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  #7261  
Vecchio 13-05-2018, 23.57.58
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Predefinito numero 11

Sto rileggendo il seguito del mio libro preferito di sempre.
Il suo titolo è "numero 11".
Il suo sottotitolo è "storie che testimoniano la follia".
Se mai scriverò un altro libro, potrebbe essere un ipotetico sequel del sequel: "altre storie che testimoniano la follia".

Ps intanto sono in finale! Insieme ad altri 299...
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  #7262  
Vecchio 14-05-2018, 13.05.56
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Predefinito meltdown

È un po' come vedere qualcuno giocare a The Walking Dead o a qualsiasi altro gioco della Telltale post-Jurassic Park e vedere che, a ogni scelta di dialogo, di azione o di salvataggio di qualcuno, faccia una scelta diversa da quella che farei io.
E vedere che sta heading for a meltdown, per usare quelle famose parole di Emiliana Torrini che ho riferito anche a me in passato (quasi dieci anni fa, ormai) e non solo a me (più di recente) ma che mai come adesso mi sembrano vere e attuali.
Che poi, più che avere difficoltà ad addormentarmi non posso fare.

(post scritto ascoltando Meltdown degli Ash)
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  #7263  
Vecchio 14-05-2018, 13.06.51
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Predefinito Charlotte sempre nel mio cuore

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  #7264  
Vecchio 15-05-2018, 13.52.48
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Predefinito perfect symmetry

L'anno scorso, poco prima del matrimonio di Martino, mandai un messaggio nel gruppo Whatsapp degli SQUOT, dicendo che avevo fatto un calcolo. Ero diventato SQUOT nel 2003 (un'estate indimenticabile, che porto ancora "nel mio corpo", per dirla coi Gus Gus), lo ero rimasto a tempo pieno fino al 2010, anno del mio trasferimento per Padova, e al momento di mandare il messaggio erano passati sette anni dal mio trasferimento, così come ne erano trascorsi sette da SQUOT a tempo pieno. Sette anni vicini, sette anni lontani (ma sempre in contatto). Com'erano andate le cose? Feci un bilancio ma senza fare nomi, dicendo che in alcuni casi il rapporto si era rafforzato, in altri era rimasto uguale, in altri ancora affievolito (me ne veniva in mente uno in particolare, ma non volevo fare nomi). Ma in ogni caso, appunto, c'era stata una simmetria perfetta tra il tempo trascorso a Catania con loro e il tempo trascorso a Padova senza di loro, o almeno non ogni giorno.
Quest'anno la stessa cosa succede per me e Grazia, ma all'incontrario: abbiamo passato otto anni da "lontani", tra il 2002 e il 2010, e adesso ne abbiamo passati otto da "vicini", anzi, addirittura da coinquilini. Tanto lontani fisicamente eravamo allora, tanto vicini siamo adesso. Vicini fisicamente, però. Perché per il resto, sinceramente, ho qualche dubbio.

Ci sono due approcci a "cos'è successo"; tra i due il mio è quello più "buonista" e quello di Vero è il più "cattivista".
Il mio approccio vede che lei negli ultimi due anni ha trascorso un vero inferno (un po' come quello cantato da Bill Callahan in Feather By Feather) e questo le ha impedito di concentrarsi, anzi, di dedicarsi a qualsiasi altra cosa, incluso il nostro rapporto. Forse è riduttivo, è possibile, ma secondo me è così. Secondo Vero, invece, una serie di gelosie (per la sorella di Vero, ad esempio, che ormai è la mia migliore amica da un po') l'hanno portata ad allontanarsi per farmi capire che "ce l'ha con me".
Ad esempio, il mio libro. L'ho stampato e gliel'ho regalato per Natale, scrivendo nella dedica che lei era stata la "scintilla", perché la conversazione che ha fatto scaturire la trama è avvenuta con lei. Ora, un tuo amico, un tuo carissimo amico, una persona con cui hai passato tantissimo tempo, eccetera, scrive un libro. Anzi, scrive un romanzo, un romanzo scaturito mentre era con te, e ti racconta piano piano come si svolge la storia, ti chiede suggerimenti, scambia idee con te, e dopo un po' di mesi lo stampa e te lo regala. Quanti secondi dovrebbero passare tra il regalo e la lettura? Due? Forse tre?
Al momento sono passati quasi cinque mesi. Ha iniziato a sfogliarlo, poi basta. Mesi dopo le ho chiesto a che punto fosse col libro, e lei mi ha detto "lo sto leggendo a saltelli, tanto più o meno so di cosa parla". E no, cavolo! Io le ho chiesto deliberatamente di leggerlo in modo da trovare errori, da trovare buchi nella trama, salti in come sono raccontate le cose, insomma, fare un po' da correttrice di bozze (non l'unica, ovviamente), e invece no, quel libro è rimasto lì, immobile.

Così la settimana scorsa mi sono deciso a chiedere alla sua socia in libreria, nonché mia amica. Le ho chiesto di prendere lei quella copia e di leggerlo. In pochi giorni ne aveva già letto metà, segnando su un foglio i refusi, ed essendo entusiasta della cosa. Non capisce perché la diretta destinataria abbia trattato con tanta sufficienza il mio libro (e l'idea di esso), ma non importa. Su quello, appunto, ci sono due teorie. Certo è che la mia teoria "buonista" cozza col disinteresse totale provato per il mio regalo.

Che delusione.

(post scritto ascoltando Twilight Of The Innocents)
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  #7265  
Vecchio 16-05-2018, 20.01.47
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Predefinito dieci anni dopo, undici anni dopo

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Degli anni d'oro ho raccontato tutto. Tutto meno una cosa. Un videogioco. Ne parlo ora perchè è giusto che ne parli ora.

Tutti i giochi a cui abbiamo giocato sull'amiga, io non li avevo mai visti prima. Dopo magari sì (ne parlerò più avanti, in altri post), ma ognuno di quelli era una novità. Tutti, tranne uno. Si chiamava (e si chiama) Chip's Challenge; mio padre me l'aveva dato insieme ad una serie di videogiochi per la prima versione di Windows (il mitico 3.1, che probabilmente non hai mai visto), e ci giocavo da prima che l'avessi tu.
Quando Emanuele (il vicino di casa) ti diede quel dischetto (originale, probabilmente l'unico videogioco originale che tu abbia mai avuto per l'amiga), con stampato sopra il nome del videogioco (Chip's Challenge, appunto) e in corsivo a penna, scritto da lui, "labirinto" (con una calligrafia forse peggiore della mia), pensai: cavoli! Finalmente abbiamo un videogioco in comune!
Non ricordo l'anno...sto parlando della fine. Quindi 1995 o al massimo 1996. Insomma, giocammo a quel videogioco, e mi ricordo benissimo che alla fine dell'estate del 96 eravamo bloccati al sessantesimo livello...che era lo stesso livello a cui mi ero bloccato io, quando d'inverno giocavo allo stesso videogioco sul pc.
Fuori dall'estate io e te non ci rivedevamo spesso. Tra l'estate 1996 e quella 1997, ci rivedemmo alla cresima di Marco. Lì, prima della cerimonia, mi dicesti "ti ricordi il videogioco del labirinto? Poi c'ho giocato, e sono arrivato al livello numero 101! Appena inizia l'estate ci giochiamo", e io ero la persona più felice del mondo.

Arrivò l'estate 1997. Salii in campagna per trasferirmi lì con tutta la famiglia, come tradizione, e mi accogliesti con la notizia peggiore che potessi darmi: "L'amiga si è rotta".

Oddio.

E ora?

Chiamare il 1997 "l'anno della crisi" potrebbe sembrare esagerato, se il problema fosse stato solo l'amiga. In realtà, c'era un altro problema (ok, non è un problema, ma io allora lo avvertivo come tale)...problema che avvertii quando, mentre una domenica mattina salivo in campagna con la zia Anna (dopo essere stato a dormire a casa loro, come accadde per un'infinità di sabati della mia vita), la stessa zia mi disse "ma perciò, lo sai che tuo cugino Alessandro s'è fidanzato?".
Driin! Campanello d'allarme! Ale fidanzato = Ale non mi calcolerà più come un tempo. La cosa è anche normale, ma io avevo undici anni e non potevi pretendere di più da me.
Quell'estate compisti diciott'anni. Megafesta a casa tua (io indossavo una camicia di Paperino regalatami per il mio compleanno, cioè due giorni prima), e tanti bei ricordi. Tuo fratello era già fidanzato con la ragazza che poi sarebbe diventata sua moglie.
Quell'estate ti diplomasti pure.

Insomma, quell'estate non fu la migliore. Senza amiga nè altro con cui giocare, approfittammo della partenza di Marco e famiglia per farci prestare il suo Super Nintendo (console a cui ero legatissimo, ma per cose che non riguardano me e te e che quindi non scriverò qui), col quale giocavamo soltanto ad un videogioco: si chiamava International Superstar Soccer DeLuxe, non era molto famoso ma, abbreviando le iniziali (ISS) capisci che di lì a qualche anno sarebbe diventato molto famoso...
E tralaltro a me i videogiochi di calcio non sono mai piaciuti.

E poi c'era Sabrina. Che, giustamente, cercava di passare più tempo possibile con te, e tu con lei. Tra i ricordi "tristi" di quell'estate ne ho uno che, pensandoci undici anni dopo, mi fa scoppiare a ridere: eravamo una domenica tutti a pranzo da te, e c'eri tu che di pomeriggio volevi andare a mare con lei...solo che dopo pranzo si mise a piovere. Allora ricordo che c'eri tu che pregavi che smettesse di piovere, autoconvincendoti del fatto che, siccome la pioggia stava rinforzando ("sforza" è il termine preciso che usasti), allora sarebbe finita presto e sareste andati a mare. E io che, dentro di me, pregavo che non smettesse di piovere, così non saresti andato a mare e saresti stato un po' con me. Pazzo? Probabilmente. Ma ero (e a volte sono ancora oggi) così.

Fondamentalmente non c'è nient'altro di importante da raccontare di quell'estate. Le partite a trentuno la sera continuavano, il rito del festivalbar (era l'anno di "the summer is crazy" di alexia) pure, però mancava qualcosa con te. Qualcosa che avrebbe iniziato, lentamente, a rinascere l'estate successiva...per poi esplodere in quello spettacolo che continua ancora oggi.

Ma di questo se ne parla più avanti.
È buffo leggere e commentare un post dieci anni dopo averlo scritto e vedere che questo post faceva riferimento a un'estate di undici anni prima ancora. Insomma, ventun anni fa.
Eppure ricordo tutto benissimo, così bene che quando ho scritto il capitolo del mio (primo, autobiografico) libro dedicato a quell'estate, l'ho fatto di getto e rileggendolo somiglia tantissimo a questo post qua.
Ma mi tocca scrivere due note a margine su cos'è successo in questi dieci anni.

Nota uno: Chip's Challenge, poi, l'ho finito. Ma non nel 1997, no. E neanche nel 1998 o nel 1999. L'ho messo da parte, l'ho accantonato, non c'ho più giocato per una quindicina d'anni. E poi un paio di anni fa mi sono impegnato per completarlo: ricordavo bene, a volte benissimo, i primi sessanta livelli (quelli che avevo fatto anche a 8-9-10 anni). Uno in particolare, un vero e proprio labirinto, l'ho risolto al primo colpo, ricordandomi esattamente dove girare ad ogni bivio, senza sbagliare mai. È stato un momento magico, forse addirittura più magico del livello finale, completato ma senza che ad esso fossero legati ricordi particolari. La soddisfazione non fu paragonabile a quando completai Lemmings sedici anni dopo averlo conosciuto, ma fu una bella cosa comunque.

Nota due: Sabrina. Non ricordo il suo viso, ero troppo piccolo, ma ricordo benissimo tutte le sensazioni elencate nel post di dieci anni fa. Ricordo dell'annuncio della zia Anna, della festa di compleanno, della giornata sperando che non smettesse di piovere. Lei, però, non me la ricordo.
Qualcuno (tutti?) mi prende in giro, dicendo che io sia geloso. Di Sabrina probabilmente lo ero, ma le altre le ho sempre rispettate finché hanno rispettato me o, almeno, il loro fidanzato/marito. Solo una ha mancato di rispetto a me, ed è stata un evento incredibile, forse l'unica volta in vita mia in cui ho pensato di "mollare".
Poi, per fortuna, non l'ho fatto.
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  #7266  
Vecchio 17-05-2018, 23.20.36
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Predefinito checichecichecichecichecichecichecichecifaccioqui? checifaccioqui?

Tre conversazioni, oggi, che hanno minato la mia già precaria capacità di sentirmi adatto a questo mondo e parte di esso. Meriterebbero forse un post ognuna, ma adesso va così.
Nella prima, mi sono sentito dare, a turno, del sospettoso, del malfidente, dell'insicuro, del fastidioso, eccetera, per un mio legittimissimo sospetto (quasi certezza, viste le circostanze) anche se alla fine pare che mi sia sbagliato. Il bello che è avevo scritto "l'importante è che tu non mi risponda sulla difensiva" che è esattamente quello che è avvenuto.
Nella seconda, mi sono sentito dire di un futuro allontanamento che ci sarà quando andrò via da questa casa e che la causa dell'allontanamento sarà soprattutto mia e della mia pigrizia e della mia "non volontà di fare cose che non ti piacciono" (parole sue: ma davvero?) e dell'aver smesso di cercare un terreno comune. Il bello è che io avrei mille motivi per cui pensare che da parte sua ci sarebbe ancora meno volontà.
Nella terza, mi sono sentito raccontare, dopo anni, storie di gelosia (anche) a mia insaputa, suggerimenti ormai fuori tempo (spero), retroscena di cose dette su di me e di atteggiamenti liquidati con un "sono femmine". Il bello è che quello che alla fine è rimasto sono io.
Per fortuna è mezzanotte e posso andare a dormire.

(post scritto ascoltando Dig Your Own Hole dei The Chemical Brothers)
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Vecchio 18-05-2018, 13.55.39
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Predefinito lo scudetto più bello

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Stamattina al mare. Il "solito" mare, con poca gente. Del resto tutti erano a prepararsi per la partita. Ce ne siamo accorti quando, tornando (meno di un'ora prima del fischio d'inizio), non c'era veramente anima viva per strada.
Pranzo al volo,e via verso la casa dove avrei visto la partita. Lì, il delirio: divisi tra due televisioni, ognuno tifava per quello che voleva, fondamentalmente. Che poi il bello è stato quello: era un po' tutti contro tutti, c'era anche chi tifava contro il Catania.
Finchè l'Inter pareggiava, ero nell'angoscia più totale.
Quando l'Inter ha segnato, ho iniziato ad urlare. Per più di un minuto, in trance.
Quando l'Inter ha raddoppiato, ho capito che le mie paure erano infondate.
E ho capito che avrei rivissuto le stesse emozioni che avevo vissuto un anno prima, a Roma.
Al triplice fischio, ho urlato di nuovo anche se sapevo che ormai era da qualche minuti (dal gol del Catania) che lo scudetto era nostro.
Urla, Catania in festa, io in festa nel mio cuore (andare in giro con la maglia dell'Inter avrebbe significato morte certa).
La scommessa non l'ho strappata subito. L'ho strappata sotto il mio portone, non da solo ovvio. Non avrebbe avuto senso.
Ed eravamo tutti e due lì, come l'anno scorso. Stavolta in casa. A gioire. Lui gioiva doppio, anche per il Catania. A me non importava molto, ma sono felice.

E poi i festeggiamenti in tv, Controcampo, gli sms di felicitazioni e il mio avatar di msn.

Forza Inter. Come stamattina. Anzi, un po' di più.
Tiro su questo post non perché racconti qualcosa che dieci anni dopo è cambiato (oddio, in realtà sì: io mi sono trasferito dall'altra parte dell'Italia, l'Inter è da anni che non vince più niente anche se nei due anni successivi al post c'ha dato parecchie soddisfazioni, la casa dove abbiamo visto la partita non è più abitata da chi ci abitava all'epoca) quanto perché è un'istantanea di quella primavera, dei nostri sabati e domeniche al mare (come le due primavere precedenti), delle partite e di tutto quello che ha reso speciale quel periodo.
Anche questo periodo è speciale, ne sono sicuro: lo guarderò in retrospettiva tra dieci anni e lo considererò tale (impossibile considerare un periodo speciale mentre lo si vive, la storia si fa dopo). In questo momento, però, rileggendo della primavera di dieci anni fa, leggo quello che stava succedendo: si stava preparando una bellissima estate e poi, subito dopo, l'autunno più bello di sempre.
Intanto, però, vincere quello scudetto fu un'emozione incredibile, per le modalità e per tutto il resto.
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  #7268  
Vecchio 21-05-2018, 23.08.28
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Predefinito e sempre a proposito di Inter

Ieri sera è stata una partita epica. Non solo per il risultato positivo: è stata epica perché ha vendicato contemporaneamente una partita di sedici anni fa e un'altra di un mese fa, e l'ha fatto mescolando le due partite infauste. Peccato non essere stato con Ale, ma la compagnia era ottima e il viaggio di ritorno ovviamente pure.

(post scritto ascoltando On The Floor At The Boutique di Fatboy Slim)
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  #7269  
Vecchio 22-05-2018, 18.15.42
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Predefinito "sono a lavoro...e sono sul forum"

Era un titolo di un thread, no? Solo che quando lo leggevo io non avevo idea di cosa fosse il lavoro, e per fortuna adesso un'idea me la sto facendo.

L'altro ieri sera, all'altezza di Bologna, ho ascoltato Sheik Yer Zappa di Stefano Bollani. Ho già scritto che ho visto il concerto tratto da quel disco (che poi era anche quello un disco dal vivo) a Noale, un paesino della provincia di Venezia, senza sapere che sarei finito a lavorare lì per tre mesi.
Adesso è passato un mese da quando ho cambiato lavoro e sembra che sia cambiato tutto. Sono molto più sereno, pagato meglio, torno a casa per pranzo (tranne oggi, ma diluviava), mi sveglio un po' più tardi la mattina, sto riprendendo i miei ritmi di sempre, e soprattutto l'ambiente è impagabile. Ci divertiamo un sacco e contemporaneamente lavoriamo sodo. È passato un mese e non ho uno straccio di dubbio che la scelta sia stata giusta, per una volta.

E adesso mi prendo cinque minuti di relax prima di chiudere tutto e tornare a casa, dove c'è la mia bella che mi aspetta (dai che manca poco).
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Vecchio 24-05-2018, 00.49.04
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Predefinito last.fm, undici anni dopo

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Esattamente un anno fa, una persona (mica una a caso, diciamo la protagonista di quel periodo della mia vita) mi fece iscrivere a last.fm, meravigliandosi che io non conoscessi questo spettacolare sito.
Per chi non lo sapesse, questo sito memorizza tutta la musica che si ascolta e poi genera classifiche personali e globali, oltre che misurazioni di compatibilità musicale con altri utenti e consigli su nuova musica da ascoltare.

365 dopo la mia iscrizione, ho ascoltato 33250 canzoni (ovviamente non tutte diverse, alcune le ho ascoltate più volte). L'artista che ho ascoltato di più in assoluto è Stefano Bollani (2703 ascolti), la canzone che ho ascoltato di più Liebestod di Morgan (97 ascolti).

E un anno dopo, mi rendo conto di aver frantumato ogni record di ascolto, probabilmente. Ma perchè la musica è la mia vita, ecco perchè.
Dieci anni fa festeggiavo il mio primo anno su last.fm. Oggi, quindi, festeggio i miei primi undici.
Undici anni su un "social network" (ma lo è davvero?) sono tantissimi. Sono iscritto da più tempo solo al forum, ma qui sono stato incostante; su last.fm, invece, non c'è stato giorno (o quasi) che non abbia "partecipato". In fondo per partecipare basta ascoltare musica, e io di musica ne ascolto tantissima.
Last.fm è uno dei punti fermi della mia vita. Non lo consulto ogni giorno ma so che i miei dati sono lì. Se voglio vedere in che periodo ascoltavo maggiormente una canzone vado lì, e lo stesso vale per sapere in che momento preciso l'ho ascoltata, o ho ascoltato un disco, eccetera. È un diario dei miei ascolti, un diario pubblico e per me fondamentale. Pare che oggi non sia usato più come un tempo, perché oggi c'è spotify, eccetera. Magari un giorno chiuderà, ma quel giorno sarà un disastro (paragonabile solo al disastro della chiusura del forum, poi tutto il resto può pure chiudere).

Sono passati undici anni dalla mia iscrizione e l'unica persona della mia cerchia di "amici" (su last.fm) che sembra ancora usarlo ogni tanto è proprio quella che me l'ha fatto conoscere. Per il resto c'è gente che non ascolta musica (ovviamente la ascolta, ma non ha più il lettore collegato al profilo) da anni, alcuni quasi un decennio. E poi ci sono io, che la ascolto ogni giorno.
Così tanto "ogni giorno" che le mie statistiche sono aggiornatissime.
I Manic Street Preachers sono stabilmente primi con (in quest'istante) 22915 ascolti, e sono effettivamente il mio gruppo preferito. Seguono i Flaming Lips con 17762, poi Stefano Bollani, poi Elio E Le Storie Tese, poi Raf, poi i Primal Scream. Tra gli artisti che ormai non fanno più parte della mia vita (ma che restano in classifica per via dell'averli ascoltati parecchio anni fa) c'è Jovanotti, al decimo posto, Emiliana Torrini, al diciassettesimo, e Morgan, al diciannovesimo. Per il resto ci sono anche relative new entry, artisti che fino a qualche anno fa non sapevo neanche chi fossero e adesso sono lì, in classifica insieme alle mie colonne storiche.
Last.fm è così, è impietoso nel mostrarmi ascoltatore compulsivo di musica e nel mostrare i miei gusti passati, presenti e chissà, magari anche futuri.
Un sito dal quale non posso prescindere.

Ps: ho ascoltato 340959 canzoni negli ultimi 11 anni. Sono 84 al giorno. E sono sempre album interi, mai canzoni singole (ma questa è un'altra storia).
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Ultima modifica di gabo86 : 24-05-2018 alle ore 00.52.38
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Vecchio 24-05-2018, 20.19.44
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Predefinito "casa"

Stamattina sono uscito da casa, la casa per cui pago l'affitto. Adesso sono in aeroporto e sto andando a casa dai miei genitori, dove ho abitato per i miei primo 24 anni. Quale luogo è più casa dell'alto? Lo sono entrambi, in modi diversi. Poi, stiamo per comprare casa (o almeno, ce la stanno per comprare i miei, almeno in parte), e quella probabilmente sarà la casa definitiva. E in quella casa ci sarà una o alcune mattonelle prese dalla casa in campagna, quella delle estati con i parenti e le serate con gli amici e mille altre cose, e portare le mattonelle da quella che ho sempre considerato la mia casa più importante a quella nuova è un gesto simbolico ma fondamentale.
Nel frattempo sto ascoltando i Manic Street Preachers e anche se è il nuovo album, che ho ascoltato ovviamente ancora meno volte degli altri, mi fa sentire a casa.
In fondo, home is where heart is.

(post scritto ascoltando Resistance Is Futile dei Manic Street Preachers)
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Predefinito noi vs la tecnologia

Avrei dovuto capire che sarebbe andato tutto storto quando, entrando nell'auto nuova e collegando l'iPod alla porta USB, ha iniziato a riavviarsi in continuazione come a dire "a cosa mi hai collegato? Non capisco", e così addio musica per strada.
Avrei dovuto avere un'altra conferma quando, appena è entrato nell'auto nuova, non è riuscito a collegare il suo telefono con il Bluetooth all'autoradio, e così addio musica per strada anche nel tratto da fare insieme.
E così era inevitabile che, arrivato a casa sua dopo una cena luculliana e tonnellate di chiacchiere (continuate a casa sua), ho tirato fuori la PS3 dal sacchetto e mi sono accorto che mancava il cavo di alimentazione, probabilmente rubato da mia sorella.

Poco male, anzi, pochissimo male: ci siamo comunque divertiti ad un videogioco che comunque non era il nostro, abbiamo comunque passato una splendida serata noi due da soli (non succedeva da gennaio, e di serate come queste ce n'è sempre bisogno), abbiamo giocato a calcetto e mi ha asfaltato 7-2, abbiamo parlato di passatopresentefuturotuttoinsieme, insomma, è stata una splendida serata. Quindi, chissenefrega che non giochiamo al nostro Wipeout dallo scorso agosto.
Però il prossimo agosto saremo ancora qui, stavolta a giocarci davvero.


(post scritto ascoltando Forever di Luca Carboni)
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Predefinito le tre del mattino

Sono appena tornato da Catania e pensavo di scrivere un post sul rientro (che pensavo di scrivere ieri sera ma poi ho pensato "e se da qui al rientro succede altro?", così l'ho rimandato), però lo rimando nuovamente perché stasera è successa una cosa che accade raramente.
Ho letto un libro, e in effetti accade spesso, solo che l'ho letto tutto di fila. L'ho iniziato e l'ho richiuso solo dopo averlo finito. Non era lunghissimo, c'ho messo meno di due ore, ma leggendolo senza soluzione di continuità sono completamente entrato nella sua atmosfera e me lo sono goduto ancora di più.
E adesso dormo prima di uscirne.
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