum Soleluna  

Torna indietro   Forum Soleluna > Forum Classici

Rispondi
 
Strumenti discussione Modalità visualizzazione
  #7661  
Vecchio 08-01-2019, 23.05.27
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito e la conosci questa sensazione?

Non riesco a non essere zen. "Non riesco a non essere funk", scriveva Jovanotti in Safari Jam. Io non riesco a non essere zen. Quando esco per un attimo, e di un passo, dalla "zen zone", e alzo la voce o rispondo in maniera sgarbata, mi sento in colpissima e mi tormento per ore. Per il resto, invece, sono sempre lì, quello che sorride, quello che "non fa niente".
In realtà, però, fa. Perché non c'è nessuna persona su questo pianeta che dia a me quanto do io. Per carità, ognuno è libero di comportarsi come gli pare, ma questa disparità, ovunque, mi infastidisce.
Ognuno ha la sua motivazione per farlo, e sono tutte motivazioni rispettabili. Ma non condivisibili, perché io non le condivido. Facessi anch'io così, saremmo tutt soli. E allora?
Io non voglio esser solo, cantava Renga, e non voglio esserlo davvero. Però ogni tanto, e forse è la somma di tante piccole cose, mi chiedo come sarebbero le cose se io mi comportarsi come gli altri. Mi capita di farlo, quando sono esasperato, e mi comporto "male" (lo stesso male degli altri, specularmente). Ecco, quando capita mi sento in colpa, ed è un peso che non posso reggere.

Per fortuna mi aspetta una serata a base di solitudine, così mi gestisco questa sensazione e basta.

(post scritto ascoltando Vanishing Point dei Primal Scream)
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7662  
Vecchio 09-01-2019, 01.58.00
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito l'isola deserta: Moby - Last Night

Faccio scorrere la lista degli artisti che ho ascoltato di più e mi imbatto in due gruppi consecutivi di cui non ho nessun album da isola deserta. Eppure i Sonic Youth e i The Future Sound Of London hanno significato e significano tuttora tantissimo per me, ma non c'è un album in particolare. Per carità, non ho mai confuso la loro discografia, i loro album sono rigidamente separati l'uno dall'altro, e ce ne sono alcuni che spiccano rispetto ad altri (giusto per la cronaca: i miei tre preferiti dei Sonic Youth sono Goo, Dirty e Washing Machine, quelli dei The Future Sound Of London sono Accelerator, ISDN e From The Archives Vol. 5), ma non c'è un disco che mi squassi dall'inizio alla fine.

E così c'è Moby, un altro degli artisti che cambia moltissimo da disco a disco (anzi, forse lui più di tutti). Ci sono molti suoi dischi bellissimi, ma quello che mi scava nelle budella è uno di quelli che hanno avuto meno successo: Last Night.
La descrizione di Moby è perfetta: "una lettera d'amore alla musica dance a New York", e anche "una notte in discoteca condensata in un'ora". Il che vuol dire che dentro c'è tutto: i pezzi da ballare più danzerecci ("Everyday it's 1989" addirittura in italo style), quelli più rap, quelli più cupi, e poi il finale quasi trip-hop. Un flusso di un'ora durante il quale succede di tutto, le atmosfere cambiano ma una cosa resta uguale: impossibile tenere fermi il piede e la testa. Come in tutti i suoi album, Moby suona tutti gli strumenti del disco, che però stavolta è particolarmente sintetico e si basa più su strumenti campionati che reali. Moby canta pochissimo (quasi niente) perché il disco è da ballare più che da cantare, ma è meraviglioso. Il finale per voce femminile e tastiere, poi, chiude in maniera tristissima un disco allegro e solo apparentemente "senza cervello".
Tra tutti gli album di Moby, indubbiamente il mio preferito. E perfetto (o quasi).
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7663  
Vecchio 09-01-2019, 15.29.15
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito visto che oramai sono diventato troppo sensibile

I've been too honest with myself
I should have lied like everybody else
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7664  
Vecchio 10-01-2019, 01.58.07
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito last year

Da qualche anno last.fm pubblica delle statistiche di fine anno che per gli appassionati come me sono una meraviglia. Sono auto-statistiche, in realtà, visto che si basano sulle mie abitudini di ascolto del 2018. Una specie di bilancio dell'anno appena trascorso, in musica.

Primo dato: ho ascoltato 29292 canzoni. Non canzoni diverse, ovviamente, ma in totale il numero di ascolti è quello. Ho ascoltato il 9% di canzoni in più dello scorso anno, anche se questo non è il mio record assoluto. In media, quindi, ho ascoltato 80 canzoni al giorno. Come se avessi ascoltato musica per 71 giorni e 5 ore, quindi circa un quinto di giornata ogni giorno. Tanto, me ne rendo conto. Per la cronaca: viene contata solo la musica scelta direttamente da me, quindi non radio, non musica ascoltata in auto altrui, eccetera. A giudicare dagli istogrammi, poi, luglio è il mese in cui ne ho ascoltata di più.

Quest'anno ho ascoltato musica di 346 artisti diversi, il 9% in meno dell'anno scorso come numero di artisti. Occupo il 59° percentile: vuol dire che ho ascoltato più artisti del 59% degli iscritti al sito, quindi sono poco sopra la media. L'artista che ho ascoltato di più è Stefano Bollani, con 1639 ascolti. Per quanto riguarda gli album, ne ho ascoltati 904 diversi, il 10% in meno dell'anno scorso, occupando il 73° percentile. Decisamente sopra la media, direi. L'album che ho ascoltato più volte è Hello Blackbird dei Mercury Rev, da cui ho ascoltato 609 pezzi (non tutti diversi, ovviamente). Infine ho ascoltato 9047 canzoni diverse, e mi rendo conto che sono tantissime: sono il 7% in più dell'anno scorso, ma soprattutto occupo il 98% percentile, quindi in pochissimi hanno ascoltato più canzoni, intese come numero, di me. Peccato che non ci sia un dato assoluto.

L'orario in cui ho ascoltato più musica è quello tra le 13 e le 14, ed è perfettamente plausibile, visto che coincide con la mia pausa pranzo e che quindi ho ascoltato musica a quell'ora praticamente ogni giorno. Il giorno della settimana in cui ho ascoltato più musica è invece il lunedì, scendendo poi pian piano che si avvicina il fine settimana, quando in generale sono con Vero e ascolto meno musica.

Non ho scoperto molta musica nuova quest'anno, ma credo sia fisiologico approfondire quella che conosco già. Di tutti gli artisti che ho ascoltato, solo il 4% è "nuovo" per me, e tra i nuovi che ho ascoltato di più al primo posto c'è "Max Nek Renga", cioè l'album dal vivo del trio che comprende, ovviamente per me, anche Max Pezzali. Ho ascoltato 256 canzoni da quel disco (anche qui, ovviamente, non tutte diverse). In ogni caso sono sceso del 72% rispetto all'anno scorso in termine di nuovi artisti. Anche per i nuovi album (non necessariamente usciti quest'anno) sono sceso del 50%, fermandomi ad un 5% di nuovi ascolti. L'album più ascoltato è anche in questo caso Hello Blackbird dei Mercury Rev, che non avevo prima del 2018. Infine, per quanto riguarda le canzoni, solo il 7% sono nuove, cioè il 30% in meno rispetto all'anno scorso. Le più ascoltate sono tutte quelle di Resistance Is Futile dei Manic Street Preachers: ho ascoltato ognuna di esse (e quindi tutto il disco) 34 volte. Non è una contraddizione rispetto a Hello Blackbird: quest'ultimo l'ho ascoltato meno volte ma contiene più canzoni (brani strumentali, in realtà) per cui il numero di ascolti totali supera l'album dei Manics.

Infine, ho ascoltato almeno una canzone al giorno dal 14 agosto al 31 dicembre, quindi 140 giorni consecutivi di ascolti. Mi chiedo dove cavolo fossi il 13 agosto, visto che non riesco ad immaginare un solo giorno senza musica.

Queste statistiche sono meravigliose. Adoro leggerle e perdermici dentro.

(post scritto ascoltando More Light dei Primal Scream)
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7665  
Vecchio 10-01-2019, 03.03.04
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito l'isola deserta: Jovanotti - Extra F.U.N.K.

Non ho mai fatto mistero che Extra F.U.N.K. sia il mio disco preferito di Jovanotti. Più di Buon Sangue, di cui è il "disco bonus" e che adoro quasi altrettanto. Ma Extra F.U.N.K. è molto di più: ha un'intro geniale e funkeggiante come "Un po' di F.U.N.K.", ha "Penelope" riletta in due modi diversissimi e parimenti funkyssimi, prende "Buon sangue" e la migliora con una base fortissima e con Jovanotti vero rapper, risucchia l'elettronica a Falla Girare e Coraggio con esiti alterni (pessimo nel primo, esaltante nel secondo), ci butta qualche riempitivo ("Hai sentito le previsioni del tempo?" e "Ancora di più") e poi piazza due inediti, uno dei quali è all'apice della produzione jovanottiana, con i suoi stornelli in rima.
Extra F.U.N.K. non è solo una raccolta di scarti. Oltre a questi c'è tanta voglia di suonare i pezzi dal vivo (più di quanto non sia successo nella versione "normale" del disco). Certo, si sarebbe potuto fare un solo album togliendo i doppioni e tenendo solo i pezzi migliori, e sarebbe stato una meraviglia. Ma questo disco è bello, è funky, è suonato ed è una goduria per le orecchie.
E poi c'è Primo e ci sono i Cor Veleno, e non fosse stato per questo disco chissà chi avrebbe vinto il premio disco dell'anno 2018.

Una chicca per intenditori, ma una grandissima chicca.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7666  
Vecchio 11-01-2019, 02.35.47
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito stanotte ho sognato questa scena nella "realtà" (uso le virgolette perchè sognavo)

__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7667  
Vecchio 11-01-2019, 02.43.04
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito l'isola deserta: luca carboni - le band si sciolgono

Se penso a quanto ho odiato questo disco quando è uscito mi viene da ridere. "Troppo elettronico" scrivevo sul forum, e ignoravo che dieci anni dopo i suoi dischi sarebbero stati molto più estremi di questo.
Il punto è che questo disco ha una scrittura meravigliosa. I testi, tutti incentrati sul tempo che passa, sono da brivido; le melodie lo stesso, con delle intuizioni incredibili (il ritornello di "Lampo di vita", ad esempio, ma anche quelli di "È caduta una stella" e "Sto pensando"); e la voce di Carboni è quanto mai fragile e delicata. Ho sempre detto che se questo disco fosse stato inciso dalla band di Raf sarebbe stato un vero capolavoro, ma il punto è che riesce ad esserlo lo stesso anche con delle puntate sintetiche un po', ma non troppo, fuori luogo. Le atmosfere elettroniche vanno bene in pezzi come "Sto pensando", una meraviglia di malinconia, ma stonano un po' nell'apertura, comunque ottima, di "Segni del tempo".
In ogni caso per me è il disco migliore di Carboni e uno dei miei preferiti in assoluto: è tenero senza essere smielato e malinconico senza essere depresso, cammina in equlibrio su un filo senza cadere e riesce a riscaldare il cuore dal primo all'ultimo istante.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7668  
Vecchio 12-01-2019, 03.16.14
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito bi-sogno

Oggi pomeriggio, mentre ero in treno per andare da Vero, ho iniziato a "scrivere" un post nella mia testa. Avrei potuto scriverlo da lì col telefono ma ho preferito aspettare e intanto elaborare l'idea, che era scaturita da un messaggio che avevo mandato qualche ora prima. C'ho pensato, l'ho limato, e poi mi sono accorto che l'idea non era nuova. Mi era già venuta in mente, e forse ne avevo già scritto. Così ho verificato, e in effetti l'avevo già scritto. Lo sottoscrivo ancora, punto per punto, anche se probabilmente è troppo recente perché possa aver cambiato idea. Ma condivido pienamente quello che ho scritto, per me funziona così (è un link, si vede?).
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7669  
Vecchio 12-01-2019, 03.33.51
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito l'isola deserta: the chemical brothers - brothers gonna work it out

Continuando a scorrere verso il basso la lista degli artisti che ho ascoltato di più ci sono i Chemical Brothers, e sulle prime ho pensato che nessuno dei loro otto dischi, per quanto li adori, è un disco da isola deserta. Nessuno dei loro otto dischi, insomma ha una pefezione musicale dal primo istante all'ultimo. Ci sono dei picchi altissimi ma c'è sempre qualcosa che stona e che non riesce a fare arrivare il disco a livello di capolavoro.
Ma poi mi è venuta in mente la bomba atomica. Non solo il mio disco preferito dei Chemical Brothers ma forse il mio disco preferito della mia intera collezione di musica elettronica (forse, devo pensarci e non è questa la sede). Ma allora, perché non l'avevo conteggiato prima? Semplice: in teoria non è un loro disco. In teoria.

Brothers Gonna Work It Out è, almeno sulla carta, un DJ set. Sono cioè pezzi, principalmente altrui, scelti e mescolati tra loro dal duo inglese. Ma non è una semplice playlist: innanzitutto i pezzi, essendo due DJ e non uno solo a mixarli, sono intrecciati tra loro in una maniera incredibile, tanto che le tracce sull'album non sono separate (se non in cinque "mix", ognuno dei quali comprendente svariati brani) e alla fine è un flusso sonoro di oltre un'ora in cui non c'è un attimo di riposo. I brani sono sovrapposti, mescolati, spariscono e tornano dopo, ed è impossibile fare una scaletta "ordinata" (che infatti manca). Questo lo differenzia da qualsiasi altro DJ set, inclusi alcuni che mi piacciono particolarmente, in cui alla fine si tratta solo di scegliere i pezzi e di "unirli" tra loro. Qui non sono uniti, sono mescolati in un calderone sonoro completamente folle.
Appunto, il calderone è folle, proprio per la natura stessa della musica. Innanzitutto entrambe le anime dei Chemical Brothers, quella breakbeat (esempio di un loro pezzo breakbeat: "Block rockin' beats") e quella dance (esempio: "Hey girl hey boy"), sono rappresentate in egual misura, dandosi il cambio ogni tanto, giust pe rnon mantenere lo stesso ritmo per troppo tempo. E poi la selezione è incredibile, e soprattutto molto oscura: ci sono solo un paio di pezzi dei Chemical Brothers, e sono dei b-side, e poi c'è qualche remix curato da loro (nota di costume: ho ascoltato il loro remix di "Everything must go" dei Manic Street Preachers qui prima di conoscere la versione originale, quando ho scoperto la rock band gallese qualche mese dopo); il resto, fondamentalmente, è musica altrui, che spazia nei decenni ma mantenendosi sempre elettronica.

Questo disco è una bomba atomica, è un diluvio sonoro e ritmico da ascoltare senza pausa, anche perché pause non ce ne sono per sua natura. Funziona benissimo, non ha nessuna canzone "cantata" normalmente (anche la già citata "Everything must go" è appena accennata), e forse è più da ballare che da ascoltare. Forse, però. Perché di dischi così belli ne ho ascoltati raramente.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7670  
Vecchio 12-01-2019, 15.27.46
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito in fondo a sinistra

La cronologia del racconto che segue è incerta, ma ho provato a ricostruirla e dovrebbe essere abbastanza fedela allo svolgimento dei fatti.

Quando nacque mia sorella, nel 1991, i miei genitori pensarono che la figlia femmina avesse diritto ad una stanza tutta per sé, e così progettarono la divisione del salone/studio di mio papà in due stanze divise: una sarebbe rimasta salone (ormai ridimensionato a salottino) e studio di mio papà, l'altra sarebbe stata la camera di mia sorella. Io restai a dormire con mio fratello in quella che era stata da sempre la mia stanza, ma dopo un po' fu chiaro che mia sorella, che aveva dei problemi di indipendenza (non gravi, per carità, ma non voleva dormire da sola), non sarebbe avrebbe mai voluto una stanza tutta per sé, che fu quindi assegnata a me. L'anno preciso non lo ricordo, ma dev'essere stato intorno al 1995/1996. Io andai lì e mia sorella andò in camera con mio fratello, dove rimasero fino alla ristrutturazione totale avvenuta nel 2004.

All'incirca nello stesso periodo del passaggio di stanza, mio papà andò con me in un negozio di computer di Acireale, che esiste ancora (l'ho cercato su internet), per comprare un nuovo pc. Aveva un 286 con Dos e Windows 3.1 (preistoria, insomma), che era suo ma sul quale ogni tanto mi faceva giocare, e a volte (rare) giocavamo insieme, più che altro ai primi due Prince Of Persia. Windows 95 era appena uscito ed era chiaro che avrebbe rappresentato una rivoluzione che ci accompagna ancora oggi (l'interfaccia di Windows, ventitré anni dopo, è chiaramente la stessa), e così mio papà mi diede il suo computer. Non ricordo bene le trattative, probabilmente non voleva che lo avessi in camera, ma in ogni caso il "mio" computer fu messo nella veranda che era stata creata chiudendo il balcone della mia ex camera, adesso camera dei miei fratelli. Una stanza strettissima e lunga, con una scrivania molto ampia su cui facevo i compiti prima di cambiare stanza, e con il computer in fondo.

Questa è la cronologia della quale non sono certissimo: non ricordo quali di questi eventi siano avvenuti prima e quali dopo, visto che sono all'incirca contemporanei, ma il risultato è lo stesso, ovvero quando ebbi un pc tutto mio andò a finire nella stanza in fondo a sinistra. Dopo poco fu aggionato a 386 (sempre preistoria), e dopo qualche anno per Natale diventò un Pentium. Uso la parola "trasformato" perché fu mio papà a metterci dentro le mani e ad aggiornarlo, cambiando scheda madre, processore, memoria, eccetera. Insegnò la stessa cosa anche a me, tant'è vero che nel 2000 circa montai il mio primo computer che aggiornai negli anni successivi.

Insomma, nel periodo delle medie, forse uno dei miei picchi videoludici, giocavo da solo, in una stanza freddissima d'inverno e caldissima d'estate. Chissà, forse era una strategia dei miei per non farmi giocare troppo, ma non credo che abbia funzionato: in un giorno delle vacanze di Natale tra il 1998 e il 1999 giocai per quattro ore di fila la mattina e quattro ore il pomeriggio (a Lomax, uno spin-off platform di Lemmings) e poi la sera andai dal mio amico Andrea, che allora non era ancora amico, per altre due ore. Sarebbe stato il record fino ai "portal2days", i tre giorni passati barricato in casa con Martino.

Scrivo tutto questo perché non ero mai riuscito a rievocare la sensazione di quella stanza in fondo a sinistra. Ho provato involontariamente a farlo ma molti dei videogiochi a cui giocavo in quegli anni li ho giocati anche in quelli successivi, con una condivisione del luogo non esclusiva. Anche quando qualche mese fa ho giocato al primo Wipeout, legato indissolubilmente a quella stanza, mi sono accorto che era legato anche alla stanza di Ale in campagna, e quindi la condivisione non era esclusiva. Non ero mai riuscito, insomma, a giocare a qualcosa e tornare con la mente in quella stanza: anche svariati altri videogiochi (mi vengono in mente Need For Speed 2, LBA2 e chissà quanti altri) erano stati giocati per la prima volta su quel computer, ma poi anche su altri, in giro per la stanza, poi per la città e infine per l'Italia. Risultato: impossibile evocarla.

L'altroieri ho iniziato a giocare a Wipeout 2097, anche quello mai completato, ma più che altro per cause tecniche: quando lo comprai, nell'autunno 1998 (in piena Wipeouttite, quindi), il mio computer non riusciva a farlo girare. Lo aggiornai apposta per giocarci e ci riuscii, ma dopo qualche mese qualcosa andò storto e il gioco divenne quasi ingiocabile, con tutte le piste che erano diventate nere (letteralmente: il manto stradale era nero ed era impossibile giocarci), lasciandolo quindi cadere nel dimenticatoio.
L'altroieri però ho iniziato a giocarci, nell'ottica di un ciclo di riscoperte videoludiche, e sono tornato lì, in quella stanza in fondo a sinistra, che adesso è diventata una specie di deposito di tesi di laurea, apparecchiature elettroniche, cd di installazione e libri di mio papà che la usa come succursale del suo studio, che nel frattempo si è trasferito nella stanza in cui dormivo da piccolo e in cui poi hanno dormito i miei fratelli.

In fondo a sinistra, sempre.

(post scritto ascoltando Christmas On Mars O.S.T. dei The Flaming Lips)
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7671  
Vecchio 13-01-2019, 06.07.13
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito l'isola deserta: subsonica - amorematico

Nel frattempo c'erano anche i Blur, ma non c'è un disco "perfetto"; ce n'è uno che mi piace molto più degli altri, cioè il loro eponimo, ma ci sono troppi riempitivi per quanto mi riguarda.

Per i Subsonica, invece, un vincitore netto c'è, e me lo trascino da una vita. Amorematico è il primo loro disco che abbia mai ascoltato, ed è il preferito da sempre. Per la cronaca, ogni tanto ho il dubbio che il loro penultimo Una Nave In Una Foresta abbia potuto superarlo, ma poi Amorematico spicca. Lo fa perché è pieno di canzoni splendide, alcune facili ("Nuvole rapide", "Nuova ossessione") e altre meno, come il ritmo nervosissimo di "Albascura" quella che forse è la mia canzone dei Subsonica preferita, "Dentro i miei vuoti", che osa tantissimo: chitarra elettrica arpeggiata e una voce sinteticissima, con poi basso e batteria oscuri. Il disco di per sé non è troppo angosciante, certamente non quanto i due successivi, e trova il perfetto bilanciamento tra suonato e sintetico, che forse non sono più riusciti a trovare negli album precedenti.
In ogni caso, un grandissimo disco italiano.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7672  
Vecchio 13-01-2019, 14.49.44
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito lo spirito che suona

Sono entrato in macchina, ho fatto partire Embryonic dei Flaming Lips e mi sono diretto verso l'autostrada.
Detto così potrebbe sembrare una riproposizione della mia gita serale a Palazzolo Acreide del 29 ottobre di dieci anni fa, ma stavolta il contesto era totalmente diverso. Innanzitutto ero dall'altra parte d'Italia; poi, prima di uscire, ho dato un bacio della buonanotte alla mia compagna; e infine, stavolta, stavo andando ad un concerto.
Ho fatto il parallellismo perché il disco ascoltato era lo stesso, quella meraviglia di Embryonic di cui ho scritto qualche sera fa nella serie di post "l'isola deserta", e che continua a stupirmi e a sconvolgermi come, appunto, dieci anni fa.

Salto il racconto dell'autostrada, del fatto che il navigatore mi ha fatto perdere tra le viuzze di Marghera, dell'atmosfera fumosissima del centro sociale e dei suoi frequentatori. Mi concentro su quello che è successo.
È l'ennesimo capitolo di una storia che, direbbe una loro canzone, "è iniziata tanto tempo fa". Ed è una storia che ha a che fare con musica, amici, scoperte, e poi silenzio. Poi, morte e sopravvivenza del proprio spirito dopo la morte.
Quello che fino a ieri sera era l'ultimo capitolo era intitolato "Lo Spirito Che Suona dei Cor Veleno ha vinto il premio disco dell'anno 2018". Adesso ne è stato scritto un altro, intitolato "ho visto una tappa del tour".

Ne avevo vista una in estate, prima che uscisse il disco, e mi erano piaciuti tantissimo, nonostante fosse un set ovviamente incentrato sul passato, visto che dell'album nuovo non si sapeva quasi niente. Ho parlato un po' con Grandi Numeri, uno dei due membri superstiti, e mi ha detto che il disco era molto bello, che Primo aveva lasciato un sacco di roba registrata che stavano cercando di capire come usare. L'hanno capito benissimo, visto che è venuto fuori un capolavoro. E ieri sera questo capolavoro l'hanno portato su un palco fumoso di un locale angusto, pieno di gente con varie sostanze in circolo che chissà se le canzoni le conosceva davvero.
Io sì. Conoscevo quelle vecchie, tutte, e conoscevo anche quelle nuove, tutte. Il concerto è stato incentrato molto sull'ultimo album, giustamente, e "lo spirito che suona" si è manifestato per tutta la serata, sotto forma di foto e video proiettati ma soprattutto sotto forma di voce registrata che è intervenuta nei punti più importanti, quando Grandi Numeri proprio non poteva non lasciarlo cantare.
Meraviglioso il concerto, confermato meraviglioso il disco.

Poi, per tornare a casa, ho ascoltato quell'altro folle disco della cover, sempre a opera dei Flaming Lips, di The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd. Registrato durante le sessions di Embryonic, ne condivide la follia ritmica, la ricercatezza strumentale, la psichedelia estrema e il suo essere, anche in questo caso, un capolavoro. Le canzoni sono più "formate" rispetto a quelle dell'album uscito pochi mesi prima e ascoltato da me durante il viaggio di andata, ma il resto è praticamente uguale.

Ah, al banchetto del merchandising ho comprato una maglietta, quella che indossa anche Jovanotti nel video di "Oh, Vita!". Mi piaceva, l'ho vista, l'ho presa e l'ho indossata per tutto il concerto.

(post scritto ascoltando The Terror dei The Flaming Lips)
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7673  
Vecchio 14-01-2019, 03.39.42
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito l'isola deserta: thievery corporation - the cosmic game

Può un disco essere una bomba atomica anche senza ritmi esagerati? La risposta è sì, e questo ne è un esempio.
Come tutti gli altri album dei Thievery Corporation, spazia tra ambenti sonori geograficamente distanti (qui, in ordine sparso, ci sono gli Stati Uniti, la Giamaica, l'India, il sud America sia di lingua spagnola sia portoghese) con l'elettronica soft come collante. Ritmi tranquilli ma profondi, grazie anche ai bassi, senza però essere angoscianti come certo trip hop. Il punto è la qualità: i pezzi indiani lo sono senza essere caricaturali, e lo stesso vale per quelli reggae, che non scimmiottano la musica giamaicana ma lo integrano in un stile pienamente elettronico. E poi ci sono i primi tre pezzi, quelli concatenati tra loro, come una specie di mix che invece è solo un flusso sonoro. "Warning shots" è il mio pezzo preferito tra tutti i loro, e il pezzo che apre l'album è stato quello che mi ha convinto ad interessarmi ai Flaming Lips, che già avevo adocchiato (o meglio, "adorecchiato") con la loro collaborazione con i Chemical Brothers.
Il disco dura un'ora, ma sembra anche poco: in quest'ora si fa il giro del mondo con dell'ottima musica, condita con un tocco di psichedelica (che manca negli altri album), e quando è finito si vuole subito ricominciare.
Non c'è bisogno che lo scriva visto che è in questa rubrica, ma lo sottolineo: è un capolavoro.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7674  
Vecchio 14-01-2019, 23.47.39
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito mentre il mondo cade a pezzi

Ho negli occhi una scena tristissima: mia mamma che, qualche anno fa, è venuta nella nostra casa in campagna per sistemare e a fine giornata ha detto "non ce la faccio a vedere questo posto ridotto così". Aveva ragione: da quando abbiamo smesso di passarci le estati a causa dell'infermità di mia nonna il giardino è trascurato, la casa pure, e non sembra più quel paradiso terrestre che era fino al 2010.
Ma adesso è peggio. Perché che la mia casa e il mio giardino siano messi male può starci, visto che non c'andiamo praticamente mai. Ma che la casa e il giardino di fronte al nostro siano messi malissimo è inconcepibile. Lo è per vari motivi. Il primo è di carattere sentimentale: mi risulta difficile concepire che quella casa in cui ho passato alcuni dei momenti più belli della mia vita sia ridotta in quello stato. Ma va bene, le cose cambiano, anche la mia casa è ridotta male, anche se ho avuto parecchi anni per farci l'abitudine. Quello che però mi fa malissimo è la storia che sta dietro il decadimento di quella casa. E ancora peggio, il ricatto che ci sta dietro, la scomodità che ci sta dietro, i capricci che ci stanno dietro.
Non pensavo che avrei mai potuto odiare un'altra persona, dopo quella che ho scoperto di odiare una decina di anni fa. Era un sentimento nuovo per me, e pensavo che non l'avrei mai più potuto provare. E invece mi sono accorto che adesso lo provo, perché chi fa del male ad una delle persone a me più care da sempre, e contemporaneamente fa del male al suo giardino e alla sua casa, dove sono state scritte pagine memorabili del libro della mia vita, merita solo il mio odio.

Ringhiando forte più forte al vento
Gridando una, dieci volte, cento
Sono riuscito ancora ad odiare


(post scritto ascoltando Foreverywhere di STEVEnSTEVEN)
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7675  
Vecchio 15-01-2019, 02.11.22
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito l'isola deserta: emiliana torrini - fisherman's woman

Un po' c'ho pensato: lo includo o non lo includo? Non la ascolto da tanto, non la ascolto intensivamente da tantissimo, eppure Fisherman's Woman ha un suo fascino.
L'album bianco, potremmo definirlo. Bianco come la neve che è caduta durante la notte e che rende il panorama bianco al risveglio. C'è effettivamente una canzone che si chiama "Snow", ma il freddo non è il tema principale. L'atmosfera, però, è gelida.
Un disco per voce e chitarra acustica, con pochissimo altro. Ma a differenza di The Covers Record di Cat Power qui non c'è sofferenza. C'è malinconia, un sentimento positivo che riscalda il cuore. Un disco apparentemente freddo ma in realtà caldissimo. Emiliana Torrini canta di piccolissime storie di vita vissuta islandese, un po' come la canzone piccola di Jovanotti. Le canzoni sono piccole ma le atmosfere sono definite in maniera incredibile, in modo ancora più netto del precedente ed elettronico album. Qui di elettronica non c'è niente, giusto una chitarra e pochissimo altro, e una voce fragilissima che sussurra e che tiene compagnia mentre fuori continua a nevicare.
Una piccolissima perla un po' dimenticata (da me, intendo).
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7676  
Vecchio 15-01-2019, 09.59.24
L'avatar di animamigrante
animamigrante animamigrante non è connesso
Forumista
 
Data registrazione: 24-07-2005
Residenza: Modena
Messaggi: 9,680
animamigrante reputazione TermoNucleareGlobaleanimamigrante reputazione TermoNucleareGlobaleanimamigrante reputazione TermoNucleareGlobaleanimamigrante reputazione TermoNucleareGlobaleanimamigrante reputazione TermoNucleareGlobaleanimamigrante reputazione TermoNucleareGlobaleanimamigrante reputazione TermoNucleareGlobaleanimamigrante reputazione TermoNucleareGlobaleanimamigrante reputazione TermoNucleareGlobaleanimamigrante reputazione TermoNucleareGlobaleanimamigrante reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito lo studio

Citazione:
Originalmente inviato da gabo86 Visualizza messaggio
La cronologia del racconto che segue è incerta, ma ho provato a ricostruirla e dovrebbe essere abbastanza fedela allo svolgimento dei fatti.

Quando nacque mia sorella, nel 1991, i miei genitori pensarono che la figlia femmina avesse diritto ad una stanza tutta per sé, e così progettarono la divisione del salone/studio di mio papà in due stanze divise: una sarebbe rimasta salone (ormai ridimensionato a salottino) e studio di mio papà, l'altra sarebbe stata la camera di mia sorella. Io restai a dormire con mio fratello in quella che era stata da sempre la mia stanza, ma dopo un po' fu chiaro che mia sorella, che aveva dei problemi di indipendenza (non gravi, per carità, ma non voleva dormire da sola), non sarebbe avrebbe mai voluto una stanza tutta per sé, che fu quindi assegnata a me. L'anno preciso non lo ricordo, ma dev'essere stato intorno al 1995/1996. Io andai lì e mia sorella andò in camera con mio fratello, dove rimasero fino alla ristrutturazione totale avvenuta nel 2004.

All'incirca nello stesso periodo del passaggio di stanza, mio papà andò con me in un negozio di computer di Acireale, che esiste ancora (l'ho cercato su internet), per comprare un nuovo pc. Aveva un 286 con Dos e Windows 3.1 (preistoria, insomma), che era suo ma sul quale ogni tanto mi faceva giocare, e a volte (rare) giocavamo insieme, più che altro ai primi due Prince Of Persia. Windows 95 era appena uscito ed era chiaro che avrebbe rappresentato una rivoluzione che ci accompagna ancora oggi (l'interfaccia di Windows, ventitré anni dopo, è chiaramente la stessa), e così mio papà mi diede il suo computer. Non ricordo bene le trattative, probabilmente non voleva che lo avessi in camera, ma in ogni caso il "mio" computer fu messo nella veranda che era stata creata chiudendo il balcone della mia ex camera, adesso camera dei miei fratelli. Una stanza strettissima e lunga, con una scrivania molto ampia su cui facevo i compiti prima di cambiare stanza, e con il computer in fondo.

Questa è la cronologia della quale non sono certissimo: non ricordo quali di questi eventi siano avvenuti prima e quali dopo, visto che sono all'incirca contemporanei, ma il risultato è lo stesso, ovvero quando ebbi un pc tutto mio andò a finire nella stanza in fondo a sinistra. Dopo poco fu aggionato a 386 (sempre preistoria), e dopo qualche anno per Natale diventò un Pentium. Uso la parola "trasformato" perché fu mio papà a metterci dentro le mani e ad aggiornarlo, cambiando scheda madre, processore, memoria, eccetera. Insegnò la stessa cosa anche a me, tant'è vero che nel 2000 circa montai il mio primo computer che aggiornai negli anni successivi.

Insomma, nel periodo delle medie, forse uno dei miei picchi videoludici, giocavo da solo, in una stanza freddissima d'inverno e caldissima d'estate. Chissà, forse era una strategia dei miei per non farmi giocare troppo, ma non credo che abbia funzionato: in un giorno delle vacanze di Natale tra il 1998 e il 1999 giocai per quattro ore di fila la mattina e quattro ore il pomeriggio (a Lomax, uno spin-off platform di Lemmings) e poi la sera andai dal mio amico Andrea, che allora non era ancora amico, per altre due ore. Sarebbe stato il record fino ai "portal2days", i tre giorni passati barricato in casa con Martino.

Scrivo tutto questo perché non ero mai riuscito a rievocare la sensazione di quella stanza in fondo a sinistra. Ho provato involontariamente a farlo ma molti dei videogiochi a cui giocavo in quegli anni li ho giocati anche in quelli successivi, con una condivisione del luogo non esclusiva. Anche quando qualche mese fa ho giocato al primo Wipeout, legato indissolubilmente a quella stanza, mi sono accorto che era legato anche alla stanza di Ale in campagna, e quindi la condivisione non era esclusiva. Non ero mai riuscito, insomma, a giocare a qualcosa e tornare con la mente in quella stanza: anche svariati altri videogiochi (mi vengono in mente Need For Speed 2, LBA2 e chissà quanti altri) erano stati giocati per la prima volta su quel computer, ma poi anche su altri, in giro per la stanza, poi per la città e infine per l'Italia. Risultato: impossibile evocarla.

L'altroieri ho iniziato a giocare a Wipeout 2097, anche quello mai completato, ma più che altro per cause tecniche: quando lo comprai, nell'autunno 1998 (in piena Wipeouttite, quindi), il mio computer non riusciva a farlo girare. Lo aggiornai apposta per giocarci e ci riuscii, ma dopo qualche mese qualcosa andò storto e il gioco divenne quasi ingiocabile, con tutte le piste che erano diventate nere (letteralmente: il manto stradale era nero ed era impossibile giocarci), lasciandolo quindi cadere nel dimenticatoio.
L'altroieri però ho iniziato a giocarci, nell'ottica di un ciclo di riscoperte videoludiche, e sono tornato lì, in quella stanza in fondo a sinistra, che adesso è diventata una specie di deposito di tesi di laurea, apparecchiature elettroniche, cd di installazione e libri di mio papà che la usa come succursale del suo studio, che nel frattempo si è trasferito nella stanza in cui dormivo da piccolo e in cui poi hanno dormito i miei fratelli.

In fondo a sinistra, sempre.

(post scritto ascoltando Christmas On Mars O.S.T. dei The Flaming Lips)
i tre anni di differenza tra noi si sentono giusto un pochino, ma il mio equivalente è "LO STUDIO".

mio padre è geologo, poi reinventatosi mezzo geologo mezzo insegnante, poi solo professore di matematica e scienze. anche da geologo ha avuto diverse fasi, prima con due associati, poi lavorando da solo. in tutte queste fasi c'è sempre stato "LO STUDIO", ossia una camera molto grande della molto grande casa dei miei, con il classico arredamento da studio anni settanta: mobili d'epoca, lampada con vetro verde (o arancione), scrivania imperiale con copertura in vetro (e foto antiche sotto). a sostituire una macchina da scrivere olivetti, nel 1990 arrivò un PC IBM con processore 8086. parliamo di CINQUE MEGAHERTZ utili per giocare ad IBM Alley Cat in grafica CGA a combinazione di ben sedici colori. solo chi ci è passato può comprendere la gioia di avere otto anni e veder arrivare un magico omino per montare la scheda VGA e scoprire che Prince of Persia avrebbe anche altre sfumature. non c'era sistema operativo, ma solo comandi DOS, e sono vecchio abbastanza per ricordare il passaggio dai floppy morbidi da 8 pollici a quelli da tre pollici e mezzo, la prima volta che ne ho visti QUATTRO impilati per un solo gioco è stato per Monkey Island. qui, quasi otto anni fa, ti facevo un regalo, ormai perso com'è perso splinder (l'originale è a casa dei miei). con una delle battute finali, "non posso credere di aver pagato 70000 lire per questa schifezza", ho scoperto che i videogiochi, in teoria, si compravano.
con l'IBM ho giocato a qualsiasi cosa, dai lemmings ad "avventura nel castello", oggi che va tanto di moda Bandersnatch mi viene da ridere forte...

la galoppata successiva, tra primi windows e processori ad inseguire la legge di Moore, è stata più snella e meno romantica, ma ancora oggi assemblo il pc desktop domestico (da cui scrivo). a casa dei miei i computer fissi nello STUDIO sono ormai due o tre, alcuni con doppio monitor. i vecchi mobili sono stati sostituiti da roba ikea, forse si è salvata solo la lampada. negli anni c'è stato il pianoforte, poi tolto, poi messo, poi tolto, ma nell'angolo tondo della stanza c'è sempre stato il computer principale. ormai mio papà ne usa solo uno per giocare al solitario, ascoltare musica e leggere il giornale.

l'IBM nella mia pseudo camera a casa dei miei (camera dei miei nipoti delle vacanze?), nascosto, protetto. l'ultima volta che l'ho acceso, funzionava ancora.

ne ho visto esemplari in almeno due musei

Ultima modifica di animamigrante : 15-01-2019 alle ore 10.03.57
Rispondi citando
  #7677  
Vecchio 15-01-2019, 17.20.17
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito giusè

Con i dovuti distinguo, sembrano due post paralleli. Prima del 286 mio papà aveva un 8086 ma io non me lo ricordo proprio: il primo ricordo è il primo Prince Of Persia, e quello era sul 286.
Potrei commentarti ogni riga ma finirei per scrivere "anch'io" oppure "io invece", così mi limito a dirti: "che bello esserci stati".
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7678  
Vecchio 15-01-2019, 17.25.47
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito 2097

Dev'essere stato proprio un periodo di tempo breve, e soprattutto mai approfondito abbastanza, se Wipeout 2097 mi è scivolato addosso in maniera così liscia. Rigiocandoci, negli ultimi giorni, non mi è tornato in mente niente di epico, con l'eccezione della stanza in fondo a sinistra di qualche post fa.
E, incredibilmente, ieri l'ho finito. C'ho messo pochissimi giorni, molto meno del "recupero" del primo Wipeout in occasione del ventennale. Bello e divertente, infinitamente più facile del primo, e chissà perché non sono mai riuscito a finirlo, visto che adesso ci sono voluti pochi giorni (e difficilmente i miei tempi di reazione sono migliori di quelli di vent'anni fa).
La musica, in ogni caso, è certamente migiore del gioco.

Non è stato esaltante, ma lo dovevo a me stesso.

(post scritto ascoltando Exit Planet Dust B-sides dei The Chemical Brothers)
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
  #7679  
Vecchio 16-01-2019, 03.24.31
L'avatar di gabo86
gabo86 gabo86 non è connesso
Moderatore
 
Data registrazione: 08-05-2005
Residenza: Melèe Island
Messaggi: 43,147
gabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobalegabo86 reputazione TermoNucleareGlobale
Predefinito l'isola deserta: cor veleno - bomboclat

I Cor Veleno sono forse il gruppo, tra i "miei", più lontano dalla mia formazione musicale; che poi, io non ho una vera formazione, ho più che altro dei generi di riferimento, e di certo l'hip hop non è tra questi. Ma loro ci sono stati per un bel biennio, in cui ho adorato Bomboclat e il successivo Nuovo Nuovo, anche se tra questi due probabilmente preferisco il primo. Poi mi sono allontanato, poi Primo è morto e poi è uscito Lo Spirito Che Suona, e chissà, magai sarà questo il disco da isola deserta tra un po', quando si sarà sedimentato. Per ora si accontenti di aver vinto il premio disco dell'anno 2018, e lasci spazio a Bomboclat.

Bomboclat vince perché, Articolo 31 a parte, è un disco hip hop che si è fatto strada dentro di me, non è banale. Si è fatto strada e mi ha portato a concerti hip hop, l'ultimo dei quali lo scorso sabato sera, e mi ha fatto imparare a memoria canzoni che mai avrei potuto imparare.
Merito, certo, delle basi spettacolari di Squarta, che passa dal funk a Toxic di Britney Spears, e poi dei due rapper. Alcune rime di Primo hanno fatto la storia della mia vita, o almeno di quel biennio, e ci sono pezzi come "Sembrava un gioco" e "Ciao fratè" che mi commuovono ancora.
Un disco lontano da me eppure vicino, e questo è tutto merito ancora. Li ho ringraziati con le mie urla sotto il palco sabato sera, e li ringrazio portandomi il loro Bomboclat sull'isola deserta.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
Rispondi citando
Rispondi

Strumenti discussione
Modalità visualizzazione

Regole di scrittura
You may not post new threads
You may not post replies
You may not post attachments
You may not edit your posts

BB code is Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato

Vai al forum


Tutti gli orari sono GMT +1. Adesso sono le 05.17.25.