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Vecchio 18-06-2018, 22.09.26
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Predefinito Una moglie bellissima

Settimana scorsa, non ricordo bene il giorno, ad un certo punto ho acceso la tv e mi sono imbatutto nel film di Pieraccioni "Una moglie bellissima".
Non è stata certo una pellicola candidata agli Oscar, ma è un classico del cinema Italiano diretto ed interpretato da uno dei miei attori prferiti, Pieraccioni appunto. E come in tutte le pellicole di Leonardo, c'è sempre la bellona di turno, in questo caso Laura Torrisi.
Evitando di commentare dal punto di vista estetico la stessa bellissima Laura, la storia (per chi non la conscesse) racconta in breve della vita matrimoniale di un semplice e simpatico marito (Pieraccioni) sposato con la bella e attraente Laura. La loro è una vita umile, si mantengono vendendo frutta ai mercatino locali, ma riescono nella loro semplicità ad essere felici e sorridenti. Finchè un giorno, per caso, incontrano il bel Gabriel Garko, il quale offre alla moglie un calendario "sexy" utile alla coppia per risollevare le proprie finanze...Ma purtroppo, il matrimonio va infrantumi,la bella Laura cede alla avances di Gabirel ed alla fine abbandona Pieraccioni andando da Gabriel (non Gabo, cchhh).
Il Pieraccioni tenta di risollevarsi, con molta fatica, prova a conoscere altre donne con l'aiuto del suo fedele amico Ceccherini, senza riuscire a trovare nessuno che possa reggere il confronto della sua ex moglie.
Alla fine, Laura rendendosi conto che Gabriel era solo uno stupido sciupafemmine, lo lascia, ha un incidente ed è li che ritrova suo marito Pieraccioni le sta vicino, tornando così alla vita semplice, ma felice di prima.

Quando si guarda un film si cerca di immedesimarsi nelle storie, nei personaggi,...
Ecco io l'altra sera non ho avuto molti problemi ad immedesimarmi nel ruolo di Pieraccioni...diciamo che se mi dovessero chiamare oggi ad interpretare quella parte, lo farei con molta naturalezza e credo con buoni risultati...
Ma nella realtà nessuno mi chiamerà ne domani, ne in futuro ad interpretare quelle parti, purtroppo la mia vita (al momento) è proprio così.
L'atra sera, un mio vecchio conoscente, tra una birra e l'altra, mi ha detto che mi vede spento, ed io gli ho risposto che è vero! Io c'ho provato (proprio come Pieraccioni) ad aprirmi al mondo, ma mi sono reso conto che io in questo mondo non mi ci vedo. Nessuno fa nulla per niente, c'è sempre uno scopo, un interesse, c'è sempre qualcosa che guida tutto...non c'è cuore... Io piuttosto che stare li in mezzo, preferisco starmene in panchina...sbaglio? forse, ma per ora non mi va di fare una cosa che non sento di fare.

E se tornasse "Laura"? Ma Laura tornerebbe anche domani, non è quello il punto, il problema è che per tornare bisogna avere piena coscenza di quello che è accaduto e non cercare scusanti, attenuanti,...La teoria del "ho sbagliato perchè tu..." in taluni casi è davvero da stupidi, chiusi e sopratutto è la risposta che quella coscenza dei fatti è proprio lontana anni luce...
E allora non mi resta che restare qui, tra un'uscita ed un'altra, una conoscenza e l'altra, in attesa di scoprire che in questo mondo esiste qualcuna che guarda oltre la semplice apparenza delle cose
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a cugini uguali corrispondono donne uguali

chiudi gli occhi e abbracciami forte...
e ti proteggerò da ogni cosa vorrà farti del male
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  #7302  
Vecchio 18-06-2018, 23.56.32
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Predefinito la cicatrice

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Chi mi conosce sa che la bicicletta per me è un'istituzione. E lo è praticamente da sempre. Nelle estati a partire dai dodici-tredici anni, ho sempre preso la mia bicicletta e passato interi pomeriggi vagando per i paesini ai piedi dell'Etna, vicino alla mia casa in campagna. L'ho sempre fatto, e chiaramente ogni anno mi spingevo più lontano.
Una volta (venticinque luglio del duemiladue) sono uscito di casa con la bicicletta. Appena uscito dal cancello, ho girato a destra e ho sbattuto contro lo specchietto retrovisore dell'auto di un mio cugino. Mi si è girato il manubrio e sono caduto a terra.
Fino al giorno prima avevo macinato chilometri. Magari allora non mi allontanavo più di una decina di chilometri (oggi anche 40-50 senza problemi), ma la caduta, per mia fortuna, avvenne praticamente a due-tre metri da casa mia. Fui "raccolto" da un vicino di casa, che mi chiese come stessi ("benissimo", risposi, mentre mi sentivo tutto rotto e grondavo sangue dal viso), e poi accorse tutta la mia famiglia "allargata" (zii, cugini, e ovviamente genitori) i quali si presero cura di me e decisero di portarmi al pronto soccorso. Mio padre guidava, Ale cercava di tenermi sveglio mentre io in realtà stavo per svenire, non so se dalla paura o dal dolore. In realtà avevo capito che sarei sopravvissuto, e che non mi ero rotto niente. Ero solo pieno di dolori. Al pronto soccorso mi misero su una sedia a rotelle, mi visitarono, mi spruzzarono cicatrene qua e là e mi dissero di stare a riposo per qualche giorno.
Rinunciai ad andare in discoteca quella sera, ma non rinunciai assolutamente al concerto di Jamiroquai, due giorni dopo, e a quello degli 883, tre giorni dopo (l'ultimo concerto degli 883 prima dello scioglimento, e uno dei concerti che ricordo con più piacere). Ricordo che al concerto di Jamiroquai un addetto alla sicurezza, guardandomi, disse "questo è quello che succede a fare i pazzi con la moto"...e io ovviamente non osai dirgli che ero caduto con la bicicletta, per giunta a due metri da casa mia. Al concerto degli 883, invece, ogni volta che ridevo poi urlavo dal dolore perchè avevo una ferita sulla bocca. E così il concerto era un'alternanza di risate e urla.
I segni temporanei che mi sono rimasti sono state croste su tutta la parte destra del volto, sulle ginocchia e sui gomiti. Sulla mano destra m'è rimasta una cicatrice, che mi hanno detto che non andrà mai via (seppur sia molto leggera e poco visibile).
Io adoro questa cicatrice. Sono affezionatissimo ad essa così come sono affezionatissimo al mio computer di bordo della bici che mi ricorda quanti chilometri ho macinato e a che velocità. Sono le due parti della stessa medaglia. La medaglia si chiama bicicletta, da un lato ci sono i chilometri macinati e dall'altra le cadute (la caduta, nel mio caso).
Però c'è da dire che io sono sempre stato lento con le riprese. Dopo quella caduta in bicicletta non toccai la mia "istituzione" per un anno intero, e quando l'estate dopo lo feci, andai pianissimo, tremando come una foglia, temendo di cadere. Dovetti stare tutta l'estate a prepararmi, in vista del giro dell'Etna di fine agosto. Sempre con la paura di farmi male.
Ormai quella caduta è un ricordo lontano. Ma è un ricordo utile: mi ricorda che "ti può tradire anche l'amico migliore", per dirla con Morgan. Che ci si può tradire da soli. Che ci vuole tempo per superare i tradimenti, le delusioni e le insidie. Che si possono fare centinaia di chilometri in giro per la provincia e poi si cade a un metro da casa.
E che i recuperi hanno velocità variabile. Alcune sofferenze si recuperano subito, altre dopo un po'.
Ma se c'è una cosa che ho imparato, è che nessuno,però,neanche la persona più importante al mondo può privarti della gioia di pedalare lungo una strada costeggiata da alberi in una bella giornata di primavera.
Dieci anni fa raccontavo che la cicatrice sulla mia mano c'era ancora, e probabilmente ci sarebbe rimasta per sempre. Ci sono due cicatrici, in realtà: una sulla nocca dell'indice, in rilievo (somiglia un po' alle cicatrici del vaccino del vaiolo), e una piccola macchia, quasi impercettibile, sul polso. In entrambi i casi, mano destra.
Ci sono ancora, e a questo punto sono sicuro che ci resteranno per sempre. Ricordo tutto di quella caduta, ricordo del vicino che mi raccolse, del viaggio verso l'ospedale con Ale e mio papà, del concerto dei Jamiroquai e di quello degli 883.

La cicatrice, anzi, le cicatrici ci sono ancora.
Il vicino di casa si è suicidato dopo aver ucciso suo padre a colpi di forbici.
Ciccio, il mio amico che è venuto con me al concerto dei Jamiroquai due giorni dopo l'incidente e che ha pedalato con me sull'Etna in più di un'occasione, si è sposato oggi.
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Vecchio 19-06-2018, 13.07.30
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Predefinito sogno o son desktop? (sarà il mio ennesimo post con questo titolo, ma tant'è)

Io già ho dei problemi con i sogni, nel senso che a volte sono così vividi da sembrarmi reali, con tutte le conseguenze del caso, ad esempio il fatto che ci metto un po' a capire che era soltanto un sogno.
Io già ho dei problemi con i sogni, ma se poi i sogni fanno lo scherzo che mi hanno fatto stanotte, allora il problema si fa serio.

Nel caso di stanotte, il problema è che il sogno che ho fatto era ambientato...stanotte. Cioè, all'indomani della giornata di ieri. Quello che ho sognato era "oniricamente" plausibile proprio perché conseguente a quello che è successo ieri (un matrimonio, fondamentalmente). Così stamattina, quando mi sono svegliato, ho pensato che era successo veramente quello che ho sognato, e c'ho messo un bel po' a capire che non era vero.
Una telefonata, poi, ha fugato ogni dubbio.

Ma si può?

(post scritto ascoltando Sputnik di Luca Carboni)
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Vecchio 20-06-2018, 08.03.21
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Predefinito stasera si firma

Se stasera il notaio dovesse chiederci "ma scusate, voi comprate casa senza essere legati legalmente?" ci toccherà spiegare che ci siamo conosciuti quasi nove anni fa in una calda sera estiva, con l'azzurrume a fare da filtro; che ci siamo scritti, inseguiti, separati, e poi ci siamo visti. E poi abbiamo preso la decisione di vivere vicini. E che il nostro legame è dovuto ad un tizio altissimo, smilzo e che saltella sul palco.
Quasi nove anni dopo, "come due bimbi proprietari di una stella", siamo ancora qui, anche se Jovanotti non lo ascoltiamo quasi più, ma io su queste pagine ci scrivo ancora ogni giorno. È passata tantissima vita da qui, ci passa ancora.
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Vecchio 20-06-2018, 23.42.19
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Predefinito "come due bimbi proprietari di una stella"

Mi dispiace terribilmente che la mattina sia andata com'è andata, e che il mio malumore si sia trascinato per tutto il giorno (e nei prossimi due giorni potrà solo peggiorare). Mi dispiace perché oggi doveva essere la firma dell'atto di compravendita dal notaio, e lo è stata; ma è stata anche una giornata in cui una corda sempre più assottigliata è stata tirata con sempre maggiore forza, e chissà come andrà.
Sarebbe materiale da post, ma oggi tocca ad altro. Tocca, appunto, a quella firma.

È una firma che ci vincola tantissimo. Non siamo ancora sposati e non so prevedere quando accadrà, ma se fossimo "solo" sposati senza una casa in comune saremmo meno vincolati che come lo siamo adesso, con una casa da ristrutturare e pagare in due, perché la cosa va fatta in due. Solo un figlio potrebbe vincolarci ancora di più, ma quello non è in cantiere al momento.

Devo ancora realizzare. Immagino che lo faremo quando appenderò il portachiavi col mio avatar alle chiavi della nostra nuova casa, quando scriveremo i nostri nomi sulla targhetta del citofono, quando inizieranno i lavori di ristrutturazione, quando poi finiranno e andremo davvero ad abitare là.
Intanto il primo passo è stato fatto. Era un passo potenzialmente pieno di ostacoli "legali", legali nel senso della legge, e invece sono stati superati tutti senza problemi. Adesso siamo proprietari di una casa.

E il meglio, come sempre, deve ancora arrivare (non "venire", mi spiace Liga, ma io sono nato 883 e morirò 883).

(post scritto ascoltando The Good, The Bad & The Queen dei The Good, The Bad & The Queen)
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Vecchio 21-06-2018, 23.56.34
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Predefinito trentadue

Max Pezzali è nato il 14 novembre 1967.
1 In +, il sesto e ultimo album di inediti del suo gruppo, gli 883, è uscito il 22 giugno 2001.
Uno In Più, la decima e ultima canzone dell'album, è uscita come singolo nel 2002. Dev'essere stata scritta in occasione di un compleanno, e l'ultimo compleanno utile per la scrittura dev'essere quello del 2000, visto che il disco è uscito nel 2001. Quindi, il trentatreesimo compleanno di Max Pezzali.

Il trentatreesimo compleanno di Max Pezzali dev'essere stato terribile, se gli ha dedicato una canzone così triste (splendida, ma triste). E il video è ancora "peggio", se possibile. Li adoro entrambi.
In "1 In +" (il disco, ma la stessa cosa vale per la canzone) Max Pezzali è in crisi totale. È l'album della crisi, una crisi personale che si sente in molte delle canzoni.
Il trentatreesimo compleanno di Max Pezzali dev'essere stato terribile.

Io so com'è stato il mio trentaduesimo: ieri abbiamo comprato casa, oggi mi hanno telefonato tutti i "catanesi": famiglia, zia, Ale, SQUOT (in due parti, ma ci tornerò). Ho passato una giornata anonima, non ho neanche visto Vero. Festeggerò domani con lei.
E so anche che per il trentatreesimo non sarò solo come Max Pezzali nel video e nella canzone. Saremo in due.
Ed è una differenza abissale.

(post scritto ascoltando Big Beach Bootique 5 di Fatboy Slim)
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Vecchio 22-06-2018, 13.40.26
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Predefinito collasso del reattore nucleare

La prima volta che ho sentito la parola "meltdown" è stato durante l'anteprima degli halflifedays, un anno prima di questi e cinque anni prima dei portaldays: io e Marti, dopo una serata passata con gli SQUOT a vedere un film orrendo ("40 anni vergine"), passammo la notte, dalle 2.30 alle 8.30, a giocare ad Half Life 2 Episode 1, primo dei tre seguiti di Half Life 2. O almeno, i seguiti sarebbero dovuti essere tre, anche se la serie si è misteriosamente interrotta dopo il secondo. Comunque, il protagonista doveva evitare che il reattore nucleare della Cittadella di City 17 collassasse: la parola che rendeva questo concetto era appunto "meltdown".
La seconda volta che ho sentito la parola "meltdown" è stato quando ho ascoltato l'album Me And Armini di Emiliana Torrini. Nella canzone che dà il titolo al disco, infatti, Emiliana dice di essere innamorata di un uomo impegnato, e tutti le dicono che sta "heading for a meltdown", si sta dirigendo verso un disastro. In questo caso il collasso del reattore nucleare è figurativo, si tratta solo di un disastro, e basta.
La terza volta che ho sentito la parola "meltdown" è stato quando ho iniziato ascoltare il quarto album degli Ash che si intitola proprio così, così come la canzone che gli dà il titolo.

Ho usato la parola "meltdown", nel corso degli anni, per descrivere la situazione di persone che, per motivi principalmente sentimentali, si stavano dirigendo verso un disastro, un po' come Emiliana Torrini. L'ho usata per molte persone, incluso me stesso. Ma il meltdown che ho davanti in questi giorni ha del colossale.

Non basta che il loro matrimonio sia in crisi dal primo giorno, per responsabilità diverse ma in ogni caso condivise. No, adesso è tornato il terzo incomodo, quello per cui lei ha lasciato lui per un anno più almeno due di strascico durante il quale, pur vivendo insieme (e insieme a me), lui continuava a vedere "l'altro". Poi ha deciso, sono tornati definitivamente insieme, l'altro è stato consegnato alla storia.
Ora è tornato. Convive anche lui, ma anche lui è in crisi. Passano un sacco di tempo insieme, si raccontano delle rispettive crisi, parlano e stanno bene insieme. Proprio quello che ci voleva, proprio quando sembrava che la situazione si stesse stabilizzando, eccolo.
Io e la sua amica e socia ne stiamo parlando molto, in questi giorni: non sappiamo se ci sia "qualcosa sotto" o se, più semplicemente, i due stiano passando molto tempo insieme e basta. Ma questo già sarebbe abbastanza per far suonare un campanello d'allarme, visti i loro trascorsi burrascosi.

E adesso?
Per fortuna adesso la casa nuova c'è, è solo questione di mesi e poi queste beghe "familiari" saranno solo un ricordo. O almeno, non saranno più familiari.
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Vecchio 23-06-2018, 00.03.30
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Predefinito "odio"

Ho scritto questa parola in un messaggio, e subito dopo me ne sono pentito.
Il punto è che l'unica volta che ho odiato una persona, l'ho fatto perché ha tentato di rovinarmi la vita. Revisioniste della prima ora sostengono che non l'abbia fatto volontariamente, ma il risultato è quello che dalla mia prospettiva c'ha provato, e ho finito per odiarla.

Non voglio più odiare. È stata una sensazione orribile e non voglio più farlo. E quello che sta succedendo in queste settimane, forse in questi mesi, deve scivolarmi addosso. Devo smetterla di starci male, devo smetterla di farmi fomentare il mio disagio. Il fatto che lei stia passando un periodo infernale non vuol dire che io debba fare la stessa cosa. Non ci penso proprio.

Devo darmi una calmata.

(post scritto ascoltando They Are Nothing Without Us di Cian Ciaran)
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Vecchio 24-06-2018, 15.16.08
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Predefinito il tuo sedere è un panorama morbido

E quando passi canti guarda come dondolo
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Vecchio 24-06-2018, 22.55.34
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Predefinito quest'anno più che mai, baruzzu

Happy birthday to you
happy birthday to me
ma quanta strada è che
dev
i avere già sul
contachilometri
senza grippare
guard
i indietro e sai già
che cosa trover
ai
nel tuo passato
i regali che
ti ha
fatto il tempo e che avr
ai
per sempre addosso
luoghi persone tramonti città
autogrill motorini gazzette nei bar
fidanzate perdute trovate motel
libri dischi profumi che h
ai in te
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Vecchio 25-06-2018, 21.39.16
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Predefinito 39 non sono 38

Sabato ho "spento" 39 candeline.
E' stato un giorno inaspettato, perchè ho passato una bella giornata! E devo dire grazie, oltre che a mio figlio che come sempre è stato presente, alla mia (ex) moglie!
Lo scorso anno anno, posso dirlo serenamente, ho passato di gran lunga il più brutto compleanno della mia vita sempre grazie alla stessa donna, che mi ha reso (volontariamente?) tristissimo questo giorno...Sabato, non so se per caso o meno, a voluto rendere lo stesso giorno che mi ha rovinato un anno fà, una bella giornata.
Ovviamente già alla domenica, al mio rifiuto di dare un colpo di spugna al passato, tutto è tornato come prima, cioè alla nuova normalità di questi ultimi mesi (ovvero non parlarci)...Chissà se un giorno capirà che più si comporta così incoerentemente e più non otterra nulla...Credo non lo capira mai, per il semplice fatto che non riesce a guardare oltre quello che vede e sente lei...non considerando affatto quello che sento IO, quello che ho passato IO, e quello che mi ha fatto LEI...
Negli ultimi mesi mi sono ritrovato senza la MIA casa, senza la famiglia che avevo costruito con tanti sacrifici, senza le certezze di sempre, ho dovuto cambiare casa 3 volte (fino all'attuale che seppur momentanea sento ormai come casa), ma sono ancora qui, più grigio ma non domo!
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Vecchio 25-06-2018, 22.43.46
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Predefinito friends will be friends?

Oggi io e Pippi abbiamo passato oltre un'ora al telefono. È bastato poco: un messaggio per il mio compleanno, uno scambio di battute e di ricordi, la promessa di risentirci. Poi, anziché lasciarla cadere nel vuoto, ci siamo sentiti per davvero.
È stata una chiacchierata normale, normale come lo erano le chiacchierate di sempre. O meglio, di sempre fino a cinque anni fa, perché era da cinque anni che non parlavamo così tanto, così a lungo, così approfonditamente. Mi spiace che sia stato molto "assente" negli anni, e che abbia spesso risposto picche alle mie proposte di vederci quando ero a Catania (se non con tutti gli altri SQUOT). È una scelta, e il fatto che oggi l'abbia praticamente rinnegata mi fa pensare che, chissà, c'è un'amicizia anche dopo l'amicizia. Non lo escludo. Di certo, però, non mi illudo che rientrerà rapidamente nella mia cerchia ristretta. Anche se devo capire chi ci sia nella mia cerchia ristretta.

Ci siamo raccontati delle rispettive situazioni lavorative, sentimentali, abitative; non abbiamo neanche accennato al tema "musica", ma servirebbe un'intera telefonata solo per quello. Ci siamo raccontati delle distanze, delle distanze tra persone che non erano distanti, ma servirebbe un intero post solo per quello (e ci sarà).

Poi, stasera, io e Vero siamo andati dal geometra, e quello di cui parlavo astrattamente durante la telefonata ad ora di pranzo si sta facendo via via più concredo.

(post scritto ascoltando Blue Trees dei Tren Brothers)
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Predefinito la settimana che mi ha cambiato la vita

Citazione:
Originalmente inviato da gabo86 Visualizza messaggio
Questa è l'ultima fase. E' l'ultima e probabilmente è quella che impiegherò di più a raccontare; è la più recente e ci sono più dettagli.
Inizia nel 2001 e finisce "chissàquando":a oggi, sono passati sette anni e non accenna a finire. Cambia, per carità, ma la crisi è sempre superata.
Prima del 2001, c'è un evento da raccontare, nel 2000: dopo la festa dei 25 anni di matrimonio dei tuoi genitori, tornando a Catania passammo dall'agenzia delle scommesse, e puntammo (su tua intuizione) 9.000 lire (che era tutto quello che avevamo) su "Milan-Barcellona 3-3". La sera, avevamo 540.000 virtuali in tasca. L'indomani mattina, le avevamo realmente.
Era una delle pochissime occasioni in cui ci vedevamo fuori dall'estate.
E prima dell'estate 2001, una cosa fondamentale da raccontare: iniziammo le nostre imitazioni. Imitazioni che oggi, a sette anni di distanza, sono il nostro principale "modo di conversare" (cioè, parliamo di tutto, ma lo facciamo con la voce dei nostri "personaggi", ovviamente realmente esistenti).
Nell'estate 2001, invece...beh, ricordo un po' di cose che ora, col senno di poi, erano un indizio di quello che sarebbe successo...ma allora non ne avevo idea.
Ricordo che tua madre ti parlava sempre di una certa Francesca ("vai a pranzo da Francesca?" "sei stato da Francesca?") e io non capivo chi fosse. E poi stavi ore al telefono con un'altra ragazza (non faccio nomi quindi la chiamo C.), e io non capivo. Mi avresti spiegato col tempo.

Novità di quell'estate furono i giri la sera. Con la macchina (la tua mitica Uno) o col motorino. Con la macchina giravamo i paesi, soprattutto Pedara. Con il motorino, una volta, mi portasti davanti ad un locale che si chiama Ikebana. Mi dicesti che c'eri andato una sera ed era carino. Perchè te lo dico? Lo sai perchè, ma ne parlerò più avanti.
E un'altra novità fu il torneo di pesca. Giornate (o nottate) intere a pescare. Alla playstation, con la levetta del dual shock come mulinello. Troppo divertente.
Ma insomma, non si capisce cosa sia cambiato.

Quando gli eventi di questa "storia" sono iniziati, io avevo 6 anni e tu 13. Andando avanti la differenza "percepita" sarebbe aumentata...finchè tu non hai deciso che evidentemente 15-22 era una differenza "accettabile". E così, quando a fine estate, io ero pronto per tornare a casa mia ed alla mia vita di sempre, mi facesti una proposta che mi cambiò la vita: "dopo che saremo tornati a Catania i miei partono per una settimana, ti va di farmi compagnia stando sempre a casa mia?". Lì per lì era una proposta "pacifica", che non mi avrebbe cambiato la vita. E invece...
...e invece quei sette giorni sono stati allucinanti.
Innanzitutto era un periodo particolare per te: stavi lasciando la tua storica comitiva di amici perchè frequentavi i figli di Francesca. Così finalmente capii chi era questa Francesca: un'amica di tua madre i cui figli erano tuoi amici. In quella settimana praticamente eravamo ogni sera a casa loro, anche perchè...c'era Valentina, la figlia piccola, che effettivamente mi piaceva non poco (ti ricordi la scusa assurda che usai per farmi dare il suo numero? Quella degli sfondi del telefonino da mandarle via sms...). E noi che passavamo le serate lì, con Salvo e le sue minchiate allucinanti (era il periodo in cui aveva appena saputo che non era passato a medicina...) e piano piano c'era una frase che iniziavamo a costruire, sera dopo sera...e alla fine della settimana era "guarda, se ci vuoi credere ci credi, se non ci vuoi credere niente...se vuoi ti do il numero e le chiami, però dal tuo cellulare perchè io non posso spendere soldi". Inoltre quelli erano i giorni dell'11 settembre (e con mio padre e mio fratello in America io non è che fossi tanto sereno...) e lui diceva "gli americani devono morire tutti, però mi dispiace per tuo padre e tuo fratello" e io non sapevo se picchiarlo o lasciarlo per cretino qual era. Scelsi la seconda.
Insomma, quei giorni erano così: di sera da quegli amici, di giorno per i fatti nostri. E per i fatti nostri voleva dire fare imitazioni e guardare la tv. Soprattutto alcuni videoclip che passavano. Vediamo se te li ricordi: Fatboy Slim - Ya Mama; Destiny's Child - Bootylicious; Addis Black Widow - Wait In Summer; Atomic Kitten - Eternal Flame. Proprio a proposito delle atomic kitten, ti ricordi la storia di come noi abbiamo conosciuto questo gruppo? Io avevo visto il loro video nella primavera precedente su MTV (nella european top 20 condotta da quella splendidissima conduttrice che era Joanne, la cui foto si trova qui). E insomma, d'estate (sempre estate 2001) c'eravamo fissati con una radio locale (radio antenna 1), che faceva delle trasmissioni simpatiche, durante le quale telefonavamo sempre (alla radio), per sentire le nostre canzoni preferite (su tutte Whole Again, sempre delle Atomic Kitten, che sto ascoltando ora e che mi danno i brividi nonostante il tempo. Inoltre chiamavamo alla radio perchè c'era un gioco a premi. E il premio era un cd. E, dopo innumerevoli telefonate, riuscimmo a vincere (vincesti tu) mentre eravamo a casa di Valentina...e andammo per la prima volta (prima di un miliardo di volte) alla sede della radio a ritirare il premio...cioè il disco dal vivo di Venditti (disco spettacolare). Poi io comprai il cd delle Atomic Kitten, e lo ascoltammo tantissimo in quella settimana a casa tua...soprattutto c'era una canzone, I Want Your Love, a cui noi cambiavamo il testo per farlo in versione Maccu (eravamo ancora agli inizi).

Insomma, quella settimana finì. Con strascichi di canzoni, risate, nuovi amici...e, quando l'ultimo giorno mi riaccompagnasti a casa, mi dicesti "magari ci vediamo prima dell'estate prossima, che dici?" Fondamentalmente era quello che volevo da una vita. Ma capisco che non pensavi che io fossi pronto. Quella volta, invece, l'avevi pensato. E da allora iniziò stabilmente un rapporto che, a parte alcuni periodi, dura fino ad oggi e durerà almeno per qualche altro secolo. E che, ovviamente, racconterò nei prossimi post.

PS quando leggi dimmi cosa ti ricordi e cosa non ti ricordi, di tutto questo.
Io credo moltissimo nel caso. Penso che non esiste niente a cui siamo destinati, ma semplicemente le nostre scelte, unite alle scelte degli altri, unite al caso, danno origine ai nostri intrecci che chiamiamo, semplicemente, vita.
Però forse io e Ale eravamo predestinati. O quantomeno, non dovevamo incontrarci, l'avevamo già fatto. Non dovevamo legare, l'avevamo già fatto. Non dovevamo condividere, l'avevamo già fatto. Quello che mancava, semplicemente, era che mi considerasse una persona "normale".

Quando ho scritto questo post avevo ventidue anni, e non avrei mai pensato che avrei potuto legarmi a una persona con sette anni in meno. Eppure Ale, sette anni prima, l'aveva fatto. Eravamo legati da anni, come cugini e compagni di videogiochi (e non solo) estivi, e a un certo punto decise di farmi passare una settimana con lui. Dopo quella settimana, di cui ho mille fotogrammi davanti agli occhi (raccontati più su, quindi non mi ripeto), diventammo amici "veri".

Adesso ho trentadue anni. In fondo sono molto legato ad una persona che ha sei anni in meno, quindi siamo là. Ale è ancora molto legato ad una persona che ha sette anni in meno, che sarei io. Io non smetterò di vivere questo legame come una delle cose che rende questa vita davvero degna di essere vissuta.
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Predefinito (not) to repel ghosts

Oasis - Where Did It All Go Wrong? <--- secondo me è bellissima


You know that feeling you get
You feel you're older than time
You ain't exactly sure
If you've been away a while

Do you keep the receipts
For the friends that you buy
And ain't it bittersweet
You were only just getting by

But I hope you know
That it won't let go
It sticks around with you until the day you die
And I hope you know that it's touch and go
I hope the tears don't stain the world that waits outside
Where did it all go wrong?

And until you've repaid
The dreams you bought for your lies
You'll be cast away
Alone under the stormy skies

But I hope you know
That it won't let go
It sticks around with you until the day you die
And I hope you know that it's touch and go
I hope the tears don't stain the world that waits outside
Where did it all go wrong?
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Predefinito le canzoni alla radio

Ora che lavoro in ufficio normale, con colleghi normali, in sottofondo si ascolta la radio. Solitamente Radio Italia, a volte altre radio. Ma solitamente Radio Italia.

La prima considerazione è sul mondo della radio. Io non ho mai ascoltato la radio in vita mia, con una breve eccezione tra il 2006 ed il 2007, e dodici anni dopo non è cambiato niente (ed ecco perché non ho mai ricominciato ad ascoltarla): la programmazione è monotona in maniera imbarazzante.
Ci sono canzoni che vengono passate ogni giorno: "Le canzoni" di Jovanotti, "Una grande festa" di Luca Carboni", spesso J-Ax e Fedez, spesso i Negramaro, spesso Tiziano Ferro, spesso le Vibrazioni, sempre Ghali, e sto scrivendo i primi nomi che mi vengono in mente. È incredibile: le canzoni sono sempre le stesse; almeno passassero vecchie canzoni di artisti ancora in voga! No, solo le ultime canzoni, e basta. Forse è Radio Italia il problema, ma trovo davvero imbarazzante l'algoritmo, se c'è, che seleziona le canzoni.
Continuo a rimanere legato al mio modo di ascoltare la musica, la musica che dico io, senza che qualcuno scelga per me. E se qualcuno mi chiede "ma tu che musica ascolti?" (ad esempio i miei colleghi, ogni giorno) io cerco di spiegare che ascolto "la mia musica". Non ho un genere preferito ma ho i miei artisti preferiti, alcuni di loro sono famosissimi ed altri sono completamente sconosciuti, e se mi chiedono "ma perché adori l'artista x e non quello y che gli somiglia un sacco?" io non so rispondere. Ascolto musica di tantissimi generi, è vero, ma sono molto settoriale all'interno di ogni genere.
E no, non ascolto la radio.

Anche perché, e questa è la seconda considerazione, la musica italiana secondo me è al suo minimo storico. Certo, la spazzatura c'è sempre stata, anche il primo Jovanotti era spazzatura (poi per me anche il penultimo, ma vabbè), anche i primi 883 erano spazzatura per molti (non per me, anzi, li trovo splendidi "a loro modo". Ma adesso c'è spazzatura vera. E anzi, ci sono tre "spazzature" che prese singolarmente potrebbero non essere così sconfortanti, ma il punto è che in Italia al momento ci sono quasi solo queste tre spazzature.
Spazzatura uno: i cantanti dei talent. Gente che non sa scrivere canzoni, che canta benissimo ma con un'espressività fasulla, che ha un grande senso del palco e che fa innamorare i ragazzini.
Spazzatura due: gli "indie". Gente che sa scrivere canzoni ma che non sa cantare (spesso) né suonare (altrettanto spesso). E allora finché si riciclano come autori può anche andar bene, ma quando cantano, cioè sempre, è un disastro. E fa impazzire i ragazzini alternativi.
Spazzatura tre: il rap/la trap. Forse il rap adesso sta andando meno di moda, ma questa cosa della trap è ancora peggio. Gente che non sa fare niente: non sa scrivere, non sa cantare, non sa suonare. Scrive cazzate, le canta con l'autotune su una base sintetica. Il peggio del peggio, che fa impazzire i ragazzini inquieti.

Insomma, in tutto questo cosa resta fuori? I cantautori "storici", che cercano di rimanere se stessi, ogni tanto ibridandosi con l'elettronica (a volte anche un po' troppo. Poco, pochissimo altro.
E poi mi si chiede perché non ascolto la radio?
Non ascolto la radio perché ho il mio fido iPod collegato allo stereo, e scrivere di musica orrenda mentre ascolto musica fantastica mi fa rendere conto di non stare sbagliando, ancora una volta.

(post scritto ascoltando The Illogical Consequence dei Planet Funk)
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Vecchio 27-06-2018, 13.40.00
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Predefinito "do you keep the receipts/for the friends that you buy?"

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Vecchio 27-06-2018, 13.41.12
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Predefinito avviso a baruzzi vari

Quanto ascoltato nel post precedente non ha alcun riferimento a una presa in giro di circa dieci anni fa (con una ragazza esosa che si faceva pagare di tutto ma poi non si faceva "comprare" affettivamente) né alla telefonata appena intercorsa.
Giusto per la cronaca.

(post scritto ascoltando The Fall dei Gorillaz)
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Vecchio 27-06-2018, 16.59.03
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Predefinito

È passato un anno dall'anno scorso.
So guarire dalle malattie, adesso.
Ma non so ancora realizzare i miei sogni.
Mi piace pensare che tra un anno scriverò: adesso so realizzare i miei sogni.
Ciò che non uccide, fortifica.
Ho sempre odiato questa frase, ma questa notte ho sgridato i mostri sotto al letto che non mi facevano dormire.
Sono scappati...spaventati.
Ieri ho ripercorso, dopo tanto tempo, la strada alla quale avevo dato il tuo nome perché la percorrevo, a velocità supersonica, per venire da te, sperando di trovarti, solo per poterti dire Ciao!
Sono passati tanti anni, sono cambiate tante cose.
Quella strada ha ancora il tuo nome.
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Vecchio 28-06-2018, 21.16.29
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Predefinito gli anni della scoperta

Un paio di settimane fa ho letto uno degli articoli del genere che odio su Repubblica (il genere che odio è "l'ultima ricerca dice che", e a distanza di mesi se non di settimane spunta sempre un'altra ricerca che contraddice la precedente), e l'ho fatto solo perché il tema era interessante.
Il tema era la musica, ma questo non basta: il focus era la quantità di musica nuova scoperta in relazione all'età. Secondo la ricerca il picco della scoperta coincide con i ventiquattro anni, mentre dopo si smette sempre più di scoprire musica nuova per concentrarsi su quella che si conosce già. In sintesi, dopo i ventiquattro anni si tende a mitizzare la musica scoperta fino ad allora e a chiudersi rispetto ad altri generi.

Premessa: io sono chiuso e basta. Non mi apro ai "generi nuovi", e se scopro musica nuova raramente si tratta di musica "davvero" nuova. Magari scopro gruppi di anni fa, magari ancora in attività ma non per forza, e raramente ascolto musica appena uscita e dico "mi piace". Ma questo non mi impedisce di scoprire musica nuova, anche se col mio metodo di approfondimento (piani settimanali) non posso scoprirne troppa, perché ogni nuovo artista va metabolizzato, eccetera.

Però...ho appena provato a vedere quali sono stati gli anni di maggiore scoperta musicale nella mia vita. La libreria di iTunes risale al 25 aprile 2006, quindi circa un anno prima dell'arrivo nella mia vita di last.fm, il vero "registratore" di ascolti. E però basta già quella per farmi tracciare uno schizzo approssimativo di "quando ho scoperto cosa", pur restando col dubbio se scoprire voglia dire ascoltare un disco e chissà il resto oppure voglia dire approfondire un artista. Non lo so bene, e ci sono artisti per cui le due cose non coincidono (ad esempio Carboni, ascoltato per la prima volta a vent'anni ma approfondito a ventisei).

Le tracce che ho seguito partono dai vent'anni, anche se so che nei miei diciannove ho scoperto il mio gruppo preferito (i Manic Street Preachers), il mio secondo gruppo preferito (i Flaming Lips) e altri artisti come i Cor Veleno. Ma se vogliamo andare indietro allora penso agli Elii, scoperti a dodici anni; a Fatboy Slim, a Moby e ai Planet Funk, a quindici; ai Subsonica, a sedici; agli 883, che ci sono da sempre. Quindi, inutile andare troppo indietro. Del resto la ricerca dice "ventiquattro anni", e ho provato a vedere se è vero.

A vent'anni ho scoperto i Marlene Kuntz, i Nouvelle Vague, i Keane, Joan As Police Woman, i Primal Scream, i Clash. Alcuni di questi artisti sono ancora fondamentali per me, altri decisamente meno.
A ventun anni Morgan, Emiliana Torrini, gli A Camp e Meg.
A ventidue Raiz, i PGR, Tricky.
A ventitré gli Yeti, Cat Power, gli Sparklehorse.
A ventiquattro i C.S.I., ma avevo poco tempo per ascoltare la musica perché era l'anno del mio trasferimento a Padova, senza un mio stereo eccetera.
A venticinque i Mercury Rev e i Sonic Youth.
A ventisei, aiuto: gli Alt-J, i Django Django, Brunori Sas, i Verdena, Carboni (se parliamo di quando l'ho approfondito davvero), gli Oasis, i Blur, i progetti paralleli di Sonic Youth e Fatboy Slim. Mamma mia.
A ventisette, i Perturbazione, i Cardigans, Nick Cave coi vari gruppi, i The Future Sound Of London coi loro mille pseudonimi, Smog anche quando poi s'è fatto chiamare Bill Callahan, i Dirty Three. Forse l'anno top, ma ero a Bruxelles e avevo veramente tanto tempo da passare da solo ascoltando musica.
A ventotto, Kim Salmon e tutti i suoi gurppi, i Super Furry Animals, i progetti paralleli dei Blur e degli Oasis, i Pavement, i Sun Kil Moon e tutti gli altri pseudonimi di Mark Kozelek.
A ventinove, gli Ash e la mia adorata Charlotte Hatherley.

Poi ho rallentato, anzi, mi sono fermato. Mi sono limitato ad approfondire gli artisti che già conoscevo, cercando tutti i loro dischi, in alcuni casi compilando le raccolte di B-sides, ascoltando tutti i gruppi in cui ognuno dei membri delle mie band ha suonato, che poi è uno dei miei modi di conoscere musica nuova. L'anno scorso, ad esempio, ho scoperto i Ride, ma solo perché il bassista della seconda metà degli Oasis ci cantava oltre a suonarci, ed è stato un colpo di fulmine.

Quindi? La ricerca dice ventiquattro, io dico ventisei/ventisette. Tuttora, ogni tanto, ci sono dei gruppi che mi "aspettano", un po' come la pila di libri sul comodino. Artisti come (faccio qualche esempio) i Cardigans, Smog e i Super Furry Animals avevo in mente di ascoltarli quando ancora abitavo a Catania, quindi prima del 2010, ma li ho ascoltati davvero tra le estati del 2013 e del 2014.
Ci sono artisti che mi aspettano ma poi mi rendo conto di non conoscere abbastanza bene quelli che già ho (e per conoscere abbastanza bene intendo una serie di parametri, come conoscere la discografia a memoria incluso l'anno di pubblicazione, saper riconoscere ogni canzone e saperla collocare nell'album a cui appartiene, saper tracciare la "curva del cambiamento" negli anni e collocare i dischi lungo la curva) e quindi negli ultimi due anni ho chiaramente rallentato.

E sinceramente non me ne frega niente che ci siano artisti "fondamentali" di cui non so niente. Io non sono un esperto di musica, sono un appassionato. La mia band preferita è una rock band gallese e se mi si chiede di Bruce Springsteen non saprei cantare neanche una canzone. Però ho tutto il mio micromondo, e preferisco approfondirlo anziché cercare altro.
Che poi era proprio il senso della ricerca su Repubblica, no?

(post scritto ascoltando Don't Tell The Driver di Mick Turner)
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Predefinito skype aiuta le amicizie di lunga data

Un'ora a parlare del più e del meno, o almeno, di quello che pensavo che sarebbero stati il più e il meno: lavoro, casa, eccetera, finché non è venuta fuori una bomba. Una bomba silenziosa, però, perché non mi ha voluto dire niente. Lo farà domani, forse. Non capisco tanta ritrosia, magari la capirò quando saprò cos'è successo.
Comunque, è inutile: per quanto mi riprometta di sentirlo più spesso, non lo faccio mai. Ma quando lo faccio mi chiedo perché non lo faccia davvero più spesso. Fantastico.

Quando quoterò un post "decennale" su lui?
In realtà l'ho fatto fino a pochi giorni fa. Quello su "Last Night".

(post scritto ascoltando Extra F.U.N.K. di Jovanotti)
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