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  #21  
Vecchio 15-12-2006, 04.26.14
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sono d'accordo,
se invece che dire FANNO dici FACCIAMO...
perchè non ci riuniamo e blocchiamo certe multinazionali?
perchè non facciamo una legge a livello mondiale contro lo smog introducendo nel mercato macchine ad idrogeno? perchè non fermiamo lo disboscamento della foresta dell'amazzonia? perchè non pensiamo al buco dell'ozono? perchè non facciamo leggi sulla giusta igiene negli allevamenti (caso mucca pazza?)

...perchè solo se ognuno inizia a cambiare se stesso, possiamo davvero cambiare il mondo...
"non cambia il mondo, se non cambia il mio...non cambia il mondo, se non cambio io..."



(marco parente)
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..era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti..












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  #22  
Vecchio 16-12-2006, 23.25.01
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ke novità!!! nessunho vuole prendere una soluzion xò
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è come essere dietro un vetro
nn puoi toccare niente di quello ke vedi
Ho passato circa 3/4 della mia vita chiuso fuori
finkè ho capito ke l'unico modo è romperlo
e se hai paura di farti male
immaginati già vecchio e pieno di rimpianti

Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino


We stop existing and start living
(Micheal Jackson)
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  #23  
Vecchio 16-12-2006, 23.25.31
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"non cambia il mondo, se non cambia il mio...non cambia il mondo, se non cambio io..."



(marco parente)
ci vuole la convinzione
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nn puoi toccare niente di quello ke vedi
Ho passato circa 3/4 della mia vita chiuso fuori
finkè ho capito ke l'unico modo è romperlo
e se hai paura di farti male
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Con lui ho capito tutta la bellezza
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(Micheal Jackson)
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  #24  
Vecchio 15-01-2007, 03.37.13
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Antenneattive è sulla buona strada
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è partita una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare per la ripubblicizazione della gestione dell'acqua che in italia è sempre più in mano a privati. Il caso Boliviano è l'esempio più eclatante di cosa possa comportare la gestione di un bene comune come l'acqua da parte di privati.

Ormai le grandi multinazionali e le banche hanno capito che l'acuqua è l'affare del futuro perchè sarà sempre più scarsa.

Per saperne di più sulla proposta di legge qui ci sono i punti in sintesi


Sul sito c'è anche una sezione dedicata ai video sull'acqua, vi consiglio di vedere i filmati di Zanotelli che parla di questa iniziativa.

C'è bisogno di firme e di volontari ai banchetti!!!
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Antenneattive La TV Online degli Amici di Beppe Grillo
www.antenneattive.org
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  #25  
Vecchio 16-01-2007, 11.58.41
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verissimo. e il problema è che ci pesa a tutti il sedere. E ad andare a mangiare al mac o a mangiar carne tutti i giorni non ci rinuncia quasi nessuno. E ancora peggio, molto peggio di chi non rinuncia o per ignoranza o perché non gli va..è chi non lo fa perché dice "tanto non serve a cazzo, è inutile perché tanto non cambia niente".
mamma che acido questo post. però alla fine è così.
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Folletto Ma i porci, secondo Crisippo, erano pezzi di carne apparecchiati dalla natura a posta per le cucine e le dispense degli uomini, e, acciocché non imputridissero, conditi colle anime in vece di sale.
Gnomo
Io credo in contrario che se Crisippo avesse avuto nel cervello un poco di sale in vece dell'anima, non avrebbe immaginato uno sproposito simile.


L'Inarrestabile Speranza ci accompagna sempre

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo
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  #26  
Vecchio 24-01-2007, 13.31.01
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Predefinito 16 Febbraio

AssoBdM : 16 febbraio: "M'illumino di meno", giornata nazionale del risparmio energetico

Le sorti del pianeta sono da sempre una delle preoccupazioni principali di Caterpillar. La questione energetica è uno dei temi su cui si gioca il futuro del globo terracqueo: l'attività umana richiede sempre maggiori quantità di energia, e, nonostante i grossi passi avanti della ricerca, non esistono ancora fonti energetiche completamente pulite, sicure, rinnovabili, e competitive. Noi crediamo che il problema possa essere allora ribaltato e affrontato da un'altra angolazione: se manca energia (e mancherà sempre di più in futuro), invece che produrne di più, possiamo consumarne di meno! Ecco il perché di una giornata dedicata al risparmio energetico

In un'ottica decrescente conviene molto di più risparmiare sull'energia consumata, piuttosto che affannarsi a produrne di più in condizioni economiche, sociali e ambientali sempre più difficili. Abbiamo deciso quindi di indire per il 16 febbraio la prima giornata nazionale dedicata al risparmio energetico. Per dimostrare che risparmiare è immediatamente possibile, è vantaggioso dal punto di vista ambientale, redditizio in termini economici e conveniente per la società.

In Italia, terra povera di materie prime atte a produrre energia elettrica, esiste un enorme e inutilizzato giacimento di energia pulita, rinnovabile, eterna e gratuita, questo giacimento è il risparmio energetico, e il 16 febbraio sarà il giorno in cui inviteremo tutti a saccheggiare in maniera gioiosa questo sterminato pozzo senza fondo.

Esistono centinaia di studi scientifici che dimostrano in termini pratici quanto si possa risparmiare adottando stili di vita e di consumo alternativi, ci sono già compagnie private che lavorano e guadagnano sul risparmio altrui, offrendo consulenze energetiche alle imprese, ma fino ad ora è mancato un appuntamento unico, nazionale, che coinvolgesse tutte queste forze in un'impresa simbolica, possibile e certificabile, è mancata ad oggi una giornata di festa del risparmio energetico. L'aspetto ludico, sarà fondamentale per convincere il grosso della popolazione a partecipare in maniera attiva all'evento: la giornata sarà una vera e propria corsa contro il tempo per risparmiare il più possibile sul consumo reale di elettricità di quelle ventiquattro ore. Il consumo, è visibile in tempo reale sul sito ufficiale del GRTN (il gestore della rete elettrica), che costituirà quindi, come in una sorta di Telethon il "tabellone" luminoso della giornata. L'idea è quella di coinvolgere, preparandoli nel mese che precede l'evento, soggetti e gruppi eterogenei, in modo da garantire a chiunque una partecipazione autentica, in uno sforzo collettivo in cui chi più consuma più risparmia. Scuole, comuni, aziende, privati, caseggiati, artigiani, quartieri, negozi, automobilisti, semplici ascoltatori, tutti potranno partecipare e trovare a Caterpillar e sul nostro sito informazioni su come applicarsi, risparmiare e partecipare alla giornata. Decaloghi di comportamento saranno resi disponibili dal comitato scientifico che garantirà la serietà dell'evento e certificherà il risultato ottenuto. Del comitato scientifico fanno parte Maurizio PALLANTE, Mario PALAZZETTI e Gianni TAMINO.
La speranza, nel lanciare questa iniziativa è che una volta passata la festa, i trucchi appresi, i comportamenti consigliati, i risparmi certificati, possano convincere quante più persone possibili nel proseguire questi sforzi per un'inversione strategica di rotta, che possa giovare non solo hic et nunc al sistema-paese ma anche e soprattutto a coloro ai quali lasceremo in eredità il nostro pianeta.

fonte Caterpillar www.caterueb.rai.it
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  #27  
Vecchio 16-02-2007, 19.49.32
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argomento troppo attuale
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un altro mondo è possibile

il confine non è solo una linea che chiude e protegge, ma uno spazio che mette insieme le diversità
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  #28  
Vecchio 16-02-2007, 19.50.18
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Allarme clima, l’Asia non sarà l’EldoradoI globalisti sonnambulidi Giovanni Sartori STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
C’era una volta l’uomo universale che sapeva di tutto. Poi le cose da sapere sono diventate troppe, e man mano l’uomo universale è stato sostituito dallo specialista. Però per qualche secolo lo specialista è restato curioso, si guardava intorno, era «aperto». Invece oggi gli specialisti sono «chiusi»: sanno sempre di più su sempre meno e meno. Oramai ciascuno si inscatola, si chiude in una scatola senza finestre. E questa chiusura si applica anche agli «importanti » in generale: banchieri, imprenditori, amministratori di multinazionali. Il mondo economico- finanziario è diventato globale; ma i globalisti che lo viaggiano sono anch’essi debitamente inscatolati, e lo viaggiano come sonnambuli.
Ci raccontano che tra dieci-venti anni la Cina sarà il massimo potere mondiale, con l’India al secondo posto, e intanto si buttano sulla Cina e dislocano i servizi in India. E fin qui vedono bene, a corto periodo, perché lo sviluppo della Cina, specialmente della Cina, è straordinario. Ma è sostenibile? Può durare? E qui i sonnambuli non ci vedono più. Si inscatolano nei loro calcolini numerici, e così ignorano tutto il resto, che è di gran lunga il più. Alla metà di questo secolo i cinesi dovrebbero essere 1,5 miliardi, e lo stesso gli indiani. Ma questi 3 miliardi (ai quali possiamo aggiungere, con ulteriori 1,5 miliardi, gli africani) come li nutriamo? È una domanda che non scuote i sonnambuli. Per loro la risposta è ovvia: coltiveremo di più.
Ma come facciamo se già oggi l’acqua sta venendo a mancare? In Cina il fiume Giallo è allo stremo, in India il Gange è un liquame che arriva a malapena al mare. Ovunque l’agricoltura è sempre più irrigata da acqua di falda, e le falde scendono paurosamente di anno in anno. Le statistiche dell’Onu ci dicono che ogni 20 secondi un bambino muore ucciso da acqua inquinata, e che più di un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Oggi. Ma tra poche decine di anni potrebbe essere che ogni secondo muoiono 200 bambini, e che altrettanti adulti muoiono sterminati dalle carestie. Dunque, già oggi consumiamo molta più acqua di quanta ne riceviamo dal cielo, dalle piogge.
Questo è un dato certissimo. Aggiungi il cambiamento del clima dovuto al riscaldamento della terra. Non entro nelle tante, drammatiche conseguenze dello sconvolgimento climatico in corso. Tra queste, il fatto che non pioverà più (a sufficienza) dove piove adesso, e quindi dove fiorisce l’agricoltura, e che invece pioverà dove non serve, dove non fiorisce un bel nulla. Nell’area mediterranea il nostro Sud rischia la desertificazione e il nostro Nord è esposto a prolungata siccità. Esempi a parte, siamo esposti ovunque a siccità devastanti, che ovviamente sono molto più disastrose e letali, nei Paesi ad alta densità di popolazione agricola (appunto, Cina e India).
Il pianeta Terra rischia una terribile crisi idrica e alimentare, ma di tutto questo il nostro sonnambulo globale non sa e non vuole sapere nulla. Venerdì scorso, a Parigi, 500 qualificati climatologi hanno concluso il loro lavoro di sintesi dei dati raccolti da 2500 esperti, asserendo che al 95 per cento il disastro climatico è opera dell’uomo. I sonnambuli finora se la sono cavata dicendo che i cambiamenti climatici ci sono sempre stati, e che noi non ci possiamo fare niente. Invece no, invece è falso. Questa volta, e per la prima volta, tutte le colpe sono nostre. Niente più balle. I sonnambuli si devono svegliare. E la Cina non sarà l’Eldorado.
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  #29  
Vecchio 14-03-2007, 00.33.07
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Una donna tailandese mostra due pesci morti presi da una grande rete da poco issata dalle acque del fiume Chao Phraya ad Ang Thong, a nord della capitale Bangkok. Centinaia di migliaia di pesci sono stati trovati morti nel fiume in questi giorni a causa dell'elevato tasso di inquinamento. Sotto accusa le industrie della zona che scaricberebbero i propri reflui direttamente nelle acque del Chao Phraya
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  #30  
Vecchio 19-03-2007, 15.42.01
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Che impressione la foto che hai messo, Roberto, fa pensare...anni fa ho visto una scena del genere (anche se più in piccolo) sulle sponde del fiume Magra (al confine fra Liguria e Toscana), ma in quel caso credo che l'ecatombe fosse dovuta a qualche scarico industriale della zona...mi hanno detto che poi la situazione è migliorata...
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  #31  
Vecchio 26-03-2007, 13.21.14
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Bhe si, hai ragione, la foto è inquietante.

grazie per la risposta
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  #32  
Vecchio 26-03-2007, 13.29.15
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per passare dalle acque all'atmosfera, in questo link del corriere ci sono due interessanti animazioni che descrivono l'andamento del metano e della CO2 nell'atmosfera dal 2003 al 2005

mi sembra interesante vedere come si stanno sviluppando le tecnologie per studiare lo stato di salute della Terra e per individuare eventuali strumenti di intervento.
sembra quasi di andare incontro ad una sorta medicina applicata non piu all'uomo ma alla Terra consderata come organismo vivente...
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  #33  
Vecchio 26-03-2007, 13.35.28
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speriamo che oltre a questo si adottino anche i rimedi necessari.
E' curioso ,per un naturalista come me, porsi il problema di porre rimedio a chi i rimedi di solito me li offriva.........
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  #34  
Vecchio 04-04-2007, 09.44.56
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Petizione a COMMISSIONE EUROPEA (DIPARTIMENTO AMBIENTE).

Da Beppe Grillo

Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male respirare le polveri sottili e vedere persone a cui vuole bene morire
di cancro intorno a se' per il benessere delle multinazionali petrolifere e ha chiesto alla commissione europea (dipartimento
dell'ambiente) di creare una legge che obblighi i padroni del petrolio ad installare accanto ad ogni distributore di benzina almeno un
distributore ad idrogeno e di incominciare a produrlo utilizzando energie rinnovabili.

In parole povere questa legge favorira' introduzione sul mercato delle automobili ad idrogeno a
***ZERO INQUINAMENTO*** e ad alte prestazioni!!!

Finalmente potremo respirare a pieni polmoni e anche i figli dei nostri figli!

L'auto del futuro esiste gia' in vari modelli!

Bastano 800.000 firme per far abbassare la testa ai padroni del petrolio.

Firmate la petizione per voi, i vostri amici e parenti!

Cogliamo questa opportunita' facciamone un'arma, anche per altre piccole battaglie.

Io l'ho fatto !!


PER FIRMARE LA PETIZIONE SUL LINK QUI SOTTO:

http://www.petitiononline.com/idroge...tion-sign.htlm

http://www.petitiononline.com/idroge...tion-sign.html

P.S. al momento sono circa 431.000 firme...
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  #35  
Vecchio 04-04-2007, 12.22.44
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Predefinito Non si può abrogare la legge di gravità

Citazione:
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Petizione a COMMISSIONE EUROPEA (DIPARTIMENTO AMBIENTE).
ammetto di avere firmato anch'io,
prima di leggere questa mail che mi è giunta:
(tratta dal commento di Ugo Bardi sul sito di Aspo Italia - Aspo da tempo si occupa dell'esaurimento delle risorse fossili e delle possibili alternative... )


Non si può abrogare la legge di gravità

posted by Ugo Bardi

Su internet girano le cose più strane. In fondo, vi passo una lettera che sostiene la petizione per "Auto a idrogeno subito" che ha avuto grande successo con più di 10.000 firme al momento. La petizione chiede che ogni distributore di benzina abbia accanto un distributore a idrogeno e la lettera chiede "800.000 firme per fare abbassare la testa ai padroni del petrolio"

La petizione sulle auto a idrogeno ha l'aspetto di una delle tante bufale anonime che girano su internet, per esempio quelli che parlano di una cospirazione delle compagnie petrolifere che impedirebbero lo sviluppo e la messa in commercio dell'auto ad aria compressa. In realtà, la petizione sull'idrogeno ha un nome e cognome, il sig. Stefano Pino, che ha un sito a http://www.automobileidrogeno.com. Ma aver identificato l'origine della petizione cambia poco. Il sig. Pino sembra essere uno dei recenti convertiti alla "religione dell'idrogeno" (come l'ha efficacemente chiamata Maurizio Pallante) della quale Jeremy Rifkin è il massimo profeta. Per qualche ragione, l'idrogeno ha colpito la fantasia della gente, come nota Debora Billi in un recente post sul suo blog "petrolio" dove riporta di aver trovato gente convinta che l'idrogeno si vende in buste di plastica del supermercato.

Tanto interesse nell'idrogeno è una dimostrazione della buona volontà degli italiani di liberarsi dal petrolio e di respirare un aria più pulita. Purtroppo, questo tipo di petizioni, pur bene intenzionate, sono completamente fuori dalla realtà. Sono l'equivalente della richiesta di abrogare la legge di gravità come la leggenda vuole cheabbia fatto il il consiglio comunale di non si sa quale paese.

Non ci sono leggi della fisica che impediscano di fabbricare macchine a idrogeno. Ci sono però delle leggi dell'economia e della tecnologia che rendono la cosa per il momento impensabile se non a livello di prototipi ultra-costosi. Chi ha messo in giro la petizione sui distributori a idrogeno non si è chiesto, evidentemente, quanto costerebbe mettere accanto a ogni distributore di benzina un distributore a idrogeno, soprattutto se questo idrogeno dovesse essere generato utilizzando energie rinnovabili. Considerate le varie inefficienze del processo di produzione di energia rinnovabile, di elettrolisi e di stoccaggio, considerata la necessità di impianti, sistemi di distribuzione e tutto il resto, parliamo di centinaia, forse migliaia di miliardi di euro in termini di costi. Chi dovrebbe pagare? La petizione questo non lo dice; forse questi soldi ce li porterebbe Babbo Natale?

La petizione ignora anche le problematiche tecniche dei veicoli a idrogeno, che al momento semplicemente non esistono come tecnologia che possa viaggiare su strada e essere utilizzata da quei comuni mortali che non possono permettersi di viaggiare con i "siluri" a idrogeno, mostrati anche nel sito in questione.

Se volete firmare la petizione sull'idrogeno, indubbiamente dimostrate che ci tenete a un cambiamento di certe cose. Tenete conto però che rischiate di dare importanza a una grave distorsione delle priorità. Al momento già un bel po' di soldi sono stati sprecati per creare "distributori di idrogeno" per macchine che non esistono.

Pensateci sopra.
__________________
CANTO L'ALTISSIMO IMMENSO AMORE PERCHÈ L'AMORE È UNA COSA ECCEZIONALE SENZA L'AMORE NON C'È NIENTE DA FARE AUGURO A TUTTI DI POTERLO PROVARE
PERCHÈ L'AMORE TI TRASFORMA IN CIÒ CHE SEI PERCHÈ L'AMORE TRACCIA DEI PERCORSI SUOI IRRICONOSCIBILI E MISTERIOSI PERCHÈ È L'AMORE CHE CI RENDE RADIOSI
STELLE DANZANTI NELLA CREAZIONE VIVA L'AMORE UNICA RIVOLUZIONE
pronti sempre a rispondere
a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi


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  #36  
Vecchio 04-04-2007, 13.48.55
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Predefinito vero...ma è anche vero che se non si inizia....

I POSSIBILI SVILUPPI
Le soluzioni tecniche oggi proposte dalla Panda Hydrogen richiedono ancora importanti evoluzioni, capaci di risolvere i problemi legati ai costi, al funzionamento del propulsore a Fuel Cell, allo stoccaggio del combustibile ed alla durata e affidabilità dei componenti.
Ma proprio l'impiego di flotte di veicoli a Fuel Cell in un contesto controllato come quello urbano permetterebbe di valutare sul campo le scelte tecnologiche progressivamente proposte dalla ricerca e dall'industria, consentendo contemporaneamente agli utenti di familiarizzare con i nuovi veicoli.
L'aspetto più critico per il futuro dei veicoli a fuel cell, tuttavia, è rappresentato dall'infrastruttura di produzione e distribuzione dell'idrogeno che richiederà ancora tempi lunghi per il suo sviluppo, imponendo uno scenario a lungo termine per la diffusione dei veicoli a idrogeno senza escludere applicazioni di nicchia più a breve termine.

posted by EAGE @ 3:44 AM 25 comments

TRA 15 ANNI LE AUTO A IDROGENO DIVENTERANNO COMPETITIVE

FONTE ANSA 11/10/2004

ROMA - Ci vorranno almeno 15 anni per avere una macchina a idrogeno competitiva allo stesso livello di quelle alimentate a diesel o benzina, ma la strada e' ormai aperta. E' il messaggio che viene da alcune delle piu' importanti case automobilistiche del mondo (Fiat, Bmw, General Motors, Toyota, Honda, Daimler Chrysler, Psa Peugeot Citroen) che hanno presentato i loro prototipi di veicoli a idrogeno a Roma nel corso del convegno scientifico e internazionale 'Mobilita' a idrogeno: ricerca e industria disegnano il percorso di avvicinamento'.
Prima di arrivare all'idrogeno, spiega Giuseppe Rovera del centro ricerche Fiat, ''il che avverra' tra una quindicina d'anni, bisognera' passare per una fase transitoria di approccio integrato, in cui si produrra' l'idrogeno da metano e biocombustibili, come si sta facendo ora. Per arrivare all'obiettivo di zero emissione e zero produzione di anidride carbonica, utilizzando fonti rinnovabili di energia come acqua e biomasse, ci vorra' ancora del tempo ma l'importante e' che si sia iniziato''.
Dello stesso parere anche Vincenzo Naso, direttore del Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile (Cirps) dell'universita' La Sapienza di Roma, secondo cui ''il segnale che si puo' trarre e' che si sta facendo molto e in molte direzioni per accorciare questo periodo di transizione''.
''Sui tempi per avere delle auto a idrogeno competitive e' difficile fare delle previsioni. Quello che e' sicuro e' che tutte le case automobilistiche sono intenzionate a impegnarsi in tal senso e stanno orientando i loro piani industriali in modo da avere dal 2010 in poi, una tecnologia priva di emissioni disponibile, per iniziare la commercializzazione di auto e flotte di autobus a prezzi piu' abbordabili''. E' quanto ha detto Massimo Venturi, manager della Daimler Crhrysler, che sul mercato ha distribuito finora 30 autobus funzionanti in nove citta' europee e 60 automobili a idrogeno.
Per arrivare ad una produzione a pieno regime, dicono gli operatori, ci sono molti ostacoli da superare nel lungo periodo. Per esempio, sottolinea Rittmar von Helmont della General Motors, quello dei costi. ''L'obiettivo e' di raggiungere - spiega - con un sistema di propulsione detto a fuel cell, che possa garantire una durata di 160mila chilometri, un costo di 50 dollari per kw, cifra che eguaglia quella dei sistemi con motore a combustione interna''.
Oltre al problema dei costi c'e' anche quello dello stoccaggio dell'idrogeno, cioe' se trasportarlo allo stato gassoso, liquido o solido e quello della distribuzione alle le stazioni di rifornimento. A tal proposito, Salvatore Carbonaro dell'Eni, ha parlato del progetto ''Stazione Multifuel'', con cui si avranno delle stazioni di rifornimento universali, che ricaveranno l'idrogeno dal metano, e che partira' con una sperimentazione ad Assago (Milano) e Francoforte in Germania dal 2007.
Tra le vetture esposte fuori dalla sede del Cnr c'erano tra le altre quella della Psa Peugeot Citroen, che lavora anche sulla pila a combustibile, una tecnologia che si prevede di sviluppare a livello commerciale entro il 2.020, la Hydrogen3 della Gm, la Seicento Hydrogen e il prototipo della Panda hydrogen della Fiat, che forse entrera' in funzione dal 2005.
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  #37  
Vecchio 04-04-2007, 17.19.41
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I POSSIBILI SVILUPPI
Le soluzioni tecniche oggi proposte dalla Panda Hydrogen richiedono ancora importanti evoluzioni, capaci di risolvere i problemi legati ai costi, al funzionamento del propulsore a Fuel Cell, allo stoccaggio del combustibile ed alla durata e affidabilità dei componenti.
Ma proprio l'impiego di flotte di veicoli a Fuel Cell in un contesto controllato come quello urbano permetterebbe di valutare sul campo le scelte tecnologiche progressivamente proposte dalla ricerca e dall'industria, consentendo contemporaneamente agli utenti di familiarizzare con i nuovi veicoli.
L'aspetto più critico per il futuro dei veicoli a fuel cell, tuttavia, è rappresentato dall'infrastruttura di produzione e distribuzione dell'idrogeno che richiederà ancora tempi lunghi per il suo sviluppo, imponendo uno scenario a lungo termine per la diffusione dei veicoli a idrogeno senza escludere applicazioni di nicchia più a breve termine.

posted by EAGE @ 3:44 AM 25 comments

TRA 15 ANNI LE AUTO A IDROGENO DIVENTERANNO COMPETITIVE

FONTE ANSA 11/10/2004

ROMA - Ci vorranno almeno 15 anni per avere una macchina a idrogeno competitiva allo stesso livello di quelle alimentate a diesel o benzina, ma la strada e' ormai aperta. E' il messaggio che viene da alcune delle piu' importanti case automobilistiche del mondo (Fiat, Bmw, General Motors, Toyota, Honda, Daimler Chrysler, Psa Peugeot Citroen) che hanno presentato i loro prototipi di veicoli a idrogeno a Roma nel corso del convegno scientifico e internazionale 'Mobilita' a idrogeno: ricerca e industria disegnano il percorso di avvicinamento'.
Prima di arrivare all'idrogeno, spiega Giuseppe Rovera del centro ricerche Fiat, ''il che avverra' tra una quindicina d'anni, bisognera' passare per una fase transitoria di approccio integrato, in cui si produrra' l'idrogeno da metano e biocombustibili, come si sta facendo ora. Per arrivare all'obiettivo di zero emissione e zero produzione di anidride carbonica, utilizzando fonti rinnovabili di energia come acqua e biomasse, ci vorra' ancora del tempo ma l'importante e' che si sia iniziato''.
Dello stesso parere anche Vincenzo Naso, direttore del Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile (Cirps) dell'universita' La Sapienza di Roma, secondo cui ''il segnale che si puo' trarre e' che si sta facendo molto e in molte direzioni per accorciare questo periodo di transizione''.
''Sui tempi per avere delle auto a idrogeno competitive e' difficile fare delle previsioni. Quello che e' sicuro e' che tutte le case automobilistiche sono intenzionate a impegnarsi in tal senso e stanno orientando i loro piani industriali in modo da avere dal 2010 in poi, una tecnologia priva di emissioni disponibile, per iniziare la commercializzazione di auto e flotte di autobus a prezzi piu' abbordabili''. E' quanto ha detto Massimo Venturi, manager della Daimler Crhrysler, che sul mercato ha distribuito finora 30 autobus funzionanti in nove citta' europee e 60 automobili a idrogeno.
Per arrivare ad una produzione a pieno regime, dicono gli operatori, ci sono molti ostacoli da superare nel lungo periodo. Per esempio, sottolinea Rittmar von Helmont della General Motors, quello dei costi. ''L'obiettivo e' di raggiungere - spiega - con un sistema di propulsione detto a fuel cell, che possa garantire una durata di 160mila chilometri, un costo di 50 dollari per kw, cifra che eguaglia quella dei sistemi con motore a combustione interna''.
Oltre al problema dei costi c'e' anche quello dello stoccaggio dell'idrogeno, cioe' se trasportarlo allo stato gassoso, liquido o solido e quello della distribuzione alle le stazioni di rifornimento. A tal proposito, Salvatore Carbonaro dell'Eni, ha parlato del progetto ''Stazione Multifuel'', con cui si avranno delle stazioni di rifornimento universali, che ricaveranno l'idrogeno dal metano, e che partira' con una sperimentazione ad Assago (Milano) e Francoforte in Germania dal 2007.
Tra le vetture esposte fuori dalla sede del Cnr c'erano tra le altre quella della Psa Peugeot Citroen, che lavora anche sulla pila a combustibile, una tecnologia che si prevede di sviluppare a livello commerciale entro il 2.020, la Hydrogen3 della Gm, la Seicento Hydrogen e il prototipo della Panda hydrogen della Fiat, che forse entrera' in funzione dal 2005.
certo,
non voglio smontare la ricerca,anzi!
solo vorrei evitare il qualunquismo di chi pensa sia tutto risolvibile con una petizione...
per questo mi ritrovavo molto nel commento che ho postato!
__________________
CANTO L'ALTISSIMO IMMENSO AMORE PERCHÈ L'AMORE È UNA COSA ECCEZIONALE SENZA L'AMORE NON C'È NIENTE DA FARE AUGURO A TUTTI DI POTERLO PROVARE
PERCHÈ L'AMORE TI TRASFORMA IN CIÒ CHE SEI PERCHÈ L'AMORE TRACCIA DEI PERCORSI SUOI IRRICONOSCIBILI E MISTERIOSI PERCHÈ È L'AMORE CHE CI RENDE RADIOSI
STELLE DANZANTI NELLA CREAZIONE VIVA L'AMORE UNICA RIVOLUZIONE
pronti sempre a rispondere
a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi


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  #38  
Vecchio 04-04-2007, 17.30.58
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Vecchio 19-04-2007, 12.19.40
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Sempre piu spesso sento riportare da filosofi e informatori giornalistici di un certo spessore la frase che ormai il mondo non piace più.
Ed è questo che induce a non rispettarlo e non preoccuparsene piu di tanto del suo futuro,delle guerre e dei massacri che ogni giorno ci invadono gli occhi.
Ieri in Iraq sono morte duecento persone in un sol giorno.
la guerra sta provocando in pochi anni molti più morti rispetto a quando c'era Saddam in decine di anni.
Bush è in minoranza ,ma le sue lobby su ambiente ed armamenti proseguono senza sosta in spregio al pensiero globale.
I governi stessi europei dimostrano la loro fragilità nell'incapacità di fornire un modello di vita che sia piacevole e stimolante ai propri cittadini.
Il resto del mondo o muore di fame o sta implodendo in un crescente benessere e produzione quasi incontrollata derivante comunque quasi solo esclusivamente dal basso prezzo della mano d'opera.
Solo i paradisi fiscali sembrano galleggiare senza preoccupazioni,emirati,svizzera ,ecc, dove i soldi di chi gestisce tutto questo riposano felicemente.
E' proprio al capolinea questo magnifico mondo?????
io non credo........
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  #40  
Vecchio 20-04-2007, 13.41.21
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Petrolio al bando, ecco le transition town

Sempre di più in Gran Bretagna le città che puntano ad una riconversione ecologica eliminando auto, plastica, viaggi aerei...

LONDRA (Gran Bretagna) - Come proiezione è preoccupante: tra cinque anni avremo consumato metà delle riserve naturali di greggio. Questo, almeno, è quanto sostiene Rob Hopkins, docente universitario e fondatore di un movimento che in Gran Bretagna e in Irlanda sta prendendo piede a ritmo sostenuto. Si chiama Transition towns (www.transitiontowns.org) e l'obiettivo è di convertire centri abitati a un'esistenza ecologica che faccia a meno del petrolio e dei suoi derivati. Niente auto, insomma, e niente plastica, addio cibi esotici in arrivo dall'altro capo del mondo, addio partenze in aereo.
«GOVERNO ASSENTE» -
«Il governo parla di riforme verdi, ma alla fine non cambia niente», ha sottolineato Hopkins in una recente intervista al Guardian. «Il nostro movimento è per chi è stanco di aspettare e alle parole preferisce misure concrete». Un richiamo che la gente ha sentito. Perché è questa la differenza tra Transition Towns e altre organizzazioni che si battono per una maggiore sensibilità ecologica. Il gruppo di Hopkins passa la palla ai cittadini. Che siano loro a movimentare il governo dando il la e avviando iniziative efficaci e a basso costo.
PRIME ESPERIENZE -
Apripista è stata Kinsale, in Irlanda, dove l'iniziativa, partita l'anno scorso, ha ottenuto anche il sostegno finanziario del Comune (che ha contribuito con una cifra moderata, 5.000 euro, ma «è sempre meglio di niente», sottolinea Hopkins). Le abitudini maturate nel corso di mezzo secolo non si cambiano da un giorno all'altro, ma tentar non nuoce. Così i Transition Townies - questo il nome di coloro che aderiscono al movimento - stanno facendo una campagna educativa nelle scuole per convincere istituti e studenti della necessità di raggiungere le aule non su quattro ruote, ma due: in bicicletta. E perché no, dato che grazie a Transition Towns ci sono oggi a Kinsale più piste ciclabili dell'anno scorso? Non è che l'inizio. Perchè come in tutti i centri "transizione" - e sono già diversi, Totnes, Falmouth, Moretonhampstead, Lewes, Ottery St Mary, Stroud, Ivybridge, Lampeter, nonchè il quartiere di Brixton a Londra e l'intera città di Bristol - l'accento non è solo sul trasporto, ma anche su tecniche di agricoltura sostenibili, sul consumo di prodotti locali, sull'energia alternativa.
SOLE E ANTICHI MESTIERI -
A Totnes, nel Devon, l'obiettivo è di installare, entro luglio, pannelli solari su 50 abitazioni, un esperimento che se avrà successo verrà esteso a tutta la cittadina. E dato che la presenza di greggio e petrolio ha da una parte semplificato la vita, ma dall'altra «creato una generazione che ha dimenticato arti antiche», ecco una serie di seminari per «rieducare la gente ai mestieri dei loro genitori». Come crescere le verdure nell'orto, come bruciare la legna nel modo meno dannoso per l'ambiente, come fare il pane, come rammendare le calze, come cucinare usando solo prodotti stagionali: dal giardino alla tavola, in pratica, senza bisogno di supermercati, di cipolle spagnole o fragole cilene.
COMUNITA' E APPARTENENZA -
Secondo Duncan Law, "townie" volontario di Brixton, si tratta di un progetto che crea un senso di comunità e di appartenenza. «In genere il messaggio sull'ambiente è esclusivamente negativo, la filosofia di Transition Towns invece è positiva, nel senso che tutti possiamo fare qualcosa e, nel nostro piccolo, cambiare il mondo. In un quartiere come Brixton, dove non c'è un grande senso di solidarietà e ci sono vicini di casa che si conoscono appena, un'iniziativa che unisce la gente nel bene comune non può che essere benvenuta».
Paola De Carolis
20 aprile 2007
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