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  #8241  
Vecchio 25-03-2020, 23.45.09
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Predefinito in my place of/giorno 13

Forse un modo di bucare la quarantena è stata quella di organizzare una mega-videochiamata su Zoom, oggi pomeriggio, per fare gli auguri a Grazia. Piacevolissimo per lei, visto che c'era più o meno tutta la gente che fa parte della sua vita; io metà non li conoscevo, o comunque mi sono un po' tirato fuori dall'essere l'anello esterno di una cerchia di cui non mi sono mai sentito parte. C'erano amici miei, e lo restano sempre. Però non è stato il massimo, o forse la videochiamata non è il modo migliore per sentirsi in contatto in gruppi così grandi.
In pochi, invece, scalda il cuore.

(post scritto ascoltando Noel Gallagher's High Flying Birds dei Noel Gallagher's High Flying Birds)
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Vecchio 26-03-2020, 20.22.18
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Predefinito resistance is futile b-sides

Alcuni dei gruppi che seguo hanno una discografia parallela, creata da me, per cui ad ogni album ufficiale corrisponde un album di b-sides pubblicate nei singoli dell'album ufficiale. Non tutti: i primi, e più grandi, sono i Manic Street Preachers (che hanno pubblicato tanti pezzi negli album ufficiali quanti quelli fuori album), ma ce ne sono anche tanti altri.
È facile compilare le raccolte di b-sides per gli album vecchi, ma il mio dubbio è sempre stato: quand'è che si esaurisce il ciclo creativo di un album? Quand'è che smettono di uscire versioni deluxe con inediti, singoli con b-sides, o anche canzoni nuove del tutto fuori da ogni logica di album?

L'altro ieri ho deciso arbitrariamente che l'era di Resistance Is Futile, l'album dei Manic Street Preachers uscito quasi due anni fa, è giunta al termine. Così, finalmente, ho potuto raccogliere i pezzi extra (quattro, bottino magro 'sto giro) e li ho raccolti in "Resistance Is Futile B-sides", che ho iniziato ad ascoltare. Sono pezzi chiaramente "figli" dell'album principale (il sound è quello), ed è sempre piacevole ascoltare canzoni nuove del proprio gruppo preferito, anche se non sono specialissime. Ma è già qualcosa.

(post scritto ascoltando Generation Terrorists dei Manic Street Preachers)
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Vecchio 27-03-2020, 01.04.01
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Predefinito in my place of/giorno 14

Dopo due settimane, non capisco ancora gli effetti della quarantena sul tempo libero.
A me, personalmente, non è cambiato molto: lavoro comunque otto ore al giorno, quattro di mattina e quattro di pomeriggio, anche se più a rilento per ovvi motivi di "lontananza dal luogo in cui sono custodite le carte", che per fortuna si trovano in digitale senza grossi problemi. Però, per contro, faccio più videotelefonate (prima zero, adesso qualcuna), sento ogni giorno Ale, che è una cosa bellissima, e in generale ascolto molta più musica, almeno "mia", visto che la ascolto quasi ininterrottamente dal risveglio a quando vado a dormire. Credo che il mese di marzo, su last.fm, sarà quello con più riproduzioni di sempre nella mia vita (a meno che la cosa non continui per tutto aprile, e allora ciao).
A Veronica, invece, è cambiato tantissimo. Lezioni online la mattina, preparazioni il pomeriggio e anche la sera. Credo lavori più di dieci ore al giorno, non smette mai prima delle 23. Stasera ha smesso prima di cena, ma solo perché aveva una videochiamata di gruppo che sta andando avanti da quasi due ore (un po' la invidio, ma questo è un altro discorso).

Vedevo un video pseudo-ironico, in cui uno chiedeva a un altro "ma quando ci sentiamo?" e quest'altro prendeva l'agenda ed elencava gli appuntamenti: videolezione di pilates, videochiamata, call di lavoro, smartworking, aperitivo su skype, eccetera".
Sono passate due settimane e non ho trovato ancora niente di positivo in tutto questo.

(post scritto ascoltando 1977 degli Ash)
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Vecchio 27-03-2020, 21.13.10
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Predefinito un po' è la canzone, un po' è lei

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Vecchio 28-03-2020, 11.56.59
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Ieri sera io e Vero abbiamo visto il primo film di Harry Potter, che lei conoscevo bene e che io invece non avevo mai visto. Mi sembrava giusto, in fondo: a volte guardiamo cose che nessuno di noi conosce, a volte uno di noi due cerca di rendere partecipe l'altro di cose che possono essere apprezzate, almeno in teoria. Poi, a volte la cosa funziona, a volte no.
Il mio problema gigantesco con Harry Potter è che è palesemente un film per bambini, e quindi vederlo per la prima volta a trentatré anni è un po' difficile. Lei era esaltata, ovviamente, ma lo era perché quando l'ha visto per la prima volta aveva dodici anni, e quindi ha sempre fatto parte di lei. Anch'io se vedessi adesso Mamma Ho Perso L'Aereo per la prima volta non lo troverei epico come lo trovo adesso, e lo stesso discorso vale per tutti i film "per bambini" che apprezzo ancora. Ma adesso non riesco ad apprezzarli per la prima volta. Chissà, forse ci riuscirò se e quando avrò un figlio, ma adesso mi risulta proprio difficile.

E così lei mi ha chiesto "mi stai dicendo che quindi i film per bambini possono essere apprezzati solo da bambini?", e questa è una bella domanda, alla quale risponderei "devo ancora trovare un film per bambini che riesca a conquistarmi alla mia età". E magari lo trovo, eh?
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  #8246  
Vecchio 28-03-2020, 15.39.57
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Predefinito wip3out

Ciao Claudio,
non ci vediamo da circa una dozzina d'anni (anno più, anno meno) e non ci rivolgiamo la parola da diciotto. Eppure mi trovo a scriverti, pur sapendo che non ti invierò mai queste parole che invece resteranno confinate nella mia oasi azzurra, a causa di un fatto che è capitato di recente e che si è appena concluso.
Come canta Niccolò Fabi, di ogni cosa si ricordano soprattutto l'inizio ed il finale, e per me è sempre stato così, nella mia narrazione della mia vita e delle sue sotto-storie; eppure, non riesco assolutamente a ricordare il nostro finale. Ma c'arriviamo con calma, partiamo dall'inizio.

Due anni fa, in occasione del mio ventennale con Wipeout (a cui ho giocato per la prima volta nell'estate del 1998 con mio cugino Ale), mi ripromisi di giocare e completare tutti i Wipeout, sia quelli a cui avevo già giocato (senza mai riuscire a completarli, peraltro) sia a quelli a cui non avevo mai giocato. Ho così giocato, e l'ho raccontato anche su queste pagine, al primo Wipeout, poi a Wipeout 2097, poi a Wipeout 64 (questo per la prima volta) e poi è toccato a Wip3out. Ecco, giocarci è stato come una macchina del tempo. Anzi, una doppia macchina del tempo: il videogioco aiuta a tornare indietro, ma quando a quel videogioco c'è legata anche una colonna sonora che mi sono portato dietro per ventun anni (pensa l'emozione di ascoltare Under The Influence dei Chemical Brothers dal vivo), allora è proprio un modo di tornare indietro nel tempo. Tornare indietro in un tempo ben preciso, i nostri primi tre anni di liceo, e in un luogo ben preciso, il salotto di casa tua.

La cosa, più o meno, era andata così: nei primi giorni di liceo avevo litigato in maniera eclatante ed imprevedibile con Livio, che era stato il mio migliore amico delle medie, e con cui avevamo fatto di tutto per restare insieme anche alle superiori; dopo qualche giorno, però, le nostre divergenze politiche divennero divergenze personali, e si ruppe un'amicizia apparentemente solidissima. Così mi legai a te, nuovo compagno di classe, anche tu appassionato di videogiochi. Per una pura coincidenza un amico di mio cugino Gaetano vendeva la sua copia di Wip3out e così feci da tramite e la comprasti tu. Allora non mi sembrava una blasfemia: in fondo con Ale avevo giocato soltanto per l'estate del 1998 al primo Wipeout, e poi avevamo cambiato gioco (non sto a raccontarti gli infiniti tornei tra me e lui al videogioco della pesca), quindi Wipeout non voleva dire solo lui; adesso, per dirti, trovo impossibile poterlo condividere con qualcun altro. Ma Wip3out sarà per sempre il gioco mio e tuo.
Funzionava così, e ha funzionato per tre anni: c'è sciopero? Andiamo a casa tua e giochiamo. C'è occupazione? Idem. Usciamo prima perché c'è assemblea? Idem. Di pomeriggio studiamo insieme? Sì, ma tra una materia e l'altra giochiamo. Andò così per tre, lunghissimi anni. Tre anni di cui ho mille ricordi insieme, anche musicali (è con te che ho visto il primo dei miei dieci concerti di Elio E Le Storie Tese, nonché il Festivalbar 2001 a Taormina), ma la cosa che c'ha legato di più in assoluto, ne sono sicuro, è quel videogioco. Lo stesso videogioco a cui ho ricominciato a giocare qualche mese fa, a diciott'anni dall'ultima partita, e che ho completato pochi minuti fa.
In fondo a noi non interessava completarlo, no: ci sfidavamo io e te, e basta; la modalità giocatore singolo, quella con cui vincendo le gare si sbloccano nuove piste e nuove navicelle, era una cosa rara, giusto per provare ad avere qualcosa di nuovo tra le mani, ma poi giocavamo sempre io e te, lasciando stare la possibilità di progredire col gioco. Ecco, io invece ho deciso di provarci, e ho appena finito a poco più di due mesi da quando ho iniziato, come ho raccontato qua. Ho iniziato e mi ricordavo più o meno le piste (non tutte) nonostante non ci giocassi, appunto, da diciott'anni; la musica la conoscevo a memoria, ma perché l'ho ascoltata ininterrottamente negli anni, al di là del videogioco.

Insomma, ho completato Wip3out, emulando la Playstation sul mio pc (anzi, sui miei pc, perché ho giocato un po' sul fisso, prima che servisse a Vero per la scuola, e poi sul portatile). Ho vinto tutte le gare, in tutte e quattro le classi di velocità su ognuna delle otto piste e con ognuna delle otto navicelle (4x8x8=256, mi rendo conto), poi ho visto anche i quattro tornei, uno per classe, e poi ho vinto le otto sfide gara, le otto sfide tempo, le otto sfide armi e alla fine le otto sfide combo (qui non c'eravamo mai arrivati, te lo dico perché sono state assurde). L'ho fatto, mi sono ricordato di te, mi sono ricordato di noi, ma ancora non capisco perché sia finita.

L'ultimo ricordo "cosciente" che ho di te è dell'estate 2002: andai a trovare mio fratello al campo scout e lì c'eri anche tu, capo di un'altra squadriglia. Ci raccontammo un po', ti dissi di una ragazza ("Gra come la rana che gracida", dicesti leggendo il nome con cui avevo salvato il suo numero sul cellulare) anche se era un argomento che non toccavamo spesso, quello dei rapporti con l'altro sesso. O meglio, forse dovrei dire "dei rapporti sentimentali", perché Martino (che è tuttora mio amico e che in qualche modo dev'essere in contatto con te) mi ha detto recentemente che "dopo vent'anni ancora non si capisce il suo orientamento sessuale", e non è una presa in giro omofoba, tutt'altro: semplicemente, io non ti ho mai visto esprimere interesse verso nessuno o nessuna, e la cosa dev'essere arrivata fino ai giorni nostri, a quanto dice lui. Comunque, tu facesti quel commento e poi ci salutammo, ripromettendoci di vederci prima dell'inizio della scuola e poi, ovviamente, ogni giorno a scuola, come sempre.

E poi, cos'è successo? No, niente Tiromancino qui. Poi è successo che all'inizio del quarto anno di liceo io litigai con Carola, nostra compagna di classe e mia migliore amica, per motivi che ci trascinavamo dalla tarda primavera (lei si era messa con uno, lui era geloso di me, io probabilmente ero geloso di lui) e così litigammo. Ricordo che in un'occasione stavamo per venire alle mani e tu ci separasti, e poi andasti a parlare con lei in disparte.
Può bastare questo per rompere un'amicizia?
Può bastare questo per farci smettere di parlare dopo tre anni in cui c'eravamo legati tantissimo?
Ti direi di no, ma è così che è andata. Eppure non ci siamo più chiariti, lei ti ha portato dalla sua parte contro di me e quando a fine anno scolastico io e lei ci siamo in qualche modo riconciliati lo stesso non è successo con te. Io e Carola siamo rimasti amici per tanti altri anni, con alti e bassi, ma io e te non ci siamo più parlati, neanche alle rimpatriate annuali che facevamo quando eravamo all'università. Né parlati né cercati, in realtà.
E non avrebbe molto senso farlo neanche adesso, anche se coi social è più facile e blablabla.

Porto con me il ricordo di un amico, di quelle amicizie adolescenziali fatte principalmente di videogiochi.
Porto con me il ricordo di un videogioco che ho completato in poco più di due mesi e a cui, fino a diciotto anni fa, avevo giocato solo con un amico.
Porto con me il ricordo della musica di un videogioco che ho ascoltato tante volte negli anni, ricordandomi di te ma mai con la potenza del ricordo che ho avuto giocandoci.

Ah, poi dopo un anno dalla fine della nostra amicizia Martino mi ha dato il nuovo Wipeout, a cui ho iniziato a giocare con Ale, cementando per sempre il rapporto tra noi e quel gioco.
Ma Wip3out è nostro, mio e tuo, e basta.

Per non smettere mai di ricordare.

(post scritto ascoltando la colonna sonora di Wip3out)
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Vecchio 29-03-2020, 15.25.58
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Forse avrei potuto aspettare il ventennale della prima volta, di cui in questo caso conosco incredibilmente persino la data (14 giugno 2000), ma in realtà avevo voglia di farlo subito, così ho approfittato del fatto che è appena uscito il remake del primo Half Life per giocarci, sapendo che probabilmente all'ultimo Half Life, appena uscito anch'esso, non potrò giocarci perché non ho nessuna intenzione di spendere centinaia di euro per un visore per la realtà virtuale.
E così, mentre il mondo è in quarantena, eccomi tornare nel posto in cui è accaduto l'evento che ha messo il mondo in quarantena (seppur solo nel mondo dei videogiochi).
Vedremo come andrà.

(post scritto ascoltando Culture Of Fear dei Thevery Corporation)
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Vecchio 30-03-2020, 00.33.24
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Vecchio 30-03-2020, 02.37.55
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Mi ero ripromesso di non raccontare del mio ri-(tri?quatri?enni?)attraversamento di Black Mesa prima di averlo finito, ma c'è una rettifica da fare alla foto precedente: per quanto possa essere entusiasmante giocarci collegando il PC alla TV, usare mouse e tastiera sul divano non è comodissimo (per la PS3 va benissimo, ma per il PC no). E così, quando Vero mi ha sfrattato dal divano per guardare una delle sue serie TV, ne ho approfittato per continuare a giocare nello "studio". "Studio" che poi è studio anche senza virgolette, ma la libreria/scrivania dello studio, come ho scritto qui mille volte, è quella su cui giocavo (e da cui scrivevo, se vogliamo dirla tutta) dai miei diciott'anni in poi.
Adesso: è vero che la mia prima partita ad Half Life è stata a cavallo tra i 13 ed i 14 anni (14-30 giugno 2000, certe date sono indimenticabili), e che mancassero ancora almeno quattro anni prima che mio papà costruisse la libreria; ed è anche vero che a quel gioco c'ho giocato più o meno dappertutto; però, cavolo, giocare al computer sulla mia scrivania di sempre fa sempre un certo effetto.

Forse ho bisogno di sentirmi un po' più vicino a me stesso, paradossalmente.
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Vecchio 30-03-2020, 20.18.59
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Predefinito boom!

Anzi no, perché BOOM è l'onomatopea di una cosa che esplode. Qui non è esploso niente, anzi, il computer neanche si è acceso.
Va detto: da quando l'ho montato, subito dopo il trasloco, ho capito che qualcosa non andava. L'ho subito formattato, ma comunque c'erano dei problemi con la scheda di rete, mai risolta neanche usando il cavo LAN da collegare ad un bridge per il segnale. Ultimamente, poi, aveva dato dei problemi ben peggiori, tipo il blocco totale senza motivo. A volte, dopo averlo spento, non si riaccendeva se non prima di alcuni istanti. Stamattina, poi, non si è proprio acceso.
Così è scattato una specie di quick time event, ovvero quei momenti delle avventure della Telltale in cui hai pochissimo tempo per decidere cosa fare. Io avevo già intenzione di comprare un computer nuovo, un fisso intendo, però facendolo a modo mio, quindi comprando i pezzi ed assemblandolo da solo, come mi ha insegnato tanti anni fa mio papà e come ho fatto con tutti i computer, incluso quello morto stamattina.
Avevo quest'intenzione ma non avrei mai fatto in tempo: Veronica doveva subito fare lezione, così le ho prestato il mio ma io avevo bisogno di lavorare. La soluzione più veloce è stata certamente quella più giusta (una delle poche volte in cui ho questa certezza, anziché avere quella opposta): ho telefonato ad un mio amico, la cui ragazza lavora in un grande negozio di tecnologia, e ho chiesto a lei se avessero computer fissi. Mi ha detto di sì, così ho telefonato al negozio e mi sono fatto dire un po' i prezzi e le caratteristiche, poi ho preso la macchina e mi sono teletrasportato lì, tornando con un pacco ingombrante che ha stupito la stessa professoressa, che nel frattempo stava facendo lezione, convinta che "fossi andato a buttare la spazzatura". E invece eccomi qui, con un computer nuovo, già pronto e già funzionante. Ho perso l'occasione per montarlo da me, ma almeno ho fatto in fretta.

L'ho già messo al suo posto, quello occupato dal mio vecchio pc, che a questo punto verrà smaltito in qualche modo. Peccato, ma era l'unica cosa da fare.

(post scritto ascoltando 17 Re dei Litfiba)
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  #8251  
Vecchio Ieri, 02.09.21
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In questa diciottesima serata di quarantena, sempre nel mio posto di quarantena (lo stesso posto delle altre diciassette serate), è successa una cosa inaspettata. Eravamo partiti da "guardiamo qualcosa su Amazon Prime Video" e scorrendo le varie serie mi sono ricordato di una e di come ne parlavano bene sul Post, così abbiamo iniziato a guardarla.
Non voglio sbilanciarmi, ma il fatto che lo stia mettendo nero su azzurro vuol dire che un po' lo sto facendo. Però non voglio farlo del tutto, dunque mi limito a dire questo: arrivati alla terza puntata (su otto), tutte di circa venti minuti, sto avendo un'impressione. Un'impressione per ora verificata per tre ottavi. La stessa impressione che ho avuto quando, giocando ad Half Life la prima volta (14-30 giugno 2000) arrivai a tre ottavi, quindi all'incirca poco dopo il livello "Su Un Binario"; la stessa impressione che ho avuto quando, giocando a Psychonauts per la prima volta (autunno 2006-inverno 2007) arrivai a tre ottavi, quindi all'incirca poco dopo il livello "Frullamente"; la stessa impressione che ho avuto quando, giocando a LBA2 per la prima volta (1997, circa) arrivai a tre ottavi, quindi all'incirca poco dopo il secondo arrivo su Zeelich. Ho citato finora tre dei miei sei videogiochi preferiti, ma lo stesso non posso fare per gli altri tre, visto che le cose sono andate diversamente e non sono state così istantanee. E potrei estenderlo ad alcuni dei film preferiti, ad alcuni dei miei libri preferiti, ecc. Insomma, la sensazione di avere tra le mani (o, in questo caso, davanti agli occhi) un capolavoro.

Abbiamo guardato tre puntate su otto e ogni secondo mi ha lasciato senza fiato per quanto mi sta piacendo. Magari la cosa scemerà con le puntate successive, o magari no, e allora metterò questa miniserie tv tra le cose della mia vita che ho definito "capolavoro".
Per dire, finora ce l'ha fatta solo una serie tv, 24. Vedremo.
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  #8252  
Vecchio Ieri, 22.37.45
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Predefinito magari è una cazzata

O magari ci farà sentire tutti più vicini, chissà, però l'idea della serata musicale su Rai1, in cui ognuno suona da casa sua, potrebbe non essere malvagia.
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  #8253  
Vecchio Oggi, 11.30.26
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Non nascondo che mi sarebbe piaciuto vedere più dei "miei" ieri sera - per dire: avrei adorato vedere la casa di Max Pezzali, solo che lui non sa suonare e quindi avrebbero dovuto accompagnarlo a distanza; avrei adorato vedere la casa di Raf, che sa suonare tutti gli strumenti del mondo e quindi non avrebbe avuto problemi; mi sarebbe piaciuto tantissimo vedere anche gli Elio E Le Storie Tese, ognuno da casa sua, come i Negramaro, ma gli Elii sono sciolti, e vabbè; i Subsonica no, impossibile, in acustico non rendono per niente; Jovanotti non pervenuto, o forse me lo sono perso io, ma ammetto che non m'interessava poi tanto; e poi più di ogni altro mancava (ma non a me, alla collettività) Morgan, che però il suo appartamento l'ha perso e poi dopo quello che ha combinato a Sanremo non credo che lo vedremo tanto spesso alla Rai.
Insomma, mi sarebbe piaciuto vedere più dei "miei", però quello che ho visto non mi è dispiaciuto, nonostante inutili cantanti da talent (per fortuna non i più inutili, però: quelli che ce l'hanno fatta, che forse sono i meno peggio). Sono stato contento per Paola Turci, che ogni tanto sento che mi aspetta lì, dietro l'angolo, anche se sono dodici anni e mezzo che fingo di ignorarla. Ma questa è una storia, la storia dei vasi di Pandora da non aprire neanche in quarantena.
__________________
And all of my dreams
they may have come true
but so did my nightmares
which I can't get through.
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