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Vecchio 01-05-2018, 12.37.34
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Predefinito i diari della bicicletta (titolo abusatissimo nei miei post, ma tant'è)

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C'avevamo pensato la scorsa estate,ne avevamo parlato a gennaio e avevamo deciso di farlo,poi non se n'è parlato più e io ho temuto che aspettasse che facessi tutto io,poi mi sono informato ma non c'erano informazioni aggiornate,finchè un paio di settimane fa abbiamo trovato tutto!Abbiamo preso il pacchetto,poi prenotato i biglietti aerei,e adesso lo posso dire ufficialmente:

io e mio padre partiremo in estate per la famosa ciclabile del Danubio!Prenderemo un aereo per Monaco,poi andremo in treno fino a Passau.Da lì,in bicicletta fino a Vienna per poi tornare in aereo a casa.
Sarà un viaggio bello,stancante,ma soprattutto emozionante.Perchè mio padre inizia ad invecchiare e,nonostante per me sia il papà supergiovane(ma non ce l'ha con i matusa...col governo sì,però),tra qualche anno non potrà più fare di queste faticate...così abbiamo deciso di farla ora,visto che alla fine possiamo permetterci di lasciare la famiglia a casa senza grossi casini.
Insomma,è deciso,si fa.

Nel frattempo oggi ho visto Filippo(il mio socio di giri dell'Etna,quello immortalato nelle mitiche foto di inizio settembre),e mi ha detto che il 18 ci facciamo un supergiro in bici sul mare(lo stesso che feci il 10 maggio dell'anno scorso in solitaria,con lo stomaco pieno,dopo uno dei pranzi più belli della mia vita,che dovremo ripetere a giugno,mi sa),e poi quest'estate ripetiamo(per la terza volta,ormai)il mitico giro dell'Etna.

Ah,e sempre nel frattempo oggi mio cugino Gaetanello mi ha fatto vedere la bici che si è comprato e mi ha detto che si allenerà fino all'estate,quando mi riproporrà la sfida dell'estate scorsa,ovvero riuscire ad arrivare a Zafferana.Cosa che per me è fattibilissima(e fatta un sacco di volte),per lui un po' meno.La scorsa estate capitolò dopo pochi chilometri e mi offrì un'ottima granita.Quest'anno sarà più allenato,ma scommetto che non ce la farà.Scometto un'altra granita.

Intanto,domani mattina esame.Ovviamente ci vado in bicicletta.
La seconda cosa, poi, non è successa: io e Filippo non siamo più riusciti a metterci d'accordo per un giro in bici, e la mia lontananza da Catania ha contribuito a rendere la cosa praticamente impossibile. L'ho rivisto solo per il funerale di sua madre, mia mamma mi aveva detto che era successo e io ci sono andato pur essendo un parente veramente alla lontana (una delle sorelle di sua moglie ha sposato uno dei fratelli di mio papà). I due giri dell'Etna che abbiamo fatto, comunque, sono tra le cose più belle di sempre.

La terza cosa, invece, è successa: ma è successa esattamente come prevedevo, Gaetanello si è arreso dopo pochi chilometri e mi ha offerto un'altra granita. Per anni non è più salito su una bicicletta, forse scottato dal fatto che io, nel frattempo, iniziavo a prendere sempre più sul serio il fatto di scalare l'Etna (impresa poi riuscita sui quattro versanti tra il 2013 e il 2016), finché, piano piano, accadde il miracolo. Si mise a dieta, si iscrisse in palestra e soprattutto iniziò ad andare seriamente in bicicletta, fino a quando l'estate scorsa mi disse di essere pronto per fare qualcosa di molto serio. Pochi giorni prima ero andato con suo fratello (e mio "fratello") Ale verso il Citelli da Fornazzo, ma si era arreso a Milo (posso capirlo, per chi non è così allenato è devastante). Con Gaetanello, invece, riuscimmo ad arrivare al Citelli, seppur con ritmi lentissimi. Arrivati in cima io esultai come al solito dopo un'impresa, e lui mi guardò e mi disse "ma non esulto io ed esulti tu? Sei proprio sicuro di esserci già arrivato?". Sì che c'ero arrivato, ovviamente, ma ogni volta è sempre la prima volta.
La settimana scorsa mi ha detto che è arrivato anche al Sapienza. Impensabile dieci anni prima.

Ma soprattutto è successa la prima, ed è stata una delle esperienze più belle della mia vita, nonché uno dei ricordi che mi legano di più a mio papà (assieme alle partite a Prince Of Persia da bambino e a qualche gita in grotta). È successa nell'estate del 2008 e l'ho raccontata su una Moleskine che ho trascritto qui (e che gli ho regalato per i suoi settant'anni, esattamente undici mesi fa). Ma poi è successa anche nell'estate del 2009, con il seguito del percorso, da Vienna a Budapest. Ed è successa ancora una volta nell'estate del 2011, mentre ero già a Padova, stavolta da Innsbruck a Passau, dove chiudemmo il cerchio, anche geograficamente. Avremmo voluto farlo altre volte, ma poi i vincoli familiari gli impedirono (e gli impediscono tuttora) di allontanarsi da Catania per più di un paio di giorni, e con l'età che avanza trovo difficile poter ripetere un'altra di queste esperienze.
Ma è stata una meraviglia.
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Vecchio 01-05-2018, 12.51.11
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Predefinito "io scrittore"

È il titolo di un concorso letterario a cui mi sono iscritto, promosso da un importante gruppo editoriale. A differenza di altri concorsi, qui gli unici giudici sono gli altri scrittori: ogni iscritto al concorso deve valutare dieci tra le altre proposte (inizialmente solo gli incipit, poi se passerò alla seconda fase ci saranno da leggere i romanzi interi). Solo nel momento in cui verranno valutati tutti e dieci gli incipit, sarà possibile vedere i giudizi che gli altri scrittori hanno dato della propria opera. Della mia opera.
E visto che il mio "Lettera d'amore al futuro" finora l'hanno letto in pochissimi, e addirittura alcune persone a cui l'ho regalato non l'hanno letto, mi sembra il modo migliore di avere un feedback. Per carità, mi rendo conto che l'incipit del mio libro non sia un granché (secondo me decolla sulla lunga distanza), ma il concorso funziona così e non posso farci niente. Se rientrerò tra i trecento romanzi con la valutazione più alta passerò alla seconda fase e allora ad essere letto sarà il romanzo completo (e io dovrò fare lo stesso con gli altri).

Mi è rimasto l'ultimo dei dieci incipit a me assegnati da valutare. Quando avrò cliccato su "salva la valutazione" potrò vedere i giudizi che sono stati dati alla mia opera. È una cosa che mi fa una paura incredibile: ho buttato la mia creatura in pasto a gente che non conosco, che non sa chi sia io (i manoscritti devono essere anonimi) e che magari non sa neanche scrivere (alcune delle cose che ho valutato erano seriamente imbarazzanti). E dovrò accettare i giudizi, sperando che alcune critiche possano essere costruttive, sebbene io abbia deciso che di quel libro non posso più cambiare neanche una virgola. Lo devo a me stesso.
Tra poco scoprirò il suo destino, legato al mio.

(post scritto ascoltando The Deep Blue di Charlotte Hatherley)
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Vecchio 02-05-2018, 13.52.22
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Predefinito io, Ale, l'Inter e il primo maggio

Fino a ieri non sapevo che fosse stato il primo maggio, è una strana coincidenza e ci tornerò dopo. Intanto, la storia.

Reduce dall'estate 1992, e già legato alla mia famiglia allargata campagnola, decisi che sarei diventato juventino perché due miei cugini gemelli, Gaetano ed Emilio, lo erano. È un mistero perché abbia scelto loro due e non gli altri due che abitavano di fronte, ma scelsi lui e basta. Per tutto l'anno scolastico/calcistico 1992/93 fui juventino, ma avevo sei anni e non guardai neanche una partita né seguii un singolo risultato. "Sono juventino", punto.

L'estate dopo Ale, al quale iniziai a legarmi, mi disse "tutto, ma non juventino". Per affetto nei suoi confronti cambiai squadra: lui voleva che diventassi interista come lui, ma il cambio sarebbe stato troppo drastico. "Va bene l'Udinese? Almeno ha gli stessi colori della Juve", gli dissi; accettò. Per tutto l'anno scolastico/calcistico 1993/94 fui tifoso dell'Udinese, ma avevo sette anni e non guardai ecc.ecc.

Il primo maggio 1994, durante una delle domeniche primaverili in campagna che fungevano da "anteprima" della stagione estiva in famiglia, ci furono due accadimenti contemporanei. È incredibile come la mia mente, che solitamente registra tutto alla perfezione, li abbia separati, tanto da farmi pensare che le cose siano accadute in due momenti diversi.
La prima, ovvia visto il giorno. Ero nella cucina di casa in campagna di Ale, o almeno, in quella che era la cucina (e lo sarebbe rimasta per altri quattordici anni) quando con i miei genitori assistetti allo schianto di Senna. Poche ore dopo morì, e forse è uno dei miei primi ricordi legati alla Formula 1.
La seconda, molto meno ovvia, è che lo stesso giorno, più o meno alla stessa ora (ma nei miei ricordi sembra un altro giorno, misteriosamente) si stava giocando l'ultima giornata del campionato di calcio di serie A. Io ero in quella che era la stanza di Ale, più o meno a cinque metri dalla cucina, e stavamo seguendo le partite, non su Quelli Che Il Calcio (che era iniziato proprio quell'anno) bensì su un canale locale, Italia 7, con lo stesso conduttore pelato che c'è ancora oggi. L'Udinese era a rischio retrocessione e Ale mi fece promettere che, qualora fosse retrocessa, sarei diventato interista. L'Udinese perse (contro la Juventus!) e io diventai interista. Senna era morto, la mia fede interista era appena nata.

L'anno successivo fui un tifoso leggermente più attivo che in precedenza. La prima giornata del campionato 1994/95 si disputò la prima domenica di settembre, eravamo ancora in campagna e un mio zio portò il Corriere dello sport. Appresi che l'Inter avrebbe giocato col Torino e notai che i due guardialinee erano di Acireale. La sera, tornato a casa, scoprii che l'Inter aveva vinto 2-0. Non ho altri ricordi calcistici di quell'anno.

Di quello successivo, invece, ho qualche ricordo in più. Guardai la prima giornata con Quelli Che Il Calcio, e non so perché eravamo già tornati a Catania nonostante agosto non fosse ancora finito. Oltretutto per qualche motivo stranissimo Ale, che era venuto a vedere Quelli Che Il Calcio da me, aveva un maglione di lana con i nodi in vista. Al gol dell'1-0 dell'Inter ci alzammo per urlare e ci abbracciammo, e fu il primo abbraccio di una lunghissima serie.
Nel frattempo l'Inter si era qualificata per la Coppa UEFA, ma venne eliminata già ai trentaduesimi contro il Lugano. I miei compagni di classe, principalmente milanisti, mi presero in giro per settimane. Stavo iniziando a prendere la cosa più sul serio.

Dell'anno successivo non ho quasi alcun ricordo, nonostante l'Inter sia arrivata in finale di Coppa UEFA. Ricordo solo la finale, persa ai rigori con lo Schalke 04.

La mia prima partita di campionato, e intendo vista in tv, fu il derby Inter-Milan del campionato 1997/98. Andammo a mangiare fuori con Ale e un nostro zio (interista sfegatato) e ricordo che Ale incontrò il suo professore di analisi matematica (si era appena iscritto all'università). Il derby finì 2-2, e dopo quella partita ne vedemmo parecchie, per la maggior parte in un bar a metà strada tra casa di Ale e dello zio. La famosa Juventus-Inter col rigore non dato a Ronaldo la vedemmo lì, e ho la scena davanti agli occhi. Fu un campionato molto strano, probabilmente irregolare, e quando un gruppo che si presentò a Mai Dire Gol come i Nuovi Alphaville (si trattava in realtà di Elio E Le Storie Tese) mostrò tutti gli "errori" arbitrali, era nato un amore musicale.
L'amore calcistico, invece, scoppiò con la vittoria della Coppa UEFA. Vidi la finale mentre ero in vacanza in Puglia con la mia famiglia, ma il resto della competizione l'avevo vista a casa, con tanto di rimontone pazzesche contro Lione e Strasburgo. Per almeno un anno ho tenuto appeso in camera un poster con il tabellone della manifestazione.

Da quel momento diventai un tifoso regolare, seguendo il campionato e le varie competizioni europee. Ci sarebbero voluti altri otto anni per lo scudetto e dodici per la Champions, ma ne valse la pena di aspettare così tanto.
Perché, nel frattempo, c'era comunque Ale, nel tifo e nel resto.

(post scritto ascoltando Concertone di Stefano Bollani)
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Vecchio 02-05-2018, 14.07.44
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L'estate dopo Ale, al quale iniziai a legarmi, mi disse "tutto, ma non juventino". Per affetto nei suoi confronti cambiai squadra: lui voleva che diventassi interista come lui, ma il cambio sarebbe stato troppo drastico. "Va bene l'Udinese? Almeno ha gli stessi colori della Juve", gli dissi; accettò. Per tutto l'anno scolastico/calcistico 1993/94 fui tifoso dell'Udinese, ma avevo sette anni e non guardai ecc.ecc.
Uno degli "scherzi" che la mia memoria fà è quella di non ricordare quasi nulla del mio passato, ma quel poco che ricordo è ben nitido. Per esempio sapevi che tu mi dicesti di voler tifare per l'Udinese a casa di Zia Costantina e più precisamente nelle scale che portano al piano di sopra?

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dopo quella partita ne vedemmo parecchie, per la maggior parte in un bar a metà strada tra casa di Ale e dello zio. La famosa Juventus-Inter col rigore non dato a Ronaldo la vedemmo lì, e ho la scena davanti agli occhi.
Anch'io...
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a cugini uguali corrispondono donne uguali

chiudi gli occhi e abbracciami forte...
e ti proteggerò da ogni cosa vorrà farti del male

Ultima modifica di sconnesso : 02-05-2018 alle ore 14.09.50
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Vecchio 02-05-2018, 19.17.28
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Predefinito questione di memoria

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Uno degli "scherzi" che la mia memoria fà è quella di non ricordare quasi nulla del mio passato, ma quel poco che ricordo è ben nitido. Per esempio sapevi che tu mi dicesti di voler tifare per l'Udinese a casa di Zia Costantina e più precisamente nelle scale che portano al piano di sopra?
No, non me lo ricordavo...tutto quello che mi ricordo del mio essere interista fino al 1998 è nelle righe che ho scritto sopra...e c'eri dentro tu.
Come in quelle dopo...

PS meno male che poi sono io quello con la memoria...a quanto pare entrambi andiamo per immagini. Questa, però, non me la ricordavo proprio, né, sinceramente, pensavo che qualcuno a parte me si ricordasse del mio "tifo per l'Udinese"...
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  #7246  
Vecchio 03-05-2018, 23.53.51
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Predefinito dieci anni dopo l'ultima volta che ne ho scritto, cosa ricordi di tutto questo?

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So già prima di iniziare a scrivere che questo post sarà lungo e confusionario e che probabilmente nessuno,a parte me e te,riuscirà a capirci qualcosa.
Oddio,mi auguro che almeno tu riesca a capirci qualcosa.Spero di sì,spero che leggendo queste parole ti ricordi tutto quello che sto andando a raccontare.

Si parla della famiglia.Della mia,della tua,di quella allargata a tutti gli zii e i cugini che ci ritroviamo.Ma non tutto.Solo la parte relativa a noi.Quindi le estati in campagna dal 92 al 96.

Le olimpiadi.Quella cosa geniale che hai inventato tu(ok,magari esistono da circa 3000 anni,ma solo tu hai potuto avere l'idea di organizzarle PROFESSIONALMENTE nella strada che porta da casa mia a casa tua).
C'erano due tipi di discipline,fondamentalmente:corsa e salto.
Per le discipline di corsa,una volta io e te abbiamo preso il metro lunghissimo,quello lungo 20 metri,e abbiamo misurato la distanza tra casa tua e casa mia,cioè 50 metri esatti.Da lì abbiamo iniziato a stabilire le varie discipline:50 metri(un giro),100 metri(due giri)e 1 chilometro(20 giri)erano le più frequenti.Ricordo anche che un giorno organizzasti una specie di maratona alla quale partecipammo io e te.Io mi arresi dopo 33 giri(che a pensarci oggi,sono poco più di un chilometro e mezzo,cioè niente),tu continuasti a correre almeno per un paio d'ore fino a fare,mi pare,sette chilometri(cioè 140 giri...oddio).
Inoltre,oltre alle discipline di corsa "su strada",c'erano anche le discipline di corsa a casa tua:la corsa scalina(salire e scendere le scale che portavano da casa tua a quella che ora è casa di bibi),e la corsa tavolina(ovvero intorno al tavolo da ping pong che avevi e a cui,devo dire,non ho mai giocato(ma più per vergogna mia).
Per le discipline di salto,invece,prendemmo il metro e facemmo partire il punto zero dal cancello piccolo dell'ex casa di zia Pina,segnando col gesso ogni 5 o 10 cm.C'erano il salto in lungo e quello triplo.
Queste olimpiadi le organizzasti nei primi anni.Due anni di fila,credo 93 e 94 o forse 94 e 95.Alla prima partecipasti anche tu come allenatore-giocatore e vincesti.Gli altri concorrenti eravamo io,Marco e Luigi.Alla seconda non partecipasti,ti limitasti ad organizzare.E allora fu una lotta serratissima...e vinsi io!Battendo Marco!Incredibile...
E poi c'eri tu che andavi in giro con un quadernetto sul quale ti annotavi tutti i tempi e facevi delle tabelle con le previsioni di miglioramento della tua cavia da laboratorio...cioè io!

I pranzi e le cene.Ok,quelli li facciamo anche ora.Ma allora ne facevamo molto più di frequente,eravamo più "fissi".Ora siamo tutti grandi,la metà di noi è sposata con figli,e fondamentalmente l'altra metà è fatta da noi due(scherzo dai).Però insomma,c'erano i pranzi dalla zia Costantina,i pranzi dalla zia Pina,e i pranzi e le cene sia a casa mia che a casa tua.E' un peccato che se ne siano fatti sempre di meno.

Il gioco dell'oca.C'era quel programma tv,condotto dal compianto Gigi Sabani,che era un gioco dell'oca con le pedine umane,e in ogni casella bisognava affrontare una prova diversa.Lo ricreammo(a dire il vero eri tu il regista di queste cose folli)a casa mia,dove ogni mattonella del sentiero che porta a casa mia era una casella,e ad ogni casella corrispondeva un gioco.Avevamo un dado gigante,di spugna,che usavamo appunto come dado,e poi prove assurde inventate da te da superare.

Le giocate a carte.Ah,tu qui non c'eri mai.Perchè...no,bisognerebbe aprire una parentesi,ma lo farò dopo.Prima parlo delle giocate a carte.
C'erano queste giocate a carte organizzate la sera a casa tua.Fino al 95 giocavamo ad un gioco con le carte francesi che chiamavamo "ciolla"(che era il jolly,non pensare male),che era una specie del gioco dello scecco,hai presente no?Però quel gioco non me lo ricordo bene.Invece dall'anno successivo,il 96,per quattro anni,fino al 99,spopolò quello che era il vero gioco dell'estate...il trentuno!Ok,si parla anche di anni successivi al 96,ma siccome almeno nei giochi a carte l'atmosfera restò la stessa anche dopo gli "anni d'oro",ne parlo ora.
C'era questo gioco che era troppo divertente,proprio,da morire...più che altro per chi ci giocava.Giocatori fissi:io,tuo padre,tua madre,zio Antonio,zio Andrea.Giocatori che si aggiungevano a volte:zia Costantina,zia Pina.C'erano tre vite a testa(ogni vita era una monetina da 200 lire),e se facevi 31 levavi una vita a tutti gli altri(mentre senza fare 31,alla fine del gioco quello che aveva il punteggio più basso perdeva una vita).E insomma,io vincevo veramente raramente...più che altro,negli ultimi anni,iniziai a vincere.La cosa più divertente era lo zio Antonio che,ogni volta che faceva 31,urlava fortissimo TRENTUNO!E i miei ancora se lo ricordano...

Dicevo,i tuoi amici.Sì,perchè nel quartiere tu eri pieno di amici.Tu e tuo fratello.Io no,ero troppo piccolo.E avevi questi amici,tipo Luciano,Emanuele...e quando ti sento raccontare delle scorribande epiche coi motorini...mi sembra di tornare ad un'epoca che non ho mai vissuto.Ecco forse la chiave di tutto.Io ho nostalgia di quei periodi perchè sono periodi che non ho vissuto e che chiaramente non vivrò mai.I giri in motorino nei paesi vicini,le discoteche in piazza nei paesi...cose che non ho mai vissuto.Un mondo diversissimo dal mio,e pieno di fascino.

Poi,c'è una storia bellissima che devo raccontarti.Qui si parla di 94-95.Quindi io avevo tipo 8-9 anni...di conseguenza Marco ne aveva 11-12.Un giorno io e lui ci intrufolammo nella soffitta dello zio Antonio e ci nascondemmo lì.Cercando tra le scartoffie,trovammo...delle monete d'oro!Cioè,ovviamente non erano monete d'oro.Erano delle monete gialle,commemorative della Shell(quella della benzina),ma non erano monete d'oro.E insomma,le "rubammo" allo zio,convinti che saremmo diventati ricchi.Quando lo zio ci scoprì,noi scappammo a casa mia,facemmo un buco nel giardino e le nascondemmo.Lo zio ci costrinse a dissotterrarle e restituirgliele.Non so perchè,ma l'indomani mi sentivo una specie di eroe,un ladro truffatore...vedi cosa succede a stare con Marco?

Oh,ci sarebbero miliardi di cose da dire.Queste erano le principali.

Ti ho fatto ricordare i videogiochi.Ne manca uno,ma l'ho fatto volutamente.Manca perchè ne parlerò nel prossimo post dedicato alla "storia".Ne parlerò nel prossimo perchè...vedrai.E' un punto di svolta.

Ti ho fatto ricordare la musica.

Ti ho fatto ricordare una serie di elementi.

1996:non lo sapevo ancora,ma gli anni d'oro finirono lì.
Ti ricordi ancora delle Olimpiadi, della tua ossessione per i numeri e per le statistiche che mi hai trasmesso, della nostra misurazione della stradella e delle corse che c'abbiamo fatto?
Ti ricordi ancora dei pranzi e delle cene che facevamo e che abbiamo fatto anche dopo che ho scritto quel post, almeno l'estate successiva, perché poi la tua casa è stata trasformata e, più o meno contemporaneamente, la mia famiglia ha praticamente smesso di venire lì?
Ti ricordi del nostro gioco dell'oca? (ti do un indizio: in questo post, che hai scritto in risposta al mio, mi hai detto che non te lo ricordavi)
Ti ricordi delle giocate a carte, e del fatto che tu almeno a 31 non ci giocavi mai perché uscivi?
Ti ricordi delle tue uscite con gli amici in stile 883esco? (nota anche uno dei nomi che ho citato...)
Della caccia al tesoro delle monete dello zio Antonio non puoi ricordartelo perché non eri presente in quel momento.

Ogni tanto ci penso, e penso al fatto che quel luogo (la nostra/le nostre case) sia il posto a cui ho legato più ricordi. Soprattutto con te ma non solo, soprattutto in quegli anni ma non solo, ma a dieci anni di distanza da quel post, quei ricordi sono vivi e mi parlano ogni giorno.
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Predefinito con i primi tre album di Cat Power e il quinto e il settimo dei Manics

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Predefinito uno spoiler fatto in casa

Andavo ancora a scuola, frequentavo una biblioteca a circa un chilometro da casa mia, dove non studiavo ma prendevo in prestito libri. Mi colpì il titolo di un libro, "L'isola che brucia", e la sua ambientazione stromboliana. Era un giallo, di un tale Farinetti, che lessi di gusto. Mi piacque molto, incluso l'elenco dei personaggi con relativi legami messi in apertura del libro in modo da aiutare il lettore a districarsi nel ginepraio di protagonisti e semplici comparse.
Letto quel libro, presi in prestito anche l'altro dei due libri dello stesso autore presenti in biblioteca, "Un delitto fatto in casa". Ce n'erano due copie, ne presi una e la aprii. I nomi di due dei personaggi erano stati sottolineati e accanto ad essi c'era scritto "assassino 1" e "assassino 2". Cercai di dimenticarmi immediatamente di chi fossero, maledicendo nel frattempo l'autore dello scherzo, ma non ce la feci. Presi l'altra copia del libro e vidi che lì, invece, non c'era scritto niente. Avevo scelto, inconsapevolmente, la copia sbagliata. Andai dalla bibliotecaria, le consegnai la copia e le dissi di cancellare le annotazioni in modo che almeno il prossimo lettore potesse evitare di avere la sorpresa rovinata. Lei mi disse di ripensarci, che magari mi sarei dimenticato dei nomi degli assassini nel giro di qualche tempo. Le dissi, come un'auto-profezia, che solo la morte avrebbe potuto strappare alla mia memoria quei nomi.

Qualche sera fa, mentre io e Vero aspettavamo nella libreria del cinema che iniziasse il film che stavamo per vedere, lei mi ha fatto un regalo. "Penso che possa piacerti", mi ha detto.
Era lui.
Era "Un delitto fatto in casa".

Avrei potuto essere ipocrita e ringraziarla per il regalo, ma il mio dovere di trasparenza nei suoi confronti mi ha fatto confessare tutto. Le avevo già raccontato la storia dello spoiler ma lei non aveva idea che si trattasse proprio di quel libro. E invece era proprio quello.
"Ma magari non ti ricordi i nomi", mi ha detto. Così ho aperto le prime pagine e li ho trovati lì, come se ancora ci fossero le sottolineature a matita; anzi, mi sembravano quasi evidenziati, scritti in grassetto, anche se era solo un effetto della mia mente.
L'unico barlume di speranza è "e se fosse stato un doppio scherzo e quei nomi non fossero i veri assassini?". Uno scherzo nello scherzo, certo: sarebbe geniale, ma chissà se è così.
Lo leggerà lei, poi le dirò chi ricordo siano i nomi degli assassini, e se sono loro difficilmente lo leggerò.

Non scrivete mai sui libri che prendete in prestito, grazie.

(post scritto ascoltando Gleda di Stefano Bollani)
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Predefinito due immagini che non ho mai raccontato

In questi giorni pieni di amore e di progetti per il futuro (come quasi ogni giorno oramai) mi sono tornate in mente due vecchie immagini. Sono sicuro di non averle mai scritte, ma visto che circa dieci anni fa raccontavo proprio di quegli anni, provo a descriverle.

Un'immagine è scattata (mentalmente) dalla "torretta", ovvero quella zona della mia casa in campagna a metà tra il primo e il secondo piano, dove ci sono la quercia e i fichi d'india. Affacciandosi da lì e guardando oltre il confine adesso c'è un vigneto, ma una ventina d'anni fa c'era un campo di calcio abbandonato, con due porte e nessuna linea a delimitarlo. Ciononostante, Ale e i suoi amici del quartiere c'andavano a giocare, e io spesso li guardavo direttamente da casa mia, a pochi metri. Poi il campo fu chiuso e divenne un vigneto, ma se mi affaccio sento ancora le grida.
In appendice a questa prima immagine ce n'è un'altra, chiamiamola "1-bis" (non è la seconda, questa mi è appena venuta in mente), in cui i parenti mi prendono in giro perché seguo Ale come un'ombra. Ma letteralmente: ovunque andasse, in giro per casa, per il quartiere, io c'ero, a bramare un minimo d'attenzione. Ovviamente il nostro rapporto era completamente squilibrato, ma chissà cosa doveva pensare di questo bambini che gli ronzava intorno in maniera credo fastidiosa.

Nella seconda immagine, invece, ci siamo io e mio papà, in macchina, e abbiamo appena parcheggiato nel cortile della nostra casa a Catania. Siamo appena tornati dalle vacanze estive in campagna, come ogni anno, e io gli sto chiedendo insistentemente di comprarmi l'Amiga. E non per chissà quale videogioco che non avevo (anche se sarebbe stato più logico): lo sto facendo perché mi sono accorto che la versione di Prince Of Persia per Amiga ha un livello in più. Un livello stupidissimo, in cui ci sono varie pozioni, ognuna contrassegnata da una lettera, e ogni volta che inizia il livello bisogna berne una in particolare in base ad alcuni riferimenti che si trovavano nel libretto del gioco. Era una banalissima protezione anti-pirateria (se non hai il libretto d'istruzioni non vai avanti) ma la cosa mi piaceva tantissimo. Chiesi così a mio papà di comprarmi l'Amiga, ma mi disse che il mio computer era molto meglio, e il discorso cadde lì. Non insistetti.
Oggi, ripensandoci, sono fortunato che abbia risposto di no. Se avesse acconsentito avrei avuto l'Amiga e avrei legato i giochi di quegli anni a mille altri ricordi che esulano da Ale, dall'estate, dalla campagna, da tutto quello che è successo in quegli anni. Li avrei "normalizzati", e il bello di quei ricordi è che non sono affatto "normali", per me. Sono speciali, tra i più speciali di sempre, e sono contento che siano rimasti lì, intoccabile. Ne ho scritto di recente: se li avessi "sporcati" non sarebbero così mitici. È una questione di Memoria, con la "m" maiuscola.

(post scritto ascoltando Common As Light And Love Are Red Valleys Of Blood dei Sun Kil Moon)
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Predefinito in diretta, o quasi

Ci siamo lanciati in un amarcord via messaggi relativo a tempi davvero remoti, i più remoti che possa ricordare.
Ma in tutto questo, ho pensato ad una cosa.
Ho pensato che lui è sempre stato il mio fratello maggiore, e io sono sempre stato il suo fratello minore. E, come ogni fratello maggiore, era più "avanti" di me, intendo nella vita, nelle situazioni (nclo), ecc. È sempre andata così, eppure stasera la telefonata sembrava a parti invertite: io gli raccontavo della mia stabilità, quantomeno sentimentale, lui invece di un'instabilità (legittimissima) che lo contraddistingueva dieci anni fa, e che contraddistingueva qualsiasi persona non "stabile". Non credo che abbiamo mai parlato così, da due posizioni così "invertite" rispetto al solito: che poi, il "solito" ormai non esiste più.

(post scritto ascoltando Drive Thru Booty dei Freak Power)
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ma poi hai verificato almeno che quelli fossero veramente gli assassini?
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Vecchio 10-05-2018, 00.17.45
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Predefinito non ancora

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ma poi hai verificato almeno che quelli fossero veramente gli assassini?
In realtà aspetto che lo legga Veronica, poi le dirò chi sapevo fossero gli assassini e vedremo se coincidono. Sono quasi sicuro di sì, ma vedremo...
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Vecchio 10-05-2018, 09.51.07
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Predefinito

benevolenza critica is in the air.
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Vecchio 10-05-2018, 23.11.45
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Predefinito "for a minute there I lost myself"

Oggi pomeriggio, mentre scendevo le scale per uscire dall'ufficio, mi è venuta in mente una canzone. Mi è venuta in mente pensando ai racconti di Ale di questi giorni, così mentre tornavo a casa in bici gli ho mandato un messaggio vocale chiedendogli come potessi fargliela ascoltare. Mi ha scritto "link youtube", così con una mano ho digitato il titolo, sono andato su youtube e stavo per mandargli il link quando all'improvviso mi è venuta voglia di ascoltarla prima di mandargliela. Ho staccato gli auricolari dall'iPod (da cui stavo ascoltando l'ultimo album di Charlotte Hatherley) e li ho attaccati al cellulare; poi ho fatto partire la canzone.
Subito dopo il primo ritornello mi è venuto il dubbio su dove avessi messo l'iPod. Continuavo ad andare in bici, ho frugato nelle tasche ma niente, mi sono fermato e non c'era. Panico. Doveva essermi caduto, così sono tornato indietro sulla pista ciclabile e ho ripercorso la strada fino al momento in cui ricordavo di avere staccato gli auricolare dall'iPod.
Il punto è: qual era il momento? Sono entrato così velocemente in confusione che mi sono dimenticato dove avessi iniziato ad ascoltare la canzone dal telefono, e sono entrato in contro-confusione quando, non avendo trovato l'iPod, sono tornato verso casa per vedere se in realtà non fosse più avanti, ma dimenticandomi di dove fossi arrivato prima di accorgermene e tornare indietro.

Mi sono sentito fuori di me. Fuori di me perché avevo fatto una cazzata gigantesca, oltretutto costosetta (io senza iPod non vivo), e perché non avevo memorizzato bene dove fossi arrivato in modo da circoscrivere le mie ronde avanti e indietro, convinto che nel frattempo qualcuno l'avesse trovato e preso con sé. Ho cercato dappertutto, sull'asfalto, soprattutto sul bordo destro, visto che era nella mia tasca destra e poteva essere solo lì.
Mi sono sentito fuori di me nel senso che mi guardavo dall'esterno, mi sentivo come ubriaco, come nel panico, insomma, mi sono sentito fuori di me.
Dopo il terzo o quarto giro, dopo più di mezz'ora passata a fare avanti e indietro, ho pensato che c'avrei rinunciato. Stavo per tornare verso casa quando mi sono messo a cercare meglio, anche in mezzo alle aiuole: come volevasi dimostrare, era lì, in un aiuola, coperto dalle erbacce, oltretutto in verticale quindi quasi visibile e perfettamente mimetizzato a causa del suo colore. Era lì che mi aspettava, e quando l'ho trovato mi sono sentito subito più ricco (o meglio, meno povero) e soddisfatto dalla mia perseveranza.
E mi sono trovato subito.

(post scritto ascoltando Exit Planet Dust dei The Chemical Brothers)
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Vecchio 10-05-2018, 23.14.54
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Predefinito comunque, la canzone era questa

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Vecchio 10-05-2018, 23.35.37
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Predefinito more music

Citazione:
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[...]

Estate 1998. Io e mio cugino Ale giochiamo alla Playstation. Ha un videogioco bellissimo, si chiama Wipeout. Sono corse tra macchine che fluttuano a pochi metri dal terreno, che vanno velocissime e che si sparano tra loro per rallentarsi a vicenda. Passiamo tutta l'estate con questo videogioco, che tra le altre cose ha una musica bellissima, molto techno, ma molto bella, davvero. In particolare c'è una traccia che ci piace molto.

Finita l'estate, si ritorna a casa. Vidi che il mio negozio di videogiochi (che non potevo saperlo ancora, ma era di proprietà di quello che, anni dopo, sarebbe diventato Martino - cioè, Martino lo era già allora, ma non lo conoscevo e non era nessuno per me) aveva una copia di Wipeout per PC. La comprai, e feci l'esperimento musical-videoludico ormai classico. Ovvero, misi il cd-rom del videogioco nel lettore di cd musicale per vedere se la musica si poteva sentire nello stereo. Era una cosa che avevo iniziato a fare proprio quell'estate, scoperta per caso. La feci anche con la versione per PC di Wipeout, e funzionava! Mi misi ad ascoltare la musica ancor prima che a giocare, ma sfogliando il manuale mi resi conto che rispetto alla versione per playstation mancavano alcune tracce! In cuor mio sperai che ci fosse quella "bellissima", quella che aveva caratterizzato l'estate. E a un certo punto...spuntò! C'era! Bellissima! Da allora ascoltai tantissimo quel cd, da solo (nessuno a 12 anni aveva voglia di ascoltare musica techno).

Un paio di mesi dopo, quindi si parla di novembre 1998, trovo su un giornale di videogiochi l'annuncio della vendita, in un negozio per corrispondenza, della versione per PC del seguito del videogioco, ovvero Wipeout 2097. Gioco che era famosissimo perchè la sua colonna sonora era piena di nomi celebri dell musica elettronica, dai Prodigy (con la favolosa Firestarter) agli Underworld ai Chemical Brothers. Comprai il gioco, per il gioco (stupendo) ma anche per la musica. Solo che la musica della versione PC era totalmente differente da quella della versione playstation (che non avevo ancora ascoltato), e molto deludente.

Nell'estate successiva, da un catalogo di cd per corrispondenza, ordinai un cd interessantissimo: "Wipeout - The Music". Era una compilation pubblicata in Inghilterra che conteneva i pezzi di Wipeout esclusi dalla versione PC, più altri pezzi, tra cui uno (remixato) dei Manic Street Preachers che, sette anni dopo, sarebbero diventati il mio gruppo rock preferito.

Qualche mese dopo, quindi nell'autunno del 1999 (all'inizio del liceo, quindi), un amico di mio cugino (non Ale, ma suo fratello) vendeva videogiochi masterizzati. Tramite me, vendette Wip3out (cioè Wipeout 3) per playstation a quello che era appena diventato il mio nuovo migliore amico. Purtroppo da quel gioco in poi, la serie di Wipeout sarebbe stata pubblicata solo su playstation: la Psygnosis, casa di sviluppo del gioco, non era era ancora stata assorbita dalla Sony, ma le conversioni diminuirono di numero, fino a sparire del tutto (per fortuna l'ultimo episodio di Lemmings uscì in tempo per essere convertito anche su PC). Wip3out fu un gioco grandioso, al quale giocammo tantissimo durante i numerosi pomeriggi di "studio", e la cui musica, che poteva essere letta da qualsiasi lettore cd, era ed è qualcosa di favoloso.
Bisogna comunque dire che, nonostante Wip3out fosse solo per playstation, anni dopo riuscii ad emulare la console Sony sul PC e quindi ci giocai esattamente qui, dove ora sto scrivendo. E fu una bella sensazione (ora l'emulatore non riesco più a farlo funzionare, ma vabbè).

Qualche anno dopo uscì il nuovo capitolo, stavolta per playstation 2: Wipeout Fusion. Ancora pochissimi avevano la nuova console, tra cui un cugino di mia madre (uno degli "idoli" della mia vita) che, sapendo del mio amore per questo videogioco, mi invitò a casa sua a giocarci. La musica era favolosa, ma essendo pubblicato su dvd, non si poteva leggere dai lettori cd. Sarebbe stato un problema prenderla (internet ancora non era diffuso).

Dopo l'estate del 2003 la mia "nuova" amicizia con Martino lo portò a "prestarmi a tempo indeterminato" (sono passati cinque anni e non me l'ha chiesto indietro, e non lo farà mai) la sua copia di Wipeout Fusion (copia promozionale solo per rivenditori). Inutile dirlo, ci giocai (e c'ho giocato fino a pochissimo tempo fa) sulla nuova playstation 2 di Ale (che ora non funziona più, e infatti sto cercando di farmi prestare una playstation 2 da qualcuno che non la usa più, per usarla con Ale). Con questo gioco organizzammo miliardi di tornei (ma per questo forse è meglio riferirsi alla "storia", anche se effettivamente non siamo ancora arrivati a questo punto, nel racconto),e condividemmo tantissimo la musica, canticchiandola mentre giocavamo. Musica che, non essendo in formato cd, era molto più "longeva" delle precedenti...qui sul PC la playlist Wipeout Fusion dura un'ora e quarantaquattro minuti. Per portarla in mp3 dovetti collegare una playstation 2 al computer e trasferire la musica manualmente. Un lavoro di ore, ma grazie a questo lavoro riuscii a masterizzarla (e a sentirla in svariate occasioni fuori dal gioco).

Nel frattempo uscì il nuovo episodio di Wipeout, stavolta solo per PSP: Wipeout Pure. Ormai internet era diffusissimo, e non ci fu bisogno di mesi per trovare la colonna sonora del gioco e scaricarla. Ed ascoltarla. Stupenda. La cosa buffa era che per anni ascoltai la musica senza conoscere il gioco; quando l'estate scorsa il fratello di Ale mi fece giocare a Wipeout Pure sulla sua nuova PSP, trovò strano che io canticchiassi le musiche mentre giocavo, nonostante gli avessi appena detto che non c'avevo mai giocato (cosa vera).

Sempre grazie ad internet, scaricai la colonna sonora della versione per playstation di wipeout 2097, quella che aveva fatto tanto scalpore per l'altisonanza dei nomi coinvolti. Ed effettivamente è molto bella e potente.



Wipeout è uno dei giochi che mi ha cambiato la vita.Sono pochi, 5 o 6, i videogiochi (o serie di videogiochi) che mi hanno cambiato la vita. Wipeout è uno di questi. Corse frenetiche abbinate a condivisione di emozioni (come sempre nella mia vita) abbinate a musiche che mi avrebbero fatto approcciare all'elettronica (e senza l'elettronica, di qualsiasi genere, la mia collezione di dischi occuperebbe meno di metà dello spazio). Con tutte queste colonne sonore di Wipeout si può ripercorrere la storia della musica elettronica dal 1995 (anno di pubblicazione del primo Wipeout) ad oggi.

Già, ad oggi. Perchè pochissimo tempo fa è uscito Wipeout Pulse, nuovo episodio sempre per PSP. Visto che ormai non vengono più convertiti per PC (e visto che io non ho nessunissima intenzione di comprare una console, tranne la playstation 2 che spero di riuscirmi a procurare gratis in tempi brevi), per me Wipeout più che un videogioco è una lista di tracce che aiutano ad orientarsi in un genere, quello della musica elettronica "pesante" (contrapposta alla musica elettronica "soft" tipo chillout et similia), che non ascolto più come un tempo, ma che mi affascina in alcune sue sfaccettature.
Una settimana fa, dopo mesi di ricerca su internet, sono riuscito a trovare (e scaricare) la colonna sonora del nuovo Wipeout Pulse. Così, prima di ascoltarla, ho fatto una carrellata di ascolti dei vecchi Wipeout, facendomi passare, in una settimana, parte della storia della mia vita davanti. Attraverso le colonne sonore di questi videogiochi strabilianti.

E domani, ufficialmente, ci sarà il primo ascolto della colonna sonora di Wipeout Pulse.


PS per conoscere i contenuti delle colonne sonore (oltre che dei videogiochi) di cui sopra, basta consultare http://it.wikipedia.org/wiki/Wipeout
I dieci anni passati tra il 1998 (anno del nostro primo contatto con Wipeout) e il 2008 (anno di scrittura del post) sono stati molto più pregni di Wipeout dei successivi dieci. Quest'anno cadrà il ventennale e lo festeggerò, ma intanto c'è questo post, e c'è da raccontare quello che è successo dopo.

A Wipeout Pulse non ho mai giocato.
Io e Ale abbiamo continuato a giocare a Wipeout Fusion sulla sua PS2 fino a quando la sua vita ha avuto una svolta a 270 gradi e allora abbiamo giocato pochissimo: la nostra ultima partita a Wipeout Fusion risale a pochi giorni prima del suo matrimonio (con la colonna sonora del primo Wipeout, per chiudere il cerchio).
Proprio in quel periodo, comunque, era uscito Wipeout HD per Playstation 3, di cui ho ascoltato parecchio la colonna sonora ma la Playstation 3 non ce l'avevo, e pensavo che non ce l'avrei mai avuta. E invece, per la mia laurea, proprio Ale me la regalò, permettendoci così di continuare le nostre tradizionali sfide. Unica concessione alla nostalgia, data la possibilità di personalizzare la colonna sonora, abbiamo continuato a giocarci con la colonna sonora del nostro Wipeout Fusion, che è in assoluto quello a cui abbiamo giocato di più.
Poi è uscito Wipeout 2048 per PSVita, ma più che ascoltare la colonna sonora non ho potuto fare.
Da allora sono passati parecchi anni, lo Studio Liverpool è stato chiuso dalla Sony e quindi probabilmente non ci saranno più Wipeout, con l'eccezione del recente Wipeout Omega Collection per Playstation 4, che altro non è che un rifacimento dei vecchi giochi con grafica aggiornata. Ma la colonna sonora è nuova e ho ascoltato anche quella, con disinteresse però. Per me le tre grandi colonne sonore di Wipeout resteranno sempre quelle del primo, di Wip3out e di Wipeout Fusion, che mi ricordano tre periodi diversi della mia vita: i primi due sono più circoscritti, il terzo è un periodo lunghissimo che attraversa le nostre vite e che probabilmente non è ancora finito.
In attesa della prossima sfida, del prossimo "ccchhh" detto cantando e del prossimo pezzo di musica elettronica mentre ce le diamo di santa ragione.
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Oggi pomeriggio, mentre scendevo le scale per uscire dall'ufficio, mi è venuta in mente una canzone. Mi è venuta in mente pensando ai racconti di Ale di questi giorni, così mentre tornavo a casa in bici gli ho mandato un messaggio vocale chiedendogli come potessi fargliela ascoltare. Mi ha scritto "link youtube", così con una mano ho digitato il titolo, sono andato su youtube e stavo per mandargli il link quando all'improvviso mi è venuta voglia di ascoltarla prima di mandargliela. Ho staccato gli auricolari dall'iPod (da cui stavo ascoltando l'ultimo album di Charlotte Hatherley) e li ho attaccati al cellulare; poi ho fatto partire la canzone.
Subito dopo il primo ritornello mi è venuto il dubbio su dove avessi messo l'iPod. Continuavo ad andare in bici, ho frugato nelle tasche ma niente, mi sono fermato e non c'era. Panico. Doveva essermi caduto, così sono tornato indietro sulla pista ciclabile e ho ripercorso la strada fino al momento in cui ricordavo di avere staccato gli auricolare dall'iPod.
Il punto è: qual era il momento? Sono entrato così velocemente in confusione che mi sono dimenticato dove avessi iniziato ad ascoltare la canzone dal telefono, e sono entrato in contro-confusione quando, non avendo trovato l'iPod, sono tornato verso casa per vedere se in realtà non fosse più avanti, ma dimenticandomi di dove fossi arrivato prima di accorgermene e tornare indietro.

Mi sono sentito fuori di me. Fuori di me perché avevo fatto una cazzata gigantesca, oltretutto costosetta (io senza iPod non vivo), e perché non avevo memorizzato bene dove fossi arrivato in modo da circoscrivere le mie ronde avanti e indietro, convinto che nel frattempo qualcuno l'avesse trovato e preso con sé. Ho cercato dappertutto, sull'asfalto, soprattutto sul bordo destro, visto che era nella mia tasca destra e poteva essere solo lì.
Mi sono sentito fuori di me nel senso che mi guardavo dall'esterno, mi sentivo come ubriaco, come nel panico, insomma, mi sono sentito fuori di me.
Dopo il terzo o quarto giro, dopo più di mezz'ora passata a fare avanti e indietro, ho pensato che c'avrei rinunciato. Stavo per tornare verso casa quando mi sono messo a cercare meglio, anche in mezzo alle aiuole: come volevasi dimostrare, era lì, in un aiuola, coperto dalle erbacce, oltretutto in verticale quindi quasi visibile e perfettamente mimetizzato a causa del suo colore. Era lì che mi aspettava, e quando l'ho trovato mi sono sentito subito più ricco (o meglio, meno povero) e soddisfatto dalla mia perseveranza.
E mi sono trovato subito.

(post scritto ascoltando Exit Planet Dust dei The Chemical Brothers)
Ora capisco perchè non mi hai mandato il link!
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Predefinito il post del saltello

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Originalmente inviato da gabo86 Visualizza messaggio
Avresti dovuto vedermi, dopo il bacio sulle scale, mentre uscivo dal portone di casa tua e incontravo tuo padre (che si sarà stupito di incontrarmi due volte in un giorno), mentre, col sole ormai dietro l'orizzonte e poca luce in cielo, accendevo l'ipod per mettere l'ormai classica playlist da "ritorno a casa dopo casa tua", e con una musica triste che più triste non si può, saltellavo per tutti i venticinque minuti che separano le nostre due case (a piedi), col buio che avanzava e la strada illuminata solo da poche luci, e con le canzoni tristi che andavano avanti finchè non è arrivata quella in cui Emiliana Torrini se la prendeva con la propria fortuna, con un jazz che faceva accapponare la pelle, e con me che saltavo ancora di più, che ridevo, che ormai stavo rotolando giù per la strada; ecco, in tutto questo, avresti dovuto vedermici. Ma sarebbe stata una botta eccessiva (in positivo) per la tua autostima, quindi meglio fare uno squillo appena arrivato a casa e chiudere così questa giornata.

Well, that's sweet, how nice.
Now what will I do?
Stand up and leave or just sit still and look at you?


E potrei anche aver fatto la scelta giusta.
Avevo iniziato ad ascoltare Emiliana Torrini pochi mesi prima, nel dicembre del 2007.
L'avevo scoperta per caso all'interno di un album dei Thievery Corporation; avevo adorato la "sua" celebre Until The Morning ma ancora di più la decisamente meno celebre Heaven's Gonna Burn Your Eyes", e avevo inaugurato con lei i piani settimanali. Ovvero, avevo preso la sua discografia e avevo ordinato gli album usciti fino ad allora (quattro) in ordine cronologico, e poi li avevo ascoltati uno ogni settimana. Avevo fatto una cosa simile un anno e mezzo prima con i Manic Street Preachers, ma in quel caso il periodo dedicato ad ogni disco variava, mentre solo con Emiliana Torrini iniziai ad utilizzare la cadenza settimanale. Dieci anni dopo, quando voglio approfondire un nuovo (per me) artista che mi ispira uso ancora i piani settimanali.

Avevo iniziato ad ascoltare Emiliana Torrini pochi mesi prima, e nei primi mesi del 2008 avevo legato i suoi primi due album, quelli usciti solo in Islanda, registrati in maniera semi amatoriale, composti quasi esclusivamente da cover e non considerati "ufficiali" sul sito dell'artista, insomma, due dischi quasi non riconosciuti, li avevo legati ad un rito giornaliero, o quasi (last.fm, appena consultato, mi ricorda che accadeva almeno un paio di volte a settimana). Quando uscivo da casa per andare, a piedi, a studiare da Carola, ascoltavo il primo disco; durava mezz'ora, io arrivavo in circa ventisei minuti. Quando poi uscivo da casa sua per tornare a casa mia, invece, ascoltavo il secondo.
Andavo a piedi perché volevo godermi un po' questo rito; avevo già sdoganato l'uso della bicicletta in città, soprattutto per andare all'università, ma se dopo Carola non dovevo andare a lezione, allora da lei c'andavo a piedi, e tornavo a casa a piedi. Croucie D'Ou Là all'andata, Merman al ritorno.

Avevo ricominciato ad andare a studiare da Carola di recente. L'avevo fatto anche tre anni prima, ma lì il motivo era palese: nonostante frequentassimo due facoltà radicalmente diverse, avevamo una materia in comune, addirittura con lo stesso libro di testo, e avevamo deciso di studiare insieme. Stavolta, invece, non c'era più nessuna materia in comune, ma andavo da lei, senza spiegarglielo apertamente, perché avevo deciso di darmi da fare attivamente con sua sorella.
Ora, la parola "attivamente" è un po' esagerata. E io avevo messo gli occhi addosso a sua sorella praticamente da sempre, sebbene fossi sempre stato bloccato dalla sua estrema timidezza (e silenzio, decisamente). Tutti dicevano che le due sorelle si somigliavano, e per alcuni tratti somatici era così, ma io ero affascinato dal mistero della sorella minore, che sembrava avere un mondo dentro sé senza parlare. Il fascino era rimasto lì, fermo, fino a una sera delle precedenti vacanze di Natale.

È incredibile che non l'abbia scritto qui, finita la serata, intendo. Perché sarebbe stato l'argomento perfetto per un post: Carola che mi invita ad una giocata a carte con il suo ragazzo ed i suoi amici, io che per non sentirmi un pesce fuor d'acqua (non conoscevo nessuno degli altri amici e il suo ragazzo mi odiava) chiedo di invitare anche Ciccio, mio amico da sempre (e tuttora) e compagno di classe in comune, e poi io e Ciccio che facciamo il banco a Baccarà, la serata che sembra promettere economicamente bene finché la sorella prende in mano le carte e per sei turni di fila "batte". Ora, che possibilità ci siano che una persona peschi due carte e per sei volte di fila la somma delle coppie di carte che riceve sia otto o nove? Fondamentalmente zero, eppure lei ce la fece. E quella sera giurai vendetta.
Quale migliore vendetta che farla uscire con me?

Inizialmente la cosa era andata molto a rilento. La prima volta le telefonai a casa, sapendo che la sorella maggiore era andata in vacanza col ragazzo, e le dissi che sarei passata a trovarla. Lo feci, ma non accadde niente.
La seconda volta le dissi di trovarci in centro perché mi serviva come "manichino" (le due sorelle avevano una taglia molto simile - uso il passato perché in seguito le cose cambiarono, anche se non ho idea di come siano adesso) per fare un regalo alla sorella maggiore; la stessa cosa era accaduta un paio di anni prima, ma lì nell'invito al "manichino" non c'era alcuno scopo; stavolta sì. Lo feci, ma non accadde niente.
Nel frattempo, comunque, capii che sarebbe stato utile andare da loro più spesso possibile, ufficialmente con la scusa di studiare con Carola, in realtà per vedere Erika. C'andavo un paio di volte a settimana ma raramente la situazione si smuoveva: la sorella piccola si limitava ad un saluto e basta.

Quel pomeriggio, però, le cose andarono diversamente. Carola passò metà del pomeriggio al telefono, e così io parlai tantissimo con Erika, sicuramente più di ogni altra volta in precedenza (e forse anche in futuro, non saprei). Parlai tantissimo e quando me ne andai...beh, l'ho scritto nel post. Canzoni tristi, canzoni tristi e poi arriva Premiere Lovin', da Merman, secondo album di Emiliana Torrini, e lì iniziai letteralmente a saltellare.
Ero felice. Mi era bastato pochissimo, ma ero felice. Ero riuscito finalmente ad ottenere un minimo contatto, le mie mattine e i miei pomeriggi avanti e indietro per Via del bosco, a piedi, avevano finalmente fruttato qualche parola in più.
Ed ero completamente invaghito della canzone. E non solo.
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  #7259  
Vecchio 13-05-2018, 00.57.21
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Predefinito peccato che non ci sia la canzone su youtube, merita tantissimo

Emiliana Torrini - Premiere Lovin'


You wore a dark, purple suit, with a tissue 'round your neck.
Lonely, eating tomato soup, I knew I had to check.

A broken ball of fruits, was lying by your side,
You offered me a chair, I guess just to be polite.

I guess this is my premiere lovin'.

You asked me with a voice of torn old silk.
"Do you want some berries with sugar, chocolate and milk?"

I'm here, look at me, but you just lit a cigarette;
"You're not quite what I'm looking for my little marionette"

I guess this is my premiere lovin'.
I guess this is my premiere lovin'.

Well, that's sweet, how nice.
Now what will I do?
Stand up and leave or just sit still and look at you?

Well, that's sweet, how nice.
Now what will I do?
Stand up and leave or just sit still and look at you?

Gleaming, you stood up obviously had a thrill.
I sat there alone of course I had to pay the bill.

That's just great, how nice, what a surprise!
My luck had run out, on to the beach, to the sun, resting, having fun.

I guess this is my premiere lovin'.
I guess this is my premiere lovin'.
I guess this is my premiere lovin'.
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  #7260  
Vecchio 13-05-2018, 12.54.06
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Predefinito oggi va così

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