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  #7981  
Vecchio 27-08-2019, 15.11.44
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Predefinito (i) no (che aiutano) a crescere

Tutto ruota sempre intorno a quella canzone degli 883, quella in cui Max Pezzali maledice "il giorno che ho detto no a crescere", e detto dal più grande ammalato della sindrome di Peter Pan è incredibile, tant'è vero che ci misi anni a digerire quella canzone.
In ogni caso, è un filo sottile tra crescere e no.

Sabato sera siamo usciti con Ciccio e sua moglie, una ragazza normalissima. Una ragazza "non del nostro gruppo", ammesso che il nostro gruppo esista ancora, ma che io e Vero abbiamo visto diverse volte, sempre con piacere. Ovviamente tra Ciccio e sua moglie ci sono delle differenze, ma sono una coppia molto unita.
Poi, eravamo seduti su una panchina di fronte al Castello Ursino, quando ho chiesto a Ciccio "parliamo dei dischi di quest'anno?". La sua risposta è stata "non ascolto musica da un paio d'anni". Ovviamente con "ascolto" non intende "sento alla radio o dove capita" ma "mi sforzo di approfondire e di stare attento a quello che ascolto". Mi è sembrato incredibile, visto che lui era rimasto l'ultimo con cui parlare di attualità musicale (Pippi è ormai fuori dal mio giro, Marti non si è mai "aggiornato", o almeno non sulla mia stessa lunghezza d'onda). Mi ha detto che avrebbe un quarto d'ora quando va al lavoro, ma esce di casa alle quattro e un quarto di notte e quindi non è comodissimo, e poi un quarto d'ora quando rientra. Per il resto "c'è lei".

C'è una serie, non lunga ma importante, di cose a cui non voglio rinunciare con la convivenza, e finora non è successo: la musica, i videogiochi, i libri. Non succederà, ce la metto tutta.
Però non voglio passare per quello che non vuole crescere.

(post scritto ascoltando Rings Around The World B-sides dei Super Furry Animals)
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Vecchio 28-08-2019, 03.09.18
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Predefinito Pedara, Italia

Ho sentito i discorsi ossessivo-compulsivi di Manu, che mi hanno tanto ricordato me a quell'età.
Ho raccontato e sentito i racconti di parenti.
Ho ricordato Tomb Raider e lo zio Saro lo ricordava quanto me.
Ho parlato di tutto con Ale, come già l'altroieri, e poi sono stato battuto a Wipeout, il cui torneo continua dopo ventun anni.

Com'era? I no che aiutano a crescere?
Anche avere dei punti fermi aiuta. Anzi, è fondamentale.

(post scritto ascoltando Chasing Yesterday dei Noel Gallagher's High Flying Birds)
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  #7983  
Vecchio 30-08-2019, 03.08.08
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Predefinito adesso sono troppo stanco per scrivere qualcosa oltre a quest'elenco

28/08/2013: Catania-Nicolosi-Rifugio Sapienza (versante Alberto Contador)
06/09/2013: Catania-Fornazzo-Rifugio Citelli (versante Coppi&Bartali)
15/05/2016: Catania-Zafferana Etnea-Rifugio Sapienza (versante Vincenzo Nibali)
02/06/2017: Catania-Linguaglossa-Rifugio Citelli (versante salvaiciclisti)
24/08/2018: Catania-Ragalna-Piano Vetore (versante Giro D'italia)
29/08/2019: Catania-Nicolosi-Salto Del Cane-Rifugio Sapienza (versante Tom Dumoulin)

Sei versanti, un vulcano, una vita.
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Ultima modifica di gabo86 : 20-09-2019 alle ore 21.46.00
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  #7984  
Vecchio 31-08-2019, 03.07.11
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Predefinito sembrava una recensione, e invece...

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Sono Guybrush Treepwood, e voglio diventare un pirata!

L'operazione è stata infinitamente più rischiosa del semplice remake di un film storico o della reinterpretazione di una canzone magari registrata decenni fa a qualità non altissima.
Come si fa il remake di un videogame?

Il gioco in questione è il primo Monkey Island, del 1990. Un gioco fantastico, che ha fatto la storia dei videogiochi e anche la mia, ma che - per ovvi motivi - soffriva di limitazioni tecnologiche: grafica estremamente pixellata, musiche in formato MIDI e assenza di dialoghi parlati. Così la Lucasarts, per rilanciare il franchise di Monkey Island (esce in questi mesi, scaglionato in cinque uscite, il quinto episodio), ha deciso di rimettere mano a questo capolavoro.
Impresa.

Impresa riuscita.

L'idea geniale, ma veramente geniale, è quella di lasciare tutto intatto. I luoghi. Il gioco. Le interazioni. I dialoghi. E' tutto intatto, con la differenza che stavolta gli sfondi sono ad alta definizione, le musiche sono suonate con strumenti veri e i dialoghi sono parlati e non solo scritti. E per fare capire che è tutto intatto, c'è un pulsante (F10) che permette di passare, in tempo reale, dalla versione moderna a quella antica e viceversa, per vedere che è tutto uguale. Miglioramenti tecnologici a parte.

Per me Monkey Island non è un gioco. E' un mito, è una parte di me. Specialmente la prima parte, quella ambientata su Melèe Island, ha qualcosa di mitico, per me. Tutte le strade, tutti i personaggi, tutte le ambientazioni, ha tutto un aura magica.
E incredibilmente, l'aura è stata mantenuta anche ridisegnando il gioco in modo da renderlo più appetibile alle giovani generazioni che mai si sarebbero sognate di giocare ad un gioco di diciannove anni fa.
Io, camminando per le vie di Melèe, dal labirinto nel bosco allo Scumm bar alle vie del centro, mi sono sentito esattamente nella Melèe di sempre. Quella in cui ho lasciato un pezzo di cuore che mai potrò recuperare, visto che l'ho lasciato in un posto che non esiste. Camminando là mi sono emozionato come sempre. Non pensavo che sarebbe andata così bene. Ok, mi rendevo conto che qualcosa era diverso, che era un po' tutto "ristrutturato". Ma si capiva che eravamo là. Tralaltro la soluzione del gioco la ricordavo a memoria e non ho esitato un attimo per tutte le quattro-cinque ore (con varie pause) del gioco.

Monkey Island è bellissimo.
Anche in edizione speciale.

E nel frattempo, continuano ad uscire le cinque parti che compongono il quinto episodio. Dopodomani dovremmo iniziare la seconda.
Rileggendo questo post dopo dieci anni mi viene in mente che forse ho mutato un po' il giudizio sul remake del primo Monkey Island, e in negativo (ma non troppo).
Mi viene in mente che vorrei rigiocarci, a quello dopo e a tutti i successivi, e me lo do come buon proposito post-ferie (anche se c'è una lunga coda davanti).
Mi viene in mente che di quel giorno, con la giocata al remake e in mezzo la partita epica dell'Inter all'indomani dello scioglimento degli Oasis, coincidenza raccontata nel mio romanzo e intorno a cui ruotano diversi eventi.
Ma soprattutto, una consapevolezza: ho scritto questo post, una forumista l'ha letto e abbiamo iniziato a sentirci. La stessa forumista adesso è sdraiata accanto a me e il suo numero di telefono è memorizzato nel mio telefono il nome di Guybrush Threepwood, che voleva diventare un pirata e invece ha trovato l'amore della sua vita.

Non so cosa volessi diventare, io, ma so cosa ho trovato.
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  #7985  
Vecchio 31-08-2019, 18.30.32
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Predefinito parco ciclistico dell'Etna

Un ex ciclista professionista, umbro ma ormai catanese d'adozione, ha realizzato il Parco Ciclistico dell'Etna, ovvero ha "ufficializzato" le sei salite asfaltate che portano in quota, facendo mettere una lapide in pietra lavica all'inizio di ogni salita, con tanto di profilo altimetrico, e un'altra all'arrivo. Non siamo al livello di perfezione delle "grandi salite del Trentino", dove ogni chilometro c'è l'indicazione dell'altitudine, della pendenza e della distanza rimanente, ma è già un passo avanti.
Sei salite, però. Per me ne esistevano quattro, ovvero le due che vanno al Sapienza e le due che vanno al Citelli. Ne ha aggiunte altre due, perché è stato Giro d'Italia (due anni fa e l'anno scorso) a percorrerle, e quindi, perché no?

Potrei andare a cercare i post che ho scritto dopo aver percorso ognuna di queste salite, e immagino che siano tutti simili: "da bambino sognavo di farcela ma mi sembrava impossibile, blablabla, e adesso ce l'ho fatta, blablabla".
Ma adesso il discorso è un altro: adesso ce l'ho fatta davvero.

Quando a diciassette anni sono arrivato a Fornazzo pensavo fosse impossibile andare oltre. Adesso Fornazzo è quasi un punto di partenza, diciamo un intermedio.

In sei anni, tanto è passato tra la prima e l'ultima salita, ce l'ho fatta. Alcune da solo, altre con Gaetano (fratello di Ale), altre con Ciccio.
Ma ce l'ho fatta. Ho chiuso un cerchio, per usare un'espressione a me cara (e, forse, da me abusata).

E adesso?
Dove mi porterà il vento del ciclismo?

(post scritto ascoltando This Is Not A Safe Place dei Ride
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Vecchio 02-09-2019, 03.05.24
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Predefinito il migliore

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Quando uscì l'ultimo (the latest, non the last) album d'inediti di Luca Carboni, Le Band Si Sciolgono, il forum lo accolse calorosamente. Io, per curiosità, lo ascoltai. E la mia (contestatissima) opinione fu lapidaria: è un disco scritto molto bene, con testi e melodie fantastici, e con un'interpretazione "carboniana", quindi intonazione non ai massimi livelli ed esse moscia tipicamente emiliana. Ma ha un difetto: è arrangiato malissimo, probabilmente uno dei dischi peggio arrangiati degli ultimi anni, pieno di suoni sintetici inutili. Ed è un peccato, perchè se fosse stato arrangiato - per fare un esempio a me caro - da Raf, sarebbe stato un disco ad altissimi livelli. E invece non lo è.
Così, lo abbandonai.

Qualche mese fa, sulla scia di Musiche Ribelli (il bellissimo album di cover di pezzi anni '70 ad opera di Carboni), ripresi in mano questo disco.
E la cosa buffa è che lo sto ascoltando abbastanza spesso. Non spessissimo ma spesso. E fa rabbia, perchè è veramente un gran cd, almeno quattro-cinque canzoni sono dei veri capolavori della musica pop, se non fosse per quegli arrangiamenti veramente osceni, che secondo me rovinano tutto.
Peccato.
Però mi piace ascoltarlo.
Fu proprio dieci anni fa, negli ultimi mesi del 2009, che imparai ad apprezzare "Le band si sciolgono" di Carboni, i cui ricordi lo legano più a quel periodo che a quello di tre anni prima in cui il disco era effettivamente uscito.
Imparai ad apprezzarlo e ma dovettero passare altri tre anni prima che diventassi davvero un fan di Carboni, prendessi tutti i suoi vecchi dischi e mi rendessi conto, cosa che ho fatto successivamente, che quel disco sia il suo migliore, o almeno quello che mi è piaciuto di più.
E non solo: è anche uno dei due dischi (l'altro è "Un'altra me" di Syria) di cui ho postato qui, in varie forme, tutte le canzoni che lo compongono.
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Vecchio 02-09-2019, 03.22.30
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Predefinito scene da un matrimonio

Arrivare in giacca e cravatta e ritrovarci lì, davanti alla chiesa, tutti quelli che siamo rimasti.
Presentare Vero ai pochi che non l'avevano mai conosciuta.
Lanciare il riso usciti dalla cerimonia.
Prendere le macchine e andare tutti insieme, zii e nipoti, a fare aperitivo mentre gli sposi si fanno scattare le foto.
Arrivare al locale e scoprire che non siamo divisi per famiglie ma per generazioni: zii ad un tavolo e cugini ad un altro.
Scattarmi una foto con Ale e pubblicarla in piena notte su Facebook con una canzone dei nostri 883 come sottofondo.
Mangiare tanto e bene e chiacchierare con persone che non si vedevano da una vita, purtroppo.
Passare una splendida serata con la mia fidanzata, la mia famiglia, il mio migliore amico e la mia famiglia allargata.

Tornare a casa e venire assalito da una botta di malinconia e una voce nella testa che sussurra "stai sbagliando tutto".
Non dormirci la notte.

(post scritto ascoltando Who Built The Moon? dei Noel Gallagher's High Flying Birds)
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Vecchio 03-09-2019, 15.38.01
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Predefinito quizas, quizas, quizas

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Chissà.
La cosa più romantica della fine di una relazione (amicizia o amore è abbastanza indifferente, in questo caso) secondo me è, o dovrebbe essere, il fatto che nessuno sappia più niente dell'altro/a.
Trovo bellissimo il fatto di immaginare, ed immaginare soltanto, cosa starà facendo quella persona, chi starà frequentando, in quale parte del mondo starà vivendo...è bellissimo. Soprattutto non sapendolo realmente.
Purtroppo oggi tutto questo è difficile. C'è internet, ci sono gli amici in comune, ci sono tanti fattori che hanno ridotto la lista delle persone "chissà" a due.
Ma con tutto il dolore che mi porto dentro, mi piace il non sapere assolutamente niente, e lasciarmi immaginare. Se sapessi, andrebbe via la magia. E forse tornerebbe il dolore (ammettendo che sia andato via, ovvio).
Dipende anche da quante tracce una persona lascia dietro di sé.
Io, ad esempio, ne lascio qui ogni giorno, e chissà se qualcuno le ha mai trovate (ci scriverò un post, prendo nota).
Ma gli altri?

Qualche mese fa ho scritto un post in cui elencavo le cose che chiederei (ipoteticamente) a persone che non vedo e sento da anni. Non sono, ovviamente, tutte le persone che hanno fatto parte della mia vita, ma sono le più importanti. Mancava Carola, a cui ho dedicato un post a parte.

Ma...chissà? Come cantava Carboni, appunto. Chissà?
Chissà cos'è successo a tutti?

Leggendo quel post, più o meno in ordine, e cercando qualcosa online, ho scoperto che:
ha aperto un ristorante tutto suo ad Amsterdam, sta con una giapponese ed è felice. E si è salvato;
mi sembra lo stesso sognatore sfigato di sempre (e io, invece?);
non ho idea dei dettagli, ma sembra stia bene;
si è sposato, e mi basta;
non ho idea;
non ha avuto fortuna, pare;
non ho idea, ma almeno è viva, e non era scontato;
non saprei, e forse è l'unico caso, neanche come rintracciarla: ha un nome e cognome comunissimi, e su Facebook ha millemila omonime;
si è sposata, e mi basta;
vive lontana, ha una bella carriera, ha un ragazzo e sta bene;
si è sposata, ma non avevo dubbi;
sta bene e tra queste persone è l'unica con cui mandiamo un messaggio con cadenza bi- o triennale, ma non ho idea;
non ho idea, anche se potrei averla, ma non mi interessa.

Di Carola, infine, l'unica informazione che ho risale a un paio di anni fa: convive col ragazzo di sempre e fa l'avvocato.

Ribadisco: si è persa la magia di non sapere più niente delle persone che hanno fatto parte della propria vita.
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Predefinito chissà, appunto

Luca Carboni - Lampo Di Vita <--- scrivevo appunto l'altroieri che dieci anni fa ho riscoperto questo disco che adesso considero un capolavoro

A quel tempo ero solo un ragazzo che stava cambiando la pelle
Non ero padrone di niente ero un angelo fragile e ribelle
A scuola me ne fregavo dei voti non volevo essere giudicato
Ma quanto entusiasmo che avevo e quanta voglia di imparare a volare

E che voglia di stare ad ascoltare e conoscere tutte le cose
Ma I professori non insegnano niente bisogna sempre fare da soli
Volevamo imparare a fregare il dolore
Essere felici imparare l'amore

Chissà se tu sei cambiata
Chissà dove sei finita
In questo lampo di vita
Chissà se sei stata amata

Chissà se quella ferita
Chissà se poi è guarita
In questo lampo di vita
Chissà se ti sei salvata

A quel tempo eri una ragazza nascosta tra I capelli e gli occhiali
Un angelo ingenuo e ribelle che provava ad aprire le ali
E chissà se hai imparato a fregare il dolore
Se sei felice se hai imparato l'amore

Chissà se tu sei cambiata
Chissà dove sei finita
In questo lampo di vita
Chissà se sei stata amata

Chissà se la tua ferita
Chissà se poi è guarita
In questo lampo di vita
Che ci sembrava infinita

Chissà se tu sei cambiata
Chissà dove sei finita
In questo lampo di vita
Chissà se sei stata amata

Chissà se la tua ferita
Chissà se poi è guarita
In questo lampo di vita
Chissà se ti sei salvata
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Predefinito spiagge e segnalibri

Nella mia auto-narrazione, un segnalibro è un qualcosa che, se fruito, riporta alla mente un momento più o meno lontano nel tempo in cui si è fruito della stessa cosa. Il mio segnalibro classico sono i dischi: quelli che, se ascoltati, mi riportano indietro al momento in cui li ho condivisi (che spesso, ma non sempre, coincide con il periodo dei primi ascolti) allora sono dei segnalibri.

Accade con i dischi, ma può accadere anche con altre forme d'arte. E può accadere anche con i luoghi, che forme d'arte non sono.
Le spiagge, ad esempio.

Ieri sono andato con Vero alla spiaggia di Marina Di Cottone. C'eravamo già stati coi miei la settimana scorsa e ieri ci siamo tornati. Non c'andavo da tantissimi anni, più precisamente dal 2008, quando c'andai con mia cugina Chiara. C'ero stato un'altra volta tre anni prima, con i genitori di mia cugina, e prima ancora nel 2000, qualche volta. Quelle volte, quelle dell'estate del 2000, erano le prime volte in cui vedevo Chiara, in cui ci siamo legati e in cui mi ha cambiato musicalmente la vita.
Tornarci dopo diciannove anni mi ha completamente fatto saltare le volte che c'ero stato nel frattempo: ero lì, sulla spiaggia dell'estate 2000, come se non fosse cambiato niente. Ho fatto una foto alla spiaggia e gliel'ho mandata.
Ha sorriso, dall'alto del suo (secondo) pancione.

Oggi sono andato con Vero e la mia famiglia a Vendicari. È una spiaggia in cui sono andato almeno una volta ogni estate in cui la mia famiglia prendeva in affitto una casa a qualche chilometro da lì, e in cui poi anni dopo sono andato ogni estate in cui Veronica è stata qui (cioè ogni estate da quando ci conosciamo). Bene, per me quella spiaggia è mia e sua, e non importa se ci sono stato altre mille volte in precedenza: è mia, sua e basta. E di Luca Carboni, se vogliamo pensare a quella volta che, tornati da quella spiaggia, siamo andati a sentire il concerto che mi ha fatto venire voglia di approfondirlo.
E durante quel concerto ha cantato una canzone che istantaneamente mi ha ricollegato alla giornata al mare e alla nostra relazione. Ma è una delle nostre tre canzoni di Carboni, e certe cose (forse) vanno tenute per sé. Quindi lascio riecheggiare il "chissà" di oggi, e basta.

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Predefinito chissà io

Io mi chiedo chissà, chissà cos'ha fatto quello, chissà cos'ha fatto quell'altro, ma io?
Se qualcuno si stesse chiedendo di me?

No, non sono cambiato. Anzi, sono terribilmente simile a com'ero. A come sono sempre stato. Conoscevi bene me a venticinque anni? Beh, sono uguale ad allora. Mi conoscevi a venti? Idem. Mi accusano di non voler crescere, ma semplicemente sto crescendo senza cambiare, e senza rinnegare niente.
Sono finito a Padova. Se mi conoscevi prima di nove anni fa è probabile che non te lo saresti aspettato/a.
Sono stato ma soprattutto sono amato, incessantemente da quasi dieci anni. È forse la certezza più grande della mia vita, oltre all'affetto della mia famiglia e al mio amore per la musica, per i libri e per i videogiochi. Un pilastro della mia vita è appunto l'amore che qualcuno prova per me.
No. Quella ferita, anzi, tutte le ferite, non sono mai guarite. Hanno smesso di fare male, alcune neanche si vedono più e si sentono solo se ci passi su col dito, ma no, non sono guarite. Le ferite non possono guarire. Ma non mi sembra sia un problema, dato che sto benissimo.
Dipende da cosa. Non mi sono salvato da me stesso, anzi, sono entrato sempre di più nel gorgo di me stesso. Ma ho una splendida donna al mio fianco che sa benissimo quando e da cosa salvarmi. Non mi salva da tutto e non lo fa sempre, e lo fa di proposito.

Il seguito di questa canzone per me è nell'ultimo ritornello di "Bologna è una regola", uscita diciott'anni dopo: la prima volta che l'ho sentito ho quasi pianto.

Io non sono partito
e non ti ho mai detto se mi hai salvato
e non ho capito come si fa


(post scritto ascoltando Hey Venus! B-sides dei Super Furry Animals)
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Vecchio 05-09-2019, 03.32.39
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Predefinito "andiamo a bere qualcosa? Erika"

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Esco con Erika.
Dieci anni fa mi arrivò quest'sms. Non era scontato: avevamo smesso di uscire la primavera precedente, e pensavo che, chissà, forse non ci saremmo più rivisti, anche perché il tentativo di tornare amico con Carola era palesemente in bilico. Eppure mi arrivò, ed uscimmo.
La passai a prendere e andammo a bere una bibita al chiosco vicino casa sua, in cui lavorava il fratello della quasi-moglie di Ale. Parlammo un po', poi la riaccompagnai a casa. Prima di scendere dall'auto mi invitò al suo compleanno, un paio di settimane dopo. Le dissi che ci sarei andato, e così fu. Tornato a casa vidi che mia mamma stava guardando "la casa sul lago del tempo", che avevo già guardato qualche mese prima.

Non sono sicuro di ricordare di cosa abbiamo parlato, ma sono sicuro di ricordare di cosa non abbiamo parlato: non le ho detto che qualche giorno prima, in seguito alla mia giocata alla Special Edition di Monkey Island, avevo iniziato a scambiarmi messaggi con un'utente del forum di Jovanotti. Non gliel'ho detto semplicemente perché non pensavo potesse essere una comunicazione utile ai fini della conversazione. Sì, mi sento da un paio di giorni con una, ma niente di che.
Non potevo saperlo, ma quest'una, la stessa una di allora, è sdraiata accanto a me guardando Instagram, mentre io scrivo sullo stesso forum di dieci (e per quanto mi riguarda, anche quattordici) anni fa.

Chissà se Erika l'ha mai saputo.
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Vecchio 05-09-2019, 21.25.06
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Predefinito marzamemi, prima e poi

A partire dal 1992 la mia famiglia ha preso in affitto una villetta nella quarta traversa del villaggio San Lorenzo, vicino Marzamemi, frazione di Pachino, in provincia di Siracusa. Mi rendo conto di averne parlato pochissimo nonostante ci siamo andati ogni estate degli anni '90 (e anche di alcuni degli anni '00, nonostante io ci sia stato molto meno), ma non è questo il focus del post.
Il focus del post è il paesino di Marzamemi, distante una manciata di chilometri, dove andavamo almeno un paio di volte nel corso del mese che passavamo lì. Era un villaggio di pescatori, poco abitato, con una bellissima piazza. Lì ha sede una delle mie aziende preferite, Campisi, specializzata in conserve ittiche. All'epoca c'era poco altro.

Dopo un po' le cose iniziarono a cambiare. Nel 2004 Ale si mise con una ragazza del luogo, e d'estate capitava che andassimo insieme lì. Marzamemi, nel frattempo, si era trasformata tantissimo, diventando un paesino pieno di movida "disordinata", un luogo in cui i ragazzi andavano a bere lasciandolo poi come una discarica o, ancora peggio, una cloaca. Era la fine di Marzamemi come la conoscevamo e, soprattutto, sembrava la fine di Marzamemi e basta.

Negli ultimi anni, invece, le cose sono cambiate. Non so come sia successo, ma Marzamemi è stata stravolta di nuovo, stavolta in positivo. Continua ad essere affollatissima, ma adesso i baretti che vendevano alcool a poco prezzo sono diventati degli elegantissimi locali. Il lungomare è sempre luogo di movida, ma stavolta "pulita", e la piazza centrale è diventata ancora di più una meraviglia.
Chiunque sia stato, ha fatto un miracolo. Se è stata la collettività, come immagino, vuol dire che c'è ancora speranza nel mondo.

Una piccola postilla personale, però: non riesco ad andare a Marzamemi e non pensare a quella sera del 17 agosto 2007, raccontata un anno dopo (non da me) in uno dei post più commoventi di sempre. Ecco, per me Marzamemi sarà sempre quella, io e Ale sdraiati in mezzo alla strada a causa del troppo alcool, lui che farfuglia qualcosa mentre cerca di alzarsi e picchiare il forse-nuovo-ragazzo della sua ex, e io che gli dico di lasciar perdere.
C'è il senso di un'amicizia intera in quel momento. E in quel post.
E forse anche in tutto il resto.

(post scritto ascoltando Stainless Style dei Neon Neon)
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Ultima modifica di gabo86 : 09-09-2019 alle ore 02.56.53
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Vecchio 07-09-2019, 15.50.06
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Predefinito IL concerto di Raf

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Pioggia
scendi su di noi
lava l'anima dal male
finchè ogni traccia sparirà


E' finito il concerto.
Un secondo dopo, ha iniziato prima a piovere, con gocce veramente gigantesche, e poi a diluviare.
E la pioggia ci scorreva dentro alle vene, e ha lavato veramente la nostra anima dal male. Mi sono sentito purificato. Concerto di Raf e pioggia.
Poi, magicamente, ha smesso.

[Poi vabbè, ha ripreso a diluviare mentre ero da solo in autostrada, ma ai fini del romanticismo del post è perfettamente inutile]
Ieri sera ho chiesto a Vero di uscire dalla camera, perché dovevo fare una cosa. Ho fatto partire "Cosa resterà degli anni 80" nella versione dal vivo contenuta in Soundview, e l'ho registrata sotto forma di messaggio vocale che le ho inviato.
Non era una cosa a caso: esattamente dieci anni prima c'era stata una giornata piena di cose. Il 36esimo e ultimo livello di Lemmings per PS2, a quasi un anno di distanza dal completamento del gioco originale; l'"anniversario" mio e di lè, pieno di promesse ulteriormente disattese; il viaggio in macchina ascoltando gli Yeti, che avevo raccontato due post prima di quello che ho quotato qui; il concerto di Raf con Chiaru'.
Proprio durante quel concerto avevo telefonato per la prima volta a Vero, con cui mi sentivo da qualche giorno; subito dopo le inviai un sms per affrettarmi a puntualizzare che nonostante quella canzone parlasse della "fine" di qualcosa, noi eravamo solo all'inizio. All'inizio di un rapporto che nel giro di due giorni ci vide confessarci il nostro interesse reciproco e che, dopo qualche settimana di confusione e di poca chiarezza (dentro di me), divenne una storia d'amore. D'amore e di vita, visto che sono passati dieci anni (domani, per la precisione).

PS simpatico: telefonai anche a lè durante quel concerto, per farle ascoltare non ricordo quale canzone. Scrisse qualcosa a tal proposito qui su c.a., ma poi Vero dopo di lei scrisse che aveva ricevuto una telefonata dal concerto di Raf, eccetera. lè si arrabbiò moltissimo ed editò il post.
Non ho mai saputo cosa ci fosse scritto.
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Vecchio 07-09-2019, 15.51.23
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Predefinito non so se sia un complimento, ma l'ho letto e mi sono sentito orgoglioso

Ti immagino sempre a vivere con un blocchetto di post It per non perdere nel flusso della vita ogni singolo istante da consegnare al futuro
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Vecchio 07-09-2019, 16.04.22
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Predefinito la colonna sonora del mio dolore

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Ti guardo mentre ti allontani
il volo basso di un gabbiano
i fari delle macchine in fila
l'odore del petrolio che brucia
il tempo che si mette male
il tempo non è lineare

se piove non puoi stare fermo
non era lei, non era questo il giorno
non era lei

E ancora non sai cosa dire
e ancora non sai quando andare
e ancora non sai mentire
le gocce non trovano il mare
e ancora non sai cosa dire
ancora non sai quando andare
e ancora non sai mentire
le gocce non trovano il mare


Saliamo sopra macchine che volano
le nuvole diventano tappeti
è notte e parlo a te che stai nel sole
chiudiamo gli occhi e dimmi cosa vedi

E ancora non sai cosa dire
e ancora non sai quando andare
e ancora non sai mentire
le gocce non trovano il mare
le gocce non trovano il mare
le gocce non trovano il mare
le gocce non trovano il mare
le gocce non trovano il mare
le gocce non trovano il mare
e ancora non sai cosa dire
ancora non sai quando andare
e ancora non sai mentire
le gocce non trovano il mare
Da quando avevo ripreso in mano "Un'Altra Me" di Syria avevo condiviso alcune canzoni con il senso di dubbio legato al rapporto tra me e Carola; quasi un anno prima, invece, alcune altre canzoni di quel disco erano state condivise con lè e con la nostra amicizia dirompente.
1968 (è questo il titolo di questa canzone) era invece lì, in attesa di essere condivisa. O compresa.

La compresi all'improvviso. Guardavo Ale allontanarsi, il mio tempo si metteva male, e di certo non era lineare, e soprattutto secondo me non era lei la donna di cui aveva bisogno. Il punto è che non sapeva cosa dirmi a riguardo, e soprattutto non sapeva mentire: era chiaro che volesse stare con lei, nonostante (secondo me) le gocce non trovassero il mare.
Di notte, poi, parlavo a lui che stava nel sole. C'era il sole dentro di lui, un sole pieno di amore e di progetti per il futuro imminente. La notte che mi circondava riguardava anche la mia vita, nonostante avessi appena conosciuto la donna della mia vita (ma non ero stato veloce quanto lui con la sua a capirlo).

Insomma, mi accorsi che questa canzone descriveva perfettamente il mio stato d'animo. Ero felice per lui nonostante non fossi molto certo della fonte della sua felicità, ma ero terribilmente triste per me che l'avevo visto allontanarsi così rapidamente da me.

Che senso ha dire "avevo ragione"?
E che senso ha pensare alla mia sofferenza di dieci anni fa quando la sua di oggi è infinitamente più grande e profonda?
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Vecchio 08-09-2019, 22.05.12
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Predefinito c'è qualcosa che non va

Stamattina mi sono svegliato con una serie infinita di macigni nello stomaco. In ordine sparso, il ritorno a lavoro domani, con una serie di arretrati pazzesca; la fine della vacanza dai miei, probabilmente l'ultima così lunga; i caratteri complicati dei miei fratelli; le amicizie che si sfaldano e i rapporti di gruppo sempre più complicati; mia nonna che sta peggio e mia mamma sempre più in trappola; Ale che sta male e non riesce a uscirne; le pressioni sociali, talvolta interne alla coppia, sul mio eventuale matrimonio, la serata di ieri che non è andata come doveva e non è riuscita a chiudere il diciannovennale cerchio rotondo come un disco in vinile.

Però io e Vero oggi festeggiamo dieci anni da quando ci siamo comunicati il nostro interesse reciproco, quindi facciamo che di questi problemi mi farò carico in un altro momento.

(post scritto ascoltando Be Here Now degli Oasis)
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Vecchio 09-09-2019, 22.47.29
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Predefinito it's our anniversary, I leave it ajar

Ieri io e Vero abbiamo festeggiato il nostro decimo anniversario. Oddio, non è che l'abbiamo proprio festeggiato, visto che abbiamo passato la mattinata lei dormendo dopo il matrimonio e io coi miei, il pranzo coi miei, il pomeriggio lei a fare la valigia e io a guardare la formula 1 con mio papà e la sera in volo seduti lontani, ma insomma, era ieri.
Era ieri anche se è stata una convenzione. Anche perché come si fa a scegliere? Ci sono casi (penso a Carola col suo ragazzo o ad Ale con la sua ex moglie) in cui la cosa è istantanea e quindi è facile decidere quando la storia è iniziata, ma noi?

Noi abbiamo scelto l'8 settembre, ovvero la notte in cui le ho dichiarato la mia attrazione e lei ha fatto lo stesso. Ma avremmo potuto scegliere il 31 agosto, giorno della mia giocata a Monkey Island che ci ha fatti "conoscere", o il 6 agosto, sera del concerto di Raf, o il 10, sera della prima telefonata, o il 18 febbraio dell'anno dopo, data del primo incontro e del primo bacio, o il 13 settembre sempre dell'anno dopo, quando mi sono trasferito a Padova per lei.
Avremmo potuto, ma abbiamo scelto l'otto settembre. Festeggeremo degnamente prossimamente.

È nato tutto qui, e non potrò dimenticarlo mai.

(post scritto ascoltando Evol dei Sonic Youth)
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Ultima modifica di gabo86 : 10-09-2019 alle ore 03.29.53
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Vecchio 10-09-2019, 03.22.58
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Predefinito lettera ad una forumista venuta da fuori

Ciao C.,
scrivo questo post sotto forma di lettera rivolta a te perché c'è una remotissima possibilità che tu possa leggerlo. Non scrivi qui da dieci anni e non passi da nove, e in fondo hai scritto solo qualche centinaio di post, quindi immagino che non passerai mai. Ma scrivere è scrivere a se stessi, quindi intanto io scrivo.
Faccio una premessa: non ho cambiato opinione su di te, non mi sei mai piaciuta e la cosa non è cambiata. Quello che però volevo dirti è che ho letto rapidamente tutti i tuoi pochi post, e ho notato che ti rivolgevi direttamente alla persona per la quale ti eri iscritta qui (ti sei iscritta proprio perché sapevi che qui ci scriveva lui, come hai candidamente ammesso anche tu) pur sapendo che non ti avrebbe letto. Lui, infatti, più o meno contemporaneamente aveva smesso di scrivere, e lo sai.
Ti confesso una cosa: lo sapevo che eri tu. Era un momento in cui il forum era ancora affollatissimo, ma in mezzo ai post ero riuscito a capire. Non era banale, non conoscevo nessuno che si fosse iscritto per "spiare" qualcuno, e quel qualcuno non era e non è una persona qualsiasi, per me. Così lessi nei tuoi post dei riferimenti ai miei, e capii che eri tu.
Parentesi: a lui non lo dissi. Non aveva senso dirglielo, preso com'era dalla sua nuova storia. "Sai, la tua ex scrive sul forum, legge i miei post su di te e li commenta su un altro thread"? No, non avrebbe avuto senso. Gliel'ho detto di recente, quello sì. Ma di recente per lui è cambiato tutto.

Insomma, ho letto i tuoi post, e nonostante la mia opinione su di te e sulla vostra storia non è cambiata, ho realizzato una cosa. Tu, in teoria, avresti potuto contattarlo, piazzartici sotto casa, torturarlo...e non l'hai fatto. Quando ti ha detto "sto con un'altra", dopo che eravate stati assieme per due anni e per altri due anni vi eravate frequentati con incostanza e mille problemi, ti erano bastate quelle parole per smettere di sentirlo. Ti sei iscritta qui, hai scritto qui quello che avevi ritenuto opportuno non dirgli più e hai evitato di dirglielo direttamente. Questo non basta per riabilitarti ai miei occhi, sia chiaro, ma se adesso soffre come un cane è perché la persona che è venuta dopo di te non sta facendo lo stesso, con conseguenze nefaste.

Per questo volevo ringraziarti.
E dirti che in ogni caso ti auguro tanta felicità, quella che purtroppo lui non ha.

PS non parliamo mai di te, ma qualche sera fa gli ho detto che ero passato dai "vostri luoghi" (ci passo ogni anno) e per un attimo si è chiesto se magari, chissà, sarebbe potuto essere felice con te, al posto di tutto quello che gli è toccato.
Abbiamo concordato sulla risposta negativa.

Buona fortuna
Gabo

(post scritto ascoltando The Birthday Party dei The Boys Next Door)
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Predefinito "mi manca la mia ex", ma non l'ho scritto all'epoca

Citazione:
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In altri tempi sarebbe stato facilissimo: prendere una persona, sederci al tavolino di un bar e parlare così, a raffica, farmi psicanalizzare, farmi leggere nelle pieghe del volto i miei punti di domanda.
E invece non c'è più nessuno.
Non c'è chi è andato via, non c'è chi ha preferito cambiare vita, non c'è chi ha preferito cambiare paese, non c'è chi ha preferito non esserci più. Potrei fare un elenco infinito, e depennare per qualche motivo ogni singola persona. Anche per motivi futili, magari. Ma avrei proprio bisogno di farlo.
Non potrò.

Perchè alla fine, parafrasando la mia concittadina, v'arricugghistuvu i pupi, vinni istuvu, e mi lassastuvu 'nta 'stu mari friddu.
Nel 2006 scoprii l'esistenza di "Single", una canzone di Elio E Le Storie Tese cantata dal loro polistrumentista Feiez, che non era mai stata pubblicata e che era reperibile online grazie al loro più grande archivista. Era una canzone molto simpatica che, con un po' di autoironia, raccontava della vita da single. Ero pronto a farla mia. Anzi, ero così pronto a farla mia che all'inizio del novembre di quell'anno pensai di pubblicarla nel thread "Se fosse una canzone" (Carta Azzurra non esisteva ancora e ogni sera, prima di andare a dormire, scrivevo un post in ognuno dei thread "classici" in cui io non ero stato l'ultimo a rispondere).
Stavo per farlo, poi conobbi Laura. Il mio sesto senso mi suggerì di aspettare, e mi fu chiaro nel giro di pochi giorni che sarebbe stato "fuori tempo massimo" condividere quella canzone, dato che single non lo ero più (o quantomeno stavo trovando una persona con cui condividere la mia solitudine).
Poi con Laura finì, ma quella canzone non la pubblicai più.

Il post che ho appena quotato è molto chiaro nella sua disperazione. Eppure non era il post che avevo in mente. Anche in quel caso, non trovai molto corretto scrivere quello che avevo in mente, visto che avevo appena conosciuto Veronica, e chissà cosa poteva succedere.
Così, mentre Veronica sciacqua le posate prima di metterle in lavastoviglie, scrivo quello che avrei voluto scrivere dieci anni fa, ma che non scrissi perché nel frattempo le cose stavano cambiando. In meglio, com'è ovvio.

Titolo: "mi manca la mia ex".
Messaggio: mi manca la mia ex. Mi manca terribilmente. Ogni tanto mi sveglio in piena notte e mi chiedo dove sia, e come possa fare senza di lei. Ma mi manca.
Mi mancano le notti svegli a parlare, i risvegli all'alba e i ritorni in bici infreddolito da fresco mattutino. Mi mancano le serate in silenzio ma piene di speranze, mi mancano i messaggi a qualsiasi ora del giorno e della notte. Mi mancano gli abbracci più dei baci, mi mancano le pizze in numerosa compagnia e quelle meno affollate. Mi manca tutto di lei.
Con lei era tutto diverso. Non se n'è andata di botto, anzi, forse non se n'è ancora andata del tutto, ma l'ho vista sfuggirmi dalle mani poco meno di un anno fa e l'ho vista andare in pezzi, e io con essa.
Mi manca la mia ex vita.
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